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  • Filly di Somma

    The First Arte è situato nel cuore di Roma, a pochi passi da Piazza di Spagna, Piazza del Popolo, Via del Corso e Via del Babuino. Ospitato all’interno di un affascinante palazzo nobiliare del XIX secolo.

    La struttura è stata restaurata e trasformata in un elegante hotel d’arte contemporanea con 28 suite e camere. Eleganza, stile e servizio impeccabile rendono The Pavilions Rome, The First Arte, sicuramente una destinazione romana da non perdere se si sceglie di alloggiare in modo davvero particolare e con un tocco di classe. Qui lusso ed eleganza sono gli ingredienti perfetti per un soggiorno memorabile e si comprende benissimo, non appena si varca la soglia.

    Camere e Suites

    Dal tocco contemporaneo e artistico, le camere e suites del The First Arte hanno come fil rouge proprio quella espressione artistica in tutte le sue declinazioni, forme, colori ed emozioni. Una “vague artistica” che si capta in ogni angolo. Arredi molto curati, tonalità a volte accese, a volte calde, e poi fiore all’occhiello una suite con Jacuzzi e vista sulla Città Eterna.

    Prestige Room

    crediti: https://www.pavilionshotels.com/destinations/italy/thefirstarte/

    Junior Suite

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    Arte Suite

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    First Suite

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    Jacuzzi Suite

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    Jacuzzi Suite View

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    Per una pausa gourmet “artistica”

    Acquaroof Terrazza Molinari

    crediti: https://www.pavilionshotels.com/destinations/italy/thefirstarte/

    Tetto panoramico sulla bellezza dei monumenti di Roma. Questo è il luogo giusto dove sorseggiare un cocktail e godere del bellissimo panorama a ogni ora del giorno, quando il cielo romano cambia e diventa una tavolozza di colori, passando dal celeste, al rosso , dorato fino al blu notte.

    Si trova sul giardino pensile dell’albergo, l‘Acquaroof è il luogo ideale per godere di una vista mozzafiato su Roma, a qualsiasi ora del giorno. Gustare anche una colazione, un pranzo, un drink, una cena, sono i momenti da non perdere.

    Orari di apertura
    Tutti i giorni

    Pranzo: 12.30-14.30
    Aperitivo: 18.30-20.00
    Cena: 19.30 – 23.30

    Acquolina

    crediti: https://www.pavilionshotels.com/destinations/italy/thefirstarte/


    Il ristorante gourmet, Acquolina, vanta il più alto riconoscimento del mondo culinario: due stelle Michelin. I sapori del Mediterraneo emergono nei piatti innovativi e fantasiosi preparati con cura dallo chef Daniele Lippi. È possibile scegliere tra due menu degustazione, abbinati a una selezione di vini pregiati, ed è sicuramente il modo perfetto per avere un assaggio delle creazioni del ristorante.

    Aperto da martedì a sabato dalle 19.00 alle 21.00.

    Lounge Bar

    crediti: https://www.pavilionshotels.com/destinations/italy/thefirstarte/


    L’atmosfera intima del Lounge Bar è la pausa giusta per un relax elegante. Luci d’ambiente, musica soft e opere d’arte contemporanea si combinano creando una magia unica. Un’ampia selezione di cocktail e deliziosi stuzzichini preparati dallo chef sono a disposizione dell’ospite per godere di ogni attimo.

    Aperto tutti i giorni dalle 11:00 a mezzanotte.

    Esperienze

    The First Arte offre delle esperienze indimenticabili che avvicinano il cliente all’essenza di questa incantevole città.

    Il team “We are Family” guiderà l’ospite attraverso le gemme nascoste e le attrazioni imperdibili di una città sempre affascinante.

    Inoltre, è possibile esplorate il viaggio culinario “Like a Chef”, dove ci si imbarca in un tour degli ingredienti locali per poi trasformarli in un pasto delizioso .

    Per maggiori informazioni sulle esperienze:

    Foto copertina crediti: https://www.pavilionshotels.com/destinations/italy/thefirstarte/
  • Filly di Somma

    Un avvincente e meraviglioso romanzo scritto da una italiana, dall’animo sensibile ed elegante, trapiantata nella romantica città di Parigi, dove vive da molti anni con la sua famiglia. Sullo sfondo la Parigi di fine Ottocento e le ballerine del Teatro dell’ Opera. Una in particolare “svela” segreti mai immaginati dietro quelle mura.

    La trama

    Milly Desmoulins è una giovane e bella ragazza parigina che la povertà della famiglia – e soprattutto la pressante e invadente ambizione della madre – spingono a entrare nel mondo delle ballerine dell’Opéra de Paris. Ma non è tutto rose e fiori come si potrebbe immaginare. Milly vi lavorerà come “petit rat”.

    Sarà sottoposta a una disciplina ferrea, patisce la fame, l’ignoranza, e soprattutto subisce l’interesse spesso di gentiluomini “viziosi” i quali la mantengono agli studi in cambio di quella innocenza, tipica delle giovani ragazze come Milly, che invece molto precocemente sfiorirà fra le loro mani.

