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Filly di Somma
Il nuovo boutique hotel di Pacini Group riporta splendore ad uno storico palazzo romano grazie ad un laborioso intervento di ristrutturazione.
Il “The Goethe Hotel”, ultima iniziativa, in ordine temporale, di Pacini Group e che nasce grazie alla totale ristrutturazione di un antico palazzo posto a Passeggiata di Ripetta, tra piazza del Popolo e l’Ara Pacis, la cui proprietà è la compagnia assicuratrice S2C spa.
Ispirato all’eredità intellettuale e artistica di Johann Wolfgang von Goethe, tra eleganza e scoperta, The Goethe Hotel riporta in vita il fascino dei Grand Tour ottocenteschi, quando giovani intellettuali compivano un viaggio unico che li avrebbe trasformati in uomini, attraverso la contemplazione dell’arte e delle meraviglie dell’Italia. Un racconto che prende vita attraverso un design ricercato: il project management team di Pacini Group, con lo studio Chiara Caberlon di Milano e l’architetto Claudia Benzi, ha dedicato ampia cura al recupero di questo palazzo, per renderlo pronto ad accogliere ospiti da tutto il mondo e chi a Roma desidera regalarsi una pausa e il sogno di un viaggio.

Il viaggio che propone The Goethe Hotel inizia dalla maestosa hall, dove gli ospiti vengono accolti dalla Libreria Infinita, una libreria circolare, una installazione permanente pensata per rendere omaggio alla cultura e alla curiosità, un inno alla conoscenza come motore di evoluzione. La circolarità ricorda il viaggio perpetuo che abbraccia passato, presente e futuro. Questa sorge su un meraviglioso pavimento di marmo i cui decori ricordano la rosa dei venti, ad indicare le diverse vie che un viaggiatore può intraprendere.

La hall, come tutte le aree comuni, omaggia Goethe e il Grand Tour attraverso opere d’arte e oggetti che rimandano all’opera dell’autore. Un binocolo dell’800, una fiaschetta da viaggiatore o quadri che lo ritraggono sono solo alcuni esempi, così come le bottiglie alchemiche che ricordano la passione di Goethe per la botanica o i bauli che richiamano l’idea di un lungo viaggio.
Da qui si aprono le aree comuni con salotti conviviali caratterizzati da arredi preziosi e sedute confortevoli dalle forme diverse, che ne fanno un luogo di incontro dalle atmosfere avvolgenti.

