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Filly di Somma
Il Louvre è uno dei musei più visitati al mondo, complice la presenza di una delle opere del grande genio di Leonardo Da Vinci da sempre molto contesa, tra Italia e Francia.
La Gioconda – tanto ammirata e fotografata dagli innumerevoli turisti che ogni anno “affollano” letteralmente il museo e in particolare la stanza dove è esposta l’opera – non sta vivendo un buon momento e nemmeno il museo che la ospita.
La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, è databile al 1503-1506. Una donna sfuggente, ironica e sensuale.

IG@museelouvre
L’opera viene ammirata ogni giorno da circa trentamila visitatori, ovvero l’80% di coloro che entrano al Museo del Louvre in cui è esposta, tanto che nella grande sala in cui si trova, un cordone deve tenere a debita distanza le persone. Eppure non basta!
Il grido d’allarme circa le attuali condizioni del Museo del Louvre non va affatto sottovalutato.
Laurence des Cars, presidente e direttrice del celebre museo, ha inviato a metà gennaio una lettera alla ministra della Cultura Rachida Dati nella quale denunciava lo stato di degrado del Louvre e chiedeva di intervenire il prima possibile.
Nella lettera si puntava proprio l’attenzione sulla sala che ospita la Gioconda di Leonardo da Vinci.
Al di là dell’affollamento sempre più stressante, ci sono anche delle attrezzature vetuste e delle “variazioni di temperatura” nelle sale che mettono a repentaglio la conservazione delle opere.

IG@museelouvre
Eppure la Gioconda continua a soffrire e bisogna agire subito, onde evitare il peggio. Una regione italiana si è candidata a riportare “a casa” la meravigliosa opera di Leonardo Da Vinci. L’Italia è pronta ad asciugare le “lacrime” della Gioconda e a ospitare l’opera, seppur in modo temporaneo, in Lombardia. Sarebbe ottimale farlo in previsione di uno degli eventi che porterà molta affluenza di visitatori in questa regione, ossia le Olimpiadi invernali di Milano Cortina del 2026.
La situazione del Louvre è allarmante, con la “moltiplicazione di avarie” – come è stato denunciato nella lettera della presidente e direttrice del museo – e soprattutto con la impellente necessità di lavori strutturali urgenti. E poi questa famosa Gioconda merita una collocazione diversa che la farebbe soffrire di meno. Il Louvre è a rischio a causa dei milioni di visitatori che affollano continuamente i suoi edifici e sale, a caccia di selfie, like e scatti da postare. La situazione del Louvre è allarmante, con la “moltiplicazione di avarie” – come denuncia nella lettera la presidente e direttrice del museo – e soprattutto con la impellente necessità di lavori strutturali urgenti. E poi questa famosa Gioconda merita una collocazione diversa che la farebbe soffrire di meno. Il Louvre è a rischio a causa dei milioni di visitatori che affollano continuamente i suoi edifici e sale, a caccia di selfie, like e scatti da postare. La Gioconda sta diventando sempre più “instagrammabile” per compiacere quel mondo digitale sempre in crescita.
Ma fino a che punto?
C’è addirittura chi si porta una piccola sedia pieghevole e si accomoda ad ammirare la Gioconda per ore, come se stesse in un parco, senza rendersi conto che si è all’interno di un museo di tutto rispetto.
Per fortuna il martedì è il giorno di chiusura del Louvre e la Gioconda ritrova la sua pace e serenità per 24 ore.
L’Italia ci tiene a precisare che la proposta di “ospitare” temporaneamente la Gioconda non è sicuramente un atto di rivendicazione di un dipinto che è sempre stato conteso tra Francia e Italia, ma solo una “consolazione e protezione” temporanee di un’opera d’arte che merita certamente molto rispetto.
Non va dimenticato che Milano ospita già diverse rappresentazioni di Leonardo. Basti pensare al Cenacolo Vinciano che raffigura l’ultima cena di Gesù. Il ritratto di musico, il Codice atlantico, le decorazioni nella Sala delle Asse del Castello Sforzesco. La Gioconda andrebbe ad arricchire la collezione e sarebbe sicuramente un vanto per la regione Lombardia e per l’Italia intera.
Non tutti sanno che la Gioconda fu rubata per essere riportata in Italia e nel 1913 fu esposta per un giorno e mezzo alla Pinacoteca di Brera. La sua “sosta” in Italia fu brevissima. Eppure sarebbe proprio questo luogo quello adatto a ospitare il dipinto.
Ovviamente si attende che il governo francese prenda delle decisioni in merito allo spostamento del dipinto e a eventuali, ma necessarie, ristrutturazioni del Louvre.
Chissà se la Francia dirà “sì” al trasferimento temporaneo di Monna Lisa in Italia.
Il commento del deputato milanese Maurizio Lupi fa sorridere tutti:
“Se i francesi ogni tanto ci ridanno qualcosa…Noi gli ridiamo la pietà di Michelangelo e loro ci danno La Gioconda”
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Foto copertina : PIXABAY
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Filly di Somma
Si chiama Paris Legendre ed è un delizioso e accogliente albergo di sole 33 camere a due passi dalla collina di Montmartre, quella “butte” degli artisti che da sempre fa sognare parigini e viaggiatori di tutto il mondo.

