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Filly di Somma
La Francia compie un passo innovativo nel mondo dell’istruzione: insegnare la cura degli animali come materia scolastica per sviluppare empatia, rispetto e senso di responsabilità nelle nuove generazioni. Una scelta che riflette un cambiamento culturale più ampio, in cui il benessere animale e l’educazione emotiva diventano parte integrante della formazione dei cittadini di domani.
Negli ultimi anni, il tema del rispetto verso gli animali ha assunto sempre più rilevanza nel dibattito pubblico francese, anche grazie all’impegno di organizzazioni come la Fondation 30 Millions d’Amis, da tempo attiva nella sensibilizzazione contro i maltrattamenti. Inserire la cura degli animali nei programmi scolastici significa quindi trasformare questi valori in competenze concrete, insegnate fin dall’infanzia.
Ma cosa significa, in pratica, “cura degli animali” a scuola? Non si tratta soltanto di nozioni teoriche, bensì di un percorso educativo che include attività pratiche, momenti di osservazione e interazione responsabile. Gli studenti imparano a comprendere i bisogni degli animali, a riconoscere segnali di stress o benessere, e a sviluppare un atteggiamento rispettoso verso ogni forma di vita. Questo approccio si collega anche a discipline come le Scienze naturali e l’educazione civica, creando un ponte tra conoscenza e comportamento.

Secondo pedagogisti ed esperti, il contatto con gli animali favorisce lo sviluppo dell’intelligenza emotiva: prendersi cura di un essere vivente aiuta i bambini a sviluppare empatia, pazienza e capacità relazionali. Non a caso, iniziative simili sono già state sperimentate in diversi contesti educativi europei, con risultati positivi anche sul clima scolastico e sulla riduzione dei comportamenti aggressivi.
Questa riforma si inserisce nel più ampio quadro delle politiche educative promosse dal Ministère de l’Éducation nationale, che negli ultimi anni ha mostrato una crescente attenzione ai temi della sostenibilità, del rispetto e della convivenza civile. L’obiettivo non è soltanto formare studenti preparati dal punto di vista accademico, ma anche cittadini consapevoli e sensibili.
Naturalmente, non mancano interrogativi: come verrà strutturata la materia? Quali risorse saranno necessarie? E soprattutto, come garantire che l’interazione con gli animali avvenga sempre nel pieno rispetto del loro benessere? Sono questioni aperte, che richiederanno linee guida chiare e una formazione adeguata per gli insegnanti.
Nonostante queste sfide, l’iniziativa rappresenta un segnale forte: educare all’empatia non è più un obiettivo secondario, ma una priorità. In un’epoca segnata da cambiamenti sociali e ambientali profondi, insegnare ai più giovani a prendersi cura degli altri — umani o animali che siano — potrebbe essere una delle lezioni più importanti di tutte.
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Filly di Somma
Se stai programmando una visita a Roma a metà aprile, c’è un’esperienza culturale fuori dal comune da segnare in agenda. Giovedì 16 e venerdì 17 aprile, l’Istituto Giapponese di Cultura apre le porte a uno degli spettacoli più affascinanti della tradizione nipponica: il Kabuki, protagonista del tour europeo “Meet Kabuki – The Art of Onnagata” Europe Tour 2026.
Non si tratta della classica rappresentazione teatrale, ma di un vero viaggio dentro una forma d’arte che ha oltre 400 anni di storia. Il progetto “Meet Kabuki” è pensato proprio per il pubblico internazionale: accompagna gli spettatori alla scoperta di gesti, simboli e significati, rendendo accessibile anche ciò che, a prima vista, potrebbe sembrare distante dalla cultura occidentale.
Sul palco, il giovane Nakamura Takanosuke porta avanti una delle tradizioni più antiche del Giappone. Figlio del celebre Nakamura Tomijirō V, riconosciuto come Tesoro Nazionale Vivente, rappresenta una nuova generazione di artisti capaci di mantenere viva un’eredità culturale straordinaria e, allo stesso tempo, dialogare con il pubblico di oggi.