Nei quattro piani dell’hotel e nelle camere, i designer hanno scelto una palette cromatica ispirata alla teoria dei colori di Goethe, secondo la quale i colori consistono in un offuscamento della luce o nell’interazione di questa con l’oscurità. Le pareti scure dalle tonalità fredde come blu, viola e verde, contrastano con i colori caldi e intensi, rosso, giallo e arancione, scelti per i tessuti, gli arredi e gli oggetti d’arte.
I corridoi sono invece un omaggio al romanticismo. Le pareti sono decorate con una carta da parati che rappresenta scenari bucolici che evocano un senso di sublime nostalgia del passato.
Tanti sono i dettagli da scoprire come bauli vintage che diventano minibar o armadi che aprendoli regalano all’ospite scorci di opere d’arte e oggetti che ricordano la wunderkammer.
Ed è proprio la “camera delle meraviglie” a ispirare il concept delle 27 camere.
Durante il Grand Tour, giovani aristocratici viaggiano per mesi, a volte anni, e nelle loro camere, nei loro studi, si raccoglievano a scrivere, dipingere, studiare e amare. Ogni camera è un racconto da vivere. In ognuna l’ospite troverà uno scrittoio e l’atmosfera giusta per poter vivere il proprio personalissimo grand tour.
Se nelle aree comuni ci sono opere ed oggetti d’arte che rappresentano il viaggio e la passione per il sapere, nelle stanze questi sono più intimi: dettagli di volti, sguardi rubati, gesti delicati. Questa scelta, minuziosa e precisa vuole rappresentare quella che era l’ispirazione della poetica romantica: l’amore. E, quindi, dettagli come sguardi, volti e gesti.
Le 27 camere e suite omaggiano i viaggiatori romantici, con atmosfere avvolgenti e arredi eleganti: qui il velluto è predominante, quale simbolo proprio di ricchezza ed eleganza, con cromie differenti che si adattano all’ambiente. All’interno del The Goethe Hotel si distinguono tre suite, ognuna delle quali è un omaggio a una tappa fondamentale del viaggio in Italia dell’autore e a quello che rappresenta.
La camera Doge è ispirata a Venezia e rende omaggio all’arte manifatturiera simboleggiata da un grande arazzo Fortuny; la camera Medici, invece, è ispirata alla famiglia fiorentina e al suo mecenatismo nei confronti delle arti e delle scienze; la camera Borboni, infine, omaggia Napoli e la sua sensualità mistica rococò. I set di cortesia delle camere sono firmati Retrò e racchiudono le ispirazioni primarie della Maison, reinterpretate attraverso le numerose sfumature di una fragranza che evoca sia l’estate trascorsa nel Mediterraneo sia i giardini del Maharaja. Gli ospiti delle Suite, invece, trovano nelle stanze il set di cortesia firmato Terme di Saturnia dove tutti i prodotti oltre alla qualità rispettano i dettami della Green Economy, le cui formulazioni hanno alla base l’attivo puro SATURNIA BIOPLANCTON®.
Gli affacci offrono scorci della Roma antica, tra vie e viuzze, tetti e cortili e il fiume Tevere tra i platani, così come caratteristico il portone d’ingresso che forma un angolo tra via del Fiume e Passeggiata di Ripetta.
Parte del viaggio riguarda anche quello attraverso i sapori del ristorante all’interno del The Goethe Hotel: Affinity Kitchen & Alchemy.
Il ristorante e lounge bar Affinity – Kitchen & Alchemy parla di connessioni tra ingredienti, sapori e persone, luogo dove dominano i colori scuri per rilassarsi e lasciarsi guidare in un viaggio di gusto dedicato alla tradizione italiana, fatta di materie prime di qualità e prodotti locali.
All’interno del The Goethe Hotel c’è anche una SPA, un’oasi di puro benessere.
L’ispirazione della SPA attinge il suo design dall’altra parte del Mediterraneo con atmosfere più esotiche e lontane. Colori intensi e suggestioni etniche per una SPA che offre l’opportunità di percorsi benessere con sauna e bagno turco.
The Goethe Hotel è parte del circuito Small Luxury Hotels of the World ed è il nuovo boutique hotel di lusso a Roma che incarna eleganza e scoperta.
www.thegoethehotel.com via del Fiume 14, 00186 Roma
PACINI GROUP
Pacini Group da oltre 20 anni si dedica all’arte dell’ospitalità in qualità di Hospitality Developer, sviluppando progetti vincenti e di rilievo e creando esperienze memorabili con un approccio multidisciplinare e una visione non convenzionale. Pacini Group è sinonimo di lusso, di calda accoglienza e di servizio personalizzato.
Il portfolio include la divisione Hospitality, con tre linee: Prestige, con due strutture cinque stelle lusso, The Pantheon Iconic Rome Hotel e The Goethe Hotel a Roma nonché, come prossima apertura, Palazzo Rota a Venezia; Concept Hotels, con The Venice Times e The Smooth Rome; Unica Suites & Apartments, appartamenti e suite di lusso al centro di Roma; e, infine, la divisione ristorativa con i due Food Hub, lo stellato Idylio by Apreda e Divinity Restaurant e Lounge Bar al The Pantheon Iconic Rome Hotel. Ricerca, passione, creatività, esperienza, sviluppo costante e dinamico: sono quattro i pillar dell’azienda capitanata da Emidio Pacini. www.pacinigroup.it Instagram: Pacini Group Official LinkedIn: Pacini Group.
Copyright foto: https://thegoethehotel.com/
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Filly di Somma
In questi giorni in cui il mese di febbraio dolcemente ci porta alla primavera e le giornate lentamente si allungano, lasciando intravedere qualche fiore che sboccia, la riviera francese si colora a festa. Una vera celebrazione in maschera che si svolge proprio nel cuore di una delle perle della Costa Azzurra, l’affascinante e colorata città di Mentone.

In questa occasione la regione della Liguria e la Riviera Francese si uniscono per celebrare danze, maschere, colori, allegria, ma anche costumi e agrumi, come il famoso limone di Mentone. Eh sì perchè questo agrume è il vero simbolo del luogo e soprattutto del Carnevale di Mentone. Tanto che la città è invasa da carri i quali sono decorati con tantissimi limoni e arance, ed ecco la magia: ai colori del carnevale si uniscono anche il giallo e l’arancione degli agrumi.

Chi arriva a Mentone in questi giorni del Carnevale potrà partecipare a sfilate notturne, balli, musica e infine le Sfilate dei Frutti d’Oro le quali si svolgono ogni Domenica sulla Promenade du Soleil. Ma non è tutto, c’è anche il Carnevale dei Bambini e il Salone dell’Artigianato, le strade sono invase da giocolieri e artigiani. Arrivare a Mentone in questi giorni “colorati”, sotto ogni punto di vista, significa immergersi in una festa meravigliosa che celebra la vita ma anche la cultura della città, dove gli agrumi sono i protagonisti indiscussi.

Il Carnevale di Mentone ha una lunga storia, risale al 1896 quando ci fu la prima sfilata, tanto che anche la regina Vittoria vi partecipò. Poi nel 1934 Mentone decise di trasformare questa festa anche in una celebrazione dei limoni, il prodotto locale. I bellissimi carri sono decorati con questi agrumi profumatissimi. I carri rappresentano delle scene di vita quotidiana, con personaggi storici e famosi. Ma non è tutto ci sono anche mercatini, spettacoli con fuochi di artificio e concerti.

Mentone viene davvero considerata come un “gioiello” della Francia e il suo limone, questo agrume che qui ha la sua massima esplosione, viene sempre associato al Carnevale. Chi arriva a Mentone in questi giorni assapora anche la limonata locale, ammira l’artigianato locale e non smette mai di fotografate le varie sculture di agrumi, un vero connubio di tradizione e modernità. Balli in maschera, trucchi coloratissimi e tanto divertimento. Per preparare questi carri allegorici ci vuole molto tempo, addirittura mesi di preparazione. Una grande collaborazione tra artigiani, artisti ma anche volontari, tutti si adoperano per costruire queste strutture meravigliose, le quali poi verranno ricoperte con arance e limoni.

