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  • Filly di Somma

    Quando si evoca Chanel, l’immaginario corre subito a Parigi e alla sua eleganza iconica. Eppure, una parte essenziale della storia della maison prende forma altrove, affacciata sull’oceano: a Biarritz, una città che ha avuto un ruolo decisivo nella costruzione della sua identità. Un capitolo fondamentale nella storia di Chanel

    È proprio a Biarritz che Gabrielle Chanel compie un passo determinante nella sua carriera, inaugurando nel 1915 una casa di moda destinata a segnare un’epoca. In un contesto vivace e internazionale, la città accoglieva una clientela cosmopolita fatta di aristocratici, imprenditori e viaggiatori, diventando terreno fertile per una nuova idea di eleganza.Qui prende forma uno stile rivoluzionario: abiti più pratici, silhouette essenziali, tessuti confortevoli. Chanel libera il corpo femminile da costrizioni inutili e introduce un’estetica moderna, dinamica e profondamente legata al movimento e alla vita reale. Biarritz diventa così molto più di una semplice cornice: è il laboratorio creativo in cui nasce la visione contemporanea della maison.

    Il ritorno simbolico: la sfilata del 28 aprile

    Martedì 28 aprile, Chanel torna idealmente in questo luogo simbolico con la presentazione della collezione Cruise 2026/27. La scelta non è casuale: è un richiamo diretto alle origini, ma anche un modo per reinterpretarle in chiave attuale. La collezione Cruise, per sua natura legata al viaggio e alla libertà, trova qui la sua dimensione perfetta. L’oceano, la luce atlantica e l’energia della costa diventano elementi narrativi che si intrecciano con il linguaggio stilistico della maison. Questo appuntamento segna anche una nuova fase creativa, sottolineando il dialogo costante tra passato e futuro che definisce l’identità Chanel.

    Un pop-up store tra memoria e contemporaneità

    A rafforzare questo legame con la città, Chanel inaugura uno spazio temporaneo pensato come esperienza immersiva. Non si tratta di una semplice boutique, ma di un luogo capace di raccontare l’universo del brand attraverso un dialogo tra heritage e innovazione. Questo pop-up store effimero rappresenta un ponte tra epoche diverse: da un lato la memoria storica della maison, dall’altro una visione contemporanea del lusso, sempre più esperienziale e dinamica.Biarritz, palcoscenico perfetto. Con questo progetto, Biarritz torna al centro della scena internazionale. La città conserva intatto il suo fascino, sospesa tra eleganza e spirito libero, qualità che rispecchiano perfettamente i codici Chanel. Ancora oggi, questo luogo continua a incarnare un’idea di raffinatezza spontanea, lontana dagli eccessi, ma profondamente sofisticata.

    Un filo invisibile tra passato e futuro

    Il ritorno di Chanel a Biarritz non è soltanto un omaggio alla propria storia, ma una dichiarazione di continuità. La maison riannoda i fili delle sue origini per proiettarli nel presente, mantenendo intatta la propria identità mentre la reinterpreta. In questo luogo, dove tutto ha preso forma grazie all’intuizione di Gabrielle Chanel, la visione della moda come libertà e modernità continua a vivere. Un’eredità che non si limita a essere ricordata, ma che evolve, stagione dopo stagione, senza perdere la sua essenza.

  • Filly di Somma

    Se stai cercando un hotel esclusivo a Parigi nei pressi della Torre Eiffel, l’Hôtel SAX rappresenta una delle novità più interessanti della città.

    Situato nel raffinato 7° arrondissement, questo hotel combina perfettamente comfort moderno, stile sofisticato e una posizione strategica.

    L’hotel si trova in una delle zone più eleganti della capitale francese, a pochi minuti a piedi dalla Torre Eiffel e dal verde del Champ de Mars.

    Questa posizione permette di vivere un’esperienza autentica, in un quartiere tranquillo ma centrale, ideale per esplorare Parigi senza rinunciare alla comodità. Nelle vicinanze si trovano anche importanti attrazioni culturali, perfette per arricchire il soggiorno.

    Design moderno e camere eleganti

    L’Hôtel SAX Paris è una struttura recente che punta su un design contemporaneo e materiali di alta qualità. Le camere e le suite sono arredate con gusto, offrendo ambienti luminosi e raffinati pensati per il massimo relax.

    Alcune stanze vantano una vista suggestiva sulla Torre Eiffel, mentre altre si affacciano su uno degli elementi più esclusivi dell’hotel: il giardino interno.

