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Filly di Somma
Galleggiare sulla Senna di Parigi e lasciarsi coccolare dall’acqua, per un soggiorno “fluttuante”. Questo è possibile in un albergo molto particolare della capitale francese.
Siamo a pochi metri dalla frenetica Gare D’ Austerlitz, la stazione di Parigi dove i treni vanno e vengono connettendo la Francia e il mondo. L’OFF PARIS SEINE, albergo quattro stelle aperto già nel 2016, è la soluzione ideale di alloggio se si sceglie di “dormire” sulla Senna. Oppure se ci si vuole semplicemente concedere un aperitivo nel bar con la piscina a un passo, la quale diventa un insieme unico con l’acqua della Senna. La domenica poi, si può anche gustare un brunch.

crediti: offparisseine.com
Un battello, arredato con legno scuro, tappeti chiari, stile moderno, ben 54 camere per vivere un alloggio davvero originale. Gli affacci sono sia sulla Senna, la quale scorre lenta e ci ricorda di essere in una delle città più belle al mondo dove le luci e il tramonto ne fanno da cornice. Altri affacci delle camere invece portano lo sguardo sulla banchina. Alcune camere sono anche a livello -1, proprio con l’acqua che fa capolino. Qui ci si sente davvero cullati.

crediti: offparisseine.com
Non mancano le suite, almeno due, chiamate Horizon, nella parte anteriore del battello, sul ponte superiore. Stupende sono anche la Suite Silver e la Suite Monocromatica, entrambe con un tocco di design molto particolare, il giallo e l’arancione i colori che illuminano gli ambienti, perfettamente integrati con l’elemento dell’ Acqua circostante.

crediti: offparisseine.com
Per chiunque volesse invece semplicemente vivere l’esperienza di un “cocktail galleggiante” è possibile farlo nel bar-ristorante, collocato sul ponte, per godere della brezza estiva. La piscina blu, sviluppata in lunghezza e sormontata da una boa a forma di cigno, crea un effetto ottico molto particolare. Il fine settimana (venerdì e sabato) la musica e il dj set rendono OFF PARIS SEINE un luogo davvero piacevole nelle calde serate parigine.

crediti: IG @offparisseine
Dopo una notte galleggiante sulla Senna di Parigi, cosa ci sarebbe di più bello nel godere di una ottima colazione al mattino, sul ponte principale del battello. La domenica poi un brunch molto abbondante al costo di 39 euro a persona, allieta anche i parigini di passaggio.

crediti: offparisseine.com
Il benessere non finisce qui dato che lo yoga è un altro protagonista dell’ OFF SEINE PARIS, con sessioni mensili.
E allora, si ” salpa” per uno dei luoghi più particolari di Parigi dove alloggiare e vivere esperienze “en plein air”. Un albergo galleggiante che vi farà innamorare.

crediti: offparisseine.com
OFF PARIS SEINE
86, QUAI D’AUSTERLITZ
75013 PARIS
FOTO COPERTINA: crediti: offparisseine.com
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Filly di Somma
Che la Ville Lumière sia la città dalle mille sorprese questo si sa. Una città spesso effimera, dove quello che accade non è sempre eterno e proprio per questa ragione bisogna coglierlo al volo. Parigi resta la città più affascinante al mondo a testimonianza di quel Carpe Diem che tanto amiamo.

Crediti: https://www.barilla.com/fr-fr/limonaia-urbana-paris
L’esperienza Limonaia Urbana Paris è una di quelle da vivere al momento, coglierla al volo, perché appunto effimera e non eterna. Una esperienza multisensoriale unica in un luogo iconico, il Café de L’Homme, con una vista mozzafiato sulla Torre Eiffel, trasformato per l’occasione in una limonaia urbana, opera del designer italiano Vincenzo Dascanio.

Crediti: https://www.barilla.com/fr-fr/limonaia-urbana-paris
Ovviamente non mancano le degustazioni di piatti italiani con Pesto Barilla Basilico e Limone. Da non perdere l’esclusivo gelato al limone e basilico creato dalla Maison de Haute Glacerie Fruttini. Un cocktail o un cocktail analcolico a scelta, creato dalla barman Anne-Lise Jouenne.Questo è sicuramente un evento imperdibile a Parigi con laboratori culinari e creativi.

