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  • Filly di Somma


    L’Hanami, quella famosa festa dei ciliegi in fiore che ci porta in Giappone, si celebra nel Parco di Sceaux dal 5 al 21 aprile 2025, a soli 10 km dal centro di Parigi, con una mostra supplementare al Castello dal 29 marzo, un ottimo modo per immergersi in questa celebrazione del Sol Levante.

    Come ogni anno, il Parc de Sceaux è il luogo ideale per festeggiare l’Hanami, la festa giapponese della primavera al Domaine départemental de Sceaux.

    IG@domainedesceaux

    Ogni primavera, i boschetti della piana di Châtenay offrono uno scenario incantevole: il boschetto meridionale mostra la delicatezza dei suoi fiori bianchi, mentre il boschetto settentrionale presenta 144 ciliegi giapponesi, alcuni ultracentenari, ornati di fiori rosa.

    Quest’anno il dipartimento Hauts-de-Seine celebra l’Hanami con una mostra intitolata “Aurore, joie et renouveau” (Alba, gioia e rinnovamento) nel Grand Salon dello Château. Questo progetto artistico e culturale presenta le creazioni dei residenti di una casa UNAPEI e degli alunni della CM1 di Sceaux, guidati dal ballerino Rodolphe Fouillot e immortalati dall’obiettivo del fotografo Vincent Boisot. Le opere rendono omaggio alla dea del sole Amaterasu e saranno esposte accanto alla scultura in bronzo Hymne à l’Aurore di Paul Landowski.

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    Potrete fare un picnic sotto i ciliegi e godervi una mostra all’aperto sulla storia e le tradizioni dell’Hanami in Giappone. Per un’esperienza più tranquilla, è meglio venire durante la settimana per godere dell’atmosfera zen. Il parco è aperto dalle 7 alle 20.30, con ingresso gratuito.

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    Nei fine settimana del 5-6 aprile, 12-13 aprile e 19-20 aprile, l’Origadôme sulla Plaine de Châtenay ospiterà una serie di eventi. Ci sarà un albero dei desideri, dove potrete appendere i vostri desideri, e laboratori di haiku per introdurvi alla poesia giapponese. La narrazione giapponese vi trasporterà nell’immaginario giapponese, mentre i concerti di tamburi Taïko vi faranno emozionare al suono delle percussioni tradizionali. I bambini potranno inoltre partecipare a divertenti laboratori sulla cultura giapponese.

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    Sabato 12 aprile alle 18.30, l’Orangerie du Domaine ospiterà “Amaterasu, dea del sole nascente”, un’immersione nella mitologia giapponese che combina narrazione, danza e musica Noh. Il costo del biglietto è di 16 euro intero, 12 euro ridotto e 6 euro per i minori di 26 anni.

    IG@domainedesceaux

    Domenica 13 aprile, alle 11, presso l’Orangerie du Domaine si terrà una dimostrazione di ikebana, l’arte floreale giapponese. L’ingresso è a 7 euro intero e 5 euro ridotto. Nel pomeriggio, saranno offerti gratuitamente laboratori di origami e calligrafia giapponese, con sessioni alle 14.00, 14.50, 15.40, 16.30, 17.20 e 18.10. Le prenotazioni possono essere effettuate in loco a partire dalle 13.30.
    Non perdete questa incredibile festa, in nome della primavera e della fioritura, al Domaine départemental de Sceaux fino al 21 aprile 2025.


    Dal 5 aprile 2025 al 21 aprile 2025
    Parco Dipartimentale di Sceaux
    38 Avenue Alphonse Cherrier
    92330 Sceaux

    domaine-de-sceaux.hauts-de-seine.fr

  • Filly di Somma

    Siamo in Francia, in una incantevole cittadina delle Yvelines, a soli 40 km a ovest di Parigi, Montfort l’Amaury è davvero uno scrigno pittoresco ai piedi dei bastioni e ai margini della foresta di Rambouillet.

    IG@montfortlamauryofficiel

    Questo luogo è intriso di storia e sarà prossimamente la cornice perfetta per un evento dedicato alla natura e al giardinaggio. Montfort l’Amaury ospita la 13ᵉ edizione del Festival delle piante e dei giardini, nel fine settimana del 5 e 6 aprile 2025, nella cornice storica di questa incantevole cittadina medievale, precisamente sulla spianata, in rue du Palais, ai piedi dei bastioni.

    IG@montfortlamauryofficiel

    Organizzato per la 13ª volta dal Rotary Club di Montfort l’Amaury-Houdan, con il sostegno dell’amministrazione comunale, questo festival è un incontro tra appassionati di giardinaggio, ma anche un evento di beneficenza.

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    Il 100% dei profitti sarà devoluto alle associazioni benefiche del club. L’evento riunisce 50 vivaisti, artigiani e artisti, tutti specializzati nei vari aspetti del giardinaggio: dalla coltivazione all’abbellimento degli spazi verdi.

    IG@montfortlamauryofficiel


    Oltre all’esposizione e alla vendita di piante, questo festival delle piante offre un ricco programma di attività tra laboratori sulle piante selvatiche, eventi speciali per i bambini, non manca l’area di ristoro dove rilassarsi e godersi la giornata. Anche i cani al guinzaglio sono i benvenuti.

    IG@montfortlamauryofficiel

    Per raggiungere il festival da Parigi, i visitatori possono prendere l’autostrada A13, poi la A12 in direzione Dreux e seguire la N12 fino all’uscita di Montfort l’Amaury. L’accesso al sito è chiaramente segnalato e c’è anche un parcheggio. In treno, si può prendere la linea N di Transilien e scendere a Montfort l-Amaury – Méré.


    Dal 5 aprile 2025 al 6 aprile 2025
    Montfort l’Amaury
    Sotto i 16 anni: gratuito
    Adulti: 3 €

    rotary-montfort-houdan.org

  • Filly di Somma

    Questo è sicuramente un format innovativo che ridefinisce il concetto di esperienza artistica. È questo il lancio promosso dalla galleria d’arte SpazioCima, perché l’arte non è solo da ammirare, ma è anche un qualcosa che si trasforma in un’ esperienza dinamica in cui il pubblico e gli artisti si collocano in spazi inusuali e temporanei.

    “Connessioni”, è il titolo della prima mostra che inaugura questo nuovo capitolo nell’arte contemporanea. Si tratta di un evento fortemente voluto da SpazioCima, lo spazio d’arte che, proprio grazie a MovArt, continuerà a offrire quelle esperienze artistiche uniche che lo hanno contraddistinto in questi anni, ma adesso lo farà in altri ambienti e contesti. In questo modo il pubblico si immergerà completamente nell’arte e lo farà in un modo davvero innovativo e coinvolgente. Da qui il concetto di arte in movimento, itinerante, proprio come suggerisce il termine MovArt

    “Connessioni” è una mostra esclusiva che esplora l’arte in tutte le sue forme. Sarà fruibile solo per un giorno e si potranno scoprire le opere di due artisti – Yuriko Damiani e Antonio Montariello – i quali dialogano attraverso i loro linguaggi. Lei lo fa con la porcellana e lui con la pittura, intrecciando temi di identità e materia, il tutto in una location romana molto particolare, nel cuore della capitale: l’hotel SENTHO.

