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  • Filly di Somma

    Al quinto piano, proprio di fronte a Notre-Dame, questa vetrina unica dell’arte e dell’artigianato francesi vi immerge nella storia della famiglia Terrail, fatta di eccellenza e convivialità, la stessa della Tour D’Argent, dal 1582 regala 400 anni di storia a Parigi e al mondo.

    Ispirato alla nonna di André Terrail, membro della famiglia proprietaria da generazioni della Tour D’Argent – il cui nome era Augusta Burdel, che viveva a questo piano – l‘appartamento ha ereditato il suo gusto per i viaggi, così come la raffinatezza del mix tra il classico stile Haussmann e le installazioni e le decorazioni moderne.

    L’opera dell’artista Maximilien Pellet ricorda il suo incontro con il nonno – omonimo di André Terrail – mentre la tradizione di calore e di alti standard che ha guidato le loro vite permea ogni dettaglio, rendendo possibile accogliere ogni ospite come un amico.

    PARIGI AI VOSTRI PIEDI

    La massima espressione dell’art de vivre parigina, pensata per voi, a casa vostra, questo è l’Appartement.

    Regalatevi un’esperienza totalmente coinvolgente nell’appartamento sulla sommità della iconica Tour D’Argent, tempio sacro della gastronomia francese. Accolti come amici, godetevi la vista mozzafiato su Parigi, il servizio elegante del padrone di casa e l’esperienza gastronomica su misura ideata dallo chef.

    Dove?

    15, Quai de la Tournelle
    Paris Ve

    Itinéraire & plan

    Solo su prenotazione

    nejma_adjenak@tourdargent.com

    Tel : 06 80 15 15 72

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    Foto Crediti: https://tourdargent.com/lappartement/

  • Filly di Somma

    Al piano terra della Tour D’Argent di Parigi si rivela un sottile riferimento alla storia.
    Prima del 1936 qui si trovava il ristorante, oggi sede del più meraviglioso dei cocktail bar, ispirato al polo e alla squadra di Claude Terrail, i Maillets d’Argent!

    In un’atmosfera rinnovata degli anni ’30, il Bar des Maillets d’Argent – che prende il nome dalla squadra di polo di Claude Terrail – vi accoglie dall’alba al tramonto. La sua energia allegra si evolve in base ai vostri desideri, dal caffè mattutino sorseggiato al bar, ai cocktail serali sorseggiati accanto al camino nella lounge Frédéric, nell’intimità di uno speakeasy.

    Il pranzo, la cena o l’ora del tè trascorreranno nella serenità di questo nuovo ambiente.

    IL SALONE FRÉDÉRIC, UN LUOGO DI EMOZIONI

    Immergetevi in una dolce intimità e vivete il momento.

    Con mobili antichi, carta da parati verde e poltrone che inducono alla fantasticheria, lasciatevi incantare dai cocktail e prendetevi il tempo che conta quando non conta più.

    Dove?

    Bar des Maillets d’Argent

    15, Quai de la Tournelle
    Paris Ve

    Itinéraire & plan

    Aperto tutti i giorni dalle 9.00 all’1.00.

    contact@tourdargent.com
    +33 1 40 46 71 25

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    Foto Crediti: https://tourdargent.com/le-bar-des-maillets-dargent/

  • Filly di Somma

    Il 19 ottobre, la prima edizione di un nuovissimo evento firmato Tour D’Argent, dal titolo “Champagne, Cake & Poetry” al Bar des Maillets d’Argent.

    Comodamente seduti nell’intimità del Salon Frédéric accanto al fuoco, lasciatevi trasportare dalle parole della poetessa e drammaturga Hélène Révay, che condividerà le sue poesie ispiratrici.

    Nata a Parigi nel 1987, Hélène Révay ha studiato filosofia e letteratura prima di pubblicare diverse raccolte acclamate dalla critica, tra cui Poèmes sous-vide, J’emprunte la route qui rend fou l’horizon (vincitore del Prix Léon-Paul Fargue), La grande vitesse e Poèmes de l’heure creuse, tutte pubblicate da Unicité sotto l’egida di Yves Bonnefoy.