    La sua vita si articola sullo sfondo di una Parigi , affascinante e tormentata nello stesso tempo. La trama è costellata da aneddoti ed episodi che travolgono Milly senza mai toglierle quella forza e vitalità che la animano.

    Due amori nella sua vita saranno importanti: quello per il principe italiano Valerio Cedronio e per l’inglese Lord Sutton Bunbury, molto diversi tra di loro ma che sicuramente salveranno Milly, seppur in maniera diversa, da quel terribile “pozzo senza luce” che avrebbe potuto risucchiarla per sempre.

    Recensione

    La “Ragazza dell’ Opera”, scritto da Adriana Valenti Sabouret ed edito da Arkadia Editore.

    La protagonista è Emilie Desmoulins, detta Milly, bionda con gli occhi azzurri, la quale viene definita come il “piccolo ratto” dell’ Opera di Parigi e per dirla alla francese “un petit rat”. La scelta di un nome apparentemente così insulso e disgustoso, quale potrebbe essere quello di un ratto, non è affatto casuale e racchiude in sé tutti i malesseri e le sofferenze della protagonista, ma anche di quell’epoca difficile in una Parigi non sempre goliardica. Un romanzo ambientato in un’epoca tanto affascinante quanto tormentata: la fine dell’ Ottocento.

    Sullo sfondo iniziale spunta quartiere di Pigalle, ai piedi di Montmartre, dove nasce la protagonista del libro. La vita non è facile per Milly e la sua famiglia, la quale vive nella povertà e con mille difficoltà. Ma la madre della ragazza, essendo Milly la più bella delle tre, vede in lei una qualche forma di riscatto da questa vita così complicata e piena di stenti. Proprio da questa voglia di “migliorarsi ed evadere dalla povertà” comincia tutto il fil rouge del romanzo che accompagna il lettore fino alla fine.

    Ed ecco che lo sfondo cambia e ci si sposta nella affascinante Opera di Parigi, il teatro più elegante e famoso della città con le bellissime ballerine danzanti leggiadre su due punte, spesso ritratte anche dai pittori dell’epoca, basti pensare a Degas. La bellezza di quel mondo, almeno è questo quello che appare in superficie, ma non è sempre così.

    La madre di Milly conduce la ragazza in questo mondo “danzante” nella speranza che possa diventare una ballerina e riscattarsi da quella vita povera e infelice a cui era destinata. Ma non è solo una questione di una ” vita migliore” ma anche di una “sistemazione”, secondo le intenzioni della madre della ragazza, affinchè Milly possa incontrare qualche uomo facoltoso che a sua volta dia “respiro” anche a tutta la famiglia.

    Il bellissimo e affascinante mondo della danza in questo romanzo viene visto sotto altre luci, ed è quello che affascina il lettore. Si punta l’attenzione sui tanti sacrifici e la vita dura delle piccole ballerine, viste come “piccoli ratti”, dei topolini grigi, le quali diventano “prede appetitose” dei cosiddetti “gentiluomini” che a sua volta ne diventano i protettori. Si affaccia agli occhi del lettore un tema molto importante e decisamente crudo, al di là di questa apparente aurea del mondo della danza classica nello scenario mozzafiato dell’ Opera di Parigi, ed è il tema della prostituzione. Perché alla fine, quando le giovani ragazze che varcavano la porta dei sogni dell’ Opera non erano scritturate, il loro destino era quello di finire nei bordelli a fare ben altro rispetto ai loro sogni su due punte.

    Il romanzo è davvero toccante in questo aspetto, portando il lettore alla scoperta di questo mondo di piccole ballerine non sempre roseo e innocente come appare. Sullo sfondo l’autrice richiama sempre l’immagine di una Parigi di fine Ottocento, in cui non sempre la vita era facile e in cui spesso e volentieri c’era sempre un forte desiderio di riscattarsi per una vita migliore, lontano dalla povertà.

    Attraverso questo romanzo, la bravissima autrice Adriana Valenti Sabouret racconta il mondo dell’ Opera in modo del tutto insolito e non come ce lo si aspetta, in un alternarsi tra mondo femminile – quello delle piccole danzatrici – e quello maschile – quello dei gentiluomini protettori i quali “sbavavano” guardandole danzare e godevano di piacere nell’osservare i loro corpi esuli e innocenti, ancora non sbocciati del tutto. Decisamente un forte divario tra gli spettatori dell’ Opera e quelle ballerine con un passato difficile e con tanta voglia di “migliorare”, ma a caro prezzo.

    Non c’è solo la protagonista, Milly, la ragazza dell’ Opera, su cui concentrarsi. Altri personaggi nel romanzo meritano una grande attenzione. La madre, la quale in un certo senso è stata egoista e ha catapultato la ragazza in un mondo molto particolare e diverso da come ce lo si aspetta. E poi le figure maschili, il padre di Milly. Il Principe Valerio, italiano, il grande amore di Milly, bello e sensibile. Lord Sanbury, inglese e complicato. Il Direttore del Teatro Roche.