    Yuriko Damiani e Antonio Montariello: due artisti e due linguaggi

    Il lavoro su porcellana di Yuriko Damiani unisce la raffinatezza delle tecniche orientali con il concetto di espressione occidentale, creando una connessione tra due culture e due tradizioni artistiche.

    La porcellana, simbolo di fragilità ed eleganza, può essere vista come una metafora delle relazioni umane, dato che pur nella sua delicatezza e vulnerabilità, è un materiale che sopporta trasformazioni e rivelazioni. Le opere dell’artista possono essere considerate come una simbolica rappresentazione delle relazioni.

    Ogni scelta stilistica, gesto pittorico e forma sulla superficie della porcellana potrebbe rappresentare connessioni intime o distacchi tra le figure o gli oggetti, rimandando alle dinamiche complesse e a volte ambigue delle relazioni interpersonali.

    Le opere figurative di Antonio Montariello dal titolo “Relazioni” esplorano il legame tra l’individuo e gli altri, o tra l’individuo e se stesso, attraverso il linguaggio visivo.

    Le stesse rappresentano dinamiche di interazione, connessioni o conflitti tra essere umani, e tra l’essere umano e il mondo esterno. La relazione può essere interpretata in senso interiore, o esterno, come il confronto con altre identità.

    In questo contesto, le relazioni non sono solo sociali, ma anche esistenziali, mostrando come le persone si influenzino reciprocamente o come interagiscano con gli spazi e gli oggetti che li circondano.

    La “connessione” tra le due forme d’arte

    Le opere dei due artisti possono essere collegate nel loro tentativo di “materializzare” l’intangibile, ed ecco che le relazioni umane, che sono per loro natura evanescenti e complesse, vengono sublimate e fissate attraverso l’arte, sia nella pittura che nella porcellana.

    Il legame tra le opere figurative dal titolo “Relazioni” di Antonio Montariello e le opere su porcellana di Yuriko Damiani si trova nel modo in cui entrambi i linguaggi artistici esplorano e rappresentano la complessità delle interazioni umane. La fragilità della porcellana può essere vista come un’analogia delle relazioni umane, che sono sottili, fragili, ma anche resistenti e capaci di trasformarsi. Entrambe le forme artistiche sembrano ricercare il punto in cui l’identità e la connessione con gli altri si intrecciano e si svelano, attraverso un gioco di presenza e assenza, scomposizione e ricomposizione.

    La porcellana, con la sua trasparenza e fragilità, potrebbe essere un mezzo ideale per esprimere relazioni che vanno oltre la superficie, richiamando l’idea di connessioni sottili e talvolta difficili da afferrare, simili a quelle che vediamo nelle opere figurative, che non mostrano solo una figura ma l’intricato gioco di emozioni e connessioni che essa porta con sé.

    Inoltre, come nelle opere figurative che parlano di relazioni, anche nella porcellana il processo stesso di modellazione e cottura può essere visto come una metafora della creazione e distruzione delle connessioni umane. Nel caso della porcellana, la trasformazione da materiale crudo a oggetto finito, pur nelle sue imperfezioni, riflette il percorso di connessione, crescita e scomposizione che avviene nelle relazioni.

    Se nelle opere figurative il tema della solitudine e dell’identità emerge come un aspetto centrale, nelle opere su porcellana l’artista potrebbe usare il materiale fragile per esplorare la solitudine dell’individuo e la ricerca di un’armonia interiore, in un contesto che rimanda a un incontro tra l’individualità e l’altro. La porcellana, sebbene si presenti come un oggetto unico e quasi isolato, potrebbe rivelare attraverso le sue forme e decorazioni un’intima connessione tra l’artista e il soggetto, proprio come nelle relazioni umane.

    CONNESSIONI– MOVART

    10 aprile | Orario: 17:30 – 21:30
    Location: SENTHO, Via Urbana 158, Roma


  • Dopo il grande successo di pubblico e critica riscontrati a Milano, da venerdì 28 marzo 2025 la mostra Amano Corpus Animae, dedicata al Maestro YOSHITAKA AMANO, arriva a Roma nello spazio espositivo del Museo di Roma a Palazzo Braschi.

    La mostra, ideata e sviluppata da Lucca Comics & Games e curata da Fabio Viola, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto organizzativo di Zètema, e celebra i 50 anni di carriera del Maestro raccogliendo in un unico percorso espositivo più di 200 tra opere originali, cel d’animazione e oggetti di culto. Un viaggio nella storia dell’animazione e dell’intrattenimento mondiale vissuto attraverso le numerose tappe che hanno contraddistinto la lunga carriera dell’artista di Shizuoka.

    IG@yoshitaka_amano

    Da Tatsunoko a Final Fantasy, dai primi passi mossi dall’artista negli anni ‘70 negli studi di animazione fino alle opere più recenti: la mostra comprende gran parte delle creazioni che hanno contribuito ad
    affermare Amano come uno degli artisti più talentuosi ed efficaci.
    Con i suoi anime e i suoi videogiochi di assoluto valore, con gli inconfondibili sketch e painting, con la commistione di disegni e colori tipica di alcune sue opere iconiche, Amano si è affermato come un creatore di mitologie contemporanee, entrate nelle case di tutti, abbattendo le barriere del tempo e rimanendo impresse nell’immaginario collettivo di diverse generazioni.

    Un appuntamento imperdibile per i cultori del Giappone

    A rendere ancora più unico l’appuntamento di Palazzo Braschi saranno le opere originali, mai esposte in Italia fino a ora, che raccontano la collaborazione di Yoshitaka Amano con il celebre Michael Moorcock, senza dubbio uno dei più importanti esponenti della letteratura fantastica mondiale, autore dell’opera Elric di Melnibonè. I visitatori potranno godere dell’incontro dei due grandi maestri e dei loro immaginari, quello narrativo e quello visivo, in sei tavole dalle quali si evince la genesi che ha successivamente guidato il Sensei – Il Maestro – nella creazione delle opere di Final Fantasy.

    IG@yoshitaka_amano

    Caratterizzata da una poliedrica produzione, che va dal videogioco al manga, dall’anime al teatro, dalla moda alle fine art attraversando il mondo dell’editoria e del fumetto americano, l’arte del Maestro sarà restituita attraverso cinque sezioni di mostra e una narrazione in grado di scandagliare le sue tante anime.