Uno degli aspetti più sorprendenti dello spettacolo è l’arte dell’“onnagata”, ovvero l’interpretazione dei ruoli femminili da parte di attori uomini. Non è una semplice imitazione, ma una forma altamente stilizzata ed elegante, costruita attraverso movimenti precisi, espressioni controllate e costumi ricchissimi. Anche per chi non conosce il Kabuki, è un’esperienza visiva potente e coinvolgente.
Parte del fascino di questa tradizione risiede in ciò che non si vede: anni di studio, disciplina e trasmissione diretta tra maestri e allievi. Il Kabuki è infatti un’arte che si apprende nel tempo, spesso all’interno delle stesse famiglie, custodendo tecniche e segreti tramandati di generazione in generazione.
Inserire questo evento nel proprio itinerario romano significa arricchire il viaggio con un incontro culturale unico. Accanto ai grandi monumenti e ai percorsi più conosciuti, Roma offre anche occasioni come questa: momenti in cui culture lontane si incontrano e si raccontano.
Per chi cerca esperienze autentiche e diverse dal solito, il Kabuki all’Istituto Giapponese di Cultura è un’opportunità da non perdere: un piccolo viaggio nel Giappone più tradizionale, senza lasciare la città.

foto copertina e interna : istituto giapponese di cultura in Roma.
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Filly di Somma
Se pensi a Parigi, immagini subito boulevard eleganti e giardini alla francese. Ma la città nasconde anche angoli di pura armonia ispirati al Giappone, perfetti per chi cerca calma, bellezza e contemplazione. I giardini giapponesi a Parigi sono piccoli mondi sospesi, dove ogni dettaglio ha un significato.
Ecco i più belli da visitare durante il tuo viaggio.

🌿 Il Giardino Giapponese del Musée Albert-Kahn
Situato appena fuori dal centro, questo è senza dubbio il giardino giapponese più autentico dell’area parigina. Creato dal banchiere e filantropo Albert Kahn all’inizio del XX secolo, il parco è un viaggio tra culture diverse, ma la sezione giapponese è il suo cuore.
Qui troverai:
- ponti in legno arcuati
- lanterne in pietra
- un laghetto con carpe koi
- ciliegi che in primavera regalano una fioritura spettacolare
È il luogo ideale per rallentare e immergersi nella filosofia zen.
🍃 Il giardino del UNESCO Headquarters
Meno conosciuto ma affascinante, il giardino giapponese dell’UNESCO è un piccolo capolavoro nascosto nel cuore della città. Progettato dallo scultore giapponese Isamu Noguchi, è un esempio perfetto di equilibrio tra natura e architettura.
Rocce, acqua e vegetazione dialogano in uno spazio minimalista che invita alla riflessione. L’accesso è limitato, ma vale la pena informarsi per eventuali visite guidate.
🌸 Il giardino del Parc Floral de Paris
Nel verde del Bois de Vincennes si trova uno dei giardini giapponesi più accessibili e rilassanti della città. Il Parc Floral ospita un’area dedicata al Giappone con elementi tradizionali e una forte attenzione alla stagionalità.
Cosa aspettarti:
- bonsai e aceri giapponesi
- specchi d’acqua tranquilli
- percorsi perfetti per una passeggiata meditativa
In primavera e in autunno, i colori rendono questo luogo ancora più suggestivo.
🧘♀️ Perché visitare un giardino giapponese a Parigi?
Oltre alla loro bellezza, questi spazi offrono qualcosa di raro in una grande capitale: silenzio interiore. I giardini giapponesi sono progettati per essere vissuti lentamente, osservando, respirando, lasciando andare il ritmo frenetico della città.