    Il giardino nascosto: un angolo verde nel cuore di Parigi

    Uno dei punti di forza dell’Hôtel SAX è il suo splendido giardino privato.

    Questo spazio verde rappresenta una vera oasi di tranquillità, ideale per concedersi momenti di relax lontano dal ritmo cittadino. Tra piante curate, atmosfera elegante e servizio di qualità, il giardino è perfetto per una pausa durante la giornata o per una serata intima.

    Rooftop con vista sulla Torre Eiffel e ristorante raffinato

    L’hotel offre anche una terrazza panoramica con una vista straordinaria sulla Torre Eiffel, uno dei luoghi più suggestivi per vivere Parigi dall’alto.

    Qui è possibile cenare in un ristorante di alto livello che propone una cucina ricercata, unendo tradizione e innovazione. L’offerta gastronomica è completata da bar e lounge ideali per aperitivi e momenti di relax.

    Servizi benessere e comfort esclusivo

    Per chi desidera un soggiorno all’insegna del relax, l’Hôtel SAX Paris mette a disposizione una gamma completa di servizi: spa, piscina, area fitness e spazi dedicati al benessere.

    Ogni dettaglio è pensato per offrire un’esperienza di alto livello, perfetta per chi cerca comfort e tranquillità nel cuore della città.

    Perché scegliere questo hotel a Parigi vicino alla Torre Eiffel

    Soggiornare all’Hôtel SAX significa scegliere:

    • una posizione centrale e prestigiosa
    • un giardino privato unico nel suo genere
    • una vista spettacolare sulla Torre Eiffel
    • ambienti moderni e curati
    • servizi esclusivi per il relax

    Se desideri un hotel elegante a Parigi vicino alla Torre Eiffel, l’Hôtel SAX è una soluzione ideale.

    Grazie al suo giardino nascosto, alla terrazza panoramica e all’atmosfera sofisticata, rappresenta una scelta perfetta per un soggiorno romantico o una vacanza all’insegna del lusso nella capitale francese.

    foto interne e copertina: https://saxparishotel.com/

  • Filly di Somma

    Nel cuore di Campo Marzio, tra affreschi rinascimentali e giardini nascosti, MyCupOfTea PopUp Primavera 2026 torna ad animare gli spazi di Palazzo Firenze con la sua 38ª edizione primaverile. Un appuntamento ormai consolidato nel panorama lifestyle della Capitale, capace di unire artigianato, design indipendente e cultura contemporanea in un format immersivo e raffinato.

    Dal 17 al 19 aprile, il palazzo – storica sede della Società Dante Alighieri – si trasforma in un hub creativo dove artigiani, designer e piccoli brand raccontano il valore del fatto a mano, della ricerca estetica e della produzione sostenibile.

    L’evento non è solo una mostra-mercato: è un’esperienza che intreccia shopping consapevole, workshop, incontri e momenti conviviali, confermandosi come uno dei pop-up più attesi della stagione romana.


    Un viaggio tra mestieri, creatività e nuove visioni

    Il percorso espositivo si snoda tra le sale decorate e il giardino segreto del palazzo, offrendo ai visitatori un viaggio multisensoriale tra moda, gioielli, ceramica, illustrazione, home decor e food art.

    Ogni stand diventa una piccola bottega contemporanea: qui il pubblico può incontrare direttamente i creatori, scoprire tecniche artigianali e acquistare pezzi unici o in tiratura limitata.

    Non mancano momenti di approfondimento culturale, talk e workshop – come quelli dedicati all’intaglio del legno e alle lavorazioni artistiche – che rendono l’evento un vero laboratorio creativo aperto.


    Gli espositori: una mappa dell’artigianato contemporaneo

    Pur variando a ogni edizione, la selezione degli espositori segue una linea curatoriale precisa: valorizzare realtà indipendenti, produzioni sostenibili e ricerca estetica. Di seguito una panoramica dettagliata (per categorie) degli artigiani e brand presenti o tipicamente selezionati per questa edizione:

    Moda e accessori

    • Atelier sartoriali indipendenti (abiti su misura e capsule collection)
    • Brand di slow fashion sostenibile
    • Maglieria artigianale e fibre naturali
    • Accessori handmade: borse, cappelli, foulard

    Gioielli contemporanei

    • Designer di gioielli in argento e ottone
    • Creazioni con pietre naturali e materiali riciclati
    • Micro-brand di bijoux artistici