    Si andrà dai primi disegni per l’animazione del periodo Tatsunoko alle variant cover di Batman e Superman o le tavole di The Sandman; dal Pinocchio dei primi anni ‘70 ai disegni originali di Final Fantasy; fino alle opere inedite del 2024 come quella in tre atti, legata al Centenario Pucciniano, e dedicata a Lady Butterfly, Tosca, Turandot, con cui Amano ha voluto omaggiare l’edizione 2024 di Lucca Comics & Games disegnandone i tre poster.


    Amano Corpus Animae
    28 marzo 2025 – 12 ottobre 2025.
    Museo di Roma a Palazzo Braschi
    Piazza San Pantaleo 10, Roma


    Dal martedì alla domenica ore 10.00-19.00.
    La biglietteria chiude alle ore 18.00. Giorno di chiusura: lunedì.

    FOTO COPERTINA E INTERNA : © SQUARE ENIX CO., LTD. All Rights Reserved. IMAGE ILLUSTRATION: © YOSHITAKA AMANO


  •  Gli Shinhanga. Una rivoluzione nelle stampe giapponesi, è una imperdibile mostra a cura di Paola Scrolavezza, e Fusako Yoshinaga negli spazi dei Musei di San Salvatore in Lauro, nel cuore del centro storico romano, a pochi passi da Piazza Navona.

    Il percorso della mostra prevede oltre 100 opere originali. La firma è di alcuni dei più celebri maestri shinhanga, tra cui Itō Shinsui, Kawase Hasui Hashiguchi Goyō. Le opere esposte provengono da collezioni private e dalla Japanese Gallery Kensington di Londra, ma ci sono anche preziosi kimono, fotografie storiche e oggetti d’arredo.

    Lo sguardo si perde tra paesaggi dai colori vibranti e affascinanti figure femminili, e un’attenzione particolare alla luce, alle stagioni e ai dettagli. Non mancano aspetti di nostalgia  di quel mondo che è sempre più invaso dalla tecnologia. Gli Shinhanga si distinguono per l’uso innovativo della prospettiva, per il forte legame con la fotografia e per un interesse spiccato per l’illuminazione artificiale e le stagioni, che conferiscono alle opere una dimensione quasi cinematografica, rendendole più vicine alla sensibilità contemporanea

    Il movimento artistico dello Shinhanga, letteralmente nuove stampe, si sviluppò durante le epoche Taishō (1912-1926) e Shōwa (1926-1945) grazie all’opera di artisti come Itō Shinsui Kawase Hasui. Si allontanò dai soggetti della corrente dello stile ukiyoe, caratterizzato da paesaggi raffiguranti località celebri, famose geisha o attori e personaggi legati al mondo dei teatri più in voga, privilegiando invece scorci caratteristici della provincia rurale o dei sobborghi cittadini, quelli non ancora raggiunti dalla modernizzazione, come templi antichi, rovine, immagini campestri, scene notturne illuminate dalla luna piena e dalle luci dei lampioni.

    Accanto a queste vedute che si legano all’Impressionismo, si aggiungono nuove tipologie di bijinga, i ritratti femminili, non più raffiguranti modelli di donne celebri o di bellezze perfette, ma donne contemporanee, ritratte nella loro quotidianità, mentre si acconciano i capelli o si applicano il trucco, dai cui volti traspaiono emozioni, sogni e rimpianti.

    Gli Shinhanga creano una perfetta armonia tra elementi classici e quella sensibilità modernista. Il visitatore si perderà nella bellezza e nella malinconia di un movimento artistico molto particolare che all’inizio del XX secolo, ha rivoluzionato le tradizionali stampe giapponesi, quelle ukiyoe, conosciute e ammirate dai cultori dell’arte del Sol Levante. Una vera evoluzione della tradizione artistica giapponese, a testimonianza del fatto di come il movimento abbia saputo preservare le tecniche secolari dell’incisione su legno pur introducendo innovazioni.

    Tra i principali esponenti di questo movimento shinhanga ricordiamo Hasui Kawase, che riprodusse quasi esclusivamente paesaggi e vedute cittadine che non rientrano nel genere meishō (“luoghi famosi”), paesaggi lacustri e marini lontani dai percorsi legati a mete turistiche; Tsuchiya Koitsu che risalta per la sua abilità nel ricreare effetti di luce; Okada Koichi, noto per le sue stampe su xilografia ricche di dettagli che raffigurano il monte Fuji; Eiichi Kotozuka, uno dei fondatori della casa editrice Koryokusha, famosa per le sue stampe sulle tradizioni culturali giapponesi, fiori, paesaggi e fauna selvatica.

    Avete tempo fino al 15 giugno 2025 per ammirare questa incredibile mostra alla scoperta del movimento artistico dello Shinhanga, le nuove stampe

    ______

    Dal 13 Marzo 2025 al 15 Giugno 2025

    Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro

    Piazza di San Salvatore in Lauro , 15

    https://shinhanga.it

    Acquisto online: 

    https://shinhanga.18tickets.it/subscriptions

    ORARI 

    Dal martedì al venerdì 11 – 19:30

    sabato – domenica e festivi 10:30 – 20:30

    ultimo accesso mezz’ora prima della chiusura

    Aperture straordinarie:

    20 aprile 2025

    21 aprile 2025

    25 aprile 2025

    1° maggio 2025

    2 giugno 2025

    Foto copertina: pagina ufficiale Facebook-locandina della mostra

  • Filly di Somma

    Tutto comincia in un luogo speciale, quando il fumo e i calici giocano la loro partita. 

    Michele D’Orso​ lavora da oltre 20 anni nel mondo della pubblicità collaborando con i più importanti gruppi editoriali nazionali e internazionali, ​ma ha una grande passione​, anzi più di una: il mondo del vino, la buona cucina e il fumo lento. ​Sono proprio queste passioni a stimolarlo nella realizzazione di un’idea​, quella di scrivere questa piccola guida​.

    copyright FB Michele D’Orso

    Tutto accade durante una serata particolare, quando i sapori, gli aromi, l’atmosfera, le persone e la condivisione sono gli ingredienti giusti per far sì che il tutto si amalgami alla perfezione!​ La macchina del tempo ci riporta a qualche anno fa, quando nel cuore di Pompei, tra le mura eleganti e avvolgenti del ​cigar club O Sicarie​, la magia si accende!

    Cosa accadde?​ 

    Quella sera, il fumo lento e morbido di un sigaro cubano fluttuava nell’aria come se fosse una melodia​, scandita dalle note speziate e tanniche di un​ vino molto speciale, un calice di Saperavi georgiano. Eccola quella magia preannunciata, palesemente espressa in un connubio perfetto e piacevolmente inaspettato!​ 

    I partecipanti della serata facevano parte di un gruppo eterogeneo di intenditori spinti da​ una passione comune e dalla curiosità ! ​Tutti si trovarono immersi in un vero e proprio ​”viaggio sensoriale​” in cui sembrava di ​esplorare le regioni del Caucaso​, il quale si estende tra il Mar Nero e il Mar Caspio, con una catena montuosa che divide l’Europa dall’Asia.