Queste Sfilate dei Frutti d’ Oro sono piene di energia. Il pubblico non è solo locale ma proviene da ogni parte del mondo. La musica rende l’atmosfera festosa ancora più bella. Danzatori con costumi brillantissimi e anche i giocolieri accompagnano questi carri per emozionare chiunque si trovi a Mentone in questi giorni del Carnevale.
Il Carnevale di Mentone
- Date: 15 Febbraio 2025 – 02 Marzo 2025
- Luogo: Mentone (Francia)
- Programma: clicca qui per maggiori informazioni
- Biglietti: sono a pagamento solo le “sfilate dei frutti d’oro” e le “sfilate notturne”
Foto copertina e interne IG@villedementon
Filly di Somma
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Filly di Somma
Situato al 59 di avenue Foch, l’Hôtel d’Ennery è una testimonianza unica di un’epoca passata. Rimasto immutato per volontà dei suoi proprietari, fu lasciato in eredità allo Stato e inaugurato nel 1908, diventando l’ultima mecca del giapponismo in Francia.
Per molto tempo, si è erroneamente pensato che la collezione di arte asiatica del Musée d’Ennery fosse opera del giornalista e drammaturgo Adolphe Philippe d’Ennery. In realtà, fu la sua compagna, Clémence Desgranges, a riunire questi 7.000 oggetti d’arte asiatica, provenienti prima dalla Cina e poi dal Giappone. Inizialmente attrice, Clémence mostrò fin da giovane un forte interesse per le arti della Cina e del Giappone e divenne una delle poche donne nel mondo del collezionismo, molto dominato dagli uomini.
In linea con i desideri di Clémence d’Ennery, la mostra è presentata in modo sontuoso, con un’eccezionale varietà di oggetti grandi e piccoli: okimono (piccole sculture giapponesi in legno, avorio o osso), oggetti in lacca, ceramiche di Kyoto e maschere Noh. Ci sono anche effigi di varie divinità, Buddha e una ricca collezione di netsuke, statuette scolpite utilizzate per contenere piccoli oggetti appesi alle cinture dei kimono. Oggetti, numerose ceramiche, porcellane e statuette completano questo luogo senza tempo, dove una volta entrati sembra che il tempo sia sospeso e in bilico tra Francia e Giappone.

Copyright: https://www.guimet.fr/fr/musee-d-ennery
Entrare al Musée d’Ennery, significa varcare un luogo unico che vi farà immergere nel mondo del giapponismo. Questo palazzo privato, costruito nel 1875 dal commediografo Adolphe Philippe d’Ennery, fu progettato per ospitare la favolosa collezione di arte asiatica della moglie Clémence d’Ennery.
Ossessionata dall’arte dell’Estremo Oriente, riunì quasi 6.300 pezzi di origine cinese e soprattutto giapponese. Questa collezione fu lasciata in eredità allo Stato a una condizione: che non venisse rimossa. Gli oggetti furono acquistati da importanti mercanti d’arte parigini e da negozi come Le Bon Marché.Questo gigantesco scrigno di curiosità contiene un’eccezionale collezione di 2.500 netsuke, piccole statuette scolpite utilizzate per fissare le cinture dei kimono.
Questo luogo sorprendente è rimasto intatto nel corso degli anni, con le sue vetrine incrostate di madreperla e i mobili disegnati da Gabriel Viardot.
Un vero e proprio palazzo che può essere visitato solo da piccoli gruppi accompagnati da una guida turistica.
Musée d’Ennery
59 avenue Foch, 75016, Parigihttps://www.guimet.fr/fr/musee-d-ennery
Le visite guidate al Musée d’Ennery si svolgono il sabato alle 10.00, 11.30, 14.30 e 16.00 (durata 1 ora).
Prenotazioni solo online su billetterie.guimet.fr/it-FR/accueil
Prezzo del biglietto: 9 euro
Attenzione: per motivi di sicurezza, prima dell’inizio della visita vi verrà chiesto di lasciare al guardaroba tutte le vostre borse (zaini, borsette, ecc.).Foto copertina: copyright https://www.guimet.fr/fr/musee-d-ennery
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Filly di Somma
Dal 1828, Guerlain esplora, innova, sublima.
Profumi, trattamenti per la pelle, make-up. Designer audaci, creazioni leggendarie, expertise senza tempo. Natura e arte come fonti di ispirazione. La cultura della bellezza come firma.
Giorno dopo giorno, Guerlain lavora per sublimare le donne, tutte le donne. Visionaria nella sua concezione olistica della Bellezza, la Maison Guerlain è rinomata fin dalla sua fondazione per l’audacia creativa e l’innovazione.
Rendere visibile l’invisibile è la imperdibile mostra fotografica gratuita di Charles Pétillon alla Maison Guerlain di Parigi.
Guerlain invita Charles Pétillon, questo fotografo visivo immerso in un universo etereo e onirico, a occupare la storica boutique del viale parigino più famoso del mondo, con una serie di immagini che catturano qualsiasi visitatore. Palloncini bianchi, i quali fluttuano in dei paesaggi speciali e unici, per rivelare l’invisibile e soprattutto con un ruolo ben preciso: scuotere la nostra visione della vita quotidiana.