    Il suo universo poetico, profondo e accattivante, vi commuoverà e vi ispirerà.

     André Terrail  – Proprietario della Tour D’Argent – insieme a Hélène Révay

    Durante questo intermezzo poetico, gusterete un dolce preparato dal capo pasticcere, Mourad Timsih, sorseggiando un bicchiere dello Champagne Tour d’Argent.

    Prenotate subito il vostro posto per questo incontro unico in cui poesia, condivisione e delizie gastronomiche si fondono.

    Per Prenotare: https://tourdargent.bonkdo.com/fr/events/champagne-cake-poetry-603/?

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    Fonte e Foto: https://tourdargent.com/magazine/bardesmailletsdargent-lecture-poeme-evenement-tourdargentparis/

  • Filly di Somma

    Tutti in trepida attesa per gli amanti della settima arte: Il cinema. La diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma si terrà dal 16 al 27 ottobre 2024.

    Un evento di successo, con una programmazione di qualità e una fruizione popolare sempre crescente.

    La manifestazione si svolgerà presso l’Auditorium Parco della Musica che ospiterà le principali sale di proiezione e il lungo red carpet, considerato uno dei più grandi al mondo. Ma il programma coinvolgerà inoltre altri luoghi e realtà culturali della Capitale.

    Il concorso internazionale e spazio anche ai giovani

    Direttrice Artistica della Festa del Cinema è Paola Malanga, giornalista e critica cinematografica.

    Sarà affiancata da:

     – Giovanna Fulvi, esperta di cinema asiatico, tra i programmatori del Festival di Toronto.
     – Enrico Magrelli, critico cinematografico, ex Direttore della Settimana internazionale della critica.
     – Emanuela Martini, critica cinematografica, ex Direttrice del Torino Film Festival.
     – Nico Marzano, Responsabile della sezione cinema dell’ICA (Institute of Contemporary Art di Londra).
     – Alberto Pezzotta, critico e storico del cinema, ex membro del comitato di selezione della Mostra del Cinema di Venezia.

    La Festa del Cinema ha introdotto nel suo regolamento un concorso internazionale: i film saranno giudicati da una giuria composta da professionisti del mondo del cinema, della cultura e delle arti.

    Il programma ospiterà altre sezioni non competitive, gli Incontri con il pubblico, eventi, proiezioni speciali e omaggi.

    Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema dedicata alle giovani generazioni, si svolge nelle medesime date della Festa secondo un proprio regolamento. 

    Biglietteria

    Particolare attenzione è dedicata alla politica dei prezzi che prevede anche la presenza di numerosi eventi a ingresso gratuito.

    La biglietteria online e una serie di convenzioni renderanno più immediata e coinvolgente l’esperienza alla Festa del Cinema.  

    Per tutte le informazioni utili:

    Foto e Fonte: https://www.romacinemafest.it/

  • Filly di Somma

    La capitale del Giappone è in eterno bilico tra quella tradizione nipponica, che affascina tutti, e quella modernità dei grattacieli e della tecnologia, che lascia presagire il futuro.

    Di luoghi insoliti e particolari nella magica città di Tokyo ve ne sono tanti. Questi luoghi “deviano” dai soliti cliché dettati dalle guide turistiche le quali guidano sempre il viaggiatore, in arrivo alla scoperta della città, in modo tradizionale, con i classici itinerari.

    Tutto bellissimo! Ma cosa ci sarebbe di meglio nello scoprire anche quegli angoli nascosti della capitale giapponese?

    Foto Crediti: https://bookandbedtokyo.com/en/


    BOOK AND BED TOKYO è uno di quei luoghi insoliti nella frenetica città edochiana. Si tratta di un ostello con il concetto di “libreria in cui soggiornare”.

