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Filly di Somma
Una scenografia naturale e suggestiva immersa nel verde per un pit stop dal grande fascino che da sempre resta nel cuore e nella mente di tutti. Il giorno mercoledì 18 giugno, in occasione dell’arrivo della Mille Miglia a Roma, le bellissime e affascinanti auto d’epoca sono state accolte con un evento speciale in una delle cornici più suggestive della Capitale, lo Sheraton Rome Parco de’ Medici.

Qui, nel grande parco di 80 ettari che ospita anche l’omonimo Golf Club a 27 buche, gli invitati all’evento hanno potuto vivere ed emozionarsi a suon di cibo e musica, degustando le specialità enogastronomiche mentre il tramonto e il dolce rumore delle acque circostanti tenevano compagnia.

Il tutto con delle meravigliose performance dal vivo, in attesa dell’arrivo delle auto storiche da poter ammirare da vicino, incontrando i piloti e scoprendo la vera magia di una gara, la quale ogni anno – da Brescia a Roma – sceglie proprio questo luogo magico prima di poter ripartire all’alba del mattino successivo verso il nord.

L’ evento
Gli ospiti durante la serata sono stati accolti con un vero e proprio “Start”, dove potersi immortalare e poi, accompagnati dal suono romantico e nostalgico di un violino, si sono immersi nell’esperienza “Mille Miglia” con un percorso delineato da simpatiche bandierine con su scritto 1000 miglia e sono stati accolti da una romantica vettura d’epoca bianca e scoperta, posizionata proprio all’ingresso, dove a bordo vi era una bellissima coppia che sembrava uscita da un film anni Trenta.

Il percorso poi ha portato alla scritta ”Finish” dove gli ospiti hanno potuto tagliare il traguardo per la serata, e godersi le prelibatezze di un ricco buffet e anche l’intrattenimento artistico con canti e balli scenografici, in attesa dell’arrivo della Mille Miglia.

Il menù è stato ricco e da leccarsi i baffi: L’aperitivo ha dato il via alla serata con involtino di gambero in pasta fillo con salsa piccante, crocchetta di pulled pork in salsa BBQ, filetto di pollo Thai style, pallina di melanzane e provola con coulis di peperone rosso, accompagnati da drink creati per l’occasione e classici.
Per la cena, invece una vera e propria esperienza a tappe, proprio come lo sono lo spirito e il concetto della Mille Miglia.In stile street food, 8 carretti hanno proposto piatti tipici romani e bresciani, in omaggio proprio alla gara su auto d’epoca, con panino con spiedo di carne alla griglia sia di maiale che di pollo, con salsa alle erbe; casoncelli burro, salvia e guanciale; Bertagni (filetto di baccalà fritto con salsa tartara); Amatriciana; pizza ripiena con mortadella; maritozzo con porchetta; panino cicoria e polpetta al sugo; varietà di dolci.
Un tour pazzesco tra i vari sapori e colori che ha fatto “viaggiare” chiunque! Un’oasi di pace immersa nel verde
Il Golf Club Parco de’ Medici è stato allestito a tema, sia nella club house che all’esterno, dove non solo è stato possibile ammirare il bellissimo scenario dettato da un verde incontaminato e dal dolce rumore delle acque, ma per chi ha voluto osare è stato anche possibile cimentarsi in piccole gare sul putting green, sentendosi dei golfisti – uomini, donne e anche qualche bambino – per un attimo.

Sempre allietati e coccolati dalla musica del violino, che è stata una costante della serata dall’inizio alla fine, come una dolce “colonna sonora”. Ma non sono mancate neppure una cantante con una voce meravigliosa e delle performance di danza nell’arco di tutta la serata, per concludere poi con il dj set e infine con il tanto atteso arrivo delle auto storiche da ammirare e fotografare.

Lo Sheraton Rome Parco de’ Medici è un complesso alberghiero considerato un vero e proprio fiore all’occhiello della Capitale, immerso nella natura, innovativo e sostenibile, e situato in un’oasi di verde con 80 ettari di parco, con casali dislocati e anche in una posizione strategica alle porte del quartiere EUR in direzione dell’aeroporto di Fiumicino. Il complesso è enorme, come se fosse una piccola città nella città: comprende 782 camere, 54 chalet e 22 suite; 4 bar e 4 ristoranti; un campo da golf 27 buche; 3 piscine; 3 palestre; 43 sale riunioni e 4028mq per gli eventi.
Una vera e propria oasi di pace immersa nel verde, lontano dalla frenesia di Roma. Le Mille Miglia: Un sogno su quattro ruote d’epoca