La storica Maison Guerlain , ubicata in uno dei viali più grandi e imponenti della capitale francese, gli Champs-Élysées, apre le porte per una mostra fotografica molto originale e gratuita all’insegna di due mondi molto particolari che dovremmo sempre imparare ad amare: la leggerezza e la poesia.

Questa arte minimalista ma intrisa di grande significato, gioca con la leggerezza per catturare quei momenti sospesi che ci sfuggono. Si tratta di installazioni site-specific, poetiche e anche molto intriganti, illustrate in questa serie di fotografie che ci fanno riflettere su tutto ciò che accade ogni giorno nella nostra vita, senza nemmeno rendercene conto, ma a cui dovremmo sempre puntare la nostra attenzione.

La mostra – inaugurata lo scorso 13 febbraio 2025 – è visitabile fino al 21 aprile 2025.Il fotografo e artista plastico Charles Pétillon presenta “Rendre visible l’invisible” (rendere visibile l’invisibile) con una serie di fotografie da ammirare in cui le installazioni create, decisamente oniriche, sono realizzate con palloncini bianchi e incantano la realtà, ma soprattutto portano con sé un messaggio molto importante: ripensare alla nostra vita quotidiana e a quello che ci accade, che spesso ci sfugge.

La collaborazione con l’artista è nata in occasione del lancio di Pêche Mirage, ossia l’ultima fragranza di Guerlain, per la quale Pétillon ha dato sfogo alla sua creatività. Un vero incontro tra arte e profumo esposto gratuitamente nel cuore di Parigi, al numero 68 degli Champs-Élysées.

Visitare questa mostra è sicuramente uno stimolo a esplorare il mondo che ci circonda in modo diverso.
Copyright foto interne e copertina gentilmente concesse da Philippe Tavaud – IG@tavaud_philippe
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Filly di Somma
ART CAPITAL torna al Grand Palais e la Ville Lumière si colora di arte in tutte le sue forme.
Tornando al Grand Palais, dove si sono svolte le esposizioni universali, ART CAPITAL vi invita a partecipare alla grande mostra d’arte annuale nel cuore di Parigi.Gli artisti che organizzano questo evento su base volontaria sono desiderosi di incontrare i dilettanti e tutto il pubblico interessato all’arte contemporanea e vivente.
ART CAPITAL esporrà 2.000 artisti di tutte le discipline.
UN VIAGGIO UNICO NELL’ARTE CONTEMPORANEA

Edizione 2025 di ART CAPITAL a Parigi: Dal 19 al 22 febbraio 2025, più di 2.000 artisti presentano le loro opere al Grand Palais di Parigi.ART CAPITAL è nata nel 2006 dall’iniziativa dei cosiddetti Saloni “Storici del Grand Palais” e di artisti di diversa provenienza, con l’intento di giocare sulle loro differenze, di unire le forze per creare un nuovo evento. Nella tradizione storica delle fiere artistiche, 4 saloni riuniti da 15 anni in ART CAPITAL permettono di esporre artisti emergenti o affermati.
Sotto l’impulso di Bruno Madelaine, presidente del Salon des Artistes Français, sta nascendo un nuovo spazio ad ART CAPITAL: IN SITU.

Questa nuova sezione nasce dal desiderio e dalla richiesta di artisti che desiderano presentare “Mostre personali” a questo prestigioso evento, che si tiene al Grand Palais dal 2006, e di unirsi ai saloni storici del Grand Palais: Salon des Artistes Français, Comparaisons, Salon des Indépendants e Salon du Dessin et de la Peinture à l’Eau. Tradizionalmente, le opere degli artisti vengono presentate nei diversi saloni con uno o due pezzi e non sono specificamente in loco.

A IN SITU! Scoprite 30 artisti tra cui pittori, scultori, fotografi, artisti visivi, … in “mostre personali”. Tre associazioni di artisti e gallerie sono presenti nel loro spazio dedicato all’interno del salone ART CAPITAL, per entrare in contatto diretto con il pubblico e sperimentare questo nuovo impegno artistico in questa prestigiosa sede.
Accogliendo ogni anno 40.000 visitatori, ART CAPITAL si è affermata sulla scena artistica francese come un evento di rilievo e rimane il più grande raduno di artisti in Francia.