Sono perfetti se vuoi:
- fare una pausa tra una visita e l’altra
- vivere un’esperienza diversa dal classico itinerario turistico
- scoprire un lato più intimo e contemplativo di Parigi
✨ Consiglio finale
Se puoi, visita questi giardini al mattino presto o durante i giorni feriali: l’atmosfera sarà ancora più magica.
E se capiti in primavera, non perdere la fioritura dei ciliegi: è uno spettacolo che trasforma Parigi in un piccolo angolo di Giappone.
Parigi non smette mai di sorprendere: basta saper guardare oltre i luoghi più famosi per scoprire tesori nascosti come questi. 🌿
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Filly di Somma
Il 31 marzo è una data speciale per chi ama viaggiare: si celebra il compleanno della Torre Eiffel, il monumento più famoso di Parigi e tra le attrazioni turistiche più visitate al mondo.
Se stai organizzando un viaggio nella capitale francese, questo è il momento perfetto per scoprire la sua storia e lasciarti ispirare.
🏗️ Quando è nata la Torre Eiffel?
La Torre Eiffel fu inaugurata il 31 marzo 1889 durante l’Esposizione Universale del 1889, evento organizzato per celebrare i 100 anni della Rivoluzione francese.
Il progetto porta il nome dell’ingegnere Gustave Eiffel, che realizzò una struttura rivoluzionaria per l’epoca: oltre 300 metri di altezza, costruita interamente in ferro.
👉 Curiosità: doveva essere smontata dopo 20 anni, ma fu salvata grazie alla sua utilità come antenna radio.
😲 Perché all’inizio non piaceva?

Oggi è il simbolo romantico per eccellenza, ma all’inizio la Torre Eiffel era molto criticata.
Scrittori e artisti parigini la definivano:
- “inutile”
- “mostruosa”
- “un’offesa alla bellezza della città”
E invece, con il tempo, è diventata l’icona indiscussa di Parigi e della Francia.
🌆 Visitare la Torre Eiffel oggi
Se stai pianificando cosa vedere a Parigi, la Torre Eiffel è una tappa obbligatoria.
Ecco cosa puoi fare:
- salire fino ai livelli panoramici per una vista mozzafiato
- cenare con vista sulla città
- ammirarla illuminata di notte (uno degli spettacoli più belli di Parigi)
💡 Consiglio viaggio: prenota i biglietti in anticipo per evitare lunghe file, soprattutto nei periodi di alta stagione.
✨ Perché visitarla almeno una volta
Visitare la Torre Eiffel non è solo “vedere un monumento”, ma vivere un’esperienza:
- è il punto panoramico più famoso di Parigi
- è il luogo perfetto per foto indimenticabili
- è simbolo di romanticismo e cultura
Il 31 marzo non è solo il compleanno della Torre Eiffel, ma anche l’occasione ideale per riscoprire il fascino di Parigi.
Che tu stia pianificando un weekend o un viaggio più lungo, questa icona senza tempo ti aspetta per regalarti emozioni uniche.
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Filly di Somma
La fioritura dei ciliegi in Giappone è uno degli spettacoli naturali più affascinanti al mondo, capace di trasformare intere città in paesaggi poetici sospesi tra realtà e sogno. Questo fenomeno, noto come sakura, segna l’arrivo della primavera e porta con sé un profondo significato culturale, oltre a un impatto visivo straordinario, soprattutto in una metropoli come Tokyo.
La magia dei sakura a Tokyo
A Tokyo, la fioritura dei ciliegi avviene generalmente tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, anche se le date precise variano ogni anno in base alle condizioni climatiche. I parchi cittadini, i viali alberati e persino i fiumi diventano luoghi privilegiati per ammirare questo spettacolo. Tra i luoghi più iconici si trovano grandi distese di ciliegi che, quando sono in piena fioritura (mankai), creano un effetto di nuvole rosa e bianche.