L’edizione MILLE MIGLIA 2025 si è svolta da martedì 17 a sabato 21 Giugno. Il format, per il terzo anno consecutivo, è stato di 5 giornate ricalcando le corse leggendarie dell’anteguerra, percorrendo un tracciato “a otto” come quello delle prime 12 edizioni della 1000 Miglia di velocità. Martedì 17 Giugno, le oltre 400 auto ammesse alla gara, hanno attraversato Desenzano, Sirmione, Verona, Bovolone e Ferrara, per poi concludere la giornata di gara a San Lazzaro di Savena, comune della città metropolitana di Bologna. Il secondo giorno, gli equipaggi hanno affrontato i Passi della Raticosa e della Futa. A seguito del passaggio da Prato e Siena, le vetture si sono dirette verso Roma prima della risalita verso Nord. Dopo il giro di boa nella Capitale, la Freccia Rossa arriva a Orvieto, Foiano della Chiana, Arezzo e San Sepolcro; il ritorno a San Marino precede l’arrivo della terza tappa a Cervia-Milano Marittima. Il quarto giorno, la Corsa più bella del mondo attraversa per intero l’Italia da Est a Ovest: ripartita da Cervia, la 1000 Miglia 2025 tocca Forlì prima del taglio attraverso gli appennini fino a Empoli, dove il tracciato in risalita incrocia quello percorso due giorni prima nella discesa verso Roma. Mantenendo la direzione a Ovest, la Freccia Rossa raggiunge prima Pontedera e poi la costa tirrenica con il passaggio dall’Accademia Navale della Marina Militare a Livorno; per riprendere in seguito la risalita attraverso Viareggio e il Passo della Cisa e chiudere la penultima tappa a Parma prima dell’arrivo a Brescia.
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Filly di Somma
Un viaggio indimenticabile per gli amanti del lontano Estremo Oriente alla scoperta di un Paese dai mille volti che da sempre incuriosisce i viaggiatori.La penisola coreana è tagliata in due ed offre delle esperienze meravigliose a chiunque vi metta piede e soprattutto regala scorci indimenticabili di paesaggi che raccontano 5000 anni di storia e cultura. La Corea viene definita la “terra della calma mattutina” ma se ci spostiamo a Sud, la capitale Seoul ne sfata visibilmente il mito con il suo incredibile dinamismo. La Corea del Sud è sempre sospesa tra passato e
presente, tra tradizione e modernità e questo rende ogni viaggio in questa “terra” davvero indimenticabile.
Si sa viaggiare non vuol dire solo visitare dei luoghi e addentrarsi nella cultura locale, oltre a scoprirne le prelibatezze gastronomiche, dietro ogni viaggio ci sono anche delle esperienze da vivere che rendono il soggiorno sicuramente prezioso e magico. Chiunque arrivi in Corea del Sud sarà immediatamente “tuffato” nelle famose spa coreane il cui nome è davvero incomprensibile – jjimjilbang – e la cui particolarità non è solo il relax, come è normale che sia, ma anche la condivisione con chiunque si viaggi. Nelle spa coreane si arriva in gruppo, in solitaria è abbastanza raro.

Le vasche termali sono divise a seconda del sesso, bisogna essere nudi, alla base c’è il concetto della pulizia del corpo. Chi arriva porta i suoi prodotti di bellezza e pulizia, proprio perché prima di immergersi nelle vasche bisogna tassativamente lavarsi, anche i denti. Immagini come donne che si fanno lo scrub a vicenda sedute su dei piccoli sgabelli è molto comune e rende davvero l’idea di questa condivisione del benessere. Per accedere invece alle aree comuni delle spa coreane vengono date delle divise all’ingresso. Parliamo di spazi come ristoranti, bagni turchi, saune, sale relax che si trovano all’interno delle spa. L’esperienza dei centri benessere a Seoul è davvero immancabile, ma anche Busan è una località del Paese dove si possono trovare luoghi di questo tipo dove il corpo e l’anima si curano a vicenda.

Non esiste viaggio in Corea del Sud senza la meravigliosa esperienza di dormire in una casa tipica Hanok. Sono abitazioni in paglia, argilla e legno. Il tetto è spiovente e c’è anche un cortile al centro dove le camere si affacciano. Il materasso, sottile ma comodo, è posto a terra su un pavimento riscaldato, detto ondol. A Seoul ve ne sono diverse di queste abitazioni dove si vive la vera tradizione coreana. Ma anche nel
cuore della città di Gyeongju ve ne sono diverse di Hanok.
Per chi volesse vivere l’esperienza di dormire in un Tempio Buddista è possibile. Qui si vive la vita monastica, si partecipa alle preghiere e ci si immerge completamente nella pace e nella tranquillità di questi luoghi. Si può scegliere di stare una sola giornata oppure più giorni. Ad esempio a Seoul ci sono i Templi Bulguksa e Jogyesa. Soggiornare nel Tempio a Guinsa è davvero una esperienza indimenticabile, la sveglia suona prestissimo, alle 3.30, per prepararsi alla meditazione del mattino e bisogna fare 108 inchini davanti alla statua del Buddha.

Se poi ci si vuole spostare nella parte del Paese che si trova tra la Corea del Sud e quella del Nord, allora bisogna assolutamente prenotare un tour guidato. In questa zona demilitarizzata DMZ ci si immerge nella storia ma anche nella tensione tra due Paesi, tanto da osservare i tunnel segreti di infiltrazione e i vari punti di osservazione. Un modo per addentrarsi in quella che è la situazione politica. Inoltre l’incredibile e affascinante esperienza si arricchisce con la JSA Joint Security Area dove si possono vedere da vicino proprio i soldati che appartengono ai due Paesi e che si trovano faccia a faccia.

Divertirsi si può e come. Con lo spettacolo Nanta Show, si vive una esperienza bellissima di teatro. Musica e commedia, artisti che utilizzano degli oggetti molto comuni, come padelle e pentole, e che creano con gli stessi dei ritmi e anche musica, canto, acrobazie con spettacoli meravigliosi e di effetto, se siete a Seoul questa è l’esperienza giusta.