Libera, tollerante, unita, didattica, dinamica, aperta, questa manifestazione offre una vetrina eccezionale e completa della produzione artistica odierna. Questi 4 Saloni emblematici offrono ai visitatori, siano essi attori del mondo dell’arte, galleristi, collezionisti, professionisti o il grande pubblico, un viaggio nell’arte di oggi, un incontro con gli artisti e le loro creazioni.
Pittori, scultori, incisori, artisti visivi, fotografi, architetti, di tutti i Paesi, di tutte le tendenze, talenti affermati e talenti emergenti, si incontrano ogni anno al Grand Palais e nel 2025 ancora al Grand Palais.
Grand Palais
75008 Parigidal 19 al 22 febbraio 2025
METRO: linee 1, 9, 13 / Stazioni: Franklin D. Roosevelt, Champs-Elysées – Clemenceau
AUTOBUS: linee 28, 42, 52, 63, 72, 73, 80, 83, 93
VELIB’: stazioni n° 8029, 8001
PARCHI AUTO: Rond-point des Champs-Elysées, Place de la Concorde, Parc François-1er, Alma Georges-V, Champs-Elysées Lincoln, Matignon
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Filly di Somma
Ebbene sì, la notizia è oramai confermata. Dal settembre 2025 al 2030, il Centre Pompidou sarà chiuso al pubblico, con il fine di ristrutturare e reinventare i suoi spazi. Il progetto mira a rendere il Centre Pompidou uno spazio in continuo movimento, che si adatta ai tempi.
L’incredibile polo museale che da sempre attira turisti da tutto il mondo nella capitale francese, amanti dell’arte in tutte le sue espressioni, fu inaugurato nel 1977. L ‘edificio, Centro nazionale d’arte e di cultura Georges Pompidou, è un centro culturale multifunzionale che si trova a Parigi, in Rue Beaubourg 19.
Fu progettato da Gianfranco Franchini, Renzo Piano e Richard Roger. In effetti questo incredibile e colorato spazio di arte moderna e contemporanea è nato come uno polo in trasformazione, le cui collezioni e attività continueranno a vivere – una volta uscite dal Centre Pompidou – in un’intera costellazione di istituzioni francesi.

Crediti: IG@centrepompidou
Ci vogliono ben 5 anni per dare una nuova luce e veste al Centre Pompidou, il quale chiuderà le porte del museo, della libreria e del negozio, del caffè, del cinema e della biblioteca. Una pausa doverosa, visto che dalla sua inaugurazione non sono mai stati fatti lavori di ristrutturazione. Bisogna riadattare lo spazio alla società, alla cultura e all’ambiente, quasi come se si volesse renderlo anche più moderno e attuale.
Il passo più importante è soprattutto tecnico e strutturale, bisogna rimuovere l’amianto da tutte le facciate, controllare gli impianti idraulici ed elettrici, migliorare l’accessibilità per le persone a mobilità ridotta e migliorare il consumo energetico e i sistemi di sicurezza dell’edificio.
Il progetto di rinnovo si ispira ad un concetto molto importante, ossia quello del “moviment”, un termine, tutto nuovo, coniato da Francis Ponge nel 1977 proprio in occasione dell’inaugurazione del Centre Pompidou. La ragione? Evocare un monumento in perenne movimento, dove confluiscono molte cose, come le collezioni di arte visiva, incontri, proiezioni, laboratori, spettacoli, performance e letture.Il centro è concepito come un laboratorio che gli organizzatori vorrebbero aprire maggiormente al pubblico. Non manca uno spazio dedicato ai giovani, per una interazione più diretta con le nuove generazioni, quelle del futuro.
Ma allora ci si chiede dove si potranno ammirare le opere una volta uscite temporaneamente del Centre Pompidou durante questi cinque anni in cui il centro rimarrà chiuso.
Il progetto prenderà il nome di Centre Pompidou | Constellation, con varie collaborazioni stabilite con istituzioni francesi. Tra queste, il Grand Palais, il quale ospiterà ogni anno quattro mostre di arte moderna e contemporanea nelle gallerie degli Champs Élysées e della Senna. Al Musée du Louvre si stabilirà un legame tra le sue collezioni e quelle del Centre Pompidou . Altri progetti sono previsti per il Musée du Quai Branly, la Monnaie de Paris e il Jeu de Paume, oltre che per altri siti in Francia e all’estero.