    Ceramica e home decor

    • Ceramisti con produzioni artistiche e funzionali
    • Oggetti per la casa in vetro, legno e resina
    • Candele artigianali e fragranze d’ambiente

    Arte e illustrazione

    • Illustratori e stampatori indipendenti
    • Stampe d’arte, poster e taccuini illustrati
    • Piccole edizioni editoriali

    Beauty naturale

    • Cosmetica artigianale e biologica
    • Profumi di nicchia
    • Skincare eco-friendly

    Food & wine artigianale

    • Produttori locali selezionati
    • Specialità gourmet e confezioni creative
    • Degustazioni e prodotti in edizione limitata

    Workshop e live experience

    • Laboratori di lavorazione del legno
    • Dimostrazioni di tecniche artigianali
    • Attività interattive per il pubblico

    Un evento che valorizza il “saper fare”

    In un momento storico in cui il consumo veloce lascia spazio a una nuova attenzione per qualità e autenticità, eventi come questo rappresentano un punto di incontro tra tradizione e innovazione.

    Il pop-up diventa così non solo una vetrina commerciale, ma un luogo di relazione: tra artigiani e pubblico, tra passato e presente, tra estetica e sostenibilità.

    E nella cornice senza tempo di Palazzo Firenze, il dialogo tra storia e contemporaneità trova una delle sue espressioni più riuscite nel panorama culturale romano.

  • Filly di Somma

    Parigi dall’alto ha un fascino irresistibile. Ma viverla dal rooftop della La Tour d’Argent significa entrare in una dimensione ancora più esclusiva.

    Per l’estate 2026 torna infatti uno degli appuntamenti più attesi: la riapertura del Toit de la Tour, la terrazza panoramica di uno dei ristoranti più storici e iconici della capitale francese.

    Un’esperienza che unisce panorama, alta gastronomia e atmosfera chic, perfetta per chi vuole scoprire una Parigi elegante, autentica e indimenticabile.


    🌇 Il rooftop più iconico di Parigi riapre per l’estate 2026

    Con l’arrivo della bella stagione, il rooftop della Tour d’Argent riapre le sue porte regalando una delle viste più spettacolari su Parigi.

    Dalla terrazza si ammirano:

    • la Senna che scorre lenta sotto i ponti
    • la maestosità di Cattedrale di Notre-Dame
    • i tetti in zinco tipici della città

    Il tutto immerso in un’atmosfera sofisticata ma rilassata, dove ogni dettaglio è pensato per trasformare un semplice aperitivo in un momento memorabile.


    🍸 Cosa offre il Toit de la Tour: cocktail, champagne e cucina gourmet

    Il rooftop non è solo una location scenografica: è una vera esperienza sensoriale.

    Per l’estate 2026, l’offerta include:

    Cocktail signature
    Creazioni originali, fresche e stagionali, ideali per accompagnare il tramonto parigino.

    Champagne d’eccellenza
    Una selezione curata delle migliori maison francesi, perfetta per brindare con vista.

    Gourmet bites
    Piccoli piatti raffinati ispirati all’alta cucina della Tour d’Argent, pensati per essere condivisi.

    Ogni elemento è studiato per esaltare il momento: sapori, profumi e panorama si fondono in un’esperienza unica.


    ✨ Un’esperienza romantica e instagrammabile (ma autentica)

    Il Toit de la Tour è uno di quei luoghi che sembrano fatti apposta per essere fotografati — ma che riescono a offrire molto di più.

    È perfetto per:

    • un aperitivo romantico al tramonto
    • una serata speciale a Parigi
    • un momento esclusivo lontano dalle rotte turistiche più affollate

    Qui Parigi si mostra nella sua versione più intima e raffinata.


    🍽️ La filosofia della Tour d’Argent: tradizione e innovazione

    Dietro questa esperienza c’è la storia della La Tour d’Argent, fondata nel XVI secolo e diventata simbolo della grande gastronomia francese.

    Oggi il ristorante continua a evolversi, proponendo:

    • una cucina d’autore contemporanea
    • una carta vini leggendaria
    • nuovi spazi come il rooftop, che rendono l’esperienza più accessibile e dinamica

    Un perfetto equilibrio tra heritage e modernità.


    📍 Perché andare al rooftop della Tour d’Argent nell’estate 2026

    Se stai programmando un viaggio a Parigi, questo rooftop è una tappa imperdibile.