Per i romantici la crociera notturna su fiume Han è quello che ci vuole. La città di Seoul è illuminata da mille luci e da lì si ammira il ponte Banpo Moonlight Rainbow il quale si illumina proprio con lo scenario delle fontane danzanti, davvero spettacolari. Per chi vuole, durante la crociera si può anche cenare a bordo oppure semplicemente godersi il fiume che lentamente “coccola”. Immancabile la visita guidata con il tipico abito tradizionale coreano hanbok a Seoul. L’esperienza si svolge proprio indossando questo abito e poi tutti pronti a scattarsi foto per immortalare il momento. Anche gli stessi coreani sono soliti noleggiare l’hanbok per immortalare il momento durante le varie attrazioni da visitare. Il tour porterà al più grande dei cinque palazzi reali, il Gyeongbokgung conosciuto come il Palazzo dell’illustre virtù. La parte più suggestiva è lo Huwon, un ‘giardino segreto’. Il tour si tiene nelle notti di luna piena da aprile a giugno e regala una esperienza molto suggestiva.
E poi come non perdersi tra i vicoletti del villaggio di Buckchon Hanok, qui ci si addentra tra le affascinanti case coreane tradizionali. Non manca il Tempio di Jogyesa dove il buddismo coreano ha il suo fulcro. Il quartiere Insadong è molto particolare, sospeso tra quella tradizione e modernità che in Corea del Sud sono di casa. Qui ci si perde tra case da tè, venditori ambulanti, negozi di antiquariato e poi
le gallerie d’arte.Le esperienze in Corea del Sud continuano con le escursioni nei dintorni di Jeju-do con il suo incredibile paesaggio vulcanico. Ben 26 itinerari da percorrere con il Jeju Olle Trail. Un viaggio in Corea del Sud non può non includere la visita di Jeju Island, l’isola vulcanica più grande del paese, che rientra tra le 7 meraviglie del mondo naturali ed è definita le Hawaii della Corea, per la sua vegetazione, i suoi colori e per le acque cristalline.
Imperdibile la visita alla Fortezza Hwaseong di Suwon e Cheong-gye-cheon, un fiume a lungo sotterrato, diventato un parco fluviale con passeggiata pedonale. Le sponde espongono opere d’arte e ospitano anche il festival delle lanterne di carta, nel mese di novembre, che galleggiano sull’acqua.
Beh, non c’è Corea del Sud senza la visita di un museo molto insolito e particolare, il Museo delle Feci, eh sì avete letto bene. Una esperienza per scoprire il sistema digestivo, l’igiene e poi non mancano sculture di feci giganti. Una delle cose più strane ed eccentriche da fare a Seoul, ma si sa la Corea del Sud è così, sospesa tra innumerevoli esperienze per accontentare tutti i gusti e volte scioccare! Sempre in tema di esperienze insolite ed eccentriche il festival del fango di Boryeong, ogni anno a luglio, invita a saltare in grandi vasche piene di fango e c’è chi lo trova divertente.