Crediti: IG@centrepompidou
Nell’estate del 2026, i visitatori potranno anche scoprire il Centre Pompidou Francilien – fabrique de l’art, un edificio di 30.000 m2 situato a Massy, che ospiterà quasi 140.000 opere delle collezioni del museo. Vi si terranno mostre, conferenze e spettacoli durante tutto l’anno. Allo stesso tempo, la Bibliothèque publique d’information (Bpi), gli archivi del Centre Pompidou e la biblioteca Kandinsky del Musée national d’art moderne saranno trasferiti nell’edificio Lumière, collocato nel 12° arrondissement. Dal 25 agosto 2025, questa struttura sarà aperta al pubblico gratuitamente.Nuova vita al Centre Pompidou e noi non vediamo l’ora di ammirarlo tra 5 anni, quando l’intero progetto sarà terminato e il suo nuovo “vestito” sarà svelato ai parigini e al mondo.
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Filly di Somma
Patty Pravo, è stata “la ragazza del Piper” e poi come dimenticare che proprio qui si sono diffuse le minigonne, un capo di abbigliamento femminile che ha dettato la storia e la moda in quegli anni sessanta dove il divertimento e anche la trasgressione erano indispensabili.
Ma altri nomi hanno solcato quel palco del Piper,come i Pooh, Lucio Battisti, i Dik Dik, i Primitives con Mal, Gianna Nannini, Antonello Venditti, Fred Buongusto, Rita Pavone, Caterina Caselli, Gabriella Ferri, Formula 3, Ricchi e Poveri, New Trolls, Le Orme, I Corvi. Al Piper ha debuttato anche Madonna, quando è venuta in Italia per la prima volta. Renato Zero ha realizzato un 33 giri ispirato proprio a quegli anni in cui il locale ebbe il suo boom. Lo frequentavano spesso anche Mia Martini e Loredana Bertè. Al Piper hanno suonato i Pink Floyd e Byrds, Jimi Hendrix, Rolling Stones, Genesis, Sly and the Family Stone. E i Beatles? Beh loro ci provarono solo pochi brani.
Al Piper è passata la storia della musica e anche dei generi come il beat e lo ye ye, ma anche di quei gruppi musicali di cui è difficile dimenticarne il successo, come l’Equipe 84 e i Rokes. Al Piper si andava per ascoltare la musica rockabilly e rock e per sentirsi vicini a culture come quella inglese oppure americana, che all’epoca erano miti da raggiungere in ogni modo anche a suon di musica e balli sfrenati. Il Piper è stato un posto iconico per tutto quello che è accaduto negli anni ’60 e ’70 e ancora oggi tra quelle mura se ne percepisce il “rumore”.
Il Piper era un luogo molto frequentato anche dal mondo dello spettacolo, qui hanno transitato personaggi come Vittorio Gassman, Franco Zeffirelli, Anna Magnani, Alberto Bevilacqua, Monica Vitti, Nanni Loy.
Questo luogo così iconico e affascinante non è solo uno dei club più famosi della Capitale ma è stato, nel corso del tempo, un vero crocevia di artisti e personaggi che negli anni provenivano da tutta Italia e approdavano al Piper perché era una tappa obbligatoria e imperdibile. In passato al suo posto c’era un garage, poi il club ha aperto le sue porte il 17 febbraio 1965 e a fondarlo furono l’avvocato Alberigo Crocetta con il commerciante di automobili Giancarlo Bornigia e l’importatore di carni Alessandro Diotallevi. Ancora oggi resiste alle mode e alle tendenze, alle generazioni che nel tempo si sono alternate, qui in via Tagliamento a Roma, a due passi dall’elegante quartiere Coppedé. Questo luogo è da sempre il simbolo di quel grande boom economico di un’epoca d’oro, quella degli anni sessanta.
Per festeggiare questo compleanno così importante dei 60 anni, celebrati alla grande il 17 febbraio 2025, si è tenuta una festa con i dj più famosi che hanno varcato questo locale, l’orchestra di Alberto Laurent, brani degli anni ’60 e poi ragazze vestite con il look d’epoca. Un vero tuffo nel passato e in quegli anni dove il divertimento e il ballo erano assicurati.
Il fascino del Piper è senza tempo e resiste!
Buon Compleanno a questo tempio della musica e a quei favolosi e spensierati anni sessanta di cui si ha tanta, troppa, nostalgia.
Foto copertina. IG@piperclubroma
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Filly di Somma
Vuoi scoprire la Francia con un’esperienza autentica?
Inizia con In Filigrana!
Ogni lungo viaggio comincia sempre con un primo passo, lo diceva Lao Tzu.
In Filigrana è considerato un innovativo modo di vivere il viaggio, diverso dai classici pacchetti turistici e dalle guide a cui siamo abituati. Ogni esperienza offerta è progettata per chi vuole scoprire la Francia con degli ingredienti importanti: autenticità, lentezza e curiosità. Lontano dai soliti cliché turistici.
Cosa c’è di meglio nell’offrire delle esperienze di Slow travel e viaggi su misura. Perché se è vero che viaggiare è importante è anche giusto farlo con consapevolezza. Perché viaggiare significa non essere un turista di massa, ma addentarsi davvero nello spirito e nell’animo di un luogo e In Filigrana lo sa bene, perché quello che offre è una proposta di viaggio unica, pensata per chi desidera vivere la Francia oltre le apparenze.

Chi è Cristina Camodeca
Dietro In Filigrana c’è una professionista del turismo con più di 20 anni di vita a Parigi, originaria di Roma e con doppia cittadinanza italiana e francese. Due culture, quella italiana e quella francese, si uniscono e si fondono nel sorriso contagioso e negli occhi scuri e penetranti di Cristina Camodeca, che con entusiasmo e professionalità “accompagna” il viaggiatore a vivere delle esperienze uniche e insolite.
Laureata in studi letterari e scienze umane alla Sapienza di Roma, con un master in Ingegneria del Turismo alla Sorbona di Parigi, Cristina ha sempre avuto una passione per il viaggio, inteso come esperienza culturale e personale. Specialista del viaggio su misura, ha lavorato nel settore come travel designer, affinando l’arte di creare itinerari unici e curati nei mini dettagli.
Grazie alla sua doppia competenza in comunicazione e marketing digitale, sa come raccontare e valorizzare il viaggio in modo autentico e avvincente. Appassionata di grafica e fotografia, porta in ogni proposta un’estetica raffinata e un’attenzione particolare ai dettagli visivi.
Dietro In Filigrana c’è tanta passione, cultura e soprattutto emozione. Se è vero che quel viaggio di 1000 passi comincia sempre con 1 passo, ebbene con Cristina Camodeca si inizia il viaggio davvero con il piede giusto!
Chi è il Travel Planner

Un travel planner è un consulente di viaggio indipendente, che non vende pacchetti preconfezionati, ma crea esperienze su misura per ogni viaggiatore. Ascolta le esigenze del viaggiatore, per capire esattamente cosa sta cercando e che esperienza vuole vivere. Effettua ricerche approfondite per trovare le migliori soluzioni in base ai gusti, al budget e alle aspettative del cliente.Suggerisce le migliori esperienze, creando itinerari unici e dettagliati, con consigli esclusivi su dove dormire, mangiare e cosa visitare. Accompagna il cliente nella preparazione del viaggio, offrendo supporto per le prenotazioni – ma senza effettuarle direttamente – e consigli pratici per godersi l’esperienza senza stress.
E allora ci si chiede il motivo per cui bisogna affidarsi a un travel planner come In Filigrana!
Beh i motivi sono molteplici.

