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  • Filly di Somma

    Si chiama La Pausa e già il nome racconta molto di questo luogo iconico arroccato tra le spiagge e il mare cristallino della affascinante Costa Azzurra, lì dove la famosa stilista amava rifugiarsi dalla frenesia di Parigi.

    Siamo a Roquebrine-Cap-Martin, ed era il rifugio preferito di quella che tutti noi ricordiamo anche come essere Gabrielle. Una donna straordinaria che rivoluzionò il mondo della moda e ancora oggi a distanza di anni, il suo stile resta eterno. In questa sua casa amava ricevere personaggi anche famosi, quasi come se fosse un “pensatoio” dove incontrarsi.

    IG @c_w_interiors

    Il mese prossimo finalmente questo luogo intriso di arte, storia, bellezza e leggenda aprirà dopo un attento restauro. Sarà il luogo dove il team creativo della più famosa casa di moda francese – Chanel – si ritirerà per sviluppare nuove idee e progetti in nome di Lei, la grande Coco. Ma non solo, la villa sarà una vera e propria residenza di artista per continuare quello che la stilista aveva cominciato.

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    Fu nel 1928 che Coco Chanel fece costruire questa villa, ma lei stessa la progettò e la arredò. In effetti fu la sua unica proprietà dato che a Parigi visse sempre all’ Hotel Ritz dove ancora oggi la Suite Chanel mantiene vivo il suo mito. Oggi la villa è stata restaurata dall’architetto molto amico della Maison Chanel, Peter Marino. Lo scenario attorno è di una bellezza surreale, tra ulivi, lavanda, gelsomino, e poi come sfondo quell’incontaminato mare cristallino della Costa Azzurra dove lo sguardo si perde e lascia spazio a una nostalgica malinconia.

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    Le pareti bianche e le porte in legno, un camino e tante boiserie, arredi in velluti, tappeti persiani, un tocco spagnolo e rococò nella mobilia voluto da Chanel, oltre a una suggestiva e imponente scalinata, da cui si immagina scendere, nella sua figura esile, gracile ma sempre raffinata, la nostra Gabrielle. Autenticità e storia in un luogo che ha tanto da raccontare e in cui sembra di udire la eco delle conversazioni che un tempo aleggiavano proprio tra quelle mura.

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    Nel 1954 Coco Chanel vendette la villa e venne acquistata da un autore ed editore americano, Emery Reeves, il quale continuò quello che aveva iniziato Chanel, ossia ospitare in quel luogo personaggi di un certo calibro come Greta Garbo, Wiston Churchill il quale sembra che avesse scritto una parte di un suo capolavoro proprio tra quelle mura. Ma non mancarono nemmeno Salvador Dalì – il quale vi abitò per diversi mesi e vi dipinse opere meravigliose – e Luchino Visconti. Un luogo che ispirava le menti intellettuali e artistiche di un tempo, un luogo intriso di leggenda e tante storie da raccontare e ascoltare.

    Un luogo dove artisti e pensatori hanno continuato a rifugiarsi lontano dalla frenesia della Parigi di un tempo. Oggi La Pausa rinasce grazie alla Maison Chanel che l’ha riacquistata nel 2015 dopo attenti lavori di restauro e ridiventa quello che è sempre stato nel corso del tempo: una casa di artisti.

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    Il luogo ospiterà molto presto un gruppo intellettuali in nome dell’arte da Art Basel e poi nel mese di novembre il primo ritiro ufficiale per scrittori. Ciliegina sulla torta, a settembre, ci sarà la pubblicazione di un libro che avrà tanto da raccontare di questo luogo “La Pausa: The Ideal Mediterranean Villa of Gabrielle Chanel” , un testo illustrato ed edito in francese e inglese.

    Quei muri de La Pausa riprenderanno a parlare a voce alta per raccontare un mito intramontabile e la sua epoca. Un luogo che accoglierà nuovamente scrittori, intellettuali e artisti.

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    Tutte le foto : IG @c_w_interiors by @clement.vayssieres featured in @tmagazine 

  • Filly di Somma

    La Francia ha dovuto subire giorni fa un grave sabotaggio della rete elettrica che ha messo in ginocchio una buona parte delle Alpi Marittime, nel sud del Paese. Guarda caso proprio mentre era anche in corso il tanto atteso Festival di Cannes, il quale richiama il mondo del cinema e non solo nella scintillante e gettonata Costa Azzurra. Il danno è stato notevole, ben 160.000 abitanti sono rimasti al buio per diverse ore. Si è parlato chiaramente di un sabotaggio firmato da due gruppi anarchici i quali hanno rivendicato l’attacco a Cannes. Nel messaggio, chiaramente senza firma, gli autori affermano di aver incendiato un posto elettrico principale e inoltre segato una linea ad alta tensione proveniente da Nizza. Ovviamente una chiara protesta contro quelle paillettes e il glamour di un evento molto atteso che distrae dai veri problemi, tanto che perturbare il Festival di Cannesera il vero obiettivo. Ma non solo, il fine era anche quello di creare problemi e disagi a diversi siti industriali importanti in loco con un chiaro messaggio ossia quello di spegnere questo sistema mortifero. Indagini in corso e sicurezza rafforzata sono i provvedimenti immediatamente intrapresi.