    I motivi per andarci:

    • una delle viste più belle della città
    • atmosfera esclusiva ma non rigida
    • cocktail e champagne di alto livello
    • location iconica e ricca di storia

    @latourdargentparis – foto interne e copertina

  • Filly di Somma

    Il 15 aprile non è una data qualunque per Parigi. È un giorno che ha lasciato una ferita profonda, ma anche una memoria condivisa fatta di stupore, dolore e, sorprendentemente, speranza.

    Nel tardo pomeriggio del 15 aprile 2019, un incendio devastante avvolse Cattedrale di Notre-Dame, uno dei simboli più amati della città e del mondo intero. Le fiamme si alzarono alte sopra l’Île de la Cité, mentre una folla silenziosa e incredula si radunava lungo la Senna. Parigi si fermò. Il mondo si fermò.

    L’immagine della guglia che crolla, inghiottita dal fuoco, è diventata in poche ore una delle icone più forti della nostra epoca. Non era solo un edificio a bruciare: era un pezzo di storia, di arte, di identità collettiva. Costruita a partire dal XII secolo, Notre-Dame aveva attraversato secoli di guerre, rivoluzioni e trasformazioni, restando sempre lì, immobile e viva allo stesso tempo, come un cuore di pietra nel centro della città.

    Eppure, in quella sera drammatica, accanto al dolore è emerso qualcosa di altrettanto potente. I parigini hanno iniziato a cantare. Preghiere, canti, silenzi carichi di significato. Un modo per restare uniti mentre il fuoco sembrava portare via tutto.

    Nei giorni successivi, è iniziata una mobilitazione globale senza precedenti. Donazioni, progetti, idee. Una promessa collettiva: Notre-Dame sarebbe rinata. Perché certi simboli non appartengono solo a un luogo, ma all’umanità intera.

    Ricordare oggi quel 15 aprile significa fermarsi un momento e riflettere sul valore delle cose che spesso diamo per scontate. I monumenti, certo. Ma anche la memoria, la bellezza, il senso di appartenenza.

    Parigi, ferita ma fiera, ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di resistere e di rinascere. E Notre-Dame, anche nel silenzio del cantiere, ha continuato a essere ciò che è sempre stata: un punto di incontro tra passato e futuro.

    Forse è proprio questo il significato più profondo di quella giornata. Non solo la perdita, ma la consapevolezza di quanto sia forte il legame tra le persone e i luoghi che amano.

    E ogni anno, il 15 aprile, quel legame torna a farsi sentire. Più forte che mai.

    Dopo l’incendio del 15 aprile 2019, i lavori di messa in sicurezza e ricostruzione sono iniziati subito, ma la vera ricostruzione è partita nel 2021, una volta completate le operazioni più delicate (come la rimozione dei ponteggi fusi e la stabilizzazione della struttura).

    La riapertura ufficiale è avvenuta nel dicembre 2024, quindi si può dire che l’intero processo — dall’incendio alla restituzione al pubblico — è durato circa 5 anni e mezzo.

    Oggi Notre-Dame si presenta fedele a se stessa, come se il tempo avesse fatto un giro completo:

    • la guglia è stata ricostruita identica a quella ottocentesca di Viollet-le-Duc
    • il tetto in legno (la “foresta”) è stato rifatto rispettando le tecniche originali
    • la pietra della facciata e degli interni è stata pulita, restituendo una luminosità sorprendente
    • le vetrate e gli arredi restaurati fanno entrare di nuovo quella luce unica che la rende inconfondibile

    Entrando oggi, molti raccontano una sensazione particolare: non è solo la “vecchia” Notre-Dame, ma una Notre-Dame rinata. Più luminosa, quasi più viva, pur mantenendo intatta la sua anima.

    La scelta è stata chiara fin dall’inizio: non reinventarla, ma ricostruirla com’era. Un gesto di rispetto verso la storia, ma anche un modo per dire che, nonostante tutto, certi simboli resistono.

    E forse è proprio questo che colpisce di più oggi: sapere che quel luogo, visto bruciare davanti agli occhi del mondo, è di nuovo lì. Stesso profilo nel cielo di Parigi. Stesso silenzio dentro.

    Ma con una storia in più da raccontare.