    Eh sì, perché qui non solo si leggono i libri, ma c’è anche lo spazio per dormirci dentro. Potrete immergervi nei 4000 volumi conservati nella grande sala libreria, addormentarvi sul letto e incontrare altri amanti dei libri. Non solo potrete godervi i soggiorni notturni, ma anche un pisolino sul letto e un po’ di relax nella grande sala, senza necessariamente trascorrervi la notte. Oltre alla sistemazione, sono disponibili cibi deliziosi e bevande originali.

    BOOK AND BED TOKYO è considerato il primo ostello libreria del mondo.

    Il quartiere in cui si colloca è quello animato di Ikebukuro, nella città di Tokyo, ed è ricco di attrazioni. L’ostello libreria si colloca al settimo e ottavo piano di uno di quei grattacieli che regalano viste mozzafiato sulle mille luci della città. Un ascensore li collega.

    Foto crediti: IG @bookandbedtokyo

    Ci sono 52 posti letto e un’area comune con sofa e divani dove rilassarsi e leggere. La gigantesca libreria – con i tanti libri aumentati nel corso del tempo – è messa a disposizione del cliente. C’è di tutto, dai romanzi, alle riviste, guide turistiche. La lingua di lettura è quella giapponese e inglese.

    Due sono le tipologie di cuccette

    Foto Crediti : @bookandbedtokyo


    Bookshelf: per dormire in una cuccetta dietro la grande libreria (questa sistemazione costa di più).

    Bunk: per chi vuole risparmiare e non avere il privilegio di dormire dietro la marea di libri nella grande libreria.

    Tutte le cuccette hanno una tenda per garantire la privacy oltre a luce per leggere e prese di corrente. La reception è aperta 24 ore su 24 e vi sono anche distributori automatici di snacks. Wi fi gratuito in tutto l’ostello.

    Foto Crediti : @bookandbedtokyo

    Ma quanto costa alloggiare qui?

    I prezzi variano a seconda della stagione, e oscillano tra i 30 e i 50 dollari al giorno. Gli architetti – Makoto Tanijiri e Ai Yoshida, che hanno realizzato questa idea innovativa – hanno voluto lanciare un messaggio: sposare l’architettura contemporanea con la eco sostenibilità.

    In effetti questo spazio era una vecchia Izakaya, quel tradizionale luogo di ristoro – una via di mezzo tra bar e pub – molto frequentato dai giapponesi dopo il lavoro. Gli architetti hanno dato una nuova vita a quegli spazi oramai in disuso.

    BOOK AND BED TOKYO è sicuramente un paradiso per tutti gli amanti della lettura, in un modo davvero originale e insolito, come solo i giapponesi sanno esserlo agli occhi di noi occidentali e del mondo.

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    Home page

    Foto – crediti : IG @bookandbedtokyo

  • Il comunicato stampa   del programma di Rai 3 condotto da  Stefano Massini “ Riserva indiana” e gli ospiti della settimana  dal   14 Ottobre . 

    Ospiti della settimana: Vinicio Capossela, Simona Molinari, Giovanni Truppi, Nayt, Raiz

    Lunedì 14 ottobre ultima settimana in compagnia di “Riserva Indiana”, il programma di Rai Cultura e Ruvido produzioni condotto da Stefano Massini, che con il suo messaggio di educazione civile ha portato uno spazio unico e importante nel palinsesto televisivo. 

    La formula è quella della combinazione tra i monologhi da narratore di storie di Massini e alcune delle più belle canzoni dei protagonisti della musica italiana che, nello studio dall’atmosfera raccolta, dove siede un pubblico di giovani, trovano l’occasione non solo di suonare dal vivo con una band resident formata da alcuni dei migliori session man italiani, ma anche di affrontare tematiche che esulano dai consueti schemi dell’intervista televisiva. 

    Vinicio Capossela è il primo ospite della settimana e con lui conosceremo la storia dell’ultimo vero stregone. Martedì 15 ottobre con Simona Molinari parleremo di “urla silenziose”. Mercoledì 16 insieme a Giovanni Truppi racconteremo la storia di Lilly, una donna francese che alcuni anni fa ha sorpreso il suo paese e fatto discutere il mondo intero. Giovedì 17 è la volta di Nayt e della differenza tra un genio e un cretino. Venerdì 18 chiude la settimana, e questa stagione di “Riserva Indiana”, Raiz con una storia di mafia e di camorra e della retorica dell’antimafia e della legalità.