La Chef italiana Carla Ferrari – crediti https://www.barilla.com/fr-fr/limonaia-urbana-paris
📅 Data: dal 14 al 16 giugno 2024
🕒 Orari: 10.00-22.00 il 14 e 15 giugno, 10.00-20.00 domenica 16 giugno
⏳ Durata: l’esperienza dura 2h00, le masterclass durano 45min/1h
📍 Sede: Café de l’Homme, 17 Place du Trocadéro et du 11 novembre, 75016 Paris
👤 Età richiesta: consigliato dai 12 in su
La creatrice culinaria – Clementine Vaccon – crediti https://www.barilla.com/fr-fr/limonaia-urbana-paris

Lo Chef italiano Gianmarco Gorni – crediti https://www.barilla.com/fr-fr/limonaia-urbana-paris
Cosa vi attende in una tre giorni effimera e italiana a Parigi
Programma di masterclass e workshop (maggiori informazioni qui)
- Masterclass con il designer culinario @Clemfoodie il 14 giugno
- Masterclass con la chef Carla Ferrari il 15 giugno
- Masterclass con lo chef Gianmarco Gorni il 16 giugno
- Laboratorio creativo con Céramicafé Geneviève dal 14 al 16 giugno
- Laboratorio di erbario con By Charlot dal 14 al 16 giugno
Il progetto
Una ventata di aria fresca sta per arrivare nella capitale francese grazie al Pesto Basilico e Limone di Barilla. Dal 14 al 16 giugno, la Dolce Vita arriva a Parigi all’ombra di una limonaia urbana ricreata dal noto designer Vincenzo Dascanio, presso il Café de l’Homme. Il costo comprende una degustazione di ricette ispirate al Pesto Barilla Basilico e Limone, nonché un cocktail o un analcolico a scelta, creato dalla bartender Anne-Lise Jouenne. Il dessert è stato appositamente studiato dalla gelateria Fruttini. Il ricavato dell’evento sarà devoluto ai Banchi Alimentari. Acquistate i biglietti per Barilla Limonaia
Café de l’Homme
17 Place du Trocadéro et du 11 Novembre, 75016
PER TUTTE LE INFORMAZIONI:
https://www.barilla.com/fr-fr/limonaia-urbana-paris
Per prenotare i biglietti
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FOTO DI COPERTINA: CREDITI https://www.barilla.com/fr-fr/limonaia-urbana-paris
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Filly di Somma
Dal greco Koraillon, ‘scheletro duro’, la leggenda narra che Perseo uccise Medusa, pulì le mani nel mare e le piante acquatiche si colorarono di rosso. Colonie di piccolissimi polipi producono una sostanza calcarea: il corallo. I fondali marini italiani hanno una grande varietà di questo “gioiello del mare”, in primis di colore rosso, nel Mar Mediterraneo. Nell’antichità custodiva un potere magico, curativo e poi religioso, con la nascita dei rosari apparve in grani. Le origini della lavorazione del corallo in Italia furono a Trapani, in Sicilia, tra il Cinquecento e il Seicento. Poi in Campania, a Torre Del Greco, in provincia di Napoli. Il corallo abbondava in Sardegna, ad Alghero, e adesso lo si trova anche in Calabria, nella Secca di Amendolara. La lavorazione del corallo culminò nel Settecento ed entrò nelle gioiellerie nel Novecento. Il corallo rosso del Mediterraneo vive tra 10 e 200 metri di profondità, lavaggio, tagliatura e lucidatura le fasi della lavorazione. Oggi Torre Del Greco, Trapani, Alghero sono i luoghi capisaldi, a cui si aggiungono Sciacca e anche Ischia.
Campania – Torre Del Greco e il Museo del Corallo
Nel 1878 fu istituita la Scuola per la Lavorazione del Corallo. Oggi al primo piano sorge il Museo. Diversi i laboratori a Torre del Greco, alcune storiche famiglie artigiane portano avanti la tradizione della lavorazione da generazioni. Gasco della Famiglia Scognamiglio produce da oltre 150 anni gioielli in corallo, Enzo Liverino lo fa dal 1894. Assocoral è l’Associazione Nazionale dei Produttori di Corallo, ha sede a Torre Del Greco. Tutela, sviluppa e promuove il prodotto anche all’estero.
(liverino1894.com/it/museo-del-corallo)