Uno degli aspetti più affascinanti è la brevità della fioritura: i fiori durano solo pochi giorni prima di cadere, spesso trasportati dal vento come una delicata pioggia di petali. Questo carattere effimero è centrale nella sensibilità estetica giapponese, perché richiama il concetto di impermanenza della vita.
La fioritura nel resto del Giappone
Il Giappone, estendendosi da sud a nord, offre una “onda” di fioritura che attraversa l’arcipelago. Si parte dalle regioni meridionali, dove i ciliegi sbocciano già a febbraio, fino ad arrivare alle zone più settentrionali, dove la fioritura può avvenire anche a maggio.
Questa progressione viene seguita con grande attenzione dai media giapponesi, che pubblicano previsioni dettagliate chiamate sakura zensen (il “fronte dei ciliegi”), permettendo a residenti e turisti di organizzare viaggi e celebrazioni nel momento migliore.
Hanami: molto più di una semplice osservazione

La tradizione dell’Hanami (letteralmente “guardare i fiori”) è il cuore culturale della fioritura dei ciliegi. Non si tratta solo di osservare la bellezza dei sakura, ma di viverla collettivamente.
Durante l’Hanami, famiglie, amici e colleghi si riuniscono sotto gli alberi in fiore per fare picnic, bere e condividere momenti di convivialità. I parchi si riempiono di teli blu, cibo tradizionale e risate, creando un’atmosfera festosa e al tempo stesso contemplativa. Di sera, molti luoghi vengono illuminati per lo yozakura, la visione notturna dei ciliegi, che aggiunge un tocco ancora più suggestivo.
Un simbolo profondo
I sakura non sono solo belli: rappresentano la fragilità e la bellezza della vita. La loro fioritura breve ma intensa è spesso associata alla giovinezza, al rinnovamento e al passare del tempo. Per questo motivo, i ciliegi in fiore sono stati celebrati per secoli nella poesia, nell’arte e nella filosofia giapponese.
La fioritura dei ciliegi in Giappone, e in particolare a Tokyo, è un’esperienza che va oltre il turismo: è un incontro con una tradizione millenaria e con un modo unico di percepire la natura e la vita. Partecipare all’Hanami significa entrare in sintonia con un momento collettivo di bellezza, riflessione e gioia condivisa, che ogni anno si rinnova, breve e perfetto come i petali di un sakura.
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Filly di Somma
Chez Fred è uno di quei ristoranti parigini che sembrano esistere fuori dal tempo, un luogo dove la tradizione gastronomica francese si esprime nella sua forma più autentica e generosa. Situato nel cuore di Parigi, questo bistrot elegante ma accogliente è diventato celebre per una proposta tanto semplice quanto straordinaria: una selezione di circa 50 tipi di formaggi, serviti con cura e passione.
Entrare da Chez Fred significa immergersi in un’atmosfera tipicamente parigina, fatta di luci calde, tavoli ravvicinati e un servizio attento ma mai invadente. Il profumo che accoglie gli ospiti è quello inconfondibile dei formaggi stagionati, un invito irresistibile per gli amanti della gastronomia francese. Qui il formaggio non è un semplice complemento del pasto, ma il vero protagonista.

La carta dei formaggi è un viaggio attraverso le regioni della Francia: dai cremosi Brie e Camembert dell’Île-de-France, ai più intensi Roquefort e Bleu d’Auvergne, fino ai sapori decisi dei formaggi di montagna come il Comté e il Reblochon. Ogni varietà è selezionata con attenzione, spesso proveniente da piccoli produttori artigianali, e servita nel momento ideale di maturazione per esaltarne aromi e consistenze.
Ma Chez Fred non è solo formaggio. Il menu propone anche piatti classici della cucina francese, preparati con ingredienti di alta qualità e nel rispetto delle ricette tradizionali. Tuttavia, è difficile resistere alla tentazione di dedicare gran parte del pasto alla degustazione casearia, magari accompagnata da un buon bicchiere di vino selezionato dalla ricca cantina del locale.