    Sullo sfondo sempre questi “petits rats”, i piccoli ratti, le ballerine dell’Operà che per sfuggire alla miseria, rinunciavano, per volere di una matrigna o di una madre, alla loro età e alla loro spensieratezza, per entrare in un mondo cosi particolare ma che permetteva, a caro prezzo, di non morire di fame.

    Milly emerge sempre come un personaggio forte, nonostante le difficoltà che la vita le ha riservato. Quella stessa vita la fa “cadere” ma lei si “rialza”, sempre!

    Adriana Valenti Sabouret – scrittrice e traduttrice – autrice del romanzo “La ragazza dell’ Opera” – crediti: FB @Adriana Valenti Sabouret 

  • Nozze di diamante anche al Sofitel Rome Villa Borghese

    Filly di Somma

    Un anno di celebrazioni in tutto il mondo per il marchio di hotel di lusso dal tocco francese

    Un anniversario di diamante, quello del marchio Sofitel, che si celebra in ogni angolo del mondo con una serie di eventi, un omaggio alla storia del brand di hotellerie di lusso, che negli ultimi 60 anni ha abbracciato l’Art de Vivre francese in tutto il mondo: con questo spirito il Sofitel Roma Villa Borghese festeggia i 60 anni di storia e di passione nel mondo dell’ospitalità.

    Prende così vita, giovedì 20 giugno al centro di Roma, una serata speciale nel segno dello stile italiano con il tocco francese, nell’hotel che evoca l’atmosfera di un’elegante casa romana e che, come tale, apre le sue porte agli invitati, tra Istituzioni, Ambasciate, personalità e partner: gli ospiti potranno immergersi in un’atmosfera di festa, in un percorso di intrattenimento e degustazioni all’interno del Sofitel Rome Villa Borghese, che dalla hall conduce ai salotti, fino ad arrivare all’ultimo piano al rooftop Settimo, con magnifica vista sulla città.

    Protagonisti i piatti creati per l’occasione dallo chef Giuseppe D’Alessio, per un menu che passa dalla tradizione italiana a quella francese: tra le proposte culinarie i supplì alla romana e le ostriche fine de claire, la carbonara all’uovo e la quiche lorraine, il polpo rosticciato al salmoriglio e le capesante marinate con maionese alle alghe, formaggi e salumi italiani e francesi, caviale, tartufo e dolci tipici come i macarons e il tiramisù ma non solo.

    Per brindare il prestigio della Maison Pommery con il suo champagne, insieme al French Bloom, il sofisticato spumante analcolico.

    A cura del Bar & Restaurant Manager Dima Ciocia, il cocktail dedicato alla serata: Roman Sparkle, con Amaro Formidabile, Lillet Blanc, menta fresca, lime, prosecco per gustare l’Italia e la Francia nel bicchiere.

    Ad accompagnare la serata, la musica dal vivo della Clito Swing e Rockabilly Band che insieme a chitarra, basso e batteria mette in luce la rappresentanza femminile al violino, con una scaletta di brani senza tempo, tra Italia e Francia e incursioni dei grandi nomi internazionali.

    Gli onori di casa a Elodie Lacroix, General Manager del Sofitel Rome Villa Borghese:

    “I 60 anni del brand sono per noi l’occasione speciale per accogliere amici, partner ed ospiti in questa nostra casa, una casa aperta alla città, dove trascorrere momenti unici nel segno dello stile e del gusto. Il nostro hotel opera sin dal 1991 con il marchio Sofitel, per poi diventarne, a seguito della ristrutturazione, un punto di riferimento a livello internazionale: rappresenta il connubio perfetto tra l’Art de Vivre francese e la Dolce Vita italiana, che amiamo riproporre in maniera creativa, dal design all’arte, dall’ospitalità alle esperienze diverse che coinvolgono il territorio, senza dimenticare la gastronomia, che vede proprio i due paesi eccellere e che qui trova la magia della scenografia naturale di Settimo con vista sulla città.”

    Tanti i partner che hanno scelto di essere al fianco del Sofitel Rome Villa Borghese per la realizzazione di questa serata: Agroittica, Cibaria, Doreca, Euronovo, Faic, Fam. Cotarella, Formasal, French Bloom, HqFood, Mochi, Pommery, Selecta, The Circle.

    Il 26 giugno 1964 Sofitel ha aperto il suo primo hotel a Strasburgo, in una regione, l’Alsazia, che incarna tutto quel che la Francia ha da offrire, cucina gourmet, architettura pittoresca e paesaggi unici. 10 anni dopo, il brand avvia l’espansione internazionale, con un obiettivo in mente: mettere in campo il proprio sapere evidenziando quel che rende ogni destinazione differente. Sofitel è il primo marchio francese di hotellerie di lusso ad operare in tutti i continenti: Europa, Nord e Sud America, Africa e Asia.

    120 celebrazioni nel mondo per questi 60 anni, che hanno preso il via con una campagna dedicata – un cortometraggio con gli attori Gillian Anderson e Dali Bansallah – e collaborazioni di prestigio come con la prestigiosa gioielleria sostenibile Courbet di Place Vendome, che ha disegnato una linea di gioielli esclusiva: 18 creazioni originali per questo anniversario con collane, orecchini, ciondoli e bracciali realizzati con diamanti di provenienza etica.