    Sta facendo oramai il giro del mondo e del web il video che immortala lo schiaffo della première dame di Francia Brigitte Macron al consorte, il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Erano appena atterrati in Vietnam, la scorsa domenica 25 maggio, in occasione di un viaggio presidenziale che li porterà per qualche giorno nel Sud Est Asiatico, quando nel momento in cui si è aperto il portellone dell’areo, due mani di donna, con visibile giacca rossa, afferrano il volto del Presidente Macron, spingendolo con violenza. Una lite dietro le quinte prima di apparire forzatamente sorridenti davanti al pubblico.Lui appare visibilmente imbarazzato, soprattutto quando si accorge di essere stato inquadrato dalle telecamere, ma cerca di stemperare con un sorriso e alzando la mano in segno di saluto. Poi abbandona la scena per qualche secondo, quasi come se volesse ricomporsi e dirne “quattro” alla consorte arrabbiata, ma dopo poco la coppia, insieme, scende le scale dell’aereo. Un particolare è stato notato da tutti: Brigitte rifiuta l’invito del Presidente a donarle il suo braccio. Si percepisce gelo e distacco anche se il Presidente dopo poco, in una intervista, cercherà di giustificare e stemperare l’accaduto affermando che a volte i video che circolano in rete su di lui, hanno il potere di distorcere la realtà. Qui di distorto c’è ben poco, il video “parla” forte e chiaro.Insomma il gesto della première dame fa molto discutere anche se il consorte che si è beccato quel “baffe à la française”, schiaffo alla francese, ha cercato di glissare e sdrammatizzare affermando che i problemi sono ben altri nel mondo, che concentrarsi su questo. “Touché!” come dicono in Francia, ossia “beccato! 
    Un “battibecco presidenziale” -“c’est une chaimaillerie ” – che sta facendo discutere con mille ipotesi circa la crisi della coppia.

    E dopo il blackout e lo schiaffo, non dimentichiamo cosa sta accadendo in Francia anche a livello sociale e finanziario. 
    Non esiste Francia senza scioperi e proteste. In questi giorni non manca la protesta degli artisti contro i tagli alla cultura. Eh sì perché non solo gli artisti ma anche gli operatori culturali in Francia stanno protestando contro i tagli notevoli al bilancio imposti dal Ministero della Cultura. Gli stessi tagli che minacciano il futuro delle rappresentazioni dal vivo e l’accesso pubblico alla cultura. Ma i tagli non riguardano solo i fondi del ministero, qui si parla anche di quei bilanci locali fondamentali per sostenere festival, scuole e attività artistiche, mettendo così a rischio non solo i posti di lavoro ma anche quelle iniziative culturali in tutta la Francia.

    E dalle proteste, l’economia. Si parla tanto della vendita di SFR, nel settore delle telecomunicazioni. Le trattative sono in corso. Ardian è tra i fondi d’investimento più interessati e valuta l’acquisto delle reti fisse e mobili di SFR. Il fondosi èproposto di collaborare con un operatore per rilevarne le infrastrutture. Ardian ha avviato colloqui con Bouygues Telecom per cercare di concretizzare un possibile accordo, mentre il fondo americano KKR sarebbe interessato a Free.Ardian ha discusso con Bouygues, senza ancora raggiungere dei negoziati concreti. Bouygues e Free, oramai da tanti mesi, affianchiate da un team di esperti banchieri, stanno analizzando i conti della SFR.
    Insomma la Francia è in fermento e il mondo sta guardando.

  • L’art contemporain a trouvé en Elena Brovelli une artiste énigmatique dont l’œuvre dépasse les limites de la matière et du visible. Ses Portails, véritables fenêtres sur l’invisible, sont des objets en mouvement, sculptés à travers un tissu vivant, une énergie qui se libère et invite à la guérison. Loin des conventions, Brovelli crée des espaces spirituels, des sanctuaires dans lesquels les émotions se transforment en vibrations et en lumière.

    Un parcours spirituel en constante évolution

    Il n’est pas surprenant que Brovelli devienne l’une des figures les plus fascinantes et convoitées de la scène artistique européenne. Ses performances en silence, où elle façonne ses Portails dans un état de transe, ont captivé les plus grands musées, galeries et institutions. Son art, en pleine ascension, transcende l’artiste elle-même pour devenir une expérience collective, une invitation à l’introspection et à la régénération.

    Ce n’est pas un hasard si sa dernière exposition immersiveTouch Her Soul, présentée lors de la Design Week de Milan, a occupé 800 m² d’espace, un territoire où l’art, la lumière et la spiritualité se mêlent. L’invitation à entrer dans un Portail, c’est l’opportunité d’une nouvelle forme de rencontre, où l’on se retrouve face à soi-même.

    Les Portails de Brovelli : de Milan à Dubaï, l’ascension d’un phénomène mondial

    Elena Brovelli est désormais un nom reconnu bien au-delà de l’Italie, avec des expositions et collaborations importantes qui marquent son ascension. Sa collaboration avec Porsche, où l’artiste a été invitée à repenser l’idée de performance à travers le design et l’art, a bouleversé les codes de la sculpture contemporaine. À travers des gestes précis, elle a réussi à fusionner l’art et la technologie, créant des pièces qui évoquent à la fois la performance humaine et la force mécanique. Son art n’est pas seulement un tableau ou une sculpture, mais un rituel vivant.

    La Borsa di Milano a également été le théâtre de l’une de ses plus grandes performances publiques. À travers une auction exceptionnelle, ses Portails ont été mis en vente pour soutenir la recherche, un acte symbolique de sa volonté de lier art et bien-être collectif. Ce fut un moment charnière, où l’art n’était pas seulement exposé, mais partagé, résonnant profondément avec les collectionneurs et ceux qui s’engagent dans des causes sociales.

    Le Gala FIRA : un moment de fusion entre art et charité

    Le Gala FIRA à Milan, organisé pour soutenir la recherche sur les maladies rhumatologiques féminines, a été un autre jalon dans cette évolution. Brovelli y a présenté son œuvre Ligea, un Portail en tissus qui a été mis aux enchères au bénéfice de la recherche médicale. Ce gala, qui a réuni plus de 200 invités, dont des figures de la scène artistique et culturelle italienne, a vu Nicoletta Manni et Timofej Andrijashenko, étoiles du Teatro alla Scala, offrir une performance inoubliable. La soirée a permis de réunir des fonds vitaux pour soutenir les jeunes chercheurs et de renforcer le rôle de l’art dans l’accompagnement des grandes causes sociales.