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    Dal mio romanzo : PARIGI, PER CASO

    SEDUTA IN QUELL’ALBERGO DI PARIGI

    CAPITOLO IV

    VICTOR QUASIMODO ED ESMERALDA AL GRAND HÔTEL

    pag.141…..racconto la storia dell’incendio….

    per acquistare il libro:

    https://www.delta3edizioni.com/bookshop/romanzi-e-narrativa/478-parigi-per-caso-9791255142720.html#idTab5

  • Filly di Somma

    C’è un momento, nella storia di Saint-Tropez, in cui tutto cambia. Le barche dei pescatori continuano a dondolare nel porto, il sole accarezza le facciate color pastello, ma qualcosa nell’aria è diverso. È il 1956, e una cinepresa sta per trasformare per sempre il destino di questo piccolo villaggio della Costa Azzurra.

    Quel momento ha un nome: Et Dieu… créa la femme.

    Quando tutto ebbe inizio

    Immagina strade polverose, una luce intensa e un’atmosfera ancora autentica, lontana dal lusso sfrenato di oggi. È qui che il regista Roger Vadim sceglie di girare il suo film. E qui che il mondo scopre una giovane attrice destinata a diventare mito: Brigitte Bardot.

    La sua presenza è magnetica, rivoluzionaria. Sullo schermo rompe gli schemi, sfida le convenzioni, incarna una femminilità libera e audace che scuote la società dell’epoca. Il film fa scandalo, viene criticato, censurato… ma proprio per questo diventa leggenda.

    E insieme a lei, anche Saint-Tropez entra nel mito.

    Un villaggio che diventa icona

    Prima di quel film, Saint-Tropez era un luogo tranquillo, quasi nascosto. Dopo, diventa una calamita per artisti, intellettuali e celebrità. Il cinema le regala una nuova identità: quella di rifugio glamour, sospeso tra semplicità mediterranea e fascino internazionale.

    Passeggiando oggi tra le sue vie, è facile immaginare le scene girate decenni fa. Ogni angolo sembra raccontare una storia, ogni scorcio conserva un’eco di quel passato cinematografico.

    Una mostra per rivivere la magia

    Per celebrare i 70 anni di questo film simbolo, il Musée de la Gendarmerie et du Cinéma apre le sue porte a un’esposizione che è molto più di una semplice mostra.

    Dal 16 aprile 2026 al 7 marzo 2027, il tempo sembra riavvolgersi.

    Tra le sale del museo, le fotografie di Léo Mirkine catturano momenti rubati dal set: sguardi, attese, dettagli che restituiscono tutta l’intensità di quell’epoca. I manifesti originali raccontano l’impatto mediatico del film, mentre costumi e oggetti d’epoca evocano un mondo che, pur lontano, continua a parlarci.

    È un viaggio sensoriale, fatto di immagini, memoria e suggestioni.

    Un’esperienza da vivere

    Visitare questa mostra significa entrare in una storia che va oltre il cinema. È comprendere come un film possa cambiare il destino di un luogo, trasformandolo in simbolo.

    Ma è anche un’ottima scusa per concedersi qualche giorno a Saint-Tropez: perdersi tra le sue stradine, fermarsi in un caffè vista mare, lasciarsi avvolgere dalla luce dorata del tramonto.

    Perché, in fondo, il vero viaggio è proprio questo: seguire le tracce di una storia… e ritrovarsi, quasi senza accorgersene, dentro una leggenda.


  • Filly di Somma

    Parigi è il punto di partenza ideale per scoprire l’anima più autentica della Francia. Dopo aver vissuto l’energia della capitale, tra boulevard eleganti e musei iconici, il viaggio può trasformarsi in qualcosa di ancora più profondo spostandosi verso sud, dove il tempo rallenta e il paesaggio si apre su vigneti, pietra chiara e silenzi preziosi. È qui, non lontano da Avignone, che si trova una dimora capace di ridefinire completamente il concetto di ospitalità: la Maison de Frédéric .

    Più che un hotel, è una residenza privata di grande carattere, una casa di oltre cinque secoli riportata a nuova vita con un restauro attento e raffinato. Distribuita su tre livelli, conserva l’anima storica delle architetture provenzali, ma la interpreta con uno stile contemporaneo, fatto di dettagli ricercati, materiali naturali e un’eleganza mai ostentata.

    La casa può accogliere fino a otto ospiti, rendendola perfetta per chi desidera vivere un soggiorno esclusivo, lontano da contesti affollati. Le quattro camere da letto, tutte climatizzate, sono pensate come piccoli rifugi personali: luminose, silenziose, arredate con un equilibrio perfetto tra antico e moderno. Ogni spazio invita al riposo, con atmosfere rilassanti e una cura estetica che si percepisce in ogni elemento.