La sua posizione è davvero strategica, tra il quartiere di Batignolles e Montmartre. Siamo in una strada molto tranquilla, ma a due passi ci sono tanti negozi e ristoranti, lì dove la vita parigina pullula in tutto il suo charme. L’Hôtel Paris Legendre è davvero il luogo ideale dove alloggiare quando si arriva a Parigi.

Ci sono 33 camere, e si può scegliere tra le singole e le doppie, tutte sono spaziose e ben attrezzate, non mancano le superior. Tutte le camere sono perfettamente insonorizzate per un relax totale dalla frenesia di una città sempre in movimento. Una gustosa colazione a buffet viene servita per un dolce risveglio e per prepararsi alla vita parigina. Ogni mattina, la sala colazioni dell’Hotel Paris Legendre accoglie i viaggiatori per un gustoso ed energizzante primo pasto della giornata. Dalle 06:30 alle 09:30, si trova un assortimento a buffet di pane e dolci, salumi e formaggi, macedonia, yogurt e cereali. Vengono inoltre fornite bevande calde e fredde. Il tutto al costo di 13€. Il modo migliore per iniziare la giornata a Parigi!

Tutti i comfort sono garantiti all’Hotel Paris Legendre il quale oltre a essere dotato di un ascensore ha anche un deposito bagagli, per tutti coloro che dopo il check-out, pronti alla partenza, vogliono godere di Parigi ancora per qualche ora, prima di lasciare la città, senza dover portare le valigie con sé.

La connessione Wi-Fi è accessibile gratuitamente in tutto l’hotel. In camera sono disponibili anche una cassaforte e un televisore HD con 18 canali.
Un fiore all’occhiello di questa struttura è che i nostri amici a quattro zampe sono i benvenuti e questo renderà felici tutti coloro che hanno cani e gatti a seguito. Solo un animale per camera è permesso, al costo di €15 al giorno.

L’Hotel Paris Legendre è situato in una strada tranquilla nel cuore di un quartiere vivace, dove la vita pullula. La vicinanza di Montmartre è a soli 15 minuti a piedi.
Un’oasi di pace per ciascun viaggiatore!!
Hotel Paris Legendre
149 rue Legendre – 75017 – Paris+33146275173
reservations@hotelparislegendre.com____________
Foto copertina – copyright IG@hotelparislegendre17
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Filly di Somma
La coquille Saint-Jacques – ossia la capesanta – viene da sempre considerata un’istituzione a Parigi ma in particolar modo nel pittoresco quartiere di Montmartre. Qui sulla “butte” di Parigi, una delle tante, ma forse quella più amata per svariati motivi, la magia è sempre viva. Nessun parigino rinuncia a questo prodotto di mare così gustoso e nemmeno chi è di passaggio a Parigi.I luoghi dove viene pescata La coquille Saint-Jacques sono La Baia di Saint-Brieuc, Erquy, Saint-Quay-Portrieux e Loguivy-de-la-Mer. Questi pescherecci specializzati nella pesca delle coquilles Saint-Jacques sono chiamati “coquilliers”, i prodotti si trovano nei fondali sabbiosi tra i 5 e i 40 metri di profondità.
Quest’anno, proprio nei giorni del 25 e il 26 gennaio 2025, è sicuramente imperdibile partecipare al Festival delle Capesante in questa deliziosa collina di Montmartre che da sempre affascina in molti. In questo fine settimana di gennaio la festa è dedicata alle capesante della baia di Saint-Brieuc. Un tuffo nella gastronomia locale, la tradizione, i prodotti bretoni e l’atmosfera festosa, è proprio quello che ci vuole.