FOTO: Museo Enzo Liverino – Torre Del Greco – crediti: liverino1894.com
Sicilia – Trapani, il Museo Pepoli e una varietà unica al mondo
Capolavori di corallo nel Museo Regionale Conte Agostino Pepoli a Trapani, dove si ammirano gioielli, scrigni, presepi, calici, reliquari. Ancora oggi la lavorazione del corallo trapanese viene eseguita con tecniche antichissime. Pochi i laboratori esistenti, ma la tradizione persiste. Il corallo di Sciacca, in provincia di Agrigento, è considerata una varietà unica al mondo, per i suoi colori, dall’arancio intenso, al rosa salmone chiaro, con macchie scure, a testimonianza dell’origine vulcanica. Il corallo proviene da un vulcano sommerso, l’Isola Ferdinandea.
(comune.trapani.it/turismo/museo-regionale-conte-agostino-pepoli/)

FOTO: Museo regionale di Trapani ”Agostino Pepoli” – crediti: IG @museo_regionale_a_pepoli
Sardegna – La Riviera del Corallo ad Alghero e cimeli da ammirare
Seconda in Italia, dopo quella di Torre Del Greco, la Scuola del Corallo di Alghero fu creata nel 1950. All’interno di Villa Costantino è stato aperto il Museo del Corallo. Oggetti realizzati da artigiani esperti e studenti della scuola. Riviera del Corallo, così viene definito il litorale di Alghero, la picozza è lo strumento per l’estrazione del corallo con la pesca a immersione, le reti non sono ammesse. Massimo 25 volte all’anno, da maggio a ottobre, in nome della protezione del “gioiello” e dell’ecosistema marino.
(museialghero.it/museo-del-corallo)

FOTO: la Riviera del Corallo – crediti: IG @algheroturismo
Calabria – Amendolara, il Parco Marino e i fondali coralligeni
Un banco di raro corallo nero e rosso individuati nella Secca di Amendolara, borgo turistico nell’Alto Ionio Cosentino in Calabria. Una scoperta sorprendente in quanto quel mare possiede fondali sabbiosi, i cambiamenti climatici hanno contribuito alla sorpresa, ma l’incredibile scoperta testimonia la biodiversità dei nostri mari. La ricerca che ha portato al ritrovamento del corallo in Calabria è stata realizzata dalla motonave oceanografica Astrea, tramite un robot sottomarino guidato da remoto. Suggestive le esperienze di immersione praticate in questi fondali coralligeni nel Parco Marino Regionale della Secca di Amendolara.
(parchimarinicalabria.it/parchi-marini/secca-di-amendolara)

FOTO: Parco Marino Regionale “Secca di Amendolara”- crediti: parchimarinicalabria.it
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CHE CI FACCIO QUI: PROF. GRECO, UNIVERSITA’ COSENZA.
RAI3 e RUVIDO PRODUZIONI
PRESENTANO
“CHE CI FACCIO QUI”
di Domenico Iannacone
La seconda puntata
“Ti vengo a cercare”
Capitolo 2
Giovedì 6 giugno, ore 21.20 Rai 3

CHE CI FACCIO QUI: MUSTAFA’, ROSARNO
Prosegue il viaggio di Domenico Iannacone in Calabria. Nel secondo capitolo di “Ti vengo a cercare”, è ancora una volta Bartolo Mercuri, il piccolo commerciante di mobili della Piana di Gioia Tauro ad accompagnarlo tra i migranti, dentro storie di disagio abitativo e ingiustizia sociale, per mostrare al mondo lo sfruttamento degli ultimi. In un continuo cambio di registro narrativo Iannacone ricompone la trama di storie che conducono dentro mondi inaspettati, consegnandoci uno sguardo che ribalta la percezione comune delle cose.