    SOFITEL ROME VILLA BORGHESE

    Situato nel cuore di Roma con affaccio su Villa Medici, Il Sofitel Rome Villa Borghese è un antico palazzo romano del 19° secolo, tornato a nuova vita nel 2019 a seguito della completa ristrutturazione, grazie alla maestria dell’architetto Jean Philippe Nuel che ha creato un dialogo tra l’eleganza del classicismo francese e l’opulenza del barocco italiano, tra città e natura, tra storia e modernità: 78 camere e suite, il ristorante e bar Settimo Roman Cuisine & Terrace punto di incontro imperdibile in città con vista mozzafiato, sale riunioni e fitness in per ambienti affascinanti dall’atmosfera rilassata.  

    SOFITEL IN GIRO PER IL MONDO

    La collezione Sofitel comprende hotel importanti come Sofitel Paris Le Scribe Opera, Sofitel London St James, Sofitel Dubai The Obelisk, Sofitel Legend Old Cataract Aswan,Sofitel Mexico City Reforma, Sofitel Santa Clara Cartagena, Sofitel Legend Metropole Hanoi e Sofitel Ambassador Seul. Sofitel fa parte di Accor, gruppo alberghiero leader a livello mondiale che conta oltre 5.400 strutture in più di 110 paesi, e di ALL – Accor Live Limitless, il programma fedeltà che dà accesso a un’ampia gamma di vantaggi, servizi ed esperienze.

  • Filly di Somma

    Un vero e proprio “resort” nel cuore della Città Eterna è pronto ad accogliere i suoi ospiti per una stagione estiva all’insegna del divertimento e del relax, ma anche delle novità. Siamo nella splendida cornice del Rome Cavalieri.

    Fedele alla certificazione Green Key ricevuta dall’albergo per il quinto anno consecutivo, la struttura è immersa in un parco mediterraneo privato che si estende su sei ettari di verde incontaminato, con piscine e i due campi da tennis. Il fiore all’occhiello? Una vista mozzafiato sulla bellezza della Città Eterna rende il Rome Cavalieri il luogo ideale dove vivere una magnifica estate.

    Il grande parco privato, le tre piscine esterne, l’ombra degli affascinanti pini secolari, le suggestive terrazze, i bar e ristoranti accendono la magia in questo favoloso urban resort.

    La grande novità dell’estate 2024 è Patio 101, il pop up restaurant serale a bordo piscina, il luogo ideale dell’estate per aperitivi e cene casual. Realizzato in collaborazione con Moët & Chandon, si può godere di una cena al fresco e non mancano gli ottimi drink. Come il Moët & Chandon Summer Cocktail, creato dal Team Patio 101, in cui il Reserve Impérial è miscelato con gin, limone e zucchero.  Ma per chi è fedele alla tradizione ci sono anche i cocktail classici come il Margarita, l’Americano, il Mojito, solo per citarne alcuni.

    Il food menu spazia dal sushi al crudo di pesce, le ostriche, i sautè e le fritture. Per chi ama piatti freschi e leggeri non manca  l’Insalata di pesche con burrata, basilico olio EVO e aceto balsamico, o l’Insalata di barbabietole e feta con pistacchio candito, salsa al miele di arancio e crostini di pane. 

    Il Patio 101 al Rome Cavalieri

    Per gli amanti della griglia il menù propone il burger, la tagliata, il galletto, il pesce e i gamberoni. Anche gli amanti della pizza avranno di che leccarsi i baffi. Specialità come la Gamberi – con avocado, gamberi, pomodorini, paprika e scorza di limone – o la Porchetta e Patate.

    I golosi potranno “immergersi” nei sapori e colori dei dolci estivi realizzati dal Pastry Chef Dario Nuti: il Babà alla Piña Colada, il Croccantino Arachidi, Caramello e Passione, la Coppa Champagne, Chantilly, Lime e Fragoline, il Barattolo Di Gelato Artigianale, fanno già venire l’acquolina in bocca.

    Un tuffo nella meraviglia

    L’altra novità di questa estate è in piscina dove sono state create le “isole”, veri e propri angoli privilegiati in cui, su comodissimi lettini, si potrà non solo riposare e abbronzarsi, ma anche sorseggiare i cocktail. Non manca nemmeno quella pausa snack in cui assaporare freschi e tonificanti spiedini di frutta insieme ad altri spuntini gustosi. Sempre presente una bottiglia di Moët & Chandon ghiacciata.

    Sempre in piscina, la moda ha il suo spazio con i costumi dalle collezioni beachwear MC2 Saint Barth e Kinda, grazie a delle capsule collection create appositamente per il Rome Cavalieri, realizzate con materiali eco sostenibili per restare sempre fedeli al green e all’ecologia.

    Al Rome Cavalieri il Kids Club non manca mai in estate,  con un programma che oltre ai consueti momenti dedicati all’arte, allo sport e alla magia, propone quest’anno anche giochi basati sulla scienza, come la creazione dei cristalli, il disco di Newton. Nel fine settimana, l’animazione si sposta in piscina, coni divertenti giochi in acqua.