crediti: http://www.bretagne.cci.fr
Diverse le attività in programma durante il festival, come degustazioni gratuite di capesante e numerose altre attività sulla Place des Abbesses, considerata il punto di partenza per scoprire la magia di Montmartre. Da qui si diramano le tante stradine che incorniciano il quartiere.
Il 25 gennaio, dalle 9 alle 20, e il 26 gennaio, dalle 10 alle 19, si respirerà una vera e propria brezza marina nel pittoresco quartiere. La Festa della Capasanta a Montmartre è in collaborazione con l’associazione Réginéenne de la Coquille Saint-Jacques e la Commanderie du Clos Montmartre.
Durante le due giornate, i produttori della regione di Costarmoric offriranno capesante, pesce, crostacei e ostriche, oltre a specialità locali direttamente dalla Bretagna. Il festival non è solo un evento gastronomico, ma anche un’occasione per parlare con i professionisti dell’industria ittica, comprendere meglio il loro mestiere e assistere a dimostrazioni. Insomma un vero e proprio “tuffo” nel mare della Bretagna, restando a Parigi.
Non mancheranno gli eventi folcloristici, la musica e la scoperta delle tante tradizioni di una delle regioni molto amate della Francia. La Place des Abbesses diventa un luogo dove si può respirare l’aria di mare, assaporare le specialità e vivere dei momenti davvero memorabili.
Tutti a caccia di capesante fresche e di un cestino pieno di sapori di mare.
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INFORMAZIONI PRATICHE
DATE E ORARI
Dal 25 gennaio 2025 al 26 gennaio 2025
Place des Abbesses.
75018 ParigiSITO UFFICIALE
http://www.bretagne.cci.fr___________________
Foto copertina – crediti – http://www.bretagne.cci.fr
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Filly di Somma
Elle s’appelle La Libreria et elle est née en 2006 grâce à deux personnes incroyables qui ont fait de ce lieu un véritable point de rencontre pour les amateurs de lecture italiens et français.
Florence Raut et Andrea De Ritis ont créé un petit, mais charmant espace dédié à l’Italie au cœur de Paris, une ville qui a toujours regorgé de librairies en tout genre. La librairie est située au cœur du 9e arrondissement de Paris, dans le quartier du Faubourg Poissonnière.