CHE CI FACCIO QUI: FAMIGLIA DI BULGARI A ROSARNO
A Mammola (RC), ai piedi dell’Aspromonte, esiste un luogo che sembra sganciato dal tempo e dallo spazio. Qui Nik Spatari, artista visionario, sordo, amico di Picasso e Le Corbusier, alla fine degli anni ‘60, insieme alla sua compagna Hiske Maas, fondò, dai ruderi di un vecchio monastero, il Musaba: un museo laboratorio d’arte contemporanea al cui interno è custodito “Il sogno di Giacobbe”, da molti definito la Cappella Sistina della Calabria. Nel 2020, all’età di 91 anni, Nik è mancato. A preservare la sua opera è rimasta Hiske, che continua a cullare il sogno immortale dell’arte.

CHE CI FACCIO QUI: HISKE, MAMMOLA
Ciò che sembra ancorato al passato improvvisamente si libera e ci proietta verso il futuro. Gianluigi Greco è un professore universitario che insegna informatica all’Unical di Cosenza, ed è uno dei massimi esperti internazionali di intelligenza artificiale. Oggi quasi tutti i suoi allievi trovano lavoro presso una multinazionale giapponese che ha trasferito proprio in Calabria uno dei tre poli mondiali dell’IA. Con “Ti vengo a cercare”, Domenico Iannacone ci mostra un Sud dalle complesse dinamiche sociali che spesso ci fa indignare, ma che a volte riesce anche a stupirci.

CHE CI FACCIO QUI: NTT DAT, CANE ROBOT, COSENZA
“Che ci faccio qui” è il programma ideato e condotto da Domenico Iannacone e prodotto da Ruvido Produzioni
in onda su Rai 3 alle 21.20.
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RAI3 e RUVIDO PRODUZIONI
PRESENTANO
“CHE CI FACCIO QUI”
di Domenico Iannacone
Da giovedì 30 maggio alle 21.20 su Rai 3
Ci sono storie che non finiscono mai, luoghi e volti che non dimentichiamo e che continuano a dirci qualcosa, ecco perché a volte ci assale la nostalgia di andarli a cercare.
Il 30 maggio torna su Rai 3 in prima serata “Che ci faccio qui”, il programma ideato e condotto da Domenico Iannacone.
Una nuova serie in tre puntate in cui Iannacone ripercorre, a distanza di diversi anni, un viaggio nel profondo Sud del Paese per capire se qualcosa è mutato o se tutto è rimasto come un tempo.

La prima puntata
“Ti vengo a cercare”

Capitolo 1
Domenico Iannacone torna in Calabria, terra dai forti contrasti, per ritessere le fila dell’esistenza di chi si batte per la dignità umana, di chi si espone, di chi resiste e di chi decide di restare. Bartolo Mercuri, il piccolo commerciante di mobili della Piana di Gioia Tauro, con la sua associazione “Il Cenacolo” non ha mai smesso di aiutare i migranti di Rosarno.
“Papà Africa”, così lo chiamano da queste parti, ci riporta nella Tendopoli di Rosarno tra le pieghe di un’umanità dolente racchiusa dentro sacche di povertà estrema, per toccare con mano le condizioni disumane in cui centinaia di uomini e donne sono costretti a vivere. Come Alì, un bracciante di origini senegalesi che da anni abita in un deposito abbandonato senza luce né acqua, simbolo di questa schiera di invisibili.

Antonino De Masi invece, continua a combattere la sua battaglia contro le cosche, protetto dall’esercito che piantona giorno e notte la sua azienda nel porto di Gioia Tauro. Scortato da anni, insieme alla famiglia costretta a vivere al Nord in un luogo protetto, l’imprenditore calabrese sta pagando a caro prezzo la scelta di denunciare la ‘ndrangheta senza mai arretrare, senza mai cedere al ricatto.
Il suo imperativo è resistere. Oggi Antonino non è più solo come un tempo, con lui c’è il figlio Giuseppe che ha deciso di tornare in Calabria per lottare al suo fianco.