    L’avenir : des projets à couper le souffle

    Elena Brovelli a désormais un agenda international qui inclut des projets à Innsbruck, Monaco, Paris, Berlin, Rome, Dubaï, ainsi que d’autres collaborations top secrètes qui ne sont pas encore révélées au public. Sa pratique artistique ne cesse de se renouveler, se nourrissant de la même spiritualité et des mêmes rituels qui la caractérisent.

    Le silence, l’embrassade universelle, la senteur du palo santo et la création consciente sont les piliers d’une œuvre qui, plus qu’une expérience esthétique, devient un voyage de guérison. Le monde de l’art ne l’a pas seulement accueillie, il l’a absorbée. Brovelli ne crée pas simplement des œuvres, elle ouvre des portes.

  • Ci sono serate in cui la città sembra rallentare il respiro. Momenti sospesi, dove la bellezza smette di essere spettacolo e si fa medicina.


    È accaduto il 20 maggio, tra le navate storiche del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, per la prima edizione di Donne in Movimento, il gala promosso dalla Fondazione FIRA a sostegno della ricerca sulle malattie reumatologiche femminili.


    In un’atmosfera fatta di sussurri, luce dorata e conversazioni attente, si sono intrecciati cocktail nel chiostro seicentesco, visite private alle Gallerie di Leonardo, e le emozioni donate sul palco da Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, étoile e primo ballerino del Teatro alla Scala. Accanto a loro, la giovane violinista Anita Baldissin ha stregato il pubblico con un’esecuzione intensa, luminosa, quasi fuori dal tempo.

    Ma in mezzo a questa raffinata composizione estetica e benefica, c’era una presenza che vibrava a un’altra frequenza: Elena Brovelli, artista che molti ormai definiscono una delle voci spirituali più potenti dell’arte contemporanea italiana.
    Parlare del lavoro di Brovelli significa, prima di tutto, ammettere che non si osserva. Si attraversa. Tele tese in tessuti preziosi rigenerati, piegate in onde che non sono mai casuali, ma canalizzazioni di energia. Ogni opera è un rito silenzioso, una porta tra mondi. Un luogo di passaggio interiore.
    Il suo ciclo più recente, Touch Her Soul, esplora il potere dei rituali ancestrali: l’abbraccio come linguaggio primordiale, il profumo del palo santo come invito a liberare tensioni, il gesto sacro del “lasciar andare” come possibilità concreta di trasformazione.


    Chi osserva le sue opere non cerca spiegazioni. Cerca respiro, quiete, equilibrio.

    La sua partecipazione alla serata FIRA non è stata casuale. Il suo percorso artistico – così fortemente connesso all’idea di guarigione non solo fisica, ma emozionale e percettiva – si allinea profondamente con la missione della Fondazione: dare voce e sollievo a milioni di donne il cui dolore è spesso invisibile. L’opera donata all’asta, uno dei suoi portali più simbolici, si è distinta come punto di quiete nella dinamica della serata. Non era solo un pezzo da collezione: era una chiamata alla consapevolezza. Ed è forse per questo che Elena Brovelli è oggi seguita e collezionata a livello internazionale, da Dubai a Milano, da gallerie a spazi di meditazione, in un crescendo che la pone tra le artiste più enigmatiche e riconoscibili del nuovo linguaggio spirituale europeo.

    Certo, molte opere sono state vendute. L’asta ha funzionato, i fondi raccolti daranno vita alla prima Borsa di Ricerca “Carla Fracci” per giovani scienziati impegnati nello studio delle patologie reumatologiche. Ma il vero successo della serata è stato un altro: avere riunito scienza, arte e spirito in un unico luogo, e averlo fatto con grazia, profondità e rigore.

    Tra le pieghe di un’opera di Brovelli, dove molti si sono fermati a lungo in silenzio, era evidente che questo evento non fosse solo beneficenza. Era una chiamata al risveglio. Un invito a riconnettersi con sé stessi, attraverso l’arte, il gesto e la cura.

    Elena Brovelli espone attualmente a Milano e all’estero. La sua prossima serie esplorativa, in uscita in autunno, sarà dedicata al respiro sacro e alle costellazioni familiari.

    Per approfondire: http://www.elenabrovelli.com

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    Quando l’arte guarisce: Elena Brovelli e la notte in cui Milano ha danzato per le donne

    Ci sono notti in cui Milano smette di correre e comincia ad ascoltare. In cui l’arte non è intrattenimento, ma il linguaggio del corpo, del dolore, della cura.

    La serata Donne in Movimento, promossa dalla Fondazione FIRA e ospitata il 20 maggio al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, è stata una di quelle notti.


    Un cocktail raffinato nel chiostro seicentesco, la danza sublime di Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, la magia del violino della giovanissima Anita Baldissin e, soprattutto, una chiamata collettiva alla responsabilità: sostenere la ricerca reumatologica femminile con gesti concreti e bellezza
    condivisa.
    Tra gli artisti coinvolti nell’asta benefica, che si è tenuta nella storica Sala delle Colonne dedicata a Leonardo da Vinci, una presenza ha vibrato con un’intensità diversa: Elena Brovelli. Definire il suo lavoro è sfiorare qualcosa di più ampio. Le sue opere, tessute in pieghe rituali, sono portali. Luoghi sospesi tra la materia e il silenzio, pensati per accogliere chi attraversa dolore, transizione, rinascita.


    L’abbraccio, l’energia del palo santo, il movimento delle onde, il sacro femminile, il concetto di guarigione fisica ed emotiva: tutto convive, da sempre, nel suo registro artistico. Non sono elementi tematici, ma architetture interiori. Ogni opera nasce come uno spazio da abitare, e ogni sguardo che vi si posa ne attiva il potenziale.