    All’unanimità tutti i partecipanti – e Michele compreso – si sentirono guidati da quei racconti affascinanti di terre lontane, ma anche ​dalle tradizioni secolari e ​da ancestrali tecniche di vinificazione. Ogni sorso​ – un rito sacro e lento, rigorosamente scandito a occhi chiusi – palesava ​a tutti un mondo​ davvero suggestivo​. Sembrava di passeggiare tra valli rigogliose​ e vigneti piacevolmente coccolati dal vento​. Si aveva la sensazione di “toccare con mano” quei vasi ​antichi in terracotta “immersi”nel suolo, i quali custodiscono ​un segreto antico​, rigorosamente tramandato di generazione in generazione.

    Quella serata fu un ​vero e proprio “ponte​” tra​ due mondi​, apparentemente distanti​ ma uniti indissolubilmente dal vino e ​dal fumo​. Eh sì ! Perché da un lato​ c’era quel fascino aristocratico del sigaro cubano e dall’altro​ quell’ anima selvaggia​ tipica dei vini caucasici.​ ​Quella serata non fu solo un’esperienza di degustazione, ma un’occasione​ preziosa per tutti, alla riscoperta del valore della convivialità​, ma anche del mondo delle “parole” che solo una attenta e affascinante narrazione può regalare, il tutto incorniciato attorno a un calice​ di vino e​ a quel fumo denso e aromatico​, fluttuante nell’aria, di un sigaro.​ La conversazione scorreva fluida, tra aneddoti e confronti, tra note fruttate e retrogusti affumicati. 

    Fu in quel momento che​ in Michele nacque il desiderio di approfondire questa cultura vinicola così ricca e poco conosciuta, ​e di far conoscere i sapori, le storie e le emozioni che quei vini sanno davvero evocare. Dopo quell’incontro, la passione per i vini del Caucaso di Michele si trasformò in un percorso di esplorazione e ricerca, fino a concretizzarsi in questa guida, nata con l’intento di condividere la bellezza di un mondo ancora troppo poco raccontato​, ma che va assolutamente palesato. Questa piccola guida conduce ogni lettore alla scoperta della storia vitivinicola della regione del Caucaso e analizza la tipologia di tecnica sviluppatasi in quell’area negli ultimi 6000 anni.

    La lettura sarà un “viaggio” da intraprendere assolutamente, magari sorseggiando un calice di quel vino Saperavi georgiano e lasciandosi guidare da quell’ immancabile sigaro cubano di cui ci sembra già di sentirne l’aroma, l’odore, il sapore e l’intensità!

  • Filly di Somma

    Dal 13 aprile al 13 ottobre 2025, per ben sei mesi lunghi e intensi, il Paese del Sol Levante sarà il protagonista di un evento imperdibile. Osaka, considerata “la capitale culinaria” del Giappone, ospiterà per la terza volta l’Esposizione Universale nel 2025 su un tema specifico: “Progettare la società del futuro e immaginare la nostra vita di domani”. All’interno dello Spazio dei Padiglioni gli stessi sono suddivisi in tre sotto-temi: salvare vite, potenziare vite e collegare vite. 

    L’esposizione è divisa in 3 periodi: 

    – Periodo di apertura: dal 13 aprile al 26 aprile 2025

    – Primo semestre: dal 13 aprile al 18 luglio 2025

    – Periodo completo dell’esposizione: dal 13 aprile al 13 ottobre 2025

    L’evento porterà in Giappone milioni di persone provenienti da tutto il mondo alla scoperta di un Paese, che da sempre attira chiunque, sempre in bilico tra innovazione e tradizione. Circa 28 milioni di visitatori saranno previsti in occasione dell’evento e arriveranno nell’arcipelago giapponese attratti da una cultura incredibile e affascinante, una occasione in più per visitare il Paese!  L’Expo offre un’ottima opportunità per scoprire la più grande città del Kansai, Osaka, e la suggestiva Kyoto, una città vicina e imperdibile, tra templi e kimono.


    Il tema della “vita” sarà protagonista all’Expo 2025 Osaka Kansai con progetti innovativi i quali creeranno una rete incredibile di connessione tra le persone. Il tema dell’edizione 2025 a Osaka è “Progettare la società del futuro e immaginare la nostra vita di domani” e a tal proposito il segretario generale del Bureau ha dichiarato proprio che il progetto dell’Expo Mondiale 2025 a Osaka, basato sulla “co-creazione di una società futura per rispondere alle sfide globali, risponde alle preoccupazioni della comunità internazionale. Dopo il successo indimenticabile dell’Expo Mondiale del 1970,è importante vedere un’Expo Mondiale prendere forma e vita nuovamente a Osaka”

    Il sito principale dell’Expo 2025 è situato sull’isola di Yumeshima ed è esteso su una superficie di 155,6 ettari. L’architetto Sou Fujimoto ha diviso il sito in tre sezioni:Mondo Verde (parcheggio, palco, negozi).Mondo dei Padiglioni (padiglioni nazionali, tematici e aziendali,)circondato da un’ampia passeggiata circolare e infine Mondo dell’Acqua.

    L’Expo sarà anche arricchito da forum e conferenze su vari argomenti, tra cui intelligenza artificiale ed etica, lo sviluppo responsabile dell’IA, soluzioni innovative per combattere il cambiamento climatico, urbanizzazione sostenibile e mobilità intelligente.

    Per chiunque volesse visitare EXPO OSAKA 2025 dovrebbe evitare i giorni festivi in Giappone, come la Golden Week (fine aprile-inizio maggio), in cui c’è molto flusso. Prenotare in anticipo è sicuramente ideale per approfittare di prezzi scontati e garantire la disponibilità. Per un’esperienza più tranquilla e per evitare l’ora di punta, si consiglia di visitare l’Expo presto al mattino o tardi nel pomeriggio.

    Prenotando online, si possono scegliere una data e il prezzo. È importante registrarsi sul sito ufficiale, se il numero di visitatori supera una certa soglia in un giorno specifico, potrebbe non essere possibile prenotare quel giorno. 

    Il countdown è cominciato e c’è chi ha già pronta la valigia. Il Giappone vi aspetta!

    https://www.expo2025.or.jp/en/

  • Filly di Somma

    Esplorare il Vietnam insolito è un’esperienza che permette di scoprire quegli angoli nascosti e affascinanti di un Paese che da sempre attira i viaggiatori a caccia di emozioni. Esiste un Vietnam lontano dalle rotte turistiche più battute, con quelle destinazioni e attività che offriranno agli occhi di chiunque un Paese più autentico e sorprendente.