Una scelta difficile e coraggiosa che racchiude in sé il senso profondo di legalità di questa famiglia, che non si è mai piegata alle logiche della criminalità, anche a costo di sacrificare la propria vita.
“Che ci faccio qui” è la trasmissione condotta da Domenico Iannacone e prodotta da Ruvido Produzioni,
in onda su Rai 3, dal 30 maggio alle 21.20.

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Filly di Somma
Come il fiore da cui prende il nome, l’ Hotel Hana sboccia nel cuore di Parigi, aggiungendo eleganza alla catena CHAPITRE SIX.
In questo luogo magico dell’ospitalità, in cui sembra di essere volati nel Sol Levante pur restando nella suggestiva Parigi, la Francia si unisce al Giappone e il risultato è perfetto. Dalla cucina giapponese ai trattamenti di kobido nella spa-piscina, il segreto sta nel rallentare e contemplare, prendendosi del tempo per se stessi in un’armoniosa fusione di culture.

crediti: https://hotelhana-paris.com/
Nel cuore dell’energia della vita parigina, ma al riparo dalla sua piacevole frenesia, le 26 camere e suite sono immerse in un’atmosfera davvero serena. Il talento dell’architetto Laura Gonzalez ha trasformato l’albergo in un’oasi di assoluta tranquillità. Il lusso supremo della calma nel cuore di Parigi! Il connubio di materiali e colori dà vita a un perfetto equilibrio di morbidezza ed eleganza. Il viaggiatore può abbandonarsi al sogno e cominciare a viaggiare con la mente e con il corpo, verso terre lontane, che profumano di Oriente.

crediti: https://hotelhana-paris.com/
Qui, all’ Hotel Hana, i due Paesi – Francia e Giappone – condividono un forte legame gastronomico, senza che uno prevalga sull’altro. Al bar, il viaggio continua nei bicchieri, con una ricca selezione di sakè e vini francesi.
Questo albergo è un vero spazio-tempo dove regnano il silenzio e la calma. Un luogo nascosto dove fare una pausa, concedersi un trattamento di ispirazione giapponese o nuotare in piscina. Il ruolo significativo della cura di sé nella cultura giapponese è rispettato, e il tempo dedicato al corpo, alla bellezza e al rallentamento è profondamente radicato nelle tradizioni e nello stile di vita.
Qui all’ Hotel Hana viene trasmesso e vissuto.

crediti: https://hotelhana-paris.com/
Hana in lingua giapponese significa fiore. Musa letteraria o allegoria divina, il fiore ha un potere particolare nella cultura giapponese. Sboccia, ispira, ci invita a guardare e a rallentare. Così è l’ Hotel Hana. Qui la bellezza e il minimalismo giapponese coesistono.

crediti: https://hotelhana-paris.com/
Situato tra la maestosa Opéra Garnier e il Palais Brongniart. Mentre le strade adiacenti della “Little Tokyo” – la Rue Sainte Anne di Parigi, considerato il Piccolo Giappone – ribollono di allegria tra ristoranti e negozi, l’Hana è un rifugio di calma ed estetismo dove i viaggiatori e i parigini indaffarati entrano “Per stabilirsi”.
L’Hotel Hana è un punto d’incontro tra due mondi. Tra correnti estetiche opposte ma complementari. Tra anime creative. Laura Gonzalez, architetto e interior designer di fama, e Olivier Leone, direttore artistico riconosciuto nel mondo della moda. Da questo incontro nasce un albergo che emana “un lato femminile, qualcosa di grazioso, volubile e prezioso”. Per questo fiore delicato, Laura ha immaginato un dialogo tra il massimalismo della Belle Époque dell’inizio del XX secolo e il minimalismo giapponese.
Giocando sulla dicotomia tra romanticismo e sobrietà, invita i toni morbidi a fondersi con tessuti e materiali presi in prestito dall’Art Nouveau. In ogni momento si respira un’aria di arte e di viaggio nel Paese del Sol Levante restando con i piedi bel saldi nella Ville Lumière.
Bar e Ristorante