    Anche le aree dedicate al benessere riflettono questo livello di attenzione. I bagni, ampi e sofisticati, sono dotati di docce walk-in, pavimenti riscaldati e dettagli di alto livello che trasformano i gesti quotidiani in momenti di piacere. Tutto è progettato per offrire comfort senza rinunciare al carattere autentico della casa.

    Il cuore pulsante della maison è la cucina: un ambiente pensato per chi ama vivere il cibo come esperienza. Attrezzata con strumenti professionali e progettata con grande cura, si apre a momenti conviviali, cene lente e sapori locali. Accanto, gli spazi living si articolano tra una sala da pranzo elegante, un ampio salone per il relax e una zona più raccolta dedicata all’intrattenimento, creando un equilibrio perfetto tra convivialità e intimità.

    All’esterno, la dimensione cambia ancora. Un cortile privato accoglie gli ospiti in un’atmosfera riservata e silenziosa, dove il tempo sembra sospeso. Qui si trova anche una suggestiva piscina in stile bagno romano, più intima che scenografica, pensata per rinfrescarsi nelle giornate più calde e godere appieno della quiete del luogo. Non è una piscina tradizionale, ma un elemento di charme che dialoga perfettamente con l’architettura della casa.

    La maison offre inoltre una serie di servizi che arricchiscono l’esperienza senza renderla impersonale: pulizia quotidiana, consegna di pane fresco ogni mattina, assistenza concierge e la possibilità di organizzare momenti su misura, come cene private. Tutto contribuisce a creare la sensazione di essere ospiti in una casa vissuta, piuttosto che in una struttura alberghiera.

    Soggiornare qui significa scegliere un ritmo diverso, fatto di lentezza, luce naturale e piccoli rituali quotidiani. Dopo l’intensità di Parigi, la Maison de Frédéric diventa il luogo ideale dove ritrovare equilibrio e autenticità, vivendo la Francia più vera, quella che si scopre solo allontanandosi dai percorsi più battuti.

    maisondefrederic.com

    foto copertina e interne maisondefrederic.com


  • Filly di Somma

    Ogni primavera, alle porte di Parigi, si rinnova uno degli spettacoli naturali più affascinanti e poetici dell’anno: la fioritura dei ciliegi al Parc de Sceaux. Un evento che richiama migliaia di visitatori e che porta con sé un’antica tradizione giapponese: l’hanami.

    Cos’è l’hanami

    L’hanami, letteralmente “osservare i fiori”, è una tradizione giapponese che celebra la bellezza effimera dei sakura, i ciliegi in fiore. In Giappone, questo momento rappresenta molto più di un semplice evento naturale: è un invito a rallentare, a contemplare e a condividere attimi preziosi con amici e familiari sotto una pioggia di petali rosa.

    Negli ultimi anni, questa usanza ha conquistato anche l’Europa, e Parigi ne è diventata una delle capitali simboliche.

    Il Parc de Sceaux in fiore

    Situato a pochi chilometri dal centro città, il Parc de Sceaux si trasforma, tra fine marzo e metà aprile, in un vero e proprio quadro impressionista. I suoi celebri boschetti di ciliegi – in particolare quelli del bosquet nord e sud – regalano scenari mozzafiato, con distese di fiori rosa e bianchi che sembrano sospesi nel tempo.

    Passeggiare tra questi alberi significa immergersi in un’atmosfera quasi onirica, dove la luce primaverile filtra tra i rami e il terreno si ricopre di petali come un tappeto naturale.

    Un’esperienza da vivere

    Durante il periodo della fioritura, il parco diventa un luogo di incontro e condivisione. Famiglie, coppie e gruppi di amici si riuniscono per picnic sull’erba, fotografi catturano ogni sfumatura della luce, mentre tanti visitatori si lasciano semplicemente trasportare dalla bellezza del momento.

    È il luogo ideale per:

    • organizzare un picnic primaverile
    • scattare fotografie suggestive
    • vivere un momento di relax lontano dal caos cittadino
    • respirare un’atmosfera internazionale e festosa

    Quando andare

    La fioritura dei ciliegi è un evento breve e variabile, legato alle condizioni climatiche. In genere, il periodo migliore per visitare il Parc de Sceaux va dalla fine di marzo ai primi di aprile, quando gli alberi raggiungono il massimo della loro fioritura.

    Il consiglio è di monitorare le previsioni e, se possibile, visitare il parco durante la settimana per evitare l’afflusso più intenso del weekend.