    L’appuntamento con “Riserva Indiana” è dal lunedì al venerdì alle 20.20 su Rai3.

    “Riserva Indiana” è un programma di Stefano Massini e Massimo Martelli, scritto con Paolo Biamonte, Rossella Rizzi e Mariano Cirino, con la regia di Matteo Bergamini. La band è diretta da Jacopo Carlini, pianoforte e tastiere con Matteo Carlini al basso, Bruno Marinucci alla chitarra e Cristiano Micalizzi alla batteria. Capo progetto Rai, Giulia Lanza.

  • Filly di Somma

    Ottobre è il mese più “caldo” per volare in Giappone, pur restando a Roma.

    Due appuntamenti imperdibili per tutti gli amanti della cultura del Sol Levante


    Japan Days

    Si parte con una due giorni – il 19 e 20 ottobre – all’Ippodromo delle Capannelle di Roma.
    Questo evento sarà un festival gratuito che farà immergere chiunque, a tutto tondo, nella cultura giapponese, proprio come quel tondo rosso che siamo soliti vedere sulla bandiera nipponica.

    Japan Days sarà un mix di Giappone classico e cultura pop nerd contemporanea. Tante le attività in programma come spettacoli, workshop, show cooking, cibo e tanto altro per una full immersion nel Paese più affascinante che ci sia in Oriente. Spazio anche ai bimbi e un’area market dove acquistare oggetti bellissimi e tradizionali come i classici Kimono oppure gli affascinanti bonsai.

    Ma non è tutto, durante i Japan Days, ci saranno anche le arti marziali e delle lezioni sulla bevanda di riso fermentato, il saké. In particolare ci sarà la sushi chef più famosa d’Italia e non solo, Micaela Giambanco, a tutti conosciuta come Mikachan, la quale porterà il pubblico in Giappone tramite una delle specialità della cucina del Sol Levante, gli onigirazu, preparati con le sue sapienti mani.

    Non mancherà l’area talk in cui ci saranno delle presentazioni di ogni genere, diversi i libri in “vetrina”, con gli autori a seguito in dialogo con il pubblico dei lettori. Tra i tanti, ci sarà anche quello che in questo momento sta spopolando tra i lettori più assidui del Giappone, il titolo è “La ragazza che amava Miyazaki”.
    E poi non mancherà un tuffo nell’affascinante mondo dei manga, i fumetti giapponesi che da sempre attirano ogni generazione.


    Programma completo https://www.mercatinogiapponese.it/

    Kizuna Expo

    Il nome scelto per questo evento non è un caso.

    Kizuna in giapponese significa “legame” o “connessione” e ha l’obiettivo di sancire proprio quel ponte tra le culture. Lo spazio dove si svolgerà è quello delle Officine Farneto.

    Dal 25 al 27 ottobre prossimi, la prima edizione dell’evento nella tradizione del Paese del Sol Levante, si svolgerà tra workshop, attività, spettacoli e tanto cibo.
    Ci saranno 18 espositori, un ristorante e tante aree da visitare, per un totale di oltre 3mila metri quadri.

    Tra i tanti appuntamenti da non perdere ci saranno le dimostrazioni di arti marziali; gli spettacoli dei tamburi taiko; gli spettacoli di danza tradizionale; le esecuzioni di musica tradizionale; workshop di calligrafia, origami e cucina. Moltissimi stand in cui poter acquistare oggettistica, abbigliamento giapponese, ma anche tè e sake. 

    Durante la tre giorni si potranno assaggiare una vasta gamma di specialità culinarie nipponiche, preparate da chef autentici, come sushi, ramen, yakitori, takoyaki e molto altro. Da non perdere, gli show cooking dello chef Hiro, ambasciatore ufficiale della cucina e cultura giapponese in Italia.

    Presenti anche due bar e un vero e proprio ristorante. 