Copyright – https://www.libreria.fr/ – Florence e Andrea
Andrea est italien, mais il a souvent voyagé entre les deux villes, Rome et Paris, et travaille comme traducteur littéraire. Florence est française, mais l’Italie fait partie de sa vie, puisqu’elle a vécu à Rome pendant un certain temps.
Paris, Rome et une passion pour l’écriture et la littérature sont les ingrédients qui ont poussé les deux partenaires à se lancer dans cette incroyable aventure.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
Il suffit de passer devant les vitrines pour être immédiatement attirés par le choix de livres que l’on y trouve, qu’il s’agisse d’essais sur Pasolini en français, ou de grands classiques italiens, mais aussi de nouveautés d’auteurs français. La littérature italienne traduite en français occupe une place très importante dans la librairie, tout comme la littérature étrangère traduite en italien. Les livres scolaires pour l’apprentissage de la langue italienne ne manquent pas non plus.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
L’idée initiale était de ne proposer que des livres en italien, mais Florence et Andrea se sont ensuite rendu compte qu’il manquait un véritable point de rencontre littéraire dans ce quartier très dynamique du 9ᵉ arrondissement. C’est ainsi qu’en plus des auteurs italiens aux textes en langue originale – issus de grandes et petites maisons d’édition – Florence et Andrea ont décidé de proposer également une sélection de livres de littérature française. Qu’il s’agisse de littérature classique ou contemporaine, mais aussi d’autres nationalités, Florence et Andrea s’inscrivent ainsi clairement dans le paysage éditorial français.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
Les clients de la librairie sont à la fois français et italiens, et donc d’âges différents. Ceux qui ont un lien avec l’Italie redécouvrent ce pays incroyable à travers les livres et aussi à travers la langue. Mais les Français aiment aussi l’Italie et entrent ainsi dans la librairie pour redécouvrir la culture d’un pays riche en traditions et dont la langue a toujours fasciné.
Le pont entre la France et l’Italie est au cœur de ce lieu incroyable où se mêlent les deux cultures, française et italienne. Le monde de l’écriture y occupe aussi une place prépondérante, au point d’organiser régulièrement des rencontres avec des auteurs italiens et français.
La Librairie a reçu le Label LIR, acronyme de Librairie Indépendante de Référence.
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La Librairie
89, rue du Fbg Poissonnière
75009 Parisphoto de couverture Copyright – https://www.libreria.fr/ – Florence e Andrea
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Filly di Somma
Si chiama La Libreria ed è nata nel 2006 grazie a due persone incredibili che hanno reso questo luogo un vero punto di incontro per gli amanti della lettura italiana e francese.
Florence Raut e il suo socio Andrea De Ritis, hanno creato un piccolo ma delizioso spazio dedicato proprio all’Italia nel cuore di Parigi, una città che da sempre pullula di librerie di ogni sorta. La Libreria è situata nel cuore del IX arrondissement di Parigi, siamo infatti nel quartiere di Faubourg Poissonnière.
Andrea è italiano, ma ha viaggiato spesso tra le due città di Roma e Parigi, e svolge l’attività di traduttore letterario. Florence è francese, ma l’Italia ha fatto parte della sua vita, avendo vissuto per un periodo a Roma.
Parigi, Roma, la passione per la scrittura e la letteratura, sono stati gli ingredienti che hanno fatto sì che i due soci si cimentassero in questa incredibile avventura.

Copyright – https://www.libreria.fr/ – Florence e Andrea
Basta passare davanti alle vetrine e si è immediatamente attratti dalla selezione di libri che si possono trovare, tra cui saggi su Pasolini in lingua francese, oppure i grandi classici italiani, ma anche le nuove uscite di autori francesi. La letteratura italiana tradotta in francese possiede uno spazio molto importante in libreria, come anche la letteratura straniera tradotta in italiano. Non mancano poi i libri scolastici per imparare la lingua italiana.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
L’idea iniziale era di avere solo libri in lingua italiana, ma Florence e Andrea si sono poi resi conto che mancava un vero punto di incontro letterario in questo quartiere così dinamico del IX arrondissement. Fu così che oltre agli autori italiani con testi in lingua originale – appartenenti a grandi e piccole case editrici – Florence e Andrea hanno deciso di offrire anche una selezione di libri di letteratura francese. Che sia classica o contemporanea, ma anche di altre nazionalità, Florence e Andrea in questo modo si sono chiaramente affacciati a quello che è il panorama dell’editoria francese.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
I clienti che entrano in Libreria, sono sia francesi che italiani, e poi di diverse fasce di età. Chi ha un legame con l’Italia riscopre questo incredibile paese attraverso i libri e anche la lingua. Eppure anche i francesi amano l’Italia e quindi entrano in libreria per riscoprire la cultura di un paese ricco di tradizioni e la cui lingua affascina da sempre.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
Il ponte tra Francia e Italia è alla base di questo luogo incredibile dove le due culture – quella francese e quella italiana – si fondono. Qui anche il mondo della scrittura è protagonista, tanto da organizzare regolarmente incontri con gli autori italiani e francesi.
La Libreria ha ottenuto il Label LIR, acronimo per indicare le Librerie Indipendenti di Riferimento.
LA LIBRERIA
89, rue du Fbg Poissonnière
75009 Paris______________
Foto copertina: Copyright – https://www.libreria.fr/
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Filly di Somma
Claire Tabouret va réaliser quelque chose de très beau et de très attendu à Paris, en France et dans le monde entier, pour tous les amoureux d’une cathédrale emblématique qui n’est pas seulement un lieu de culte mais l’âme véritable de toute une nation.
Le projet de l’artiste portera sur les nouveaux vitraux de Notre-Dame.
La cathédrale parisienne a rouvert ses portes le 8 décembre 2024 après le terrible incendie qui l’a ravagée en 2019. Bien qu’elle soit magnifique, après des travaux de rénovation minutieux qui ont duré plusieurs années, il reste encore des choses à « retoucher » pour « raviver » son incroyable splendeur.
Le projet de l’artiste Claire Tabouret – qui jouera un rôle décisif dans le nouveau visage de Notre-Dame – s’inspirera précisément du thème de la Pentecôte. Il faudra être patient pour voir le résultat final, tant attendu par tous. Le projet devrait être achevé à la fin de l’année 2026.
L’artiste