    Insomma sarà un’estate tra benessere, gusto e divertimento quella del Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel. Un’estate imperdibile per tutti!

  • Filly di Somma

    Appuntamento, lunedì 17 giugno dalle 10.30 fino alle 17.30, nella splendida cornice di Palazzo Brancaccio a Roma, con i produttori del metodo classico più antico d’Italia. Nella città eterna si presentano più di 60 diverse cuvée .

    Masterclass a cura di Marco Reitano – Head Sommelier del ristorante La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri dove lavora dal 1994, insignito del titolo di Miglior Sommelier d’Italia dalla rivista Food and Travel.

    crediti IG@altalangadocg

    Finalmente l’Alta Langa DOCG arriva a Roma – commenta Reitanoper un appuntamento che consentirà di approfondire la conoscenza delle Alte Bollicine Piemontesi. L’Alta Langa consolida il posizionamento tra le denominazioni di maggior rilievo del metodo classico italiano e internazionale, forte di un territorio unico e vocato. Esploreremo le caratteristiche dei vini attraverso due masterclass alla presenza della presidente del Consorzio,, Mariacristina Castelletta, in questa esclusiva tutta romana”.

    Palazzo Brancaccio – crediti Filly di Somma

    Nella Galleria degli Specchi del suggestivo Palazzo Brancaccio nel cuore di Roma allestito un Bubble Bar, in cui è presentato il signature cocktail di Agostino Musichini, dedicato a Roma, a base di Alta Langa DOCG e Vermouth di Torino IGP.

    Inoltre, presenti i partner Roccaverano DOP e Crudo di Cuneo DOP che offrono ai partecipanti un assaggio di due produzioni di eccellenza piemontesi.

    crediti IG@altalangadocg

    Accredito al link🔗https://www.altalangadocg.com/alta-langa-roma/

    foto copertina crediti IG@altalangadocg

  • Filly di Somma

    Aldo Zambuto è uno dei miei più cari amici, ci siamo ritrovati spesso a Parigi, per caso o per scelta. Quanti momenti meravigliosi vissuti assieme, tra eventi, serate, amici e quegli scorci parigini che fanno sempre da “sottofondo”, accendendo ogni volta la magia in una città che non delude mai.

    Parigi, un luogo che amo da 30 anni. Resta, e lo sarà sempre, una parte importante della mia vita ! Qui ritrovo sempre i miei amici, quelli di un tempo e quelli che in un modo o nell’altro la città mi fa sempre incontrare. Una lunga histoire d’amour.

    Leggere il mio nome all’interno del libro ambientato nella mia Parigi e scritto da Aldo Zambuto, non può che emozionarmi e di questo lo ringrazio. Significa che sono riuscita a farlo ” innamorare” di una città magica per me, ma non per tutti. Parigi la devi amare, da subito, la devi comprendere, nelle sue contraddizioni. Ma è sempre così: quello che affascina è impossibile e complicato.

    Un café s’il vous plaît – edizioni Efesto – questo il titolo di un libro che va assolutamente letto, fresco di uscita, disponibile in libreria e online. Una versione tascabile, pratica, da portare sempre con sé.

    «Il tema del viaggio ci guida alla scoperta di nuovi luoghi, spesso ignoti, e non parliamo per forza della grande città con i classici monumenti che utilizziamo da sfondo per le nostre fotografie, ma anche di quei piccoli angoli che rievocano nella nostra mente, ricordi e riflessioni che non credevamo di essere capaci di realizzare. Col viaggio, scopriremo nuovi modi di vivere lontano dal nostro essere, che potrebbero anche spaventarci, e l’unica soluzione per non averne più paura, sarebbe conoscere ciò che ci è ignoto, così da poterlo modellare e adattare al nostro modo di essere. Questo è “Un cafè sil’vous plaît – guida alla sopravvivenza per un Italiano a Parigi”, la storia di una persona che potrebbe essere ognuno di noi con alle spalle la magica e storica Ville Lumière, che si confronterà con una realtà nuova, coinvolgente e libera, e che nonostante tutto, non si discosta più di tanto da quella da cui stava scappando»

    Che quel “viaggio” abbia inizio

    Crediti: @aldo_zamb

    Aldo Zambuto parte da una canzone francese, quella di Veronique Sanson, dal titolo “Chanson sur ma drôle de vie” . Diventa la “colonna sonora” tra le pagine del libro che scorrono velocemente perché si ha sempre voglia di leggere quello che ci sarà dopo. Questo è un libro che punta l’attenzione su tematiche molto interessanti come la troppa importanza attribuita al giudizio degli altri, che spesso “imprigiona” le menti di chi ha pregiudizi, di ogni sorta. Un libro che parla di vita, del viaggio, della felicità, della solitudine e della capacità di completarsi anche da soli. La solitudine di Parigi è invadente ma qui le persone amano stare da sole anche se si ritagliano dei momenti di aggregazione, come per esempio danzare insieme in mezzo alla strada fino a tarda notte oppure lungo la romantica Senna, il tutto anche senza conoscersi. Poi ognuno per conto proprio ritorna alla sua solitudine, come estranei mai incontrati. La solitudine a Parigi è anche quella di chi si gode un pic-nic in solitaria.