    Programma completo: https://www.kizunaexpo.com/

    Tutti pronti a volare in Giappone in questo “caldo” mese di ottobre?

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    Foto copertina: copyright: @JapanDays e @Kizunaexpo

  • La città di Kanazawa e una serata nella sede romana di Japan Premium

    Filly di Somma

    Quando si visita il Paese del Sol Levante, ci sono tante bellezze da ammirare ad occhi aperti.
    Oltre i templi, santuari, città, tradizioni, c’è anche un cibo molto particolare da scoprire.
    Sorprende sempre rendersi conto che il Giappone sia anche un Paese “gourmet”, tanto che il gusto gioca un ruolo importante anche per il viaggiatore in visita. Non c’è solo sushi e sashimi, ma un vero mondo gastronomico da scoprire.

    In particolare la città di Kanazawa, bellissima e affascinante nelle sue forme, è un mix di ingredienti regionali, fusion internazionale e tecniche artigianali tradizionali.

    Si passa dai cibi semplici e genuini che evocano le antiche tradizioni culinarie, ai cibi esotici e persino stravaganti da gustare e anche belli da vedere. L’estetica in Giappone ha sempre una grande importanza.

    Kanazawa è un paradiso sotto tutti i punti di vista e soprattutto per il viaggiatore a caccia di novità insolite nel mondo gastronomico. Tutto parte da radici importanti come quelle della “cucina Kaga”, un’integrazione di vari aspetti della cultura giapponese.

    Qualche piatto da stuzzicare il palato?

    Sushi e Kaisen: Il Pesce e i Frutti di mare

    La freschezza dei frutti di mare di Kanazawa permette di gustarli crudi, sotto forma di sashimi o sushi. Il kaisen-don, è un pesce crudo servito su una ciotola di riso caldo, ed è il modo migliore per gustare il pesce fresco. Il pesce di Kanazawa viene anche servito come sushi. Nei ristoranti della città viene proposto su stoviglie di ceramica tradizionale del luogo. I mesi più freddi sono i migliori per gustare la ricciola, un pesce molto buono che in inverno presenta uno strato di grasso molto appetitoso. Ma l’inverno è anche la stagione per gustare il “granchio delle nevi” e i gamberi dolci.

    Riso-san, il Signor Riso, quello Hanton

    La sua origine è molto singolare: sembra che sia stato inventato come “piatto unico” basato su una pietanza assaggiata da un cuoco giapponese durante un soggiorno in Ungheria. Lo chef modificò la ricetta per adattarla in Giappone e creò un’omelette di riso guarnita con gamberi fritti e condita con ketchup e salsa tartara. (Il piatto originale prevedeva una carpa fritta, condita con paprika e servita su uova e pasta)


    Il nostalgico Oden

    L’oden è un cibo tradizionale consumato in tutto il Giappone durante l’inverno. A Kanazawa, viene gustato tutto l’anno. Parliamo di uno stufato, contenente verdure, frutti di mare e altri ingredienti cotti in un brodo dashi, molto gustoso. Pietanza ideale per riscaldarsi quando il freddo inverno giapponese cala le temperature. Se poi si abbina un buon saké caldo, è perfetto.
    L’ oden di Kanazawa contiene alcuni ingredienti caratteristici. Il kuruma-fu: una fetta di glutine di grano secco a forma di ruota, che assorbe i sapori del brodo. Il kani-men: il “granchio delle nevi” femmina, disponibile solo durante l’inverno.

    Jibu-ni e kabura-sushi

    Questa è una zuppa un po’ dolce e un po’ salata, preparata con carne di anatra e verdure locali di stagione . La caratteristica è quella di essere addensata con fecola di grano o di patate. Diventa una crema molto appetitosa. Il suono prodotto dal brodo che bolle, “jibu-jibu” ha dato nome al piatto.

    Il nome kabura-sushi deriva da due parole.

    kabura, che significa rapa. Sushi, che non è il tipico sushi, che siamo soliti mangiare noi occidentali, ma un metodo di conservazione del cibo attraverso la fermentazione.
    Il kabura-sushi consiste in un filetto di ricciola avvolto in una fetta di rapa kabu sottaceto e marinato nel malto di riso koji. La marinatura con il koji è molto particolare. Un vero simbolo della cucina invernale di Kanazawa, quando la ricciola è davvero quella del periodo.