Ciò che rende davvero speciale Chez Fred è l’esperienza complessiva: non si tratta solo di mangiare, ma di scoprire, assaporare e lasciarsi guidare in un percorso sensoriale unico. Il personale, competente e appassionato, è sempre pronto a consigliare abbinamenti e raccontare la storia dei prodotti serviti.
In una città come Parigi, dove l’offerta gastronomica è vastissima, Chez Fred riesce a distinguersi puntando su una delle eccellenze più amate della Francia: il formaggio. Un luogo imperdibile per chi desidera vivere un’esperienza autentica e indulgente, all’insegna del gusto e della tradizione.
- Sito web: https://chezfreddepuis1945.com/
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Filly di Somma
Nel cuore del quartiere EUR, tra architetture razionaliste e ampi viali, si nasconde un angolo capace di trasportare i visitatori lontano, fino al Giappone. La Passeggiata del Giappone, che costeggia il Laghetto dell’EUR, è uno dei luoghi più suggestivi della capitale durante la primavera, quando i ciliegi in fiore trasformano il paesaggio in una scena quasi onirica.
Ogni anno, tra fine marzo e inizio aprile, decine di alberi di ciliegio (sakura) esplodono in una fioritura delicata e spettacolare. I petali, leggeri come seta, tingono l’aria di rosa e bianco, creando una cornice perfetta per passeggiate lente, fotografie e momenti di contemplazione. Il contrasto tra la geometria urbana dell’EUR e la fragilità dei fiori rende questo luogo unico: un incontro tra rigore e poesia.
La Passeggiata del Giappone non è solo un viale alberato, ma un simbolo di amicizia tra Italia e Giappone. I ciliegi furono infatti donati dalla città di Tokyo a Roma, trasformando questo spazio in un ponte culturale vivo e fiorito. Nei giorni di piena fioritura, il laghetto si anima: famiglie, coppie e appassionati si ritrovano per godere della bellezza effimera dei sakura, spesso seduti sull’erba o lungo le rive, immersi in un’atmosfera quasi sospesa nel tempo.
Camminare qui significa rallentare, osservare, lasciarsi sorprendere. È un invito a riscoprire la meraviglia nelle piccole cose: un petalo che cade, un riflesso sull’acqua, una luce dorata che attraversa i rami.
🌸 Il significato dell’Hanami nella cultura giapponese
L’ammirazione dei ciliegi in fiore in Giappone prende il nome di Hanami, che letteralmente significa “guardare i fiori”. Ma ridurlo a una semplice osservazione estetica sarebbe limitante: l’hanami è un vero e proprio rito culturale, profondamente radicato nella sensibilità giapponese.
Tradizionalmente, durante la fioritura dei sakura, le persone si riuniscono nei parchi per trascorrere del tempo sotto gli alberi: si mangia, si beve, si conversa, ma soprattutto si contempla. Questa pratica ha origini antiche, risalenti a più di mille anni fa, durante il periodo Heian, quando era diffusa tra la nobiltà imperiale.
Il valore simbolico dei fiori di ciliegio è centrale: essi rappresentano la transitorietà della vita. I sakura fioriscono in modo spettacolare, ma la loro bellezza dura pochissimo — spesso solo pochi giorni — prima che i petali cadano. Questo ciclo breve e intenso richiama un concetto fondamentale della cultura giapponese, legato alla consapevolezza dell’impermanenza, vicino all’idea di mono no aware: la dolce malinconia per ciò che è destinato a finire.
Partecipare all’hanami significa quindi celebrare il presente, accettando al tempo stesso la sua fragilità. È un momento di gioia, ma anche di riflessione: un invito a vivere pienamente ogni istante, proprio perché destinato a svanire.

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Filly di Somma
Parigi si conferma ancora una volta capitale mondiale dell’arte grazie al prestigioso Salon du Dessin, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati e dai collezionisti di opere su carta. L’edizione 2025 si è svolta dal 26 al 31 marzo 2025 nella suggestiva cornice del Palais Brongniart, nel cuore di Parigi.