Non si possono vivere esperienze in Corea del Sud senza gustare il cibo locale. Lo street food coreano è imperdibile. A Seoul vi sono mercati coperti e scoperti e non mancano nemmeno le varie bancarelle, un modo per addentrarsi nel tradizionale cibo coreano da strada. Una cucina ricca di colori, forme strane, pietanze mai viste e profumi che incantano. Basti pensare alla deliziosa carne cucinata al momento, oppure i noodles, i ravioli ripieni, e ancora i deliziosi spiedini di riso e formaggio e non mancano nemmeno i classici hot dog fritti di varie forme. Per gli amanti del pesce sono imperdibili i gustosi calamari allo spiedo, o ancora per i golosi le frittelle dolci e salate ripiene e come dimenticare quella frutta coloratissima tanto bella che sarebbe un peccato mangiarla. Insomma il cibo qui è una vera esperienza da “leccarsi le dita”.
La Corea del Sud è un paese molto pulito e ordinato e questo si traduce alla grande anche nella cucina, sebbene sia da strada. Per addentrarsi nel cibo locale si consiglia un tour guidato proprio per scoprire questo caratteristico street food, in particolare quello di Seoul. Da non perdere il Mercato di Gwangjang: vive di giorno con le bancarelle di abiti usati e di notte con il cibo da strada tradizionale.Scalare montagne rocciose circondati da parchi nazionali ricchi di foreste.
Salpare alla scoperta di isole remote, dove gli abitanti vi accoglieranno nelle loro
case.
Riposarsi in tranquilli villaggi circondati da risaie.
Dormire in un rustico hanok (tradizionale abitazione in legno).
Eccole solo alcune delle esperienze da vivere in Corea del Sud, una destinazione da sogno, ospitale e stimolante, dove accanto a una nazione industrializzata e decisamente ipertecnologica si inseriscono le tradizioni e il modo di vivere di quell’Asia antica che da sempre affascina. -
FILLY DI SOMMA
Secondo una antica leggenda romana, in uno dei sette colli che circondavano Roma, i sabini eressero l’altare in onore di Quirino. Questa collina fu chiamata con il nome del suo dio e da quel giorno è nota come la collina del Quirinale. Il Palazzo del Quirinale è stato costruito come residenza estiva del Papa Gregorio XIII nel lontano 1573 e ha ospitato la famiglia reale fino a quando arrivò il giorno in cui venne abolita la monarchia e quindi il palazzo divenne la casa del Presidente della Repubblica.
Storia a parte, Roma possiede un luogo senza tempo. Parliamo dell’affascinante Hotel Quirinale il quale fu costruito proprio nel periodo in cui si è sviluppata l’area tra la stazione centrale e Piazza Venezia e venne inaugurato nel lontano 1874. Di storia ne è scorsa tanta tra queste solide mura e ancora si respira la magia di un tempo lontano e nostalgico. Un cimelio ricco di emozioni, catturate in ogni angolo della suggestiva struttura nel cuore dei Roma. Siamo nella grande e animata via Nazionale, prima grande strada della città, la quale un tempo era proprio nata come collegamento tra la stazione e la zona più popolosa della città.
In questo albergo, rigorosamente 100% italiano, si respira l’affascinante storia secolare della città. Entrando nella hall e nelle sue immense sale saltano subito all’occhio i mobili d’epoca in stile imperiale e le decorazioni antiche presenti in ogni angolo dell’albergo, che si tratti di stanze private oppure di spazi comuni, lo charme di fine Ottocento tra queste mura si respira tutto, sembra di immergersi davvero in quel passato.
L’ Hotel Quirinale, è uno splendido albergo a 4 stelle situato proprio nel cuore della Città Eterna, tra Piazza della Repubblica, Piazza Venezia e la Fontana di Trevi, ed è il luogo ideale per trascorre un soggiorno indimenticabile per chiunque voglia vivere un’esperienza unica, insolita, lontano dai soliti alberghi di catena. Il fiore all’occhiello è proprio il suo giardino all’interno, un polmone verde, all’ombra dell’ immenso cedro del Libano che svetta verso l’alto e circondato da piante meravigliose. Una vera e propria oasi di calma e pace, lontano dalla animata e frenetica Via Nazionale, crocevia per i tanti in lungo e in largo per la città. In questo giardino ci si rilassa, si sorseggia un drink o si gustano le prelibate pietanze dello Chef. Luogo ideale anche per eventi aziendali oppure privati, come ad esempio quei romantici matrimoni che qui trovano la cornice perfetta. L’albergo possiede 209 stanze lussuose ed accoglienti, arredate con mobili d’epoca ma dotate di ogni comfort moderno.Tra i servizi di cui gli ospiti potranno godere una volta entrati tra queste preziose mura ci sono un elegante ristorante – Il Rossini – con la sua suggestiva Galleria affacciata sul giardino; un accogliente bar – Green Bar – una zona fitness e sale riunioni adatte per organizzare conferenze, banchetti, rinfreschi e incontri.
Ma non tutti sanno che esiste anche un passaggio segreto che collega il Teatro dell’Opera di Roma all’Hotel Quirinale, noto anche come «passaggio Callas». Il varco collega i due edifici attigui dal 1880. Grazie a esso, infatti, il grande soprano – Callas – si rifugiò nella sua suite dell’Hotel Quirinale dopo il forfait, alla fine del primo atto della «Norma» di Vincenzo Bellini.