    Un angolo di Giappone a Parigi

    L’hanami al Parc de Sceaux rappresenta un perfetto connubio tra cultura giapponese e arte di vivere francese. È un’esperienza che unisce natura, bellezza e convivialità, regalando a chi la vive un ricordo indimenticabile.

    Se ti trovi a Parigi in primavera, questo appuntamento è semplicemente imperdibile: un’occasione unica per lasciarti incantare dalla poesia dei ciliegi in fiore.


  • Filly di Somma

    La parola francese “arrosoir” significa “annaffiatoio” in italiano 🌱

    Deriva dal verbo arroser, che vuol dire innaffiare.
    Quindi un arrosoir è proprio l’oggetto usato per dare acqua alle piante.

    Nel caso di L’Arrosoir, il nome è molto evocativo: richiama l’idea di cura, crescita e attenzione — perfettamente in linea con un fioraio e con uno spazio che “nutre” anche relazioni e incontri.

    L’Arrosoir è uno di quei luoghi rari che sembrano esistere fuori dal tempo, nel cuore di Parigi. A metà tra fioraio, spazio creativo e rifugio urbano, questo indirizzo incarna perfettamente lo spirito poetico e conviviale della città.

    Un fioraio fuori dagli schemi

    Entrare da L’Arrosoir significa immergersi in un universo delicato, fatto di profumi, colori e dettagli curati. Non è semplicemente un negozio di fiori: è uno spazio vivo, dove la natura incontra il design e dove ogni composizione racconta una storia. Le piante e i bouquet si mescolano a oggetti scelti con gusto, creando un’atmosfera intima e ispirante.

    Questo luogo si distingue per la sua identità ibrida, sempre più ricercata nella scena parigina contemporanea: quella di uno spazio che non si limita alla vendita, ma che diventa punto d’incontro.

    Uno spazio per eventi e incontri

    Ciò che rende davvero speciale L’Arrosoir è la possibilità di trasformarsi in un luogo di condivisione. Il fioraio apre infatti le sue porte a eventi su misura: presentazioni di libri, incontri culturali, piccoli workshop o momenti dedicati alla comunità internazionale.

    L’idea è semplice ma potente: creare occasioni autentiche di scambio in un ambiente accogliente e non convenzionale. Qui, gli eventi prendono una dimensione più intima, lontana dai contesti formali, favorendo conversazioni spontanee e connessioni reali.

    Spesso, il formato è flessibile e conviviale: ogni partecipante può contribuire liberamente consumando qualcosa, mantenendo così un’atmosfera rilassata e accessibile a tutti.

    Parigi in una stanza

    In una città come Parigi, dove ogni angolo può nascondere una sorpresa, L’Arrosoir rappresenta perfettamente quella nuova generazione di luoghi ibridi che mescolano estetica, cultura e socialità.

    È il tipo di indirizzo che non si visita per caso, ma che si scopre e si sceglie, magari per organizzare un evento speciale o semplicemente per lasciarsi ispirare.

    Per chi è alla ricerca di uno spazio diverso, capace di unire bellezza e incontro, questo piccolo fioraio parigino è una vera gemma da conoscere — e da vivere.

    https://www.larrosoirparis.com/

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    foto copertina e interne IGhttps://www.instagram.com/larrosoirparis?igsh=eGl4eGZwODIyeGx4

  • Filly di Somma

    Un progetto che unisce cucina e cultura, con proposte ispirate alle grandi mostre ospitate nei musei di Roma.

     Il marchio Food & Lifestyle VIVI, attraverso l’iniziativa “VIVI X L’ARTE”, consolida la propria connessione con i musei che ospitano alcune delle sue sedi, ideando cocktail e proposte culinarie ispirate alle esposizioni temporanee.

    Nato dall’intuizione imprenditoriale di Cristina Cattaneo e Daniela Gazzini, VIVI prende forma con l’obiettivo di creare spazi inseriti in contesti caratterizzati da natura, cultura e bellezza nella città di Roma. La prima apertura risale al 2008 all’interno di Villa Pamphili, immersa nel più vasto parco urbano della Capitale. Nel tempo, il progetto si è ampliato, portando il brand anche all’interno di prestigiose istituzioni museali.

    Attualmente, tre dei cinque locali VIVI si trovano in luoghi emblematici dell’arte romana: VIVI – Piazza Navona, situato a Palazzo Braschi (Museo di Roma) e inaugurato nel 2013; VIVI – Piazza Venezia, aperto nel 2023 all’interno di Palazzo Bonaparte; e VIVI – Galleria Borghese, inaugurato nel 2025 presso la Galleria Borghese.