    Le Montagne di Sapa rientrano sicuramente in questo tour. Sapa, nella regione settentrionale del Vietnam, è famosa per le sue affascinanti risaie terrazzate e i villaggi montani. Se si vuole evitare la folla di turisti, non c’è nulla di meglio che esplorare i villaggi più remoti come Ta Van o Lao Chai, dove la vita tradizionale delle minoranze etniche – come gli H’mong e gli Tay – è ancora molto viva.

    Phong Nha-Kẻ Bàng è famosa per le sue spettacolari grotte, tra cui la Son Doong, la più grande grotta del mondo. Ma c’è molto di più da scoprire in questa parte del Vietnam, come la grotta di Phong Nha e la grotta di Paradise, anch’esse impressionanti. Il parco nazionale è ideale per chi ama l’avventura e la natura incontaminata.

    Una visita all’ Isola di Phu Quoc non deve mancare, se ci si sposta lontano dalle località più turistiche come Duong Dong, qui si possono trovare spiagge più tranquille e villaggi di pescatori autentici. Visitare le piantagioni di pepe o fare una gita in barca verso isole più piccole e meno sviluppate sono sicuramente delle bellissime esperienze da fare a caccia di quel Vietnam sconosciuto che diventa sempre più affascinante.

    Hạ Long Bay, è una delle principali attrazioni turistiche del Vietnam, ma esistono delle zone meno battute, come la Baia di Lan Ha che offre paesaggi mozzafiato ma con meno turisti. Si possono esplorare le isole in kayak o in barca privata.

    Il tour nel Vietnam insolito continua con Ninh Binh e la Valle di Tam Coc, questa è una regione, spesso chiamata la “Halong Bay di terra”, famosa per i suoi paesaggi mozzafiato fatti di montagne calcaree che emergono da un mare di risaie. Cosa ci sarebbe di meglio che fare un giro in barca lungo i fiumi, visitare il tempio di Bich Dong o scalare le montagne per una vista panoramica? Ebbene questo è il posto giusto per vivere queste esperienze.

    Il Delta del Mekong è un labirinto di fiumi e canali che scorre attraverso una delle regioni più fertili e vitali del Vietnam. Si può navigare lungo i canali, fermarsi nei villaggi galleggianti o visitare i mercati galleggianti locali, dove si vendono frutta, verdura e pesce appena pescato. I mercati galleggianti sul Delta del Mekong sono una delle esperienze più autentiche e pittoresche che si possono vivere. Questi mercati rappresentano un aspetto unico della vita quotidiana nelle aree fluviali del Sud del Vietnam, dove i fiumi e i canali sono le principali vie di comunicazione e commercio. Visitarli è un tuffo nella cultura delle comunità locali e sono un ottimo punto di partenza per assaggiare la cucina locale del Delta del Mekong. Barche-cucina galleggianti servono infatti piatti tipici come noodle di riso fresco, bánh mì – un tipico panino vietnamita – e varie delizie.

    I Villaggi del Sud – Ben Tre e Vinh Long – più lontani dai circuiti turistici permettono di immergersi nella vita quotidiana del Delta del Mekong. Si possono scoprire le tradizioni della produzione di cocco, fare un giro in bicicletta tra i canali e gustare il cibo locale in case private.

    La piantagione di cocco lungo il canale di Cai Son, nel cuore del Delta del Mekong, è una delle tappe più suggestive per chi visita questa regione del Vietnam. L’area è famosa per le sue distese di palme da cocco che invadono i canali e i corsi d’acqua, contribuendo a creare un paesaggio unico oltre ad essere un’importante fonte di reddito per le comunità locali. Il canale di Cai Son si trova vicino a Ben Tre, spesso descritta come la “capitale del cocco” del Vietnam proprio per l’abbondante produzione di questo frutto. La visita a una piantagione di cocco permette di vedere da vicino come vengono coltivati e raccolti i cocchi, e scoprire i numerosi usi di questa risorsa.

    La città di Hue è una destinazione turistica abbastanza conosciuta, ma ci sono molti angoli più nascosti della città imperiale da esplorare. I giardini e i templi meno visitati offrono un’esperienza tranquilla e storica lontano dalla folla. Inoltre, si può fare una gita nei dintorni, dove antichi villaggi e templi stanno sparendo lentamente.

    A meno di 300 km da Ho Chi Minh City c’è la penisola di Phan Rang la quale offre spiagge deserte, villaggi di pescatori e la possibilità di scoprire la cultura dei Cham, una minoranza etnica che ha influenzato la storia del Vietnam. Le rovine dei templi Cham nella zona sono spettacolari e poco visitate.

    Un’esperienza davvero fuori dal comune è un viaggio nella provincia di Ha Giang al confine con la Cina. Qui si trovano alcuni dei paesaggi più spettacolari del Vietnam, con montagne meravigliose e villaggi che ospitano diverse etnie, come i Tay, gli H’mong e i Zao. La zona è meno turistica e offre un’immersione profonda nelle tradizioni locali.

    Lo spettacolo di marionette sull’acqua, noto in Vietnam come “Múa rối nước”, è una forma d’arte tradizionale che affonda le sue radici nel XI secolo. Questa espressione culturale nasce nelle zone rurali del delta del Fiume Rosso e si è conservata fino ad oggi, diventando uno degli spettacoli più amati sia dai vietnamiti che dai turisti. È possibile assistere a uno spettacolo di marionette sull’acqua in vari luoghi in Vietnam, ma le vicinanze del lago Hoan Kiem, nel cuore di Hanoi, offrono un’esperienza particolarmente magica.

    Le terrazze di riso sono una delle meraviglie naturali e architettoniche più spettacolari del Vietnam, una testimonianza della profonda armonia tra l’uomo e la natura. Questi paesaggi, modellati dalla mano dell’uomo nel corso di secoli, si trovano principalmente nelle regioni montuose del nord del paese, come Sa Pa, Mu Cang Chai e la provincia di Ha Giang.

    La coltivazione del riso nelle terrazze richiede una conoscenza approfondita dell’ambiente, una gestione sostenibile dell’acqua e una collaborazione comunitaria, poiché l’acqua deve essere condivisa e distribuita equamente tra le varie terrazze.

    La tessitura della seta è una delle tradizioni artigianali più antiche del Vietnam e il villaggio di Van Phuc è conosciuto proprio per la produzione di seta di alta qualità, tanto da essere soprannominato il “villaggio della seta”. Da oltre mille anni, quando il villaggio di Van Phuc iniziò a svilupparsi come un centro per la produzione e il commercio della seta, gli abitanti di Van Phuc hanno perfezionato le loro tecniche di tessitura e colorazione, creando tessuti che sono apprezzati in tutto il Vietnam e all’estero per la loro bellezza. Visitando il villaggio si possono osservare da vicino il processo di produzione della seta, che inizia con l’allevamento dei bachi e prosegue con la raccolta dei bozzoli, la filatura, la tintura e infine la tessitura. Le tecniche tradizionali di tessitura a mano sono ancora ampiamente praticate nel villaggio.