Quanta storia si respira tra queste mura! -
Filly di Somma
Se il tempo fosse un gambero, si tornerebbe indietro a quel 1988, quando il grande attore americano, che di film di successo ne ha interpretati tanti, Robert De Niro, si trova a Los Angeles a cena nel ristornate giapponese del famoso chef Nobu Matsuhisa. Tutto parte da una pietanza gustata, il merluzzo nero con miso e poi un sorso del delicato saké giapponese Hokusestu. Fu una sorta di colpo di “fulmine” per l’attore – o forse di “palato” per restare in tema – tanto che assaggiare questa cucina giapponese così raffinata e ricercata rapì la star del cinema. Fu così che l’attore americano invitò lo chef giapponese a unirsi al tavolo. Da lì partì il tutto e tra i due cominciò un solido sodalizio che dura ancora oggi. Dopo 4 anni Robert De Niro e lo Chef Nobu fondano Nobu a New York, la prima delle tante aperture sparse nel mondo. Ma non solo ristorazione anche il mondo alberghiero ne entra a far parte. Il primo Nobu Hotel ha aperto nel 2013 a Las Vegas, poi a seguire Manila, Miami Beach, Malibu, Londra, Ibiza, Palo Alto, Marbella, Los Cabos, Barcellona, Varsavia, Chicago e altre aperture working in progress.
Ma chi è Nobu, che ha rapito Robert De Niro, tanto da indurlo a immergersi con lui nell’affascinante mondo della ospitalità e ristorazione? Lo chef giapponese inizia a lavorare a 17 anni a Tokyo ma la sua è una lunga gavetta, comincia con il fare il lavapiatti fino a diventare sushi chef di un ristorante di Tokyo. La sua carriera sarà in giro per il mondo e in continua ascesa. Per chi è a Milano, sa che il Nobu è un ristorante molto affermato e poi non dimentichiamo che quello di Londra è addirittura apparso nel famoso film Notting Hill.
Adesso tocca a Roma, tanto che il Grand Hotel Via Veneto si è unito a Nobu Hospitality per la trasformazione dell’immobile in Nobu Hotel Roma, ennesima perla da aggiungersi alle su citate aperture sparse nel mondo. Due magnifici edifici storici del XIX secolo, accorpati, daranno vita al sogno americano e giapponese nella Città Eterna. Il progetto è meraviglioso: 117 camere e suite, una Nobu Suite di 500 mq, una meravigliosa terrazza con vista sui tetti di Roma – a fare capolino sull’affascinante Via Veneto – e ovviamente il ristorante giapponese Nobu, come ciliegina sulla torta, si installerà proprio sul roof. Non mancheranno una spa e un centro fitness, oltre a un club lounge dove si ascolterà musica internazionale per “viaggiare” alla scoperta delle mille culture.
L’ apertura del nuovo Nobu Hotel Roma, è fissata per sabato 8 novembre 2025.
Il ristorante invece è già stato inaugurato sabato 18 ottobre.
Gli spazi
Nobu Hotel Roma è il primo Nobu Hotel in Italia, in cui la fusione tra minimalismo giapponese e tradizione romana, è meravigliosa. Fiore all’occhiello della struttura è proprio quella spettacolare Nobu Villa la quale al suo interno possiede tre camere da letto e una terrazza con una vista mozzafiato sulla Dolce Vita Romana e Via Veneto, che tanto racconta di Roma e del suo passato glamour e splendore. La struttura possiede sale per riunioni, ma anche una spa e un centro fitness oltre a dare al cliente servizio in camera 24 ore su 24,
Il ristorante Nobu Roma, che ha già aperto le sue porte sabato 18 ottobre, sarà accessibile tutte le sere dalle 18,30, offre la possibilità di cenare nella sala principale o di vivere un’esperienza intima al Sushi Counter, per ammirare l’arte creata dai sushi chef di Nobu. Il bar propone una carta dei vini curata, sakè di alta qualità e i cocktail esclusivi di Nobu.
Il countdown è cominciato, l‘8 novembre non è poi così lontano, in attesa che le porte di Nobu Hotel Roma si apriranno al mondo in nome dell’ospitalità e del gusto!
Foto copyright: IG@therealnobu
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Filly di Somma
Si sa Parigi incanta il mondo da sempre, con i suoi monumenti, piazze e ponti eppure esiste una notte molto speciale in cui Parigi non dorme mai e nemmeno i parigini.
La Notte Bianca o Nuit Blanche per dirla alla francese arriva molto presto, sabato 7 giugno, con più di 100 progetti artistici in lungo e in largo per la città. Sarà Valérie Donzelli, regista e attrice a creare questo itinerario notturno in cui si scoprirà la Ville Lumière con le luci e ombre della notte in nome del cinema, che sarà il vero protagonista della notte.
Cosa attendersi? beh molto, tra installazioni, perfomance, e proiezioni enormi.
Sono già 24 anni che Parigi dedica spazio alla notte più lunga dell’anno e il cinema sarà al centro di tutto, con un compleanno importante quest’anno, quello dei 130 anni. Tanti i progetti artistici che ruoteranno attorno a questa settima arte che da sempre ci affascina. Basti pensare a luoghi della città come il 10mo arrondissement, il 14mo oppure il 15mo, senza dimenticare i giardini Saint Paul e il Quai de Valmy, tutti luoghi che saranno “palcoscenico” di proiezioni.