Copyright: https://www.clairetabouret.com/ – Photo de Guillame Ziccarelli
Claire Tabouret, née en 1981, est une artiste peintre et sculpteur française. Elle vit et travaille actuellement à Los Angeles. En 2006, elle est diplômée en arts plastiques de l’École nationale supérieure de beaux-arts de Paris. Le nom de Claire Tabouret est désormais connu de tous puisque c’est elle qui réalisera les nouveaux vitraux de la plus belle et fascinante cathédrale de Paris, Notre-Dame.
Le prestige est en effet grand, puisque cette artiste a été choisie parmi plusieurs candidats et noms d’un certain calibre, tels que Jean-Michel Alberola, Daniel Buren, Philippe Parreno, Yan Pei-Ming, Christine Safa, Gérard Traquandi et Flavie Vincent-Petit.
Le projet
L’artiste travaillera sur un projet très important et passionnant – six nouvelles verrières pour les chapelles de la nef situées dans la partie sud de la cathédrale – en collaboration avec l’atelier du maître verrier Simon-Marq.
L’artiste a déclaré : « Dans une époque comme la nôtre marquée par les guerres, les divisions et les tensions extrêmes, cette opportunité de mettre mon art au service de l’unité à travers le thème de la Pentecôte est une magnifique main tendue ». Comme l’écrit également le communiqué de presse, la proposition de Claire Tabouret répond aux exigences de la cathédrale, ce qui a certainement joué en sa faveur pour qu’elle soit choisie comme artiste.
Claire Tabouret a également déclaré : « J’ai envisagé le parcours du visiteur comme un voyage profondément personnel et spirituel à travers Notre-Dame. Il me semble essentiel de réaliser des vitraux qui aient la bonne présence, accompagnent ce mouvement dans l’espace et servent de support visuel au voyage intérieur, mais sans s’imposer aux visiteurs ».
Pour le projet de construction des six verrières – soit une surface vitrée de 121 m² – nous avons dit que Claire Tabouret travaillerait avec les ateliers du maître verrier Simon-Marq. Ce choix est un véritable coup de chapeau à l’incroyable projet, car ces ateliers ont une longue histoire à raconter, puisqu’ils ont été fondés il y a près de 400 ans.
L’enjeu est de taille : parvenir à recréer la lumière neutre de Viollet-le-Duc, l’architecte restaurateur français à l’origine de la restauration de la cathédrale Notre-Dame au 19ème siècle. Le défi de Claire Tabouret sera d’équilibrer les couleurs pour ne pas dénaturer un aspect important, celui de la lumière blanche. Pour mener à bien ce projet, la suppression des vitraux historiques n’a pas manqué de susciter des polémiques. Il faudra du temps, entre les six mois d’études et la réalisation de la toiture en au moins 18 mois. Ainsi, selon les calculs, les nouveaux vitraux seront posés fin 2026.
Le compte à rebours a commencé pour tout le monde et nous attendons avec impatience.
Notre-Dame de Paris va renaître une nouvelle fois, aux yeux de la France et du monde.
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photo de couverture : copyright https://www.clairetabouret.com/ – Photo de Guillame Ziccarelli
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Filly di Somma
Claire Tabouret realizzerà un qualcosa di molto bello e atteso a Parigi, in Francia e nel mondo intero, per tutti gli amanti di una cattedrale simbolica che non è solo un luogo di culto ma è la vera anima di una intera nazione.
Il progetto dell’artista riguarderà le nuove vetrate di Notre-Dame.
La cattedrale di Parigi ha riaperto le sue porte l’8 dicembre del 2024 dopo il terribile incendio che la devastò nel 2019. Nonostante sia bellissima, dopo un attento lavoro di ristrutturazione che ha impiegato non pochi anni, c’è ancora qualcosa da “ritoccare” per “riaccendere” il suo incredibile splendore.
Il progetto dell’artista Claire Tabouret – la quale avrà un ruolo decisivo nella nuova veste di Notre-Dame – sarà ispirato proprio al tema della Pentecoste. Ci vorrà pazienza per vedere il risultato finale, tanto atteso da tutti. Il progetto dovrebbe vedere la sua conclusione entro la fine del 2026.
L’artista