Un viaggio nella storia del disegno
Il Salon du Dessin non è solo una fiera, ma un vero e proprio viaggio attraverso i secoli. Le opere esposte spaziano dal Rinascimento fino all’arte contemporanea, offrendo una panoramica unica sull’evoluzione del disegno come forma espressiva autonoma. Tra fogli antichi, studi preparatori e opere compiute, i visitatori hanno potuto ammirare lavori di maestri che hanno segnato la storia dell’arte.
Particolare attenzione è stata dedicata alla qualità e alla rarità delle opere selezionate: ogni galleria espone infatti una selezione accurata, rendendo l’evento un punto di riferimento per il mercato internazionale del disegno.
Un evento per collezionisti e appassionati

Il Salon du Dessin rappresenta un’occasione imperdibile non solo per i collezionisti, ma anche per studiosi, curatori e semplici appassionati. Durante la manifestazione si svolgono conferenze, incontri e presentazioni che approfondiscono temi legati alla conservazione, alla storia e al mercato del disegno.
Inoltre, l’evento favorisce il dialogo tra istituzioni museali e collezionisti privati, contribuendo alla valorizzazione di opere spesso poco visibili al grande pubblico.
Parigi, cuore pulsante dell’arte
Non è un caso che una manifestazione di tale prestigio si tenga proprio a Parigi. La città continua a essere un punto di riferimento per il mondo artistico internazionale, capace di coniugare tradizione e contemporaneità. Durante i giorni del Salon du Dessin, Parigi si anima ulteriormente con mostre, eventi collaterali e aperture straordinarie di gallerie e musei.
Il Salon du Dessin si conferma dunque un appuntamento imprescindibile per chiunque voglia immergersi nell’arte del disegno e scoprire opere di straordinaria bellezza e valore storico. Un evento che celebra la delicatezza e la potenza di una tecnica spesso considerata “minore”, ma che in realtà rappresenta la base di ogni grande creazione artistica.
Visitare Parigi durante questo periodo significa vivere un’esperienza culturale completa, capace di affascinare tanto gli esperti quanto i curiosi.
foto copertina e interna https://salondudessin.com/ ( programma nel sito)
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di Filly di Somma
Sabato 28 marzo 2026, alle ore 16.30, presso la Fondazione Venanzo Crocetti, si terrà il finissage della mostra collettiva Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica, curata da Alberto Dambruoso e Mayumi Miyazawa. Tra gli artisti partecipanti figurano Nobushige Akiyama, Yuriko Damiani, Uemon Ikeda, Machiko Kodera, Hidetoshi Nagasawa, Kyoji Nagatani, Yoshin Ogata, Naoya Takahara, Sahoko Takahashi e Kan Yasuda.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Venanzo Crocetti con il contributo del Ministero della Cultura e il patrocinio della Fondazione Italia Giappone e dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. Il progetto espositivo rientra nelle celebrazioni del 160° Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone, dedicandosi agli artisti giapponesi contemporanei che hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato per formazione, ricerca e sperimentazione creativa.

Il finissage inizierà con l’Incontro con la poesia giapponese, patrocinato dalla FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) e organizzato insieme alla Fondazione Italia Giappone, a partire dalle 16.30. Dopo i saluti di Tetsuro Akanegakubo, Vicepresidente della Fondazione Crocetti, interverranno:
- Umberto Vattani, Presidente della Fondazione Italia Giappone
- Guidotto Colleoni, già docente di Letteratura giapponese alla Sapienza Università di Roma, esperto di poesia giapponese classica e kanshi, inclusa la produzione di autori come Natsume Sōseki e Akutagawa Ryūnosuke
- Diego Martina, scrittore e traduttore di letteratura giapponese, allievo della haijin Kuroda Momoko e tra i vincitori della 76ª edizione del concorso in lingua giapponese Bashō-ō ken’ei haiku, dedicato a Matsuo Bashō
Il dialogo sarà condotto da Miho Tokimoto, docente di lingua giapponese alla Sapienza Università di Roma e studiosa di didattica della lingua e cultura giapponese.