    La sua ultima mostra immersiva, Touch Her Soul, ha segnato un punto di svolta: un’esperienza sensoriale e spirituale, in cui il pubblico era chiamato non solo a osservare, ma a entrare, respirare, sentire. Da quel progetto nasce Ligea, opera donata per l’occasione all’asta, che ha attirato l’attenzione di collezionisti, curatori e appassionati. Non solo per la sua forza visiva, ma per il suo messaggio profondo: non si guarisce soltanto con la medicina.

    Si guarisce anche con la bellezza, il gesto e la presenza.


    Ed è forse per questo che Elena Brovelli sta conoscendo una crescita internazionale che ha del fenomeno, pur restando misteriosa, silenziosa, inaccessibile. La sua ascesa non è urlata: è scelta, intuita, seguita da chi riconosce il valore del sacro nel contemporaneo.

    Il successo della serata non si misura solo nei fondi raccolti per la Borsa di Ricerca “Carla Fracci”, ma nell’atmosfera generata: un campo di energia, arte e presenza che ha permesso a ognuno dei presenti di portare a casa qualcosa di più di un ricordo.

    Tra le pieghe dell’opera di Brovelli, molti si sono fermati in silenzio. E lì, nel cuore di una serata benefica, si è compreso che non si trattava solo di donare, ma di sentire.

    Elena Brovelli espone attualmente a Milano e all’estero. Le sue opere fanno parte di collezioni private internazionali e progetti multidisciplinari dedicati alla rigenerazione spirituale e ambientale.

    Per approfondimenti: http://www.elenabrovelli.com

  • Filly di Somma

    La città di Parigi inaugura il Belvédère de la Bohème in omaggio a Charles Aznavour. Incrocio tra rue Saint Vincent e rue de la Bonne (18° arrondissement)

    Giovedì 22 maggio, la città di Parigi ha reso omaggio a Charles Aznavour e alla sua opera inaugurando il Belvédère de la Bohème a Montmartre alla presenza della famiglia dell’artista.

    Nato a Parigi oltre un secolo fa, Charles Aznavour è un’icona parigina, francese e armena. Ha lasciato dietro di sé una notevole eredità culturale e un’opera filantropica.

    Cantante fin da giovane, ha continuato a scrivere, comporre ed eseguire canzoni in Francia e all’estero. Nel 1960, Je m’voyais déjà fu il suo primo successo. Charles Aznavour ha continuato a scrivere alcune delle canzoni più iconiche degli anni ’60 e ’70: Les Comédiens, For me formidable, La Mamma, Comme ils disent, Emmenez-moi, La Bohème…

    Un successo clamoroso il cui nome rimanda agli artisti romantici del XIX secolo, quest’ultima canzone racconta la storia di un giovane squattrinato di Montmartre, la cui carriera artistica nascente, sebbene finanziariamente complicata, si rivela un ricordo felice che costituirà i più bei anni della sua vita.

    Lo stile poetico unico di Charles Aznavour lo portò al successo internazionale, accentuato dal suo sincero impegno verso le origini, quando creò la Fondazione Aznavour per le vittime del tragico terremoto che colpì l’Armenia il 7 dicembre 1988. Oggi la Fondazione perpetua la memoria del suo lavoro e sostiene numerosi progetti umanitari.

    In occasione del 100° anniversario della nascita di Charles Aznavour, la Città di Parigi ha ribattezzato una parte dei giardini degli Champs-Elysées come giardino Charles Aznavour, accanto al giardino Yerevan, alla spianata armena e alla statua Komitas.

    Giovedì 22 maggio, la città di Parigi rende omaggio a Charles Aznavour intitolando un belvedere di Montmartre a una delle sue più belle canzoni.

    Personalità presenti:

    Arman Khachatryan, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica d’Armenia

    Eric Lejoindre, Sindaco del 18° arrondissement

    Laurence Patrice, Assessore alla Memoria e al Mondo dei Veterani di Parigi

    Carine Rolland, Assessore alla Cultura e alla Città di Parigi

    Mischa Aznavour, figlio di Charles Aznavour.

    Fonte: ville de Paris


  • Jeudi 22 mai, la Ville de Paris rend hommage à Charles Aznavour et son œuvre en inaugurant le Belvédère de la Bohème à Montmartre en présence de la famille de l’artiste.


    Né à Paris, il y a plus d’un siècle, Charles Aznavour est une icône parisienne, française et arménienne. Il a laissé derrière lui un héritage culturel et une œuvre philanthropique considérables.
    Chanteur dès son enfance, il écrit par la suite des chansons, les compose et les interprète en France et à l’étranger. En 1960, Je m’voyais déjà est son premier succès. Charles Aznavour compose ensuite quelques-unes des chansons les plus emblématiques des années 1960 et 1970 : Les Comédiens, For me formidable, La Mamma, Comme ils disent, Emmenez-moi, La Bohème…

    Succès retentissant dont le nom fait référence aux artistes romantiques du 19ème siècle, cette dernière chanson raconte l’histoire d’un jeune montmartrois désargenté dont la carrière artistique naissante quoique compliquée financièrement se révèle être un souvenir heureux qui composera les plus belles
    années de sa vie.

    Cette poésie si singulière permet à Charles Aznavour de connaître un succès international qui s’accentua avec son engagement sincère envers ses origines puisqu’il créa la Fondation Aznavour pour les victimes du tragique tremblement de terre qui a frappé l’Arménie le 7 décembre 1988. Celle-ci perpétue aujourd’hui la mémoire de son œuvre et soutient de nombreux projets humanitaires.

    À l’occasion du 100e anniversaire de la naissance de Charles Aznavour, la Ville de Paris avait renommé une partie des jardins des Champs-Elysées, jardin Charles Aznavour, tout près du jardin d’Erevan, de l’esplanade d’Arménie et de la statue Komitas.