    Imperdibile la visita alla maestosa Baia di Ha long, dove le rocce a forma di dragone emergono dall’acqua. Questa baia è una delle principali attrazioni in Vietnam, una meraviglia naturale caratterizzata da quasi 2000 isole e isolotti calcareiche emergono dalleacque turchesidel Golfo del Tonchino, molti dei quali sono coperti da giungle e grotte nascoste. La leggenda narra che le isole furono create da un drago che, scendendo dalle montagne, incise valli e creste nella terra prima di tuffarsi nel mare, lasciando dietro di sé questo paesaggio incantato.

    Ninh Binh – la “Baia di Ha Long sulla terra”- è una di quelle tappe imperdibili in Vietnam. Pittoresca e affascinante, questa provincia offre un’eccezionale varietà di bellezze naturali e siti storici, tra cui spettacolari formazioni calcaree, fiumi, vaste risaie e antichi templi, tutti incastonati in un paesaggio dettato dalla bellezza.

    La spiaggia di Ninh Chu – con le sue lunghe distese di sabbia bianca, il cielo azzurro e una serie di attività ricreative estremamente attraenti – è una sosta doverosa. Sulla via del ritorno a Nha Trang si visita il campo eolico Dam Nai, a circa 20 km dal centro della città di Phan Rang – Thap Cham. Ci sono fino a 16 turbine, costruite in mezzo a freschi campi verdi, in lontananza si vedono le colline della terra di Ninh Thuan, come se fosse un quadro.

    Il Colle delle Nuvole – Hải Vân Pass – è uno dei passaggi montani più spettacolari e famosi del Vietnam, noto per le sue viste mozzafiato. Situato lungo la costa centrale del Vietnam, questo passo segna il confine tra il nord e il sud del paese.

    Il nome “Hải Vân” significa “passo delle nuvole marine” e richiama il fatto che la vetta del colle è spesso avvolta nelle nuvole e questo crea un paesaggio surreale. La strada che attraversa il passo regala panorami spettacolari della baia sottostante, delle spiagge incontaminate, delle foreste lussureggianti e del Mar Cinese Meridionale. Il Colle delle Nuvole fungeva da barriera naturale tra i diversi regni e le diverse influenze culturali del Vietnam del Nord e del Sud. Durante la guerra del Vietnam, il passo aveva anche un’importanza militare, come testimoniato dai resti di fortificazioni e postazioni di guardia.

    Ma quali sono le esperienze da vivere in questo Vietnam insolito?

    Assaggiare il cibo di strada e provare le specialità locali – come Bánh Xèo (una sorta di pancake salato), Bánh Cuốn (involtini di riso) e Cà phê trứng (caffè all’uovo) – servite da piccoli venditori ambulanti è una tappa doverosa.

    Ma anche esplorare templi e pagode meno conosciuti deve rientrare nella lista. Oltre ai grandi templi, il Vietnam è pieno di luoghi di culto più piccoli e tranquilli che offrono un’atmosfera serena.

    E poi cosa ci sarebbe di più caratteristico del vivere con una famiglia locale in un villaggio remoto, per addentrarsi in una delle tante anime del Vietnam.

    Visitare il Villaggio degli incensi di Quang Phu Cau nella periferia di Hanoi è una esperienza imperdibile per assistere alla tradizionale produzione dell’incenso e non mancano quei paesaggi mozzafiato dei fiori di incenso, alla scoperta di quell’anima appartenente ad un oggetto dal significato culturale e spirituale.

    Il campo di sale di Sa Huynh, dove vengono prodotti i grani di sale puro, è una destinazione nel Vietnam centrale. La terra soleggiata e ventosa nella provincia di Quang Ngai regala la bellezza dei campi di sale. Tra le esperienze non deve mancare Mui Ne – uno dei paradisi marini del Vietnam del sud, famoso per le sue dolci spiagge e le grandi dune di sabbia – conosciuto come “il piccolo Sahara del Vietnam”.

    Lo avete compreso oramai, ogni angolo di questo Paese meraviglioso ha qualcosa di speciale da offrire, come un viaggio alla scoperta delle sue gemme nascoste ogni viaggiatore potrà conoscere un lato più autentico e sorprendente.

    Eccolo svelato questo Vietnam insolito con la sua stupenda varietà paesaggistica. Chiunque sarà rapito da montagne maestose, fiumi sinuosi, delta rigogliosi e lunghe spiagge sabbiose. Visitare il Vietnam è sicuramente un viaggio dei sensi, tra colori, sapori e profumi. Chiunque si troverà in continua sospensione tra mercati galleggianti, pagode buddhiste e lanterne colorate, proprio come ad Hoi An, quella suggestiva città illuminata da lanterne colorate e intrisa di storia.

    Agli incredibili paesaggi, si aggiungono le antiche tradizioni a testimoniare quanto il Vietnam sia un Paese dalle diverse anime, con i contadini nei campi di riso e nei verdi terrazzamenti, oppure gli anziani che con occhi saggi custodiscono segreti antichi. Per vivere appieno i paesaggi mozzafiato che il Vietnam ha da offrire, si può scoprire lo spirito autentico delle sue campagne con delle escursioni in bicicletta, tra verdi vallate e colline ricoperte di risaie, mentre a bordo di imbarcazioni tipiche si possono ammirare le forme uniche delle sue coste.

    La gentilezza dei locali sarà la colonna sonora del vostro viaggio, qui ogni volto sorridente è un ponte tra le culture. Il Vietnam regalerà sorrisi, ricordi ed emozioni in un bagaglio che sarà per sempre indimenticabile.

  • Filly di Somma

    Resta sicuramente una delle destinazioni più amate dai cultori del viaggio storico, naturale e culturale. In questo suggestivo angolo dell’Estremo Oriente si spazia da metropoli, caotiche e sovrappopolate, a quei luoghi dove il tempo sembra si sia fermato, lì in quei villaggi rurali dove la grande e vibrante città è solo un lontano ricordo e dove non sempre tutti i viaggiatori arrivano.

    Intraprendere un itinerario alla scoperta della Cina significa anche addentrarsi nella sua incredibile e antichissima cultura ricca di tradizioni. Ma, al di là di quei luoghi battuti costantemente dai turisti e che le innumerevoli guide ci raccontano, esiste anche una Cina sconosciuta e insolita, che vale la pena svelare a quel viaggiatore attento e sempre a caccia di meraviglie.