Copyright : https://www.clairetabouret.com/ – Foto di : Guillame Ziccarelli
Claire Tabouret, classe 1981 è una pittrice e scultrice francese. Attualmente vive e lavora a Los Angeles. Nel 2006 ha conseguito il diploma in arti plastiche presso la Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti di Parigi. Il nome di Claire Tabouret oramai è noto a molti dato che sarà proprio lei a realizzare le nuove vetrate della più bella e affascinante cattedrale di Parigi, Notre-Dame.
Il prestigio è davvero grande, visto che questa artista è stata scelta tra vari candidati e nomi di un certo calibro, come Jean-Michel Alberola, Daniel Buren, Philippe Parreno, Yan Pei-Ming, Christine Safa, Gérard Traquandi e Flavie Vincent-Petit.
Il progetto
L’artista lavorerà a un progetto molto importante ed entusiasmante – il quale si concentrerà su sei nuove coperture in vetro per le cappelle di quella navata collocata nella parte sud della cattedrale – e lo farà insieme al laboratorio del maestro vetraio Simon-Marq.
L’artista ha dichiarato che «In un tempo come il nostro segnato da guerre, divisioni e tensioni estreme, questa opportunità di mettere la mia arte al servizio dell’unità attraverso il tema della Pentecoste è una magnifica mano tesa». Come è stato scritto anche nel comunicato stampa, la proposta di Claire Tabouret soddisfa i requisiti della cattedrale e questo è stato sicuramente un punto a suo favore, per far sì che venisse scelta proprio lei come artista.
Claire Tabouret ha ancora dichiarato che «Ho visto il percorso del visitatore come un viaggio profondamente personale e spirituale attraverso Notre-Dame. Mi sembra fondamentale realizzare vetrate che abbiano la giusta presenza, accompagnino questo movimento nello spazio e fungano da supporto visivo al viaggio interiore, ma senza imporsi ai visitatori».
Per il progetto che prevede la realizzazione delle sei coperture in vetro – e si tratta di una superficie vetrata di 121 m² – abbiamo detto che Claire Tabouret collaborerà con i laboratori del maestro vetraio Simon-Marq. Questa scelta è sicuramente un vero fiore all’occhiello per l’incredibile progetto, infatti questi laboratori hanno una lunga storia da raccontare, essendo stati fondati quasi 400 anni fa.
Ci sarà una importante sfida, ossia quella di riuscire a ricreare la luce neutra di Viollet-le-Duc, l’architetto e restauratore francese il quale si occupò del restauro della Cattedrale di Notre-Dame nel lontano XIX secolo. La sfida di Claire Tabouret sarà quella di bilanciare i colori proprio per non distorcere un aspetto importante, ossia quello della luce bianca. Per portare a termine il progetto, non sono mancate le polemiche vista la rimozione delle vetrate storiche. Ci vorrà del tempo, tra i sei mesi di studi e la realizzazione delle coperture in almeno 18 mesi. Quindi, secondo i calcoli, le nuove vetrate saranno installate alla fine del 2026.
Il countdown è cominciato per tutti e siamo in trepidante attesa.
Notre-Dame de Paris rinascerà ancora una ennesima volta, agli occhi della Francia e del mondo.
Crediti foto copertina e interna: copyright https://www.clairetabouret.com/ – foto di Guillame Ziccarelli
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Filly di Somma
Nella primavera del 2025 Roma si arricchirà di una nuova apertura alberghiera: Art’otel Rome Piazza Sallustio. Alla base di ogni art’otel c’è sempre un Signature Artist che mette la sua “mano d’artista” quasi come se fosse una firma.
La data sarebbe quella del 6 marzo 2025 e vedrà la nascita di un albergo cinque stelle ispirato all’arte. Sarà proprio la presenza dell’ artista contemporaneo romano Pietro Ruffo a dare un tocco originale a questo albergo nel cuore pulsante di una delle piazze più belle di Roma, Piazza Sallustio, e precisamente al numero 18, dove le porte si apriranno al mondo.