    Un dolce “prezioso”: Il Gelato di Foglia d’Oro

    Kanazawa è famosa in Giappone per i wagashi (dolcetti giapponesi serviti con il tè), ma c’è anche il caratteristico gelato ricoperto di foglia d’oro. Non dimentichiamo che il nome della città stessa si traduce letteralmente in “palude d’oro”. I maestri artigiani del luogo sono in grado di stirare l’oro con il martello fino a trasformarlo in una foglia dallo spessore di 1/10.000 di millimetro, ed ecco la meravigliosa esperienza del mangiare un gelato ricoperto d’oro, per pochi eletti si intende!

    L’evento “Kanazawa, la città del gusto” e la Boutique Japan Premium di Roma.

    Lo store Japan Premium, sito in Via Merulana al numero 27/28, è da sempre un punto di riferimento per gli amanti del Giappone a Roma.

    All’interno si vendono oggetti di ogni tipo che riportano a quel Giappone affascinante e misterioso, tra stoviglie, ciotole, oggetti di arredo, piccoli gioielli, carta e tanto altro.

    I proprietari di questa boutique sono giapponesi e nascono come Tour Operator, da 30 anni portano il mondo in Giappone “disegnando” viaggi stupendi per ogni sogno e richiesta del viaggiatore, alla scoperta di un Paese affascinante e intrigante.
    Qui vige il concetto giapponese di Omotenashi (intrattenere gli ospiti con il cuore, la tipica ospitalità nipponica).

    Alla Japan Premium non c’è solo vendita, ma anche organizzazione di lezioni ed eventi, su temi specifici.

    Durante la serata del 7 ottobre a Roma, l’evento “Kanazawa, la città del gusto” ha fatto decollare tutti noi, i cultori della buona cucina giapponese, direttamente nel Paese del Sol Levante, atterrando – con la mente, gli occhi e il palato – nella città di Kanazawa.

    Alla serata hanno partecipato rappresentanti della città giapponese che hanno presentato alla città di Roma, il territorio ed il patrimonio gastronomico-culturale.
    Inoltre, la partecipazione speciale del presidente della Naogen Soy Sauce Co. Ltd, Junichiro Naoe che produce salsa di soia da 200 anni ed il proprietario del negozio di dolci tipici fondato nel 1947, Tahei Yoshihashi hanno reso l’evento davvero memorabile.

    Una serata speciale per conoscere la cultura gastronomica di Kanazawa, una delle principali città gastronomiche del Giappone.

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    Foto copyright @fillydisomma

  • Filly di Somma

    Diversi i giovani che in questo periodo della vendemmia hanno preso in considerazione l’idea di lavorare in Francia. Un sogno che si realizza per quei romantici amanti della vita nei campi.

    Oltre all’uva, gli ingredienti sono passione e forza fisica. Visto l’elevato bisogno di manodopera, trovare lavoro in Francia per la vendemmia non è affatto difficile.

    Vendemmiare consiste nella raccolta dell’uva e varia da regione a regione, a seconda delle condizioni climatiche e del tipo di uva, che ha tempi di maturazione diversi.

    A seconda delle dimensioni dei vigneti, la raccolta dell’uva può durare qualche giorno, un paio di settimane o addirittura un mese intero.

    Successivamente alla raccolta, l’uva viene venduta come frutta da tavola, oppure trasformata in vino.

    La Francia, si sa, è uno dei più importanti produttori di vino e proprio per questo nel periodo della vendemmia aumenta la richiesta di manodopera nei campi.

    In generale, la vendemmia si svolge tra fine agosto e fine settembre. Nel nord dell Francia la vendemmia può durare anche fino a inizio ottobre.