    Ce jeudi 22 mai, la Ville de Paris rend hommage à Charles Aznavour en donnant le nom de l’une ses plus belles chansons à un belvédère de Montmartre.


    Personnalités présentes :


    Arman Khachatryan, Ambassadeur extraordinaire et plénipotentiaire de la République d’Arménie ;
    Eric Lejoindre, maire du 18e arrondissement ;
    Laurence Patrice, adjointe à la Maire de Paris en charge de la mémoire et du monde combattant ;
    Carine Rolland, adjointe à la Maire de Paris en charge de Culture et de la Ville du quart d’heure ;
    Mischa Aznavour, fils de Charles Aznavour.

    Souce : Ville de Paris.


  • ll DonnaE Bistrot si prepara ad accogliere la stagione estiva tra eventi da non
    perdere e una proposta gastronomica firmata Riccardo Pepe, nella suggestiva cornice della terrazza romana più segreta di Roma.

    Nel cuore più riservato ed elegante di Roma, a pochi passi da Piazza di Spagna, il DonnaEBistrot si prepara a diventare il palcoscenico di nuove esperienze pensate per coinvolgere i sensi: colazioni profumate, brunch lenti, aperitivi al tramonto tra amici, cinecene sotto le stelle, e cene esclusive accompagnate da vini selezionati e bollicine.

    Un angolo segreto sospeso tra arte, cucina e ospitalità, incastonato tra i palazzi storici e i vicoli silenziosi in via delle Colonnette che circondano l’Elizabeth Unique Hotel, raffinato boutique hotel cinque stelle della Famiglia Curatella. Le opere selezionate con la Galleria Russo dialogano con una cucina firmata dall’Executive Chef Riccardo Pepe, che reinterpreta con eleganza le radici della sua terra in chiave contemporanea, dando vita a un menù che accompagna ogni momento della giornata. Guidato dalla visione e dal savoir-faire di Dario Chieffallo, F&B Manager e Sommelier, il DonnaE Bistrot rinnova la sua proposta estiva con eventi e appuntamenti da vivere dall’alba al crepuscolo.

    Il DonnaEBistrot nasce all’interno dell’Elizabeth Unique Hotel come omaggio alla nonna della proprietà, “Donna Elisabetta”, figura cara e simbolo di accoglienza. Ispirato da questo legame affettivo, il ristorante esprime un’eleganza discreta e familiare. Tra interni raffinati e una terrazza appartata sulla Roma più segreta, ogni dettaglio – dalle opere d’arte agli arredi dalle calde tonalità – è pensato per offrire un’esperienza di gusto intima, armoniosa e accogliente, in ogni stagione.


    L’accoglienza al DonnaE è un gesto naturale che anticipa un’esperienza intima e curata. Gli ospiti vengono accompagnati fin dalla reception dell’hotel fino al ristorante, con discrezione e attenzione. La sala non è solo un luogo di servizio, ma il centro vivo di un’ospitalità fatta di sorrisi sinceri, gesti premurosi e dettagli pensati per far sentire ogni persona davvero attesa.

    L’offerta gastronomica è pensata per accompagnare gli ospiti in ogni momento della
    giornata, accogliendo non solo chi soggiorna nell’hotel ma anche il pubblico esterno.

    Ogni giorno, a partire dalle ore 7:00, il DonnaE Bistrot accoglie i suoi ospiti con una colazione artigianale che unisce qualità e semplicità. Ampia e variegate proposte tra una selezione di caffetteria e spremute fresche, lievitati fatti in casa, waffle, muffin, granola croccante e pancakes. Il profumo di forno accompagna un momento pensato per iniziare la giornata con gusto. Un angolo dedicato ai dolci della casa propone ogni giorno torte, crostate e biscotti, mentre chi preferisce il salato può scegliere tra uova biologiche preparate al momento, verdure di stagione, formaggi, salumi e salmone.


    Dalle 12:30 in poi, il menù si arricchisce con le proposte per il pranzo: insalate italiane e internazionali, piatti ispirati alla tradizione romana, ricette leggere ma ricche di gusto, accompagnate da centrifughe, spremute fresche, vini selezionati e bollicine. Pensato per una clientela eterogenea, il pranzo al DonnaE Bistrot unisce equilibrio e piacere del palato.

    Ogni piatto nasce da un’attenta selezione della materia prima e da un desiderio costante di esaltare sapori veri, fondendo il rispetto della tradizione con una presentazione contemporanea che racconta il territorio attraverso il gusto.


    Al calar del sole, dalle 18:30 alle 20:00, la terrazza si trasforma nello scenario perfetto per un aperitivo sofisticato : calici di vino, bollicine e una proposta di sfizi gourmet come dry snacks, tartare, mini sandwiches, taglieri e le celebri Polpettine DonnaE, ricetta originale della Signora Elisabetta, figura ispiratrice dell’hotel.


    Nel fine settimana, dal venerdì alla domenica, a partire dalle 11:30 fino alle 15:30, il brunch del DonnaE si fa esperienza da ricordare: appetizers dello chef, un piatto a scelta dal menù, dolci della casa e un calice di Champagne “La Réserve” di Palmer per un momento di convivialità a 50 euro a persona.


    La cucina del DonnaE è diretta dall’executive chef Riccardo Pepe, che intreccia nella sua cucina i fili sottili della memoria con quelli dell’innovazione, dando vita a un racconto gastronomico dove ogni piatto diventa esperienza, emozione, scoperta. Originario della Basilicata, ma profondamente legato anche alla tradizione romana e alla cultura internazionale del gusto, lo chef costruisce il suo linguaggio culinario attorno a tre parole chiave: territorio, ricerca e passione.