https://www.radissonhotels.com/it-it/hotel/artotel-rome-piazza-sallustio
Il luogo romano dove sorge questo albergo “artistico” è quella degli Horti Sallustiani – il cui nome deriva dallo storico Sallustio – e costituivano, insieme ai giardini e alla villa, il più grande parco monumentale di Roma. Si tratta di un’ area molto vasta che è compresa tra quelle strade che oggi sono conosciute come Via Salaria, Via Veneto, Via XX Settembre e le Mura Aureliane.
Oggi, a Piazza Sallustio si possono vedere, ad una profondità di ben 14 metri dal livello stradale, i resti di un grande complesso con tre insiemi di edifici. Il principale di questi è una ampia sala circolare coperta da una cupola. Nelle pareti si notano anche delle nicchie.Dagli Horti Sallustiani provengono molte sculture famose, basti pensare a Galata Morente conservato nei Musei Capitolini, oppure il Galata Suicida o ancora il Trono Ludovisi il quale lo si ammira a Palazzo Altemps. Anche l’obelisco in cima alla scalinata di Trinità dei Monti, proviene dagli Horti Sallustiani.
La catena alberghiera Radisson non poteva scegliere luogo migliore, intriso di storia e rovine, per l’apertura della sua ennesima perla dell’ospitalità romana.
La struttura alberghiera e i suoi spazi

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Art’otel Rome Piazza Sallustio è composto da 99 camere e suite di grande design in nome di quell’arte che è la vera protagonista in questa struttura, non mancano all’appello un ristorante bar con terrazza all’aperto e una moderna palestra e sauna. Il tutto si arricchisce con spazi creativi per meeting ed eventi. Lo spazio dove si svolgono gli eventi è situato al primo piano ed è arricchito di luce naturale, perfetto per meeting aziendali o feste private.

art’otel Rome Piazza Sallustio – Pietro Ruffo Signature Artist – https://www.radissonhotels.com/it-it/hotel/artotel-rome-piazza-sallustio
Ogni dettaglio delle camere, sia che si tratti di aree comuni oppure del ristorante & bar, è curato dal famoso artista contemporaneo romano Pietro Ruffo, conosciuto per le sue mostre internazionali e anche per delle collaborazioni con case di moda importanti, basti pensare a Valentino e Dior, oltre che per le sue opere esposte presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.


https://www.radissonhotels.com/it-it/hotel/artotel-rome-piazza-sallustio
Per questo Art’otel Rome Piazza Sallustio, Pietro Ruffo ha collaborato con lo studio di interior design Digital Space di Eyal Shoan. La sua collezione in art’otel punta a celebrare la storia della Città Eterna vista da varie prospettive. Dal cielo – con le stelle e le costellazioni – alla terra – con la flora e la fauna – il tutto celebrando le persone che danno vita alla città di Roma.
Nel momento in cui si varca la soglia di questo albergo gli ospiti vivono un’esperienza artistica coinvolgente e stimolante.
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Filly di Somma
L’Opéra National de Paris si prepara a festeggiare un compleanno davvero importante e che attirerà, in questo 2025, i tanti turisti innamorati di Parigi.