    Il bagaglio, un elemento indispensabile per qualunque viaggio. Non c’è solo il bagaglio materiale, quello che siamo soliti preparare prima di una partenza per un viaggio e anche di rifare quando dobbiamo ritornare, facendo attenzione a non dimenticare nulla. Ma c’è anche un bagaglio emotivo, pieno di tutte quelle sensazioni ed emozioni che viviamo prima di partire e quando si ritorna! Ma quel “bagaglio” resta sempre lo stesso? Quando si viaggia bisogna sempre puntare sulla serenità, sulla felicità e fare in modo che siano dei sentimenti continuativi. Il viaggio aiuta a ritagliarsi il tempo, per se stessi e a “ricercare” sempre un qualcosa.

    Questo libro è un vero viaggio mentale. Il titolo ha come soggetto il caffè, il quale non è una semplice bevanda, ma molto di più. Lo si beve da soli e in compagnia, ma dietro il caffè c’è tutta una filosofia, un pensiero tanto che l’autore  considera la bevanda come una sacra “Bibbia”. Si conosce una persona con la scusa di prendere un caffè insieme e raccontarsi, ma si può anche prendere un caffè da soli, per restare con sé stessi e “ascoltarsi”.

    Si parla anche di libertà in questo libro. Perché Parigi è una città in cui ci si sente davvero liberi. La libertà di essere se stessi senza dare importanza a quel giudizio degli altri di cui si parla all’inizio. Joie de vivre , eccola quella sensazione di liberté che solo Parigi ti sa regalare e te la prendi tutta, fino all’ultimo sorso. Parigi è una città effimera, non tutto è eterno, e questo la rende molto affascinante. Questo effimero riguarda anche l’amicizia. Le amicizie a Parigi sono istantanee non durano molto, quel giusto, per assaporarle, poi restano un lontano ricordo a volte malinconico.

    Nel libro si affrontano anche tematiche molto interessanti come quelle del femminismo, del maschilismo, della società patriarcale e matriarcale e non mancano i confronti tra Italia e Francia. E poi la notte e la pioggia due elementi così affascinanti di Parigi e che raccontano tanto di questa città. Spunta spesso il nome di quel Café Blanchet – il luogo del cuore di Aldo Zambuto, dove ogni giorno a Parigi, nella sua sacra routine, sorseggia il suo caffé e si ispira, osservando la Città delle Luci. E non manca nemmeno un capitolo dedicato alla grande Michela Murgia, il mentore dello scrittore, che proprio in quei giorni a Parigi, in cui Aldo Zambuto buttava giù i primi capitoli del suo libro, era venuta a mancare.

    La canzone francese ha aperto il libro di Aldo Zambuto e la musica la ritroviamo anche verso la fine con una riflessione sugli artisti di strada che pullulano a Parigi. Ma il grande dilemma dello scrittore è: rimanere o ritornare? La vera risposta la scoprirete solo leggendo questo bellissimo libro che vi farà viaggiare a Parigi, in modo insolito, riflettendo sul viaggio, le sue tante sfaccettature, la vita e molto altro ancora

    Lo scrittore

    Aldo Zambuto a Parigi – Crediti: @aldo_zamb

    Aldo Zambuto, classe 1987, nasce a Potenza. Vive e lavora da anni a Roma. Devoto all’insegnamento di materie classiche e letterarie, è un insegnante delle Scuole Superiori. Il mondo dei giovani è molto importante per lui, cerca di comprendere i loro pensieri, le loro emozioni e, per quanto possibile, tenta di guidarli verso un futuro più giusto per queste nuove generazioni, comprendendone le necessità.

    Ha insegnato anche all’estero – in Francia soprattutto – ed è sempre più convinto che il pensiero in Italia sia troppo spesso retrogrado, ecco perché è sempre pronto, con quel “bagaglio”, a partire per un lungo viaggio.

    Foto copertina – crediti @aldo_zamb

  • Filly di Somma

    Icona negli anni Sessanta, si è spenta, oggi 12 giugno 2024 all’ età di 80 anni. Combatteva contro un cancro da ben 20 anni.

    Il brano che la rese celebre e che ancora risuona nell’aria, oggi più che mai dopo la sua scomparsa, fu Tous les garçons et le filles”

    Françoise Hardy negli anni Sessanta – crediti – IG@francoisehardyfanpage

    All’epoca aveva solo 18 anni e la canzone riuscì a vendere ben due milioni di copie in tutto il mondo. Era nata una star ma soprattutto una icona di quella generazione così affascinante ma anche complicata in cui si era sempre alla ricerca di qualche cosa. Era il 1962 un’epoca che di star ne ha viste diverse sia nella musica che nel cinema e quella canzone Tous les garçons et le filles” portava avanti un disagio adolescenziale, tipico degli anni Sessanta. Françoise Hardy ne era diventata la portavoce.