    Prima di cercare lavoro come vendemmiatore o vendemmiatrice – dato che anche molte donne lo fanno – è importante sapere in cosa consiste esattamente questa professione. Non bisogna sottovalutarne gli sforzi fisici, per otto o più ore al giorno, che sia sole, pioggia, freddo, perché l’uva va raccolta quando è matura, indipendentemente dal meteo.

    E l’alloggio?

    Le soluzioni possono essere diverse.

    Molti vendemmiatori stranieri non ricevono alloggio presso il datore di lavoro e quindi scelgono di dormire in tenda, a volte anche in campeggio.

    Altri ancora hanno un camper e il viticoltore permette loro di sostare sul proprio terreno.

    Alcuni vignerons e viticulteurs offrono, se non un alloggio, almeno accesso ad acqua ed elettricità.

    Tuttavia, ci sono alcune imprese a conduzione familiare che forniscono vitto e alloggio ai vendemmiatori, presso una seconda casa o all’interno della fattoria stessa. Viene stipulato in questo caso un contratto di vitto e alloggio, che comporta la detrazione della somma di circa 20 € al giorno dallo stipendio.

    L’orario di lavoro varia da 35 a 40 ore settimanali.

    Si lavora di solito dal lunedì al sabato, ma potrebbe capitare anche di lavorare la domenica, se vi è necessità. Gli straordinari sono piuttosto comuni durante la vendemmia e sono pagati di più.

    Una giornata di vendemmia

    I vendemmiatori sono spesso stranieri – giovani e meno giovani – che passano qualche mese all’anno nei campi, e non si tratta solo di lavoro, visto che poi nascono amicizie e si vivono quelle esperienze che arricchiscono la vita di ognuno.

    Altri lavori richiesti durante la vendemmia sono trattorista, pigiatore dell’uva e potatore, ma in questi casi è necessario avere esperienza o almeno delle competenze.

    tagliatori hanno delle forbici (ciseaux in francese) specifiche e dei secchi, o in alcuni casi delle cassette Tutti insieme avanzano nei vigneti, prendendo una fila di piante ciascuno e tagliando i grappoli d’uva con le cesoie.

    Si indossano anche dei guanti, per evitare piccoli tagli a causa dei rami e delle forbici.

    L’uva tagliata va deposta nei secchi, che una volta pieni vanno svuotati sul trattore che segue i vendemmiatori.

    A svuotare i secchi sono poi i portatori. Questi, invece di tagliare l’uva, seguono i tagliatori con dei secchi vuoti e recuperano quelli pieni, per svuotarli sul trattore e far risparmiare tempo a chi ha il compito di raccogliere l’uva.

    Quando iniziare a cercare lavoro per la vendemmia in Francia?

    Meglio non attendere troppo.

    Sebbene la raccolta non inizi prima di metà agosto, sono davvero tanti gli stranieri che si recano nei vigneti francesi per la vendemmia.

    Sarebbe meglio monitorare gli annunci di lavoro con qualche mese di anticipo, almeno all’inizio dell’estate, per prenotarsi.

    La data vera e propria di inizio della raccolta però viene decisa solo una decina di giorni prima, a seconda della maturazione dell’uva.

    Nel sud della Francia la raccolta inizia spesso a fine agosto. Nel Nord, l’inizio della raccolta viene gradualmente posticipato, a causa del clima più rigido, che ritarda la maturazione dell’uva.

    Requisiti per lavorare nella vendemmia

    In Francia si può lavorare a partire da 16 anni, ma non tutti i viticoltori sono disposti ad accettare lavoratori sotto i 18 anni, quindi, essere maggiorenne è un primo requisito, soprattutto per gli stranieri.

    La conoscenza del francese non è necessaria, ma saper dire qualche frase per poter comunicare è sicuramente utile e attirerà la simpatia di datori di lavoro e colleghi. Non dimentichiamo che in Francia sono molto orgogliosi di tutto ciò che sia francese, lingua inclusa.

    È importante, visto che si tratta di un lavoro impegnativo a livello fisico, essere in buona forma e in ottima salute.
    Anche avere una macchina, o trovare qualcuno che dia un passaggio, è utile, per raggiungere le vigne quando si alloggia lontano da esse.