crediti: https://hotelhana-paris.com/
Da Hanabi, la fusione diventa un invito. Fusione di tecniche, sapori ed esperienze, reinventata da Shirley Garrier, la firma di The Social Food. I classici della cucina francese vengono “giapponesizzati” e arricchiti di sapori e consistenze indimenticabili. Un’atmosfera Belle Époque e zen del ristorante, coesistono in modo meraviglioso.
Una pausa discreta, accogliente ed elegante: è questa l’esperienza offerta da Shirley Garrier, firma di The Social Food, quando si pranza da Hanabi. Dal suo soggiorno in Giappone, ha portato con sé la curiosità per le miscele e il gusto per gli abbinamenti audaci. Nel cuore di Parigi, il pranzo diventa un viaggio.
Pranzo: Da martedì a sabato dalle 12.00 alle 14.30
Una cena da Hanabi è un viaggio gioioso ed elegante. La combinazione di sapori è tanto meravigliosa quanto sorprendente e ogni piatto offre un’esperienza culinaria di indimenticabile finezza, la fantasia di Shirley Garrier è infinita.
Cena: Da martedì a sabato dalle 19.00 alle 21.30
Se il ristorante invita al Giappone nel piatto, il viaggio continua nei bicchieri. Al bar, il livello di audacia si riflette nella scelta di presentare prevalentemente bottiglie francesi e giapponesi. Una ricca selezione di sake e vini francesi è il dolce preludio di ogni degustazione. Un tocco di esotismo come trasformare il tradizionale Dry Martini, preparato con gin giapponese
Bar: Da martedì a sabato dalle 17.00 all’1.00
Dalle 7:00 alle 10:30, in camera o al ristorante, la colazione viene servita agli ospiti. Nella versione continentale, spremuta di frutta fresca, bevanda calda e dolci della pasticceria Lalos. Oppure, in stile Hanabi, con l’Ochazuke, una deliziosa zuppa di riso imbevuta di brodo dashi e tè, accompagnata da pancia di salmone, funghi shiitake e porri affettati. Un’esperienza indimenticabile da vivere nel cuore di Parigi.
Benessere

crediti: https://hotelhana-paris.com/
Nell’atmosfera zen creata dagli affreschi, dalla pietra e dal legno, ci si siede nelle due cabine dedicate ai trattamenti oppure ci si gode l’area fitness. All’Hotel Hana si rispetta il ruolo significativo che la cura di sé riveste nella cultura giapponese. Il tempo dedicato al corpo, alla bellezza e al rallentamento è profondamente radicato nelle tradizioni, nella filosofia e nello stile di vita. Qui viene trasmesso e vissuto.
La Spa Hana crea uno spazio-tempo dedicato alla calma, ispirato alla filosofia zen giapponese. In collaborazione con Lymfea, esperti in massaggi olistici, si vive un’ospitalità raffinata e trattamenti innovativi per il benessere. Sperimentare il potere dei rituali giapponesi con trattamenti energetici come reiki, kobido e riflessologia-drenaggio. Una fuga di lusso che unisce eleganza, cultura giapponese e relax olistico. La piscina, un gioiello di tranquillità, invita a un’immersione unica. Il nuoto offre un’esperienza rinvigorente, in grado di sfuggire alla frenesia di una città, quella di Parigi, che non dorme mai
Foto di copertina, crediti: https://hotelhana-paris.com/
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Filly di Somma
Da segnare in agenda due date molto importanti: 1 e 2 giugno 2024.
39° FESTIVAL MEDIEVALE DI PROVINS
Crediti: https://provins-medieval.com/
Per 2 giorni, trovatori, acrobati e animatori vi faranno vivere un’esperienza senza tempo! Troverete artigiani, mercanti e appassionati di Medioevo sparsi per la città medievale, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

crediti: https://www.facebook.com/provins.tourisme
Danze, musica, giochi, giostre, spettacoli di strada e, naturalmente, i grandi classici del festival: il tradizionale ballo medievale sulla Place du Châtel, un grande concerto medievale e l’imperdibile sfilata di domenica con 700 persone in costume medievale.
Salvate la data e non dimenticate di prenotare il vostro alloggio a Provins e dintorni, ne vale davvero la pena. Nel sito il programma completo: https://provins-medieval.com/

crediti: https://www.facebook.com/provins.tourisme
Provins è un affascinante borgo medievale, il quale dista solo 100 chilometri dalla bellissima Parigi. Basta prendere un treno e si è catapultati nella magia di un borgo dove il tempo sembra si sia letteralmente fermato.
Saltano all’occhio le magnifiche mura di cinta e le torri, tutto riporta indietro di secoli e secoli, a quel Medioevo tanto oscuro ma anche tanto affascinante. Anche i sotterranei del borgo hanno un fascino incredibile per esplorare la storia in un modo insolito e misterioso.