    La sua è una cucina che valorizza la semplicità, rielaborandola in chiave moderna grazie all’uso di tecniche contemporanee e abbinamenti originali. Un racconto di sapori che prende forma in esperienze sorprendenti, dove l’essenza del territorio si rivela sotto nuove luci.

    “Il Peperone Crusco per me è un must, un ingrediente che amo profondamente,” racconta Riccardo. — “Con lui ho creato una marmellata, una cheesecake, un risotto con gelato al baccalà in tre consistenze e un crumble di liquirizia.”


    La stagionalità guida ogni scelta, come un ritmo naturale che detta la cadenza del menù, in continua evoluzione. L’estetica è pulita, essenziale, ma sempre capace di incuriosire. Anche il piatto più semplice viene elevato attraverso la cura per il dettaglio e l’attenta selezione delle materie prime.

    “Cerco di far dialogare la mia terra con il mondo, unendo tradizione e innovazione. La mia è una cucina che vuole emozionare e lasciare un ricordo.” — Chef Riccardo Pepe, Executive Chef


    A cena, il DonnaE Bistrot propone quattro menù degustazione su misura — Initiale, Junior, Superior e Luxury — dai 65 ai 90 euro, con possibilità di wine pairing (40 euro) con le migliori etichette italiane, tra cui la Cantina Enrico Serafino 1878.


    Ogni piatto in menù è un omaggio ai sapori lucani, romani e internazionali, raccontati attraverso una cucina colta, equilibrata e ricca di sfumature. Tecnica e sensibilità si fondono in un racconto gastronomico che parla di territorio, stagioni e contaminazioni. Non manca una particolare attenzione alle proposte vegetariane, che si rivelano come quadri di sapore, dove ogni ingrediente è scelto per raccontare un’emozione, ogni dettaglio studiato per lasciare un’impronta viva nel ricordo di chi lo assaggia.


    Tra gli antipasti spiccano il Carciofo in tempura su fonduta di cacio e pepe e salsa alla menta, il Mosaico di baccalà al sentore di liquirizia e crema al peperone crusco e le Alici marinate alla romana in salsa tricolore.


    I primi piatti proseguono il racconto con lo Spaghettone con crema di cime di rapa con cozze, vongole e crumble di taralli al peperone crusco, il Pacchero con crema di datterini gialli, fiocchi di parmigiano al basilico, carciofi fritti e asparagi, e il Tonnarello cacio e pepe con tartare di gambero rosso e menta.


    I secondi continuano questo viaggio sensoriale tra terra e mare con piatti come il Filetto di maialino con crema di peperoni al profumo di finocchietto e pancetta lucana , il Salmone alla Wellington “primaverile” con asparagi al burro e la sua olandese e il Macco di fave, verdure sotto sale e terra di olive di Ferrandina


    A chiudere il percorso in dolcezza, la Cheesecake al peperone crusco, sintesi perfetta della
    cucina di Riccardo Pepe.

    La carta dei vini, curata da Dario Chieffallo, F&B Manager e Sommelier, riflette appieno la filosofia del DonnaE bistrot: valorizzare l’identità, la qualità e le storie dei territori. In particolare, viene dato ampio spazio a piccole realtà vinicole, con un’attenzione speciale alle eccellenze del Sud Italia. La selezione include anche una curata proposta di bollicine italiane e internazionali. Tra queste spiccano la storica Cantina Enrico Serafino 1878, con cui l’insegna romana ha stretto una partnership ormai consolidata e Maison Palmer, che ha scelto DonnaE Bistrot come uno dei suoi punti di riferimento in Italia.


    “Ogni vino in carta racconta una storia di territorio, passione e autenticità. La nostra selezione parte dal cuore del Sud Italia e risale fino al Piemonte, valorizzando piccoli produttori e vitigni autoctoni che esprimono l’anima delle nostre radici.” — Dario Chieffallo, F&B Manager


    Completano l’offerta una vasta scelta di vini al calice, pensata per accompagnare ogni piatto con eleganza, armonia e carattere.



    Il DonnaE Bistrot è anche teatro di esperienze che uniscono cultura e gastronomia. Ogni giovedì sera, la terrazza si anima con musica live per accompagnare gli aperitivi e cene all’aperto.

    Dal 15 maggio prende il via “CineCena”, il nuovo format che unisce cinema e cucina: si comincia con la proiezione di un classico romano di Alberto Sordi, accompagnato da una cena degustazione seduta al tavolo. Il 19 giugno, l’omaggio va al Sud con “Basilicata Coast to Coast” e un buffet lucano pensato per raccontare il territorio con gusto. Il DonnaE Bistrot è un ristorante con terrazza a Roma centro dove ogni momento diventa un’occasione per rallentare e vivere la città con occhi nuovi. Un invito a riscoprire il piacere della tavola, tra arte, bollicine e sapori da ricordare.


    DonnaE (c/O ELIZABETH UNIQUE HOTEL ROME)
    Via delle Colonnette 35 – 00186 Roma
    http://www.ehrome.com
    Tel: +39 06 3223633
    Fax: +39 06 3219979
    Email: info@ehrome.com
    Aperto ogni giorno dalle 7:00 alle 12:30, a pranzo dalle 12:30 alle 18:30, all’aperitivo dalle
    18:30 alle 20:00 e a cena dalle 20:00 in poi.
    Il brunch dal venerdì alla domenica dalle 11:30 alle 15:30 (55 euro).

    Fonte e Foto : Elizabeth Unique Hotel

  • Filly di Somma

    ​Giovedì 22 maggio e venerdì 23 maggio, la stilista ha presentato a Roma la nuova collezione estate 2025.

    ​Esiste il detto: “niente è per sempre”. Ma non vale per Gaja Banchelli.