    Vendemmiatori a Bordeaux – copyright Salvatore Di Somma

    I contratti e lo stipendio

    I tipici contratti stipulati per i vendemmiatori durano di solito per un periodo tra gli 8 e i 15 giorni.

    Si tratta di uno speciale “contratto di raccolta” per i lavoratori stagionali, che non può superare il mese.

    È possibile avere diversi contratti di raccolta, lavorando fino a un massimo di due mesi successivi.

    In Francia, esiste uno stipendio minimo orario, o SMIC, (salaire minimum de croissance), che aumenta ogni anno. Un vendemmiatore può arrivare a essere pagato 11,60 euro all’ora. 

    I portatori dei secchi possono essere pagati leggermente di più.

    Alcuni viticoltori pagano a cottimo, cioè secondo il numero di chili d’uva raccolti. Un vantaggio per chi è veloce.

    Aspetto da non sottovalutare: I lavoratori stranieri al rientro in Italia possono richiedere la disoccupazione di rimpatrio.

    Come trovare lavoro in Francia per la vendemmia

    Il modo migliore, più veloce e più sicuro, è cercare tra i vari annunci e quindi fare una attenta ricerca online, visto che i datori di lavori ne pubblicano diversi prima che la vendemmia abbia inizio. Ma bisogna giocare in anticipo, altrimenti non si trova più nulla disponibile.

    Si può anche selezionare una determinata area geografica, per ottenere i risultati pertinenti alla zona di interesse. Che sia il Nord o il Sud della Francia, ve ne è per tutti i gusti.

    Anche contattare direttamente i viticoltori che cercano attivamente vendemmiatori, potrebbe essere molto utile.

    Giovani e non, fatevi avanti per la prossima vendemmia!

    La Francia vi aspetta !

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    FOTO COPERTINA: copyright Salvatore Di Somma

    Fonte: indeed.com

  • RISERVA INDIANA

    Ospiti della settimana: Federico Zampaglione, Fulminacci, Emma Nolde, Mirkoeilcane, Niccolò Fabi

    Lunedì 7 ottobre inizia una nuova settimana in compagnia di “Riserva Indiana”, il programma di Rai Cultura e Ruvido produzioni condotto da Stefano Massini, che con il suo messaggio di educazione civile ha portato uno spazio unico e importante nel palinsesto televisivo.

    La formula è quella della combinazione tra i monologhi da narratore di storie di Massini e alcune delle più belle canzoni dei protagonisti della musica italiana che, nello studio dall’atmosfera raccolta, dove siede un pubblico di giovani, trovano l’occasione non solo di suonare dal vivo con una band resident formata da alcuni dei migliori session man italiani, ma anche di affrontare tematiche che esulano dai consueti schemi dell’intervista televisiva.

    Federico Zampaglione è il primo ospite della settimana e con lui parleremo del tempo e di ogni attimo che buttiamo.

    Martedì 8 ottobre con Fulminacci racconteremo di un braccio spezzato, quello di uno dei tanti braccianti che lavorano nei nostri campi sottopagati, sfruttati e abbrutiti dai loro caporali.

    Mercoledì 9 sarà il momento di Emma Nolde e dei rifiuti, intesi non solo come oggetti ma anche come persone.

    Giovedì 10 è la volta di Mirkoeilcane e delle immagini.

    Chiude la settimana, venerdì 11, Niccolò Fabi, con lui “Riserva Indiana” ci farà conoscere la guerra più lunga che sia mai stata combattuta.

    L’appuntamento con “Riserva Indiana” è dal lunedì al venerdì alle 20.20 su Rai3.    

    “Riserva Indiana” è un programma di Stefano Massini e Massimo Martelli, scritto con Paolo Biamonte, Rossella Rizzi e Mariano Cirino, con la regia di Matteo Bergamini. La band è diretta da Jacopo Carlini, pianoforte e tastiere con Matteo Carlini al basso, Bruno Marinucci alla chitarra e Cristiano Micalizzi alla batteria. Capo progetto Rai, Giulia Lanza.