Innanzitutto un risparmio di tempo, dato che il cliente riceve un itinerario già curato, con un budget previsionale, evitando ore di ricerche. A questo si aggiunge anche una esperienza personalizzata, ogni viaggio è unico, costruito sui desideri del viaggiatore. E poi non bisogna mai rinunciare a delle scelte di qualità, con una selezione accurata di luoghi autentici e fuori dai circuiti turistici. Non manca la flessibilità, quella massima libertà nel decidere cosa prenotare e quando, senza vincoli di agenzia. E ovviamente c’è un grande vantaggio, perché alla fine sarà un viaggio che riflette i gusti personali e le esigenze del cliente, senza lo stress dell’organizzazione.
Cosa offre In Filigrana
Grazie alla sua doppia cultura, Cristina offre uno sguardo italiano sulla Francia, aiutando chi non conosce bene il paese e la lingua a sentirsi subito a proprio agio. La libertà di un viaggio fatto su misura, con la sicurezza di un supporto esperto.
In Filigrana nello specifico, vi accompagna verso:- Itinerari personalizzati, pensati per esplorare Parigi e la Francia con un approccio autentico e lontano dal turismo di massa.
- Mini-guide digitali interattive, con percorsi dettagliati e suggerimenti esclusivi.
- Consulenze individuali, per aiutare ogni viaggiatore a pianificare il soggiorno con consigli esperti.
- Visite private a piedi, per scoprire Parigi in maniera informale, attraverso itinerari autentici – accompagnati da un locale che conosce benissimo i luoghi – arricchiti da aneddoti e curiosità.
- Esperienza, conoscenza e cura del dettaglio.
Insomma di motivi per scegliere In Filigrana ce ne sono e come!

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● Visita il sito infiligrana.com per scoprire tutti i servizi disponibili.
● Scarica una mini-guida gratuita o prenota una consulenza personalizzata per iniziare a pianificare il tuo viaggio
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E allora tutti pronti a partire?

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Filly di Somma
Un indirizzo imperdibile a Parigi, progettato dal grande Philippe Starck, il fiore all’occhiello dell’albergo è sicuramente la bellissima vista sulla Torre Eiffel. Un modo unico per rilassarsi e ammirare Parigi dalla terrazza, stando comodamente seduti sul suggestivo roof dell’albergo e contornati da alberi da frutto, come se ci si trovasse su un giardino sospeso.

Le camere sono state create per donare armonia e calore, in particolare grazie alla scelta dei colori. I materiali sono grezzi, si dà importanza alle piante. La luce e gli specchi giocano un ruolo importante, alloggiare alla Villa M è sicuramente una fonte di benessere assoluto. Tutte le camere progettate da Philippe Starck, invitano alla meditazione, al riposo e alla disconnessione.

Una pausa in ogni momento della giornata
I ristoranti di Villa M accolgono il cliente in diversi momenti della giornata: colazione, pranzo, cena e brunch. Il tutto incorniciato nei colori. Con la cucina a vista e la terrazza interna alberata, o sul roof, i ristoranti sono dei veri e propri paradisi, dove ritagliarsi tanta pace!

Dal lunedì alla domenica, il ristorante di Villa M al piano terra, con la sua terrazza soleggiata, serve una cucina gourmet. Il ristorante vi accoglie per il pranzo dalle 12.00 alle 14.30 e per la cena tutti i giorni della settimana dalle 19.00 alle 22.30. Il bar offre anche una selezione di cocktail classici o più elaborati da gustare durante le serate con musica dal vivo, il giovedì, venerdì e sabato sera.

Brunch
Ogni domenica dalle 12.00 alle 16.00, nel ristorante o sulla terrazza al piano terra, Villa M propone il brunch, una occasione ideale per riunire famiglie e amici. Il menu del brunch è molto vario: dolci, uova di tutti i tipi, hamburger o avocado toast e un menu per i più piccoli. E poi c’è un piano dedicato ai bambini, con animatore e giochi! Ogni stagione regala emozioni, che sia all’interno in inverno o sulla grande terrazza esterna all’ombra degli alberi di fico in estate. Il ristorante Villa M offre un menu per pranzo e cena dal lunedì al venerdì.