    La provincia di Sichuan, con la città di Chengdu, è una fetta della Cina dove il verde incornicia i paesaggi e rende la vita molto meno stressante rispetto alle altre città cinesi. La caratteristica qui è la presenza dei Panda dalle grandi dimensioni. Osservare da vicino questi animali caratteristici del luogo è una esperienza che qualsiasi viaggiatore ama vivere. Il Panda è un animale dolcissimo e goffo, trascorre le sue giornate facendo lunghi pisolini e soprattutto giocando con gli altri simili, spostandosi tra un albero e l’altro. L’animale purtroppo è in via di estinzione e per questo è molto tutelato e protetto. Oltre ai Panda Giganti si possono trovare anche i Panda Rossi, le cui dimensioni sono più ridotte.

    Le piscine naturali di Huanglong permettono la scoperta di quella Cina insolita dove ammirare anche qui quel Panda Gigante che ha appena fatto capolino, ma insieme ad un altro animale questa volta, la Scimmia Dorata. Le stupende conche naturali sono state create dai depositi di calcite dal colore giallastro all’interno delle quali si accumulano acque meravigliose. Se si osserva da lontano la forma delle piscine naturali ricorda molto il dragone gigante, il nome Huanglong significa “Dragone Giallo”.

    Suzhou, è una cittadina dove davvero chi vi arriva percepisce che il tempo si sia letteralmente congelato. Qui, tutto è lento, questa è la “Città della Seta” ma è anche nota come la “Venezia d’Oriente” per la presenza dei suoi suggestivi canali che attraversano in lungo e in largo la deliziosa cittadina cinese. Il viaggiatore si ritroverà catapultato nel passato, con la presenza di quella architettura tipica della Cina, dettata da quei vicoli stretti e i canali. Per chiunque cerchi un angolo romantico e di pace, questo è il luogo giusto. Poco distante da Suzhou si trova il borgo di Tongli, un villaggio molto antico, ma decisamente ben preservato nel corso degli anni, con i suoi ponti di pietra. Arrivare qui significa immergersi in un paesaggio davvero surreale, dove il tempo si è letteralmente fermato.

    Yangshuo, con il fiume Li e l’Impression Sanjie Liu fanno parte di quella Cina insolita dove non c’è il turismo di massa, ma solo scenari rurali, autentici e inaspettati. Qui si assiste ad uno spettacolo meraviglioso quando la natura diventa un palcoscenico e le persone comuni sono gli attori, proprio da questo connubio nasce l’Impression Sanjie Liu.

    Si tratta del più grande teatro naturale utilizzando le acque del Fiume Li come palcoscenico. Uno spettacolo notturno unico al mondo, che si svolge all’aperto. Uno show naturale, i cui 600 attori – contadini e pescatori – sono i veri abitanti del luogo. Non fanno altro che interpretare la loro vita, con le loro tradizioni, il tutto dettato dalla lentezza, grazia e pacatezza dei loro gesti e movimenti. Uno spettacolo incantevole della durata di un’ora incorniciato tra luci, suoni, musiche e giochi di acqua. Avviene dopo il tramonto e racconta la storia di una ragazza mitologica, Sanjie Liu, una cantante dalla voce portentosa. Lo spettacolo mette in scena agli occhi del pubblico la storia e la cultura degli abitanti di Yangshuo, le persone si muovono sull’acqua e creano uno scenario meraviglioso. Lo spettacolo Impression Sanjie Liu racconta al viaggiatore la storia di questi abitanti appartenenti a quella Cina rurale, meno conosciuta dai turisti e per questo decisamente affascinante.

    Le Montagne Gialle Huangshan, anche esse inserite nei Patrimoni dell’umanità UNESCO, sono sicuramente un itinerario al di là dei classici tour turistici. Siamo nella provincia dell’Anhui, nella parte orientale della Cina, una zona considerata forse la più bella del Paese. Il paesaggio regala delle emozioni infinite tra picchi granitici, i famosi pini dello Huangshan – alberi modellati grazie ai fenomeni atmosferici – e non mancano quelle formazioni nuvolose tanto suggestive allo sguardo del viaggiatore alla ricerca di emozioni. Per chi ama immortalare il panorama ci sono diversi scorci da ammirare come l’Area termale, detta il “Mare del Nord”, l’Area “Paravento di Giada”, la “Valle dei Pini”, l’Area della Valle delle Nuvole e poi l’Area delle Nuvole Bianche.

    Il Tempio sospeso di Hengshan, incastonato nella montagna, con il fine di proteggerlo dal sole e dalle intemperie, si trova ad un paio di ore dalla città di Datong ed è un meraviglioso monastero sospeso a 75 metri di altezza. Si colloca sulle pendici del Monte Heng, ossia una delle cinque montagne sacre della Cina. Il Tempio possiede 40 stanze, collegate tra corridoi all’aperto a picco sulla montagna e gli elementi al loro interno richiamano le tre religioni: taoismo, confucianesimo e buddhismo.

    Xi’an e l’esercito di terracotta sono una tappa imperdibile alla scoperta della regione centrale più grande della Cina. Nel 1974 un contadino scoprì, per caso, un tesoro antico, il mausoleo dell’Imperatore Quin Shi Huang e il suo esercito di terracotta. Attualmente ci sono ben 8000 statue tra carri, soldati a cavallo, guerrieri, arcieri, tutti facenti parte del corredo funebre dell’Imperatore, per proteggere la sua casa anche in un’altra vita, quella dell’aldilà.

    La Città sommersa di Shicheng “dorme” tranquilla sul fondo del Lago Qindao. Quando il governo cinese decise di creare una centrale idroelettrica sul fiume Xin’An fu necessaria la creazione di un bacino di acqua nella valle in cui sorgeva la città di Shi Cheng. Fu così che la popolazione fu trasferita altrove, la valle si allagò e la città fu sommersa. Per visitare questa meraviglia si organizzano immersioni esplorative guidate per addentrarsi nella profondità del lago e ammirare la bellezza sommersa.

    Il Lago di Lugu, nello Yunnan, raggiungibile in circa 7 ore di autobus da Lijiang, viene considerato un luogo che custodisce un segreto, in una Cina insolita dove il ruolo del capofamiglia è quello della donna. Questo infatti è il regno delle donne Mosuo, ossia un’etnia cinese composta da circa 50.000 mila persone, dove la vita familiare e lavorativa viene gestita dalle donne. La visita attira chiunque voglia scoprire, oltre alle bellezze del paesaggio e della natura, anche questo aspetto matriarcale del luogo.

    Scoprire una Cina insolita significa anche visitare Zhangjajie, con il Parco degli Avatar dislocato su una superficie di 48 km quadrati, talmente grande che la visita richiede almeno tre giorni. Questo è un luogo spettacolare tanto da essere considerato Patrimonio dell’Unesco. La sua celebrità è arrivata soprattutto grazie al film Avatar nel 2009 girato proprio in questi luoghi, le cui montagne meravigliose e mozzafiato – dette Pilastri Celesti e ora conosciute come Montagne Avatar Hallelujah – hanno ispirato la realizzazione del film. Nel Parco si è rapiti dalla spettacolarità della natura, dettata da ruscelli, pilastri di sabbia e una vegetazione rigogliosa. Fiore all’occhiello della visita è la suggestiva passeggiata sul famoso Ponte di Vetro, una esperienza decisamente impressionante ma molto nota a chiunque si trovi da queste parti e non resiste alla tentazione. Il ponte è sospeso a 260 metri ed è lungo mezzo chilometro unendo le due cime del parco. Per chi ama l’adrenalina, la visita è decisamente da fare.