@@nuitblanche2025
Ma non c’è cinema senza la musica, per gli amanti della vita nottambula infatti ci si divertirà anche a suon di balli e canti. Tanto che nella Cappella della Sorbona, la più famosa e prestigiosa università di Parigi, ci sarà una suggestiva installazione di luci e suoni e poi non manca nemmeno il Petit Palais.
Non solo il centro di Parigi, ma anche le periferie, resteranno “sveglie” in questa lunga notte bianca di Parigi del 7 giugno.
Mettette la sveglia, se siete a Parigi.
Programma completo qui
https://www.paris.fr/nuit-blanche-2025
Michel Gondry ha disegnato i manifesti che si possono vedere in tutta la capitale….
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Filly di Somma
Macron est arrivé avec un peu de retard, environ 15 minutes.
De nombreux journalistes, un véritable « peloton armé » avec des objectifs prêts à immortaliser ces clichés tant attendus sur ce tapis rouge qui verra bientôt le président Meloni, dans un élégant tailleur noir, et le président français non seulement se serrer la main, mais aussi se donner un léger baiser sur la joue (sous le regard et les clins d’œil du monde entier) et même quelques mots chuchotés à l’oreille.
On dirait une carte postale sur laquelle on aurait écrit « Baisers du Palais Chigi ».
La première scène suggère déjà que les tensions d’antan entre les deux pays qui s’affrontent ne sont plus qu’un souvenir.
Nous verrons bien !
De la guerre en Ukraine aux tarifs, en passant par le Moyen-Orient et la Libye, voici quelques-uns des nombreux sujets abordés lors de la bilatérale entre l’Italie et la France.
Hier, 3 juin, la rencontre tant attendue a eu lieu à Rome entre la Première ministre Giorgia Meloni et le Président de la République française Emmanuel Macron, tout juste rentré d’un intense voyage en Asie. Dans les somptueuses salles du Palazzo Chigi, éclairées tardivement, le huis clos a duré trois bonnes heures, au-delà des espérances, puisqu’un dîner était prévu à 20 heures et qu’il a naturellement glissé de deux heures.
Tout le monde est curieux de savoir ce qui s’est dit et si les tensions se sont vraiment estompées entre les deux pays qui ont toujours été historiquement liés l’un à l’autre, mais certainement pas récemment, étant donné les frictions évidentes – et désormais visibles aux yeux de tous – entre Meloni et Macron.
Les sujets abordés ont été nombreux, parmi lesquels la relation sur un pied d’égalité avec les États-Unis, notamment en ce qui concerne les droits de douane. En effet, ce qui divise les deux pays dans la confrontation, c’est précisément la question des États-Unis, et donc la manière de la traiter. La relation avec le président américain Trump, sur lequel Meloni a certainement une grande influence, compte tenu de la sympathie et de l’estime mutuelles et des fréquents voyages sur le sol américain pour rencontrer le tycoon, a été fondamentale à cet égard.
En ce qui concerne le conflit entre la Russie et l’Ukraine, le soutien à l’Ukraine a été établi. Mais il n’a pas été question de garanties de sécurité pour l’Ukraine et d’instauration de la paix au niveau mondial. Récemment encore, Rome et Paris sont apparues très éloignées l’une de l’autre. Il semble que cette volonté d’aplanir les divergences ait incité les deux pays à se rencontrer. Si l’on veut vraiment s’entendre et poursuivre des objectifs communs, il faut faire preuve d’une égale dignité.
À cela s’ajoute une convergence commune sur une Europe unie et compétitive, fondée sur des relations solides, y compris transatlantiques, pour une plus grande sécurité de l’économie européenne, et cela concerne en particulier les secteurs stratégiques tels que l’automobile et l’énergie. En ce qui concerne la partie relative au Moyen-Orient, il convient de noter que ni Israël ni Gaza n’ont jamais été mentionnés explicitement. Il a également été question du traité du Quirinal, entré en vigueur en 2023 pour une coopération bilatérale renforcée entre la République italienne et la République française et qui fera l’objet d’une mise à jour lors de la prochaine réunion bilatérale à Paris au début de l’année prochaine, en 2026.
Le communiqué parle d’une « Europe plus souveraine, plus forte et plus prospère, avant tout orientée vers la paix et capable de défendre ses intérêts et de protéger ses citoyens » et c’est ce que les deux pays espèrent, cette bilatérale du 3 juin semble avoir réellement posé des bases solides et durables. Mais les discussions communes entre la France et l’Italie n’ont pas manqué non plus sur l’application du principe de neutralité technologique, la simplification réglementaire, les investissements publics et privés et l’énergie. Sans oublier des secteurs comme l’automobile ou la sidérurgie, considérés comme traditionnels, mais aussi des sujets plus actuels et tournés vers l’avenir comme l’intelligence artificielle, sans oublier l’espace et les énergies renouvelables décarbonées comme le nucléaire. Mais le terrain d’entente et la collaboration se feront aussi sur les réformes, la migration, le cadre financier et l’élargissement.
Giorgia Meloni s’est déclarée très satisfaite sur les médias sociaux au lendemain de la rencontre bilatérale.
Avant la rencontre avec M. Macron, la présidente Meloni s’était entretenue au téléphone pendant près d’une heure avec le dirigeant de Bratislava, Robert Fico, au sujet de Gaza et de l’importance d’un cessez-le-feu, qui doit en tout état de cause concerner également Kiev. Mais selon le premier ministre slovaque, toute l’Europe ne souhaite pas ce cessez-le-feu, car, à son avis, la poursuite de la guerre est le moyen de nuire à la Russie. Au cours de la conversation avec le dirigeant, la conférence sur la reconstruction de l’Ukraine a aussi été évoquée. Elle se tiendra à Rome en juillet et Meloni espère que d’autres pays y participeront de manière significative, et que Macron y sera aussi présent !
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Filly di Somma
Macron arriva in leggero ritardo, circa 15 minuti. Tanti i giornalisti, un vero “plotone armato” di obbiettivi pronti a immortalare quegli scatti tanto attesi su quel tappeto rosso che a breve vedrà il Presidente Meloni, in elegante tailleur nero, e il Presidente Francese, non solo stringersi le mani, ma darsi anche un leggero bacio sulla guancia (mentre il mondo sta a guardare e strizza l’occhio) e non manca nemmeno qualche parola sussurrata nelle orecchie. Sembra una cartolina su cui ci sia scritto” Baci da Palazzo Chigi”
La prima scena ci suggerisce già che le tensioni di un tempo tra i due Paesi a confronto siano solo un ricordo.
Staremo a vedere!
Dalla guerra in Ucraina, ai dazi, passando per Medio Oriente e Libia, sono questi solo alcuni dei tanti temi toccati durante il bilaterale tra Italia e Francia.
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Si è tenuto ieri, 3 giugno, il tanto atteso incontro a Roma tra il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron, reduce da un intenso viaggio in Asia. Nelle sontuose stanze di Palazzo Chigi, illuminate fino a tardi, la riunione a porte chiuse è durata ben tre ore, oltre le aspettative, visto che una cena era in programma per le ore 20.00 ed è naturalmente slittata di due ore.
Tutti curiosi di sapere cosa si siano detti e se le tensioni siano davvero sfumate tra i due Paesi che sono sempre stati storicamente legati l’uno all’altro, ma non certo recentemente, visti i palesi – e oramai visibili agli occhi di tutti – attriti tra la Meloni e Macron.
Gli argomenti sul “piatto” sono stati tanti, tra questi il rapporto alla pari con gli Stati Uniti, soprattutto in merito ai dazi. In effetti a dividere i due Paesi a confronto vi era proprio la questione americana, e quindi come comportarsi in merito. Fondamentali i rapporti con il Presidente degli Stati Uniti Trump, su cui Meloni ha sicuramente un grande ascendente, vista la simpatia e stima reciproca e i frequenti viaggi in terra americana per incontrare il Tycoon.