Il Bar
Dalle 12.00 alle 24.00 nei giorni feriali e fino all’1.00 nei fine settimana, il bar di Villa M è un invito al viaggio e alla condivisione, dai tavoli alti e conviviali che si affacciano sul bar o seduti nell’area lounge della hall. Il “bar rovesciato” progettato da Philippe Starck posiziona le bariste e i baristi di Villa M proprio in mezzo agli ospiti. È un luogo d’incontro dove rilassarsi, un luogo caldo dove prendersi il tempo per chiacchierare. Con la sua terrazza interna caratterizzata da una parete verde e da alberi di fico come fonte di ispirazione, il menu del Villa M Bar offre succhi di frutta e verdura unici, cocktail originali e audaci e originali esperienze di caffè.

Nei giorni feriali dalle 7.00 alle 10.00 e nei fine settimana dalle 7.00 alle 10.30, il ristorante serve una colazione a buffet varia e deliziosa. Tutte le mattine viene offerta una scelta di piatti à la carte, un ricco buffet e dolciumi.
Il rooftop
Il Rooftop Restaurant vi accoglie da aprile a settembre, dal martedì al sabato per il pranzo, dalle 12.00 alle 14.30 o per la cena, dalle 19.00 alle 23.00.
Il Rooftop Bar vi accoglie dalle 14.30 alle 17.00 dal martedì al sabato. Sulla terrazza, sul tetto dell’hotel, con alberi da frutto, si possono ammirare i panorami di Parigi, la Torre Eiffel, la Torre Montparnasse.
La piantumazione della terrazza sul roof fa parte del progetto di sviluppo sostenibile di Villa M e si estende alla facciata dell’edificio. Davanti a ogni finestra, a ogni piano, come un giardino, c’è un angolo naturale dal design meraviglioso che ossigena mente e corpo.

Che si tratti di conferenze, congressi, seminari, corsi di formazione, riunioni, workshop ed eventi serali, gli spazi messi a disposizione della Villa M sono sempre molto efficienti e rispondono a ogni esigenza.
Villa M
24-30 Boulevard Pasteur
75015 Paris
Foto copertina e interne IG@villamhotel
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Filly di Somma
Un appuntamento imperdibile per chiunque si trovi nella capitale francese.
Organizzata dalla École des Arts Joailliers di Parigi e visitabile fino al 1 giugno 2025, la imperdibile mostra “Paris, City of Pearls”- Parigi, la città delle perle – sarà una sosta doverosa durante il vostro soggiorno parigino, per svelare ai vostri occhi una Parigi ancora più glamour ed elegante, che vi riporta a un passato intriso di fascino. Le perle erano le protagoniste indiscusse degli anni Venti e questo le rende ancora più uniche.

La perla è un gioiello sempre molto amato, ricercato, elegante e di grande fascino. Ma non è tutto, questi preziosi gioielli, che in fondo sono il frutto della natura – e questo li rende ancora più unici e rari – sono stati al centro di una relazione commerciale tra il Golfo Persico e la Francia, nel periodo che oscilla tra la fine del XIX e la metà del XX secolo, eppure non tutti lo sanno, ma la mostra svelerà qualche dettaglio a proposito. Sicuramente, per un lungo periodo le perle sono state le protagoniste del lusso parigino e di una eleganza senza tempo.


La bellissima mostra che vi attende a Parigi, celebra quasi un secolo di storia e racconta un viaggio meraviglioso, quello che negli anni Venti ha portato queste perle, così fini e coltivate, in Francia, fin quando poi hanno conquistato il cuore di tutti, soprattutto dei gioiellieri, i quali ambivano ad averle nei propri laboratori per poi destinarle a un pubblico ricercato.

Ogni forma artistica e le sue innumerevoli espressioni furono influenzate dalle perle, un gioiello della natura da sempre intriso di fascino e splendore che aveva un suo ruolo ben definito.

Quando si percorre la mostra ci si addentra nei segreti e nei misteri delle perle, pronti a scoprire delle informazioni che fino a questo momento non erano conosciute. Il fine della splendida esposizione – e anche della École des Arts Joailliers di Parigi che l’ha organizzata – è proprio di promuovere non solo la cultura della gioielleria, ma anche la conoscenza. Le perle sono meravigliose, ma cosa c’è dietro di così curioso e affascinante da scoprire?
La risposta l’avrete visitando la mostra.

“Paris, City of Pearls”, con il sostegno di Van Cleef & Arpels, raccoglie un centinaio di creazioni. Dopo un’introduzione teorica sull’origine delle perle, l’esposizione conduce verso un percorso in cui ci si addentra nella storia e nella passione dei gioiellieri per queste perle preziose in un periodo che parte dalla fine del XIX secolo fino ad arrivare ai giorni nostri.

Una mostra da non perdere. Vi immergerete nella Belle Époque, grazie a delle “opere d’arte” firmate da Van Cleef & Arpels, Lalique, Cartier.
Quanti segreti e misteri si nascondono dietro le perle!
Parigi è pronta a svelare tutto!
“Paris, City of Pearls”: una mostra de L’ÉCOLE, School of Jewelry Arts
Date: dal 21 novembre 2024 al 1 giugno 2025
Orari di apertura:
dal martedì alla domenica, dalle 11:00 alle 19:00
Il giovedì fino alle 21:00
Indirizzo: L’ÉCOLE, School of Jewelry Arts, Hôtel de Mercy-Argenteau,
16 bis, boulevard Montmartre, 75009 Parigi
Ingresso libero previa prenotazione



Foto copertina e interne ADRIANA VALENTI SABOURET –