    Per chi ama il rischio e non certo la tranquillità cosa c’è di meglio di una passeggiata sul Monte Hua Shan, uno dei percorsi più pericolosi e terrificanti del mondo. E allora tutti pronti per ben 4 ore di camminata lungo piccoli scalini incastonati nella roccia, a questi si aggiunge il sentiero Changkong Zhandao, una stretta passerella in legno traballante. All’inizio del percorso si consiglia sempre di acquistare o noleggiare un’imbracatura con la quale legarsi alla catena di ferro che scorre lungo il percorso. Dopo la passeggiata “pericolosa” ci si rilassa nel piccolo santuario sul dirupo che offre una stupefacente vista panoramica.

    Ma non si può lasciare la Cina senza aver visitato e passeggiato su una delle sette meraviglie del mondo, la Grande Muraglia. Questo lo sanno bene i turisti e anche i viaggiatori. Il percorso è decisamente lunghissimo, ben 9000 chilometri, e scegliere la sezione da percorrere è sempre una sfida. Quella di Mutianyu, un tratto di 70 km da Pechino, è una passeggiata non solo meno impegnativa ma anche meno turistica e caotica rispetto alle altre sezioni della Grande Muraglia e regala una vista mozzafiato sui paesaggi. Il tratto delle mura è conservato benissimo e si raggiunge anche con una funivia.

    Eccola ai vostri occhi la Cina delle meraviglie, non troppo turistica, ma per un viaggiatore lento, attento e a caccia di emozioni, sempre in bilico tra il passato, le tradizioni, la natura e quel pizzico di adrenalina che non guasta mai!

  • Filly di Somma

    Che Venezia sia una città affascinante dove a volte il tempo sembra fermarsi, questo lo sappiamo bene e non è un caso che la città sia visitata da viaggiatori di tutto il mondo. Tra i suoi ponti, vicoli, calle, canali e gondole, l’atmosfera rapisce chiunque. Ma a Venezia c’è una libreria dove i libri vengono conservati in gondole e vecchie barche proprio per proteggerli dalle inondazioni, che sono frequenti in questa città. L’ambiente è un microcosmo di suggestioni veneziane, con libri di ogni genere, arredi insoliti, la presenza amichevole di gatti e, naturalmente, l’acqua alta che occasionalmente invade il negozio.

    Questa libreria veneziana è visitata da turisti provenienti da tutto il mondo e la sua storia è un racconto affascinante che inizia nel 2002, quando Luigi Frizzo, originario di Vicenza ma innamorato di Venezia, decide di avviare il progetto. La libreria Acqua Alta – questo il nome di un luogo veneziano dove il tempo è scandito da pagine ingiallite – utilizza delle vasche da bagno, ma anche delle gondole e delle barche come scaffali proprio per salvare i libri quando l’acqua si alza e risulta essere pericolosa per il deterioramento della carta.

    Il nome della libreria significa letteralmente “Libreria delle Acque Alte”, il luogo è considerato un vero e proprio labirinto letterario, dove i visitatori una volta entrati si ritrovano davanti dei libri, passeggiando tra barche piene di pagine ingiallite dal tempo che conferiscono un fascino incredibile a questo luogo. Questo è sicuramente un angolo magico per tutti gli amanti dei libri​ e poi la libreria colpisce anche per la sua atmosfera bohémien, quel lato “zingaresco” che la rende speciale, infatti i volumi sono disposti in modo caotico e forse proprio questo è il fascino del luogo.

    I gatti pigri riposano tra gli scaffali. La loro presenza crea un senso di calma e familiarità, quasi come se fossero dei guardiani tranquilli di tutte quelle storie che si celano tra gli scaffali della libreria.​ Qui si trovano i tesori letterari di epoche e lingue diverse. Chi entra in questo luogo viene subito attratto dalla famosa scalinata fatta di libri antichi, dove i visitatori salgono per ammirare una vista spettacolare su quei canali veneziani dove lo sguardo si perde fino all’infinito.

    “Follow the books”, e lo sguardo si perde sui canali veneziani.

    La libreria ospita una vasta selezione di libri nuovi di recente pubblicazione, libri usati, volumi rari, edizioni antiche e moderne e una selezione a tema Venezia.​ Tra gli scaffali, potrete esplorare libri che trattano d’Arte veneziana, immergervi nella storia della Repubblica di Venezia, celebrare le imbarcazioni che solcano i canali, scoprire la cucina locale attraverso ricette tradizionali, viaggiare attraverso romanzi ambientati nella città lagunare e catturare l’essenza del teatro veneziano.​ I volumi di saggistica approfondiscono aspetti culturali specifici locali, mentre libri sul e in dialetto offrono una finestra linguistica sulla vita quotidiana unica di Venezia.​

    La collezione offre un viaggio attraverso l’arte, l’architettura, il cinema, la musica, la fotografia e il teatro.​ Nei reparti dedicati, si possono trovare opere che esplorano capolavori e artisti di diverse epoche. Assortimento ricco e variegato di libri che spaziano attraverso diversi generi e epoche letterarie. All’interno di questo spazio, potrete esplorare una vasta selezione di opere, con particolare attenzione alla letteratura italiana e straniera, alla narrativa moderna e contemporanea.​ Nelle scaffalature troverete sezioni dedicate alla fantascienza e al fantasy. Se siete alla ricerca di storie coinvolgenti per i più giovani, non mancano libri per bambini e ragazzi.​ Per coloro che amano viaggiare nel tempo attraverso le pagine di un libro, è presente la sezione dei romanzi storici. Per i più romantici invece c’è un’ampia selezione di libri di poesia.​ La sezione dedicata alla saggistica offre una varietà di opere che abbraccia i classici greci e latini.​ Sono presenti libri di storia e filosofia dei maggiori esponenti passati, moderni e contemporanei.​ La sezione di psicologia offre opere che esplorano i meccanismi della psiche.​ Numerosi i volumi dedicati alla sociopedagogia.​ Infine, non manca la sezione dedicata alle biografie.

    La libreria Acqua Alta  non è solo uno spazio fisico, ma un racconto vivo di storie, un intreccio di parole che si svela attraverso corridoi stretti e spazi inaspettati, dove le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

    Se siete a Venezia, lasciatevi catturare da questo luogo magico, una immersione tra libri ed emozioni.

    Foto copertina e interne copyright @https://www.libreriacqualta.it/