    Il processo creativo ​della stilista è ​davvero molto personale​, eh sì perché lei ha un segreto che la rende speciale e unica: non segue mode e tendenze, ma solo il suo istinto e la sua passione, trasmettendo il gusto per il bello che le sue idee, sposate alle sapienti mani di artigiani, sanno trasmettere. Ecco spiegato il motivo per cui le sue borse sono davvero destinate a durare nel tempo. ​Dal design, alla scelta dei materiali fino ad arrivare a quelle meravigliose fibbie artigianali intercambiabili ​– applicate su tutti i modelli di borse ma anche sulle cinte o bracciali​ –  il tutto fa sì che ogni accessorio sia davvero personalizzato e unico​, lontano da quelle produzioni industriali dove l’unicità non esiste.

    https://www.gajabanchelli.com

    Ma il successo delle sue creazioni non si limita solo al design. Gaja Banchelli ​tiene particolarmente che le sue creazioni siano 100 % Made in Italy​ ed è sufficiente toccare i suoi accessori per rendersene conto e – perché no – anche osare nell’ odorali. Hanno un profumo di buono, di vita, di passione e mani callose. Ogni borsa è il risultato di una ​attenta selezione ​di pelli ​rigorosamente e orgogliosamente italiane e​ soprattutto della maestranza di artigiani specializzati​, ognuno con il proprio ruolo in nome della tradizione italiana.

    https://www.gajabanchelli.com

    Basti pensare al lavoro dei ceristi, ​al centro fusioni, ​agli orafi, ​senza dimenticare gli smaltatori​ e gli specialisti in bagni galvanici.​ Eccola la catena di montaggio delle idee di Gaja Banchelli. Ma non è tutto, c’è anche l’aspetto eco-friendly​ tradotto con quell’altissima qualità d​ei materiali​ utilizzati per le creazioni, ogni parte della borsa può essere completamente rigenerata e le parti in bronzo fuse e riciclate.​ Alla fine del percorso creativo, il risultato sarà magico: Una borsa ​d​estinata a durare per sempre.

    https://www.gajabanchelli.com

    Dopo 10 anni di successi Gaja​ Banchelli ​ha ap​erto la sua prima boutique nel centro​ storico di Roma​, a pochi passi dal Parlamento. Sceglie intenzionalmente una via “nascosta” e non di passaggio​, vuole essere “trovata” da quei pochi curiosi sempre alla ricerca di meraviglie, non scontate e ovvie. Una strategia, quella di Gaja, per far sì che il suo pubblico rimanga di nicchia e non di massa, e soprattutto fare in modo che le sue creazioni siano destinate a quei pochi eletti, quelli che sanno davvero apprezzare e valorizzare l’artigianato italiano, frutto di dedizione e passione.

    Eredità, identità e innovazione, eccoli gli ingredienti di successo di Gaja Banchelli, mescolati ben bene a quella irrefrenabile passione per le borse,​ la propensione verso il bello e quella cura dei dettagli​ ​ che non manca mai. 

    Le borse di​ Gaja Banchelli​ hanno già catturato tutti gli appassionati del bello, hanno oltrepassato i confini e le anime, in nome di quella pura alchimia.

    https://www.gajabanchelli.com

  • Filly di Somma

    Ve la ricordate la magnifica mongolfiera delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Parigi 2024? Ebbene anche questa estate potrà essere ammirata a Parigi e illuminare le calde serate che ci aspettano.

    Lo scenario ha incantato i tanti che si sono recati nella capitale francese, la scorsa estate, in occasione di uno degli avvenimenti più importanti al mondo per quanto riguardo lo sport. Illuminata da ben 40 LED, i quali simulavano proprio la fiamma olimpica, ecco che la stessa tornerà nel cielo della capitale francese, e non solo in questo 2025 ma ogni estate fino al 2028. Illuminerà l’estate dei parigini ma anche dei tanti viaggiatori nella Ville Lumière.

    crediti foto : James Kigin

    Se ne sentiva parlare da tempo e poi finalmente la conferma da parte del Presidente francese Emmanuel Macron è arrivata a inizio anno. In un tweet del 31 gennaio 2025 una sua frase – “tornerà ogni estate, dalla Festa della Musica alla Festa dello Sport, fino a Giochi di Los Angeles” – aveva già dato la bellissima notizia alla Francia e al mondo intero. Non restava altro che contare i mesi e attendere l’estate, oramai alle porte.

    La suggestiva mongolfiera sarà installata quindi ogni estate per poi passare il testimone alla città di Los Angeles che ospiterà i prossimi Giochi Olimpici nel 2028. Si partirà con la data del 21 giugno 2025, in cui si celebra la Festa della Musica – un avvenimento che la città di Parigi celebra con eventi meravigliosi in lungo e in largo per la città, un vero palcoscenico in cui musicisti e appassionati si ritrovano – e andrà via il 14 settembre, data in cui ricorre la Festa nazionale dello Sport, che è stata istituita recentemente.

    Dove ammirare la suggestiva mongolfiera?

    Il 26 luglio 2024 tutto il mondo assisteva all’inaugurazione dei Giochi Olimpici, a seguire poi la data del 28 agosto per i giochi Paralimpici. Una piccola lanterna accanto al calderone ospitava la fiamma.

    Va detto che la mongolfiera non ha mai effettivamente ospitato la fiamma olimpica, per intenderci quella accesa a Olimpia il 16 aprile 2024, che poi ha iniziato il suo viaggio verso la Francia, toccando in primis la città di Marsiglia il successivo 8 maggio, come prima tappa francese, e poi ha svolto le sue varie tappe fino ad arrivare nella sua “ casa temporanea” di  Parigi.