In merito al conflitto tra Russia e Ucraina è stato stabilito il sostegno all’ Ucraina. Ma non c’è stato nessun accenno a quelle che sono le garanzie di sicurezza per l’Ucraina e portare avanti, a livello globale, la pace. In questo proprio recentemente sia Roma che Parigi apparivano molto distanti. Sembra che questa volontà di risolvere le divergenze abbia spinto i due Paesi a incontrarsi. Si chiede pari dignità se si vuole veramente andare d’accordo e portare avanti i comuni obbiettivi.
A questo si è aggiunta una comune convergenza circa una Europa unita e competitiva, fondata su solide relazioni anche transatlantiche per una maggiore sicurezza dell’ economica europea, e questo riguarda soprattutto quei settori strategici come le auto e l’energia. Circa la parte che riguarda il Medio Oriente, si nota che né Israele e né Gaza siano state mai citate esplicitamente. Si è parlato anche del Trattato del Quirinale il quale è entrato in vigore nel 2023 per una cooperazione bilaterale rafforzata tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese e che diventerà oggetto di aggiornamento proprio in occasione del prossimo incontro bilaterale che avverrà a Parigi, nei primi mesi del prossimo anno, il 2026.
Nel comunicato si parla di un’Europa “più sovrana, più forte e più prospera, soprattutto orientata alla pace e capace di difendere i propri interessi e di proteggere i propri cittadini” ed è quello che i due Paesi si augurano, questo bilaterale del 3 giugno sembra aver davvero gettato delle basi solide e durature. Ma non è mancata nemmeno una discussione comune tra Francia e Italia sulla applicazione del principio di neutralità tecnologica, sullasemplificazione normativa, sugli investimenti pubblici e privati, sull’energia. Senza dimenticare i settori come auto e siderurgia, considerati tradizionali, ma anche argomenti più attuali e che proiettano verso il futuro come l’intelligenza artificiale, e non manca l’accenno allo spazioe alle fonti di energia decarbonizzate rinnovabili come il nucleare. Ma un punto in comune e una certa collaborazione avverranno anche sulle riforme, sulla migrazione, sul quadro finanziario, sull‘allargamento.
Giorgia Meloni sui social, all’indomani del bilaterale, si è dichiarata molto soddisfatta.
Prima dell’incontro con Macron, la Presidente Meloni aveva parlato al telefono per circa un’ora con il leader di Bratislava – Robert Fico – parlando di Gaza e anche della importanza di un cessate il fuoco che comunque deve riguardare anche Kiev. Ma secondo il primo ministro slovacco non tutta l’Europa vuole questa tregua perché secondo lui continuare la guerra è il modo per danneggiare la Russia. Durante la conversazione con il leader si è parlato anche della Conferenza per la ricostruzione dell’ Ucraina. Si svolgerà a Roma nel mese di luglio e di questo la Meloni si augura che ci sia una cospicua partecipazione da parte degli altri Paesi e ovviamente ci si attende che anche Macron arrivi!
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Filly di Somma
Il 31 maggio il grande attore e regista, nato a San Francisco nel 1930, ha festeggiato un compleanno importante eppure non ha nessuna intenzione di fermarsi.
Bello come il sole, lo era un tempo e ancora il suo fascino magnetico perdura, uno sguardo di ghiaccio e quella espressione da duro che da sempre ha affascinato il mondo del cinema. Ma al di là della star – grazie ai tanti film di successo in cui non è solo stato attore ma anche regista e produttore – Clint Eastwood si è sempre esposto anche dal punto di vista politico, tanto da essere considerato un punto di riferimento per quella America che si riconosce nei valori tradizionalisti e conservatori. La star è considerata una icona della destra e di quella America che vuole essere combattiva, concreta, diretta, lontano dai troppi lustrini e paillettes di Hollywood. Clint Eastwood si è sempre distinto, mantenendo una posizione più riservata, conservatrice e libertaria. Non ha mai nascosto le sue idee e i suoi personaggi ne hanno sempre dato voce, incarnando quella sua longevità creativa sempre puntata alla ribellione.
IG@clinteastwoodfans01
Tracciare la lunga carriera di Clint Eastwood richiederebbe troppo tempo, per quanto intensa e meravigliosa sia stata e continua ad esserlo. Nonostante i suoi 100 anni non siano poi così lontani, non ha nessuna intenzione di smettere di lavorare ed emozionare il mondo, e di questo gliene siamo immensamente grati.Gli esordi cominciano con il western televisivo Rawhide, da lì il successo fu incredibile e la sua carriera in continua ascesa. Significativo fu per lui l’incontro con il regista italiano Sergio Leone il quale fece diventare Eastwood un vero mito. Basti pensare a film come Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto, il cattivo fino ad arrivare a Uomo Senza Nome.
Poi arrivò Dirty Harry , una vera e propria era nel cinema americano e non solo, con l’interpretazione del personaggio Callaghan, il magnetico e affascinante ispettore di San Francisco che abbiamo amato tutti, anche chi non era un fan del genere poliziesco, ma si sa tutto quello che tocca Clint diventa oro. L’ ispettore divenne il simbolo di giustizia, ma anche di un uomo che non si piega alle convenzioni, proprio come è sempre stato lo stesso Eastwood.
Negli anni ’70 cominciò a curare anche la regia dei suoi film che hanno segnato la storia del cinema come Gli spietati (in cui ebbe l’Oscar per il Miglior Film e Miglior Regia), poi Mystic River, Million Dollar Baby (anche qui due Oscar per Film e Regia), Gran Torino e American Sniper . Ma questi sono solo alcuni esempi dei suoi tanti, tantissimi film che sapevano arrivare dritto al punto e soprattutto incarnare personaggi di spessore e molto profondi. Clint, ha da sempre affascinato il mondo del cinema con una carriera strepitosa che non ha mai avuto alti e bassi, senza dimenticare l’ultimo successo che lo immortala dietro la macchina da presa con Giurato numero 2.
I suoi film hanno fatto anche battere il cuore di quegli inguaribili romantici i quali hanno scorto dolcezza e passione nei suoi occhi di ghiaccio, basti pensare al film “I ponti di Madison County” tratto dall’omonimo romanzo, che lo vede nelle vesti di regista, produttore e attore, interpretando un affascinante, giramondo e libertino fotografo della rivista National Geographic, il quale si innamora di una insoddisfatta casalinga “intrappolata” in un matrimonio infelice nello sperduto Ohio, interpretata da una stupenda e magistrale Meryl Streep.
Clint ha interpretato oltre 60 film come attore, regista, produttore, ma anche compositore, eh sì perché suona benissimo il pianoforte e compone musica. Un uomo eclettico, dalle mille qualità. La sua vita privata è stata sempre molto movimentata, ha avuto diverse relazioni e matrimoni, con ben sette figli da cinque donne diverse.
I numeri ci sono : 5 Oscar, 45 film da regista, 62 da interprete e non dimentichiamo che è stato anche impegnato in politica quando ha rivestito l’incarico di sindaco a Carmel, una cittadina della California.
Che dire ! lunga vita a Clint Eastwood, l’antidivo per eccellenza, che non si ferma mai, nemmeno a 95 anni.
Foto Ig@clinteastwoodfans01
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Filly di Somma
Quando un vero professionista dal Giappone si imbatte in un progetto molto insolito, ossia produrre il suo sake in Italia, è pura magia.
L’obiettivo di Asada è proprio quello di mettere insieme due culture, quella italiana e quella giapponese, in nome di una bevanda tipica del Sol Levante, che molti italiani amano, bevono, ma di cui forse non si sa molto, se non che sia ricavata dal riso fermentato. E poi, perché non abbinare questo sake alla tipica gastronomia del Bel Paese.
Grazie all’incontro in terra italiana con Nicola Coppe, il giapponese Asada ha cominciato a produrre il suo sake in Italia e lo fa scegliendo una parte specifica dello stivale, ossia la zona di Belluno, dove le montagne sono le vere protagoniste.