A seguire verrà presentato il catalogo bilingue (italiano-giapponese) della mostra, edito da Bordeaux Edizioni, alla presenza dei curatori, degli artisti e dell’editore.
Ingresso libero.
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Filly di Somma
Nel corso delle stagioni più recenti di Emily in Paris, la serie di Netflix ha spostato parte delle sue riprese dalla romantica Parigi alla Città Eterna, regalando agli spettatori scorci di Roma tra storia, eleganza e vita moderna.
Emily Cooper, interpretata da Lily Collins, si trova a muoversi tra piazze storiche, stradine caratteristiche e atmosfere tipicamente italiane, con la città che diventa quasi un personaggio a sé stante nella storia.
Tra le location romane, spicca senza dubbio il Sofitel Rome Villa Borghese, un elegante hotel situato nel cuore della città. È qui che si svolge una scena memorabile su una delle terrazze panoramiche dell’albergo, il ristorante/rooftop “Settimo”, dove i personaggi vivono un piccolo momento di tensione e divertimento legato alle loro vicende sentimentali. La scelta di girare direttamente sul posto, anziché in studio, ha permesso di catturare la vista spettacolare della città e l’eleganza dell’hotel, rendendo la scena visivamente riconoscibile.
Ma Roma nella serie non si limita a questa location interna. Numerosi esterni mostrano luoghi iconici: dal Colosseo alla Fontana di Trevi, da Piazza Mattei con la sua Fontana delle Tartarughe, fino a passeggiate tra Villa Borghese, Via Veneto e il Gianicolo.

Settimo – Sofitel Rome Villa Borghese
Oltre al celebre Sofitel Rome Villa Borghese, che ha ospitato una scena memorabile sulla sua terrazza panoramica Settimo, Emily in Paris ha scelto altri hotel di lusso di Roma come sfondo per alcune sequenze della serie. Queste location non solo mostrano l’eleganza degli interni, ma permettono anche di catturare l’atmosfera raffinata della capitale italiana.
Tra gli altri alberghi protagonisti delle riprese troviamo il Hotel de Russie, dove Emily e Sylvie si incontrano con colleghi e clienti per discutere di progetti importanti, regalando agli spettatori scorci eleganti e ricercati della struttura. Poi c’è l’Orient Express La Minerva Hotel, che diventa il punto di soggiorno di Mindy durante la sua esperienza romana, con scene legate a momenti di socialità, lavoro e piccole feste tra amici.
Tra altri hotel di lusso romani compare anche l’Hotel Eden, utilizzato come ambientazione per alcuni momenti della protagonista.
Alcune fonti parlano anche del Posta Vecchia Hotel, dove è stato visto il personale di produzione e le telecamere durante le riprese, anche se non ci sono conferme ufficiali su scene precise ambientate lì.
Ogni scena girata in queste splendide location trasmette il fascino della città eterna, mescolando la realtà dei luoghi con la narrazione romanzata della serie.
Tutte queste location si trovano nel cuore di Roma, vicino a piazze, monumenti e vie storiche, e la loro scelta da parte della produzione serve a dare alla stagione ambientata nella Capitale un senso di autenticità e glamour, rispecchiando lo stile e l’eleganza della città così come viene raccontata nella serie.
In questo modo, Emily in Paris non solo racconta le avventure di una giovane americana a Parigi, ma regala anche un piccolo viaggio attraverso la bellezza e il fascino di Roma, mostrando scorci perfetti per chi ama scoprire la città attraverso lo sguardo del cinema.

Terrazza Settimo – Sofitel Rome Villa Borghese