    Per quanto riguarda quella del bracciere – simulato in una mongolfiera alta 30 metri con un calderone dal diametro di 7 metri – è stata disegnata da Mathieu Lehanneur. Era elettrica – come quella che verrà installata a giugno –  con un composto di acqua e luce al LED. Dietro c’è stato un attento studio tecnologico da parte degli ingegneri dell’EDF, ossia la maggiore azienda di produzione e distribuzione di energia in Francia. La sommità, è sormontata da un palloncino di tela il quale è riempito di elio ed è ricoperto da una vernice satinata che crea quell’ incredibile effetto di riflettere la luce, come se fosse una vera e propria torcia di una  “fiamma che arde” nel cielo parigino. Che magia!

    Dove ammirala? Ma nei suggestivi ed enormi Giardini delle Tuileries, nel cuore di Parigi, a 60 metri di altezza.

    Quindi occhi all’insù in questa lunga estate parigina.

  • Filly di Somma

    Questa è sicuramente una bellissima notizia per tutti gli amanti del treno, come la sottoscritta. Questa estate, dal 4 luglio al 30 agosto, l’Espresso Riviera collegherà Roma alla costa ligure e francese per un viaggio unico e memorabile su rotaie. Dalla notte al giorno, si scopriranno perle meravigliose.

    Sistemazioni notturne in Vagone Letto e Cuccette, da Genova invece si potrà prendere Espresso Riviera nella sua composizione Giorno con degli accoglienti Salottini, Prima e Seconda Classe toccando città meravigliose come Savona, Imperia, Alassio, Sanremo e Ventimiglia.

    Non manca un vero e proprio tuffo nella affascinante Costa Azzurra, con fermate a Menton, Monaco-Monte Carlo, Nizza e Cannes, proseguendo fino a St-Raphaël-Valescure, Toulon e infine Marsiglia.

    Le vendite cominceranno il 24 maggio!

    Foto interne Vecchio Sito 1050 - 2

    Un itinerario mozzafiato

    L’Espresso Riviera del 2025 partirà il 4 Luglio e circolerà ogni Venerdì da Roma a Marsiglia e ogni Sabato da  Marsiglia a Roma.  

    Roma – Marsiglia il Venerdì:

    StazioneOrario Arrivo/ PartenzaSalite e Discese
    Roma Termini19:57:00 (solo il 4 luglio partenza ore 21:45)PARTENZA
    GENOVA PIAZZA PRINCIPE06:39/41SALITA E DISCESA
    SAVONA07:33/35SALITA E DISCESA
    ALASSIO08:22/24SALITA E DISCESA
    IMPERIA08:39/41SALITA E DISCESA
    SANREMO08:57/59SALITA E DISCESA
    VENTIMIGLIA09:10/10:00SALITA E DISCESA
    MENTONE10:27/30SOLO DISCESA
    MONACO10:39/42SOLO DISCESA
    NIZZA11:07/10SOLO DISCESA
    CANNES11:42/44SOLO DISCESA
    ST RAPHAEL12:06/09SOLO DISCESA
    TOULON13:04/07SOLO DISCESA
    MARSIGLIA13:57ARRIVO

    Marsiglia – Roma il Sabato:

    StazioneOrario Arrivo/ PartenzaSalite e Discese
    MARSIGLIA14:46PARTENZA
    TOULON15:36/48SOLO SALITA
    ST RAPHAEL16:50/53SOLO SALITA
    CANNES17:26/29SOLO SALITA
    NIZZA18:09/12SOLO SALITA
    MONACO18:36/52SOLO SALITA
    MENTONE19:04/06SOLO SALITA
    VENTIMIGLIA19:22/20:45SALITA E DISCESA
    SANREMO20:56/58SALITA E DISCESA
    IMPERIA21:10/11SALITA E DISCESA
    ALASSIO21:25/27SALITA E DISCESA
    SAVONA22:00/02SALITA E DISCESA
    GENOVA PIAZZA PRINCIPE22:38/41SALITA E DISCESA
    ROMA TERMINI6:48ARRIVO

    Servizi con i fiocchi

    L’Espresso Riviera offre diverse opzioni di viaggio.

     Per la tratta notturna con partenza da Roma, si può scegliere l’intimità di un Vagone Letto singolo o doppio, oppure optare per le pratiche Cuccette a 4 posti, ideali per famiglie o piccoli gruppi, con la possibilità di prenotazione ad uso esclusivo per maggiore privacy.

    Al risveglio, a partire da Genova, il treno effettuerà un servizio diurno composto dai Salottini ad uso privato, il comfort raffinato della Prima Classe e la praticità della Seconda Classe

    Treno Notturno

    Vagone Letto

    Cuccette 4 Posti

    Per garantire un viaggio notturno all’insegna del comfort e della sicurezza, viene offerto un servizio di accudienza dedicato. Personale qualificato è presente in ogni carrozza durante le ore notturne, assicurando assistenza discreta e continua per ogni necessità. 

    Treno Diurno

    Salottino Uso Esclusivo

    Durante il viaggio ci si può concedere il lusso e la privacy di un Salottino ad uso esclusivo, in un ambiente elegante e riservato

    Prima Classe

    Viaggiare con stile e comfort in Prima Classe, con poltrone spaziose e reclinabili, maggiore spazio per le gambe e un’atmosfera tranquilla.

    Seconda Classe

    La Seconda Classe offre un viaggio confortevole e conveniente.

    Carrozza Ristorante e Bar di Bordo

    Bar di Bordo

    Durante il viaggio con l’Espresso Rivierail bar è il luogo ideale per una pausa rilassante, con una selezione di bevande calde e fredde, snack dolci e salati, e una varietà di drink.

    Carrozza Ristorante

    A bordo dell‘Espresso Riviera, il servizio di ristorazione è pensato per accompagnare piacevolmente il viaggio. Che si stia viaggiando di notte o di giorno, si possono gustare piatti caldi e freddi, dalla colazione alla cena.

    Tutti a bordo, si parte, per un viaggio indimenticabile su rotaie.

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