    Nel 1966 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone “Parlami di te” ed era in coppia con Edoardo Vianello. La carriera di Françoise Hardy non si ferma alla musica, tanto che tenta anche il cinema con alcuni film.

    Françoise Hardy – crediti – IG@francoisehardyfanpage

    Françoise Hardy era l’unica rappresentante della Francia nella classifica dei 200 migliori cantanti, un primato che a quel tempo fece davvero tanta eco. Tra i suoi amori Jacques Dutronc, cantante e attore, dalla cui lunga relazione nacque un figlio Thomas. Poi le nozze e la separazione. Il legame con il figlio Thomas è sempre stato molto forte ed è stato proprio lui sui social a dare l’annuncio della scomparsa della madre oggi, 12 giugno 2024.

    Françoise Hardy – crediti IG@francoisehardyfanpage

    Il cancro, dal 2004 ha “abitato” il suo corpo e non le ha lasciato scampo, dopo una lunga battaglia, ha vinto lui. Le viene diagnosticato un linfoma, periodi di grande malattia e poi nel 2019 un nuovo cancro, fino ad arrivare all’annuncio di dover rinunciare a cantare.

    La cantante ha sempre appoggiato l’eutanasia, per coloro che sanno di essere prossimi alla morte e non vogliono più soffrire. Ha sempre considerato la sua nazione, la Francia, non pronta a questo e la cosa la sconvolgeva notevolmente.

    Bon voyage Françoise

    Ci hai lasciato le tue bellissime canzoni e di questo non possiamo che farne tesoro

    Françoise Hardy – crediti – IG@francoisehardyfanpage

    ***Foto copertina – crediti – IG@francoisehardyfanpage

  • RAI3 e RUVIDO PRODUZIONI

    PRESENTANO

    “CHE CI FACCIO QUI”

    di Domenico Iannacone

    Terza puntata  “Il Capolavoro”

    13 giugno ore 21.20, Rai 3

    Una scuola di frontiera, una preside coraggiosa e sullo sfondo il Parco Verde di Caivano, periferia difficile a Nord di Napoli, tra criminalità, degrado e il sogno di rigenerazione sociale. Un contesto sempre sospeso tra bene e male dove però si scoprono, inaspettatamente, “capolavori umani”.

    Caivano – Domenico Iannaccone

    Nella terza puntata di “Che ci faccio qui”, Domenico Iannacone ritorna nei luoghi che ha attraversato tempo fa e sceglie di farlo a “sangue freddo”, lontano dal clamore mediatico della cronaca nera, seguendo le orme di chi in questi anni si è salvato e di chi si è perduto. Eugenia Carfora, la preside dell’Istituto Francesco Morano è sempre lì, non è mai andata via, e conduce ancora la sua personale battaglia contro la dispersione scolastica che qui tocca livelli estremi.

    Caivano – Preside  Eugenia Carfora

    L’Istituto Morano è oggi una sorta di fiore nel deserto ed è diventato un potente messaggio di cambiamento, tanto che un importante imprenditore emiliano, Eugenio Gagliardelli, abbracciando il progetto visionario della preside, ha assunto nella sua azienda di ceramiche i ragazzi appena diplomati offrendo loro anche un alloggio e un’auto. Un modello “olivettiano” di azienda dalla forte spinta sociale, che si fonde con l’idea di una scuola inclusiva che non giudica e non lascia indietro nessuno.

    Puntata 13 giugno “Il Capolavoro” – “CHE CI FACCIO QUI” -RAI3

    “Che ci faccio qui” è la trasmissione condotta da Domenico Iannacone e prodotta da Ruvido Produzioni, in onda su Rai3 alle 21.20.

  • Filly di Somma

    La data dell’11 giugno è arrivata. Si riaprono le porte di uno dei “templi gastronomici” della Capitale, l’unico a vantare le tre stelle Michelin. La Pergola riaccende il sogno.

    La vista su Roma dal Rome Cavalieri Waldorf Astoria – crediti FB Hilton Newsroom

    La firma dell’attenta ristrutturazione di uno dei ristoranti più famosi di Roma, è quella di due architetti specializzati nel restyling di luoghi di ristoro da sogno. Patrick Jouin e Sanjit Manku hanno unito le loro “forze” nel famoso studio di architettura JOUIN – MANKU e da anni “firmano” riaperture spettacolari in giro per il mondo.

    Qui a La Pergola hanno dedicato ben sette mesi di attento lavoro di ristrutturazione. Uno dei luoghi più iconici a Roma e non solo, romanticamente adagiato sulla collina di Monte Mario, all’interno dell’affascinante Rome Cavalieri Waldorf Astoria, albergo di lusso e da sogno.