    In queste sedi, l’esperienza gastronomica si intreccia con quella culturale, dando vita a un dialogo armonioso tra cucina e arte. VIVI srl Società Benefit, certificata B Corp, rappresenta una filosofia di lifestyle che combina attenzione alla qualità delle materie prime, sostenibilità nella gestione delle risorse e valorizzazione dei contesti in cui opera.

    Attraverso il progetto “VIVI X L’ARTE”, il brand rende omaggio alle mostre ospitate presso Palazzo Braschi (Museo di Roma), Palazzo Bonaparte e Galleria Borghese, proponendo cocktail, piatti e dessert ispirati agli artisti e ai temi delle esposizioni.

    VIVI – PIAZZA VENEZIA presso Palazzo Bonaparte

    Con l’arrivo della primavera, venerdì 27 marzo 2026 Palazzo Bonaparte inaugura la mostra “HOKUSAI. Il grande maestro dell’arte giapponese”, dedicata al celebre artista Katsushika Hokusai.

    Riconosciuto a livello mondiale per opere iconiche come La Grande Onda presso Kanagawa e la serie Trentasei vedute del Monte Fuji, Hokusai ha esercitato una forte influenza sull’impressionismo europeo, ispirando artisti del calibro di Claude Monet, Vincent Van Gogh e Paul Gauguin. La mostra rappresenta la più ampia esposizione mai realizzata in Italia sull’artista, con oltre 200 opere che ne raccontano l’intero percorso creativo attraverso un itinerario ricco e articolato.

    Per celebrare l’evento, VIVI – Piazza Venezia propone per tutta la durata della mostra un cocktail e un dessert dedicati a Hokusai. L’esposizione si concluderà lunedì 29 giugno 2026, poco dopo il solstizio d’estate.

    Il cocktail “La Grande Onda”, firmato dalla Head Bartender Sara Partenesi, trae ispirazione dall’omonima opera. Il Roku Gin apporta delicate note floreali di ciliegio, mentre l’Italicus Rosolio di Bergamotto aggiunge freschezza agrumata. Il liquore al lychee e l’acqua tonica conferiscono leggerezza e una nota fruttata, mentre una lieve soluzione salina richiama suggestioni marine. A completare il drink, una spuma al cocco e lychee, che ne esalta il profilo aromatico rendendolo ideale in abbinamento a piatti di pesce o di ispirazione orientale.

    Accanto al cocktail, la Japanese Cotton Cheesecake, ideata dalla Pastry Chef Francesca Cascia, si ispira alle nuvole che avvolgono il Monte Fuji nelle celebri vedute di Hokusai. Questo dolce, tipico della tradizione giapponese, si distingue per la sua consistenza estremamente soffice: realizzato con una lenta lavorazione di uova, farina, burro e panna, ricorda un soufflé leggero e arioso che si scioglie delicatamente al palato.

    A settembre 2026, Palazzo Bonaparte ospiterà una nuova grande mostra dedicata a Wassily Kandinsky, pioniere dell’astrattismo, a venticinque anni dalla sua ultima esposizione nella Capitale. In occasione dell’evento, VIVI – Piazza Venezia presenterà nuove creazioni ispirate al linguaggio visivo e poetico dell’artista, proseguendo il dialogo tra arte e gastronomia che contraddistingue “VIVI X L’ARTE”.


    VIVI – GALLERIA BORGHESE presso Galleria Borghese

    Durante la pausa estiva di Palazzo Bonaparte, tra giugno e settembre 2026, un’altra importante esposizione animerà la scena artistica romana. Dal 23 giugno al 20 settembre, la Galleria Borghese ospiterà la mostra “Metamorfosi. Ovidio e le arti”, realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam.

    L’esposizione approfondisce il tema della metamorfosi come forza creativa capace di trasformare e ridefinire natura, materia e corpo. Il percorso include oltre 80 opere, spaziando dai grandi maestri del Rinascimento e del Barocco fino ad artisti più moderni, tra cui Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin, Gérôme, Rodin e Brancusi.

    In occasione della mostra, VIVI – Galleria Borghese presenterà un nuovo cocktail esclusivo, ancora inedito, dal titolo “Metamorfosi Botanica”, pensato per accompagnare il pubblico in questa esperienza immersiva tra arte e trasformazione.