Ma come nasce questa passione tutta giapponese per l’Italia in nome del sake?
Molto semplice!
Asada nel 2018 arriva in Italia in occasione del Vinitaly – il celebre salone del vino e non solo che attira cultori da tutto il mondo – per presentare la tipica bevanda giapponese, ma si rende conto che nel nostro Paese questa non è ben conosciuta, anzi ci sono delle idee molto confuse a riguardo.
E allora la sua missione qual è?
Quella di “tradurla” meglio questa bevanda. Dopo di ciò avviene il fatidico incontro con Nicola Coppe il quale in fatto di fermentazioni è un maestro, dato che fermenta di tutto, anche il riso. Fin quando ha l’idea di aprire una izakaya, ossia una osteria in stile giapponese, accanto al suo laboratorio di fermentazioni.
Il nome del luogo è molto semplice e non ci si può sbagliare – Fermentazioni – aperto tutte le sere dal giovedì alla domenica. Tra i piatti imperdibili ci sono i ramen da abbinare al sake della casa ma anche a quelli rigorosamente giapponesi e non manca la carta dei vini.
I compiti sono ben divisi.
Asada – che oramai ha imparato l’italiano e si fa comprendere molto bene – si occupa del sake e Coppe della izakaya.
Il sake ancor prima di un lavoro è una vera e propria arte che racconta tanto delle affascinanti tradizioni del Sol Levante. Ci vogliono ben due mesi per fare un ottimo sake e non ci può fermare. Addirittura Asada spiega che per tre giorni deve stare sveglio per controllare ogni due ore la temperatura della bevanda in fermentazione e poi mescolare.
L’obiettivo di Asada è di stabilirsi a Biella, qui dove l’acqua è perfetta per poter aprire una sakagura tutta italiana, ma in attesa di questo la sua Hoshitaro Sake Brewery continua la sua missione, fermentare lì dove le affascinanti montagne del Veneto svettano. Intanto non smette di sperimentare e soprattutto di imparare, come ad esempio affinare la tecnica di lavare il riso senza romperne i chicchi e poi quel tocco della mano, così delicato, come solo i giapponesi sanno fare, loro che non usano forchette per mangiare, sarebbe troppo aggressivo, ma bacchette che hanno il potere di sollevare il cibo come se fosse un trofeo da rispettare e onorare, a cui ci si “inchina”, tanto che “itadakimasu” indica proprio l’essere grati di ricevere il cibo, un pò come noi usiamo dire ” Buon Appetito”
La fusione è stata importante, da un lato l’italiano Coppe – un esperto di microbiologia e fermentazioni – e dall’altro il giapponese Asada con le sue tradizioni e affinate tecniche.
Un matrimonio perfetto in nome del sake.
E come dicono in Giappone, Kanpai letteralmente “bicchiere asciutto”) un po’ come il nostro cin–cin
Foto copertina: IG@hoshitarosake
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Il 24 e 25 maggio, il Moulin Rouge si è invitato nel cuore del Musée d’Orsay per un eccezionale weekend di creatività e patrimonio vivente.
Nella maestosa cornice della Salle des Fêtes, le nostre Maison d’arte – Maison Février plumassier, Atelier Valentin brodeur, Atelier de création Mine Vergès costumier e Maison Clairvoy bottier – sono state protagoniste.

Le sfilate dei magnifici costumi indossati da artisti hanno permesso ai visitatori di vedere da vicino l’eccellenza delle competenze che danno vita alle riviste del Moulin Rouge.
Sabato sera, una serata unica di spettacolo ed eleganza ha trasformato il museo in un palcoscenico effimero. Dipinti e statue sembravano prendere vita sotto i passi di un frenetico Cancan francese.

Screenshot Per tutto il fine settimana, conferenze originali hanno animato l’auditorium, esplorando i profondi legami tra il Cancan francese e l’emancipazione femminile, nonché l’affascinante storia del Moulin Rouge.
Grazie al Musée d’Orsay per questo indimenticabile incontro tra due istituzioni simbolo del patrimonio artistico francese.
📸 ©Philippe Wojazer