crediti: https://www.facebook.com/provins.tourisme
Il borgo ospita anche il più antico albergo di Francia: Hostellerie de la Croix d’Or. Attivo dal 1200. Oggi il luogo è solo un ristorante dove gustare le prelibatezze locali e rivivere la magia del Medioevo a Provins.
In un’ora di treno da Gare de l’Est di Parigi, si arriva a Provins, una gita imperdibile da fare in giornata.
Per tutte le altre informazioni: https://www.provins.net.
Foto copertina: https://www.facebook.com/provins.tourisme

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Filly di Somma
Parigi è sempre un incanto e si arricchisce ogni anno di eventi formidabili i quali mettono sempre più in risalto la bellezza della Ville Lumière. In questi ultimi mesi la città si sta preparando a un evento importantissimo: I Giochi Olimpici. Tanto fermento in città, parigini e turisti si stanno scaldando per assistere all’evento mondiale che trasformerà Parigi in una grande palestra di giochi e sport.
Anche quest’anno la Nuit Blanche – la Notte Bianca – si affaccerà sui luoghi più suggestivi della città, per vivere, fino a tarda notte, la magia di una Parigi che non delude mai, ma che affascina in ogni momento dell’anno e ogni generazione.
La 23ª edizione della Nuit Blanche, quest’anno si terrà nella notte tra sabato 1 e domenica 2 giugno 2024. Come orientarsi, come raggiungere le opere e i siti di Parigi e della Grande Parigi, fuori dal centro, dove trovare maggiori informazioni sugli artisti, quali sono i percorsi per le famiglie? È molto facile.
Innanzitutto connettersi al sito nuitblanche.paris è sicuramente il primo passo per scoprire quali sono i luoghi accessibili durante la Notte Bianca di Parigi. Il sito è accessibile tramite smartphone, tablet e computer.
Per trovare tutti gli indirizzi del programma e le informazioni sulle opere direttamente sul vostro telefono, andate su Bloomberg Connects, un’applicazione gratuita disponibile su IOS e Android. Basta scaricare l’applicazione, scansionare il QRcode e lasciarsi guidare.
Una guida cartacea è disponibile in vari luoghi della Nuit Blanche, compresi i punti di informazione e le aree di accoglienza.
Punti informativi, del 1 giugno, dalle 19.00 alle 2.00 sono:
Parvis de l’Hôtel de Ville (Parigi Centro)
Place de la Résistance, vicino alla stazione RER Pont de l’Alma (7° arrondissement)
Boulevard de Belleville, vicino alla stazione della metropolitana (20° arrondissement)Ambasciatori e mediatori
Andate a incontrarli per avere informazioni sulle opere o per chiedere indicazioni. Gli ambasciatori e i mediatori si trovano nei punti di informazione “viventi” e vicino alle opere d’arte.
Come muoversi:
Utilizzate i trasporti pubblici e la mobilità dolce.
RATP: il sistema funziona normalmente.
Velib’ Métropole: i Vélib’ sono gratuiti e disponibili tutta la notte.
Visite per tutte le età.
Le visite sono organizzate per le persone con disabilità visive e uditive con “Accès Culture” e per le persone con disabilità mentali con “Ce que mes yeux ont vu” (Ciò che i miei occhi hanno visto). L’accessibilità dei siti per le persone con mobilità ridotta e con disabilità visive e uditive è indicata con i pittogrammi