    Lo Chef Heinz Beck – crediti romecavalieri.com/it/la-pergola-it/ by ufficio stampa Barbara Manto & Partners

    Radici tedesche e passione italiana

    Heinz Beck, classe 1963, nato in Germania. Comincia la sua carriera come pastry chef. Poi nel 1994, la sua fama ha inizio proprio sulla magnifica terrazza del Rome Cavalieri con la creazione di un luogo in cui la cucina italiana viene reinterpretata con quell’ inconfondibile tocco di classe ed eleganza. Una grande attenzione a quelle che sono le materie prime italiane, reinterpretate in modo sublime. Lo Chef tedesco conquista il Mondo.

    I piatti iconici de La Pergola sono da sempre stati apprezzati da tutti coloro che costantemente hanno transitato nel Ristorante Tristellato. Capi di Stato, attori, star mondiali, solo per citarne alcuni. Ma anche viaggiatori di culture diverse, clienti che soggiornano in albergo o semplicemente di passaggio per gustare quella cucina firmata dallo Chef Heinz Beck con tutta Roma ai propri piedi.

    La sala- crediti romecavalieri.com/it/la-pergola-it/ by ufficio stampa Barbara Manto & Partners

    Tra i piatti signature de La Pergola, non si possono non citare i famosi “Fagottelli La Pergola” una sorta di carbonara, piatto iconico della tradizione romana, ma cucinati con i passaggi al contrario. La cucina ha avuto nel corso degli anni dei grandi riconoscimenti come le Tre Stelle Michelin, unico ristorante nella Capitale ad avere il primato.

    Le due firme per una nuova Pergola: gli architetti

    Oggi La Pergola festeggia 30 anni dalla sua apertura e lo fa con una “veste” nuova. La firma è quella di due archistar. Patrick Jouin, francese e molto conosciuto a Parigi. Sanjit Manku, canadese. Il loro lavoro di attento restyling è stato nel nome di una grande attenzione al lusso, come è giusto che sia, ma sempre nel rispetto della linearità.


    Patrick Jouin e Sanjit Manku – Gli architetti – Crediti: jouinmanku.com

    A partire dall’ 11 giugno la nuova Pergola riapre ai clienti del Rome Cavalieri e a tutti coloro – romani e non di passaggio nella Città Eterna – vogliano rivivere un sogno gustando piatti iconici e senza tempo.

    E allora che la magia si riaccenda per tutti.

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    LA PERGOLA

    VIA ALBERTO CADLOLO, 101 ROMA

    @heinzbecklapergola

    PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

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    Foto di copertina: crediti : romecavalieri.com/it/la-pergola-it/

  • A Roma l’arte galleggia sul Tevere

    Filly di Somma

    La Capitale non può che dirsi fiera e orgogliosa di una “floating art gallery”, una galleria d’arte galleggiante sul fiume che attraversa la Città Eterna, l’affascinante Tevere.

    L’ inaugurazione – martedì 11 giugno e visitabile fino al 30 giugno – insieme agli artisti espositori Ottavio CelestinoPietro SimonelliGiampaolo Tomassetti. Siamo nella struttura galleggiante del Circolo di canottaggio Ondina Generali per una iniziativa davvero unica e originale per Roma, la quale oramai pullula di gallerie d’arte e di mostre, uguagliandosi sempre di più alle altre Capitali Europee come una Londra o Parigi per intenderci.

    Una iniziativa frutto della grandiosa idea di Raffaello Leonardo e Diana Giorgio, giornalista e sportiva. “OndinArte” porta nella sede sportiva una programmazione culturale volta a rilanciare il circolo come un luogo in cui anche l’arte, la cultura, l’aggregazione hanno un ruolo importante.

    Le curatrici sono Chiara Castria e Paola Quaquarelli, direttrici della SUarte Gallery di Via del pozzetto a Roma, un luogo molto frequentato nella Capitale per le innumerevoli mostre organizzate.

    Il canottaggio è uno sport che ha una grande tradizione nel nostro Paese. I vogatori sono da sempre degli “eroi” dello sport e quale migliore occasione se non unire l’arte allo sport del canottaggio.

    SUarteGallery, con questo bellissimo evento di arte galleggiante, lascia per un attimo la sua sede per “emigrare” verso il fiume e lo fa in modo davvero affascinante e originale. Sicuramente è la prima galleria a proporre al proprio pubblico una floating art gallery per qualche giorno. L’arte non ha confini, né regole e può rompere tranquillamente gli schemi e solcare mari, laghi e in questo casi fiumi.

    A esporre sarà l’artista fotografo Ottavio Celestino. I fiumi osservati si presentano attraverso una peregrinazione nomade per il mondo e rappresentano quella grande passione per il reportage del fotografo.

    Quattro le fotografie di fiumi esposte: 

    Il Tigri al confine al confine turco, siriano, iracheno.

    Il Danubio in Ungheria

    l’Hong Ha o Red River in Vietnam

    Il Bjòrsa in Islanda.

    Chiara Castria e Paola Quaquarelli, direttrici della SUarte Gallery – Crediti: su_arte_gallery

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    CLUB HOUSE DEL CIRCOLO ONDINA GENERALI

    LUNGOTEVERE DELLE ARMI, 44

    ROMA

    Vernissage e cocktail – Martedi 11 giugno dalle 19.00 alle 21.00

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    Foto di copertina – Crediti: su_arte_gallery