fonte e foto di copertina: paris.fr
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Filly di Somma
24-25-26 Maggio 2024
Che la regione normanna sia affascinante e meravigliosa, questo lo sappiamo, ma ancora di più quando la Normandia arriva a Parigi. Questo fine settimana, gli amanti della regione del Nord delle Francia, possono vivere i sapori e i colori della Normandia restando comodamente a Parigi.
Una cinquantina di produttori provenienti da tutta la Normandia offrono il meglio dei loro prodotti direttamente dal mercato! Degustazioni, vendite, animazioni e concerti vi aspettano per un’immersione gastronomica nella più bella delle regioni francesi, il cui fascino è indiscusso.
Il programma
Il mercato alimentare della Normandia si presenta a Parigi con assaggi dei famosi formaggi normanni, i salumi, i crostacei, il pesce, i latticini e i prodotti alimentari dolci e salati. Il mercato delle bevande si presenta con sidro, liquori, birre e succhi di frutta prodotti in Normandia!
Degustazioni in loco, accomodarsi sulle rive della Senna e gustare i taglieri di aperitivi, i piatti di pesce, i gelati e i biscotti, senza dimenticare il bar della birra! Le scoperte normanne permettono di partecipare ai laboratori di cucina, di prodotti per il benessere o di tessuti di lino, e partecipare alle attività per bambini, il tutto al suono di concerti swing!
I produttori portano prodotti alimentari (miele, aceto, marmellata, senape, flan, olio, tisane, ecc.). Prodotti lattiero-caseari (formaggio, burro, panna, uova, Teurgoules, ecc.). Bevande e alcolici (sidro, calvados, kombucha, birra, linfa di betulla, ecc.). Prodotti a base di carne, frutti di mare (ostriche, siero di latte, gamberi, creme spalmabili, ecc.). Altri prodotti come tessuti di lino, lana.
Il programma di intrattenimento prevede:
Degustazioni, eventi educativi con i produttori e informazioni sulla Normandia da parte di Normandie Tourisme. Ben 28 eventi durante tutto il fine settimana per presentare la qualità e la diversità dei prodotti della Normandia.
Lo chef normanno Paulo FERREIRA presenta in modo creativo i prodotti emblematici della regione. Alcuni visitatori possano dare una mano allo chef per far emergere il meglio dei prodotti dei settori della Normandia. Concerti di musica swing lungo la Senna e sul palco del Car Podium.
Port de la Tournelle, rive gauche, Paris 5e.
Venerdì 24 maggio dalle 16 alle 22
Sabato 25 maggio dalle 10 alle 22
Domenica 26 maggio dalle 10 alle 19
Métro 10 : Maubert-Mutualité.
Entrata gratuita
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Filly di Somma

Crediti: IG
The St. Regis Rome quest’anno festeggia ben 130 anni. Un traguardo importante per una delle strutture alberghiere, non solo storiche, ma di un fascino indescrivibile. Appena si varca la soglia, sembra già di tornare a quegli anni d’oro.

Crediti: IG
A tal proposito, in occasione di una serata, è stato presentato “The house of luminaries since 1894”. Un libro affascinante che racconta 130 anni di vita e glamour, storie e personaggi al The St. Regis Rome.
L’albergo è un luogo iconico e unico, speciale fin dal primo progetto firmato César Ritz.

Crediti: IG
È il 1894 quando César Ritz inaugura quello che un tempo si chiamava il “Grand Hotel de Rome”, oggi invece “The St. Regis Rome”.

Crediti: IG
Siamo a due passi da Via Veneto, quella della Dolce Vita di Fellini, negli anni i suoi salotti hanno visto passare tanti personaggi del cinema e non solo. Oggi ne resta solo un malinconico ricordo.
Questo libro, con la copertina in velluto indaco, celebra proprio quell‘ Arte di Vivere che ha reso The St. Regis Rome un’icona dell’ospitalità nel mondo.

Crediti: IG
Il fotografo e regista Francesco Carrozzini ha messo insieme – creando una meravigliosa alchimia – arte, musica, cucina e artigianato accanto alle bellissime foto d’archivio dei tanti personaggi celebri che hanno soggiornato al The St. Regis Rome.
Buon compleanno a questo luogo iconico dell’ospitalità che fa sempre parlare di sé.

Crediti: IG
Foto copertina: Davide Scarparo