Siamo nel lontano 5 gennaio 1875 quando fu inaugurato il Palais Garnier ossia il famoso Teatro dell’Opera di Parigi, quel meraviglioso edificio che salta subito all’occhio nella animata e frenetica Place de l’Opéra. L’edificio fu progettato dall’architetto Charles Garnier, da cui prese il nome. Si tratta di un vero e proprio “monumento della musica e della danza“ il quale organizzerà una serie di eventi proprio durante tutto l’anno 2025, in occasione dei suoi lunghi e intensi 150 anni, portati alla grande. Da sempre la sua eleganza è il fiore all’occhiello di Parigi, insieme ad altri monumenti iconici della città.

L’agenda è davvero fitta di questo anno che celebra il compleanno speciale. Si parte con la data del 24 gennaio 2025 quando ci sarà un gala il quale metterà insieme tutti gli artisti dell’Opéra National de Paris. Diverse le figure che si esibiranno in questo evento inaugurale che emozionerà i tanti amanti di un luogo di vero culto parigino.
Ci saranno i musicisti dell’Orchestra dell’Opéra, gli artisti del Coro e dell’Accademia, ma anche le stelle del Balletto e danzatori, oltre agli studenti della Scuola di Ballo e nell’elenco non mancheranno artisti ospiti con nomi importanti a seguito.

Quella del 24 gennaio 2025 sarà una vera celebrazione di un anniversario di un luogo iconico di Parigi, da sempre considerato un vero tempio dove musica e danza si abbracciano in perfetta sintonia. Lo spettacolo sarà ispirato proprio a quel gala di apertura nel lontano 1875 quando la magia ebbe inizio. Questo attesissimo gala sarà preceduto, nel giorno del 17 gennaio 2025, da un concerto degli artisti in residenza dedicato a Bizet.
L’agenda degli eventi che festeggeranno i 150 anni dell’Opéra Garnier si arricchisce anche con un’altra data, l’11 maggio 2025, quando sarà in programma un Concerto degli Ambasciatori Rolex. Ma questo compleanno importante, che supera il centenario, dell’Opéra Garnier non verrà festeggiato solo con la musica ma anche con una mostra sulla storia dei 150 anni della sala nella Bibliothèque-musée de l’Opéra in collaborazione con la Bibliothèque national de France. Una seconda mostra ci sarà negli spazi del teatro e presenterà una selezione di costumi di balletti e opere dagli anni Cinquanta a oggi.

Verso la fine del 2025, il 22 e 23 novembre, ci saranno cinque incontri sotto il titolo “Le Palais Garnier, objet de tous les fantasmes” nel Grand Foyer del teatro. In questa occasione si parlerà di vari aspetti e leggende legate proprio all’edificio dell’Opéra di Parigi. Questa sarà una occasione per addentrarsi nel cantiere e soprattutto scoprire le tante curiosità del luogo. A tal proposito saranno invitati dei personaggi chiave che racconteranno tanto del luogo, come storici, architetti, politici, giornalisti, musicisti, artisti e filosofi.

Ma i festeggiamenti dei 150 anni dell’Opéra, prevedono anche un programma di residenze di artisti nell’edificio, il quale è intitolato “PROJET 12: 12 mesi – 12 artisti – 12 opere”. Nel corso dell’anno, un artista verrà accolto ogni mese al Palais Garnier e questa sarà una opportunità per potersi immergere nella vita di tutti i giorni dell’Opéra di Parigi. Un modo per vivere dei momenti unici come assistere alle prove, oppure conoscere i ballerini, ma anche i cantanti, i musicisti e gli artigiani. Tutti personaggi chiave nella costruzione degli spettacoli dell’Opéra.

Ma non è tutto. Questo compleanno speciale vedrà anche delle visite offerte all’interno del bellissimo edificio in particolare nella Rotonde des Abonnés al Bassin de la Pythie, alla Grand escalier, all’Auditorium, all’Avant e al Grand Foyer. Questa sarà una occasione per i visitatori di vivere dei momenti importanti come ascoltare la storia di questo teatro, e a tal proposito non verrà solo analizzata l’architettura delle sue splendide e possenti mura ma ci si addentrerà anche nelle varie influenze politiche, artistiche, culturali che hanno reso celebre questo tempio della musica e della danza non solo a Parigi ma nel mondo intero.

Buon compleanno all’ Opéra Garnier di Parigi per questi 150 anni e che sia una lunga vita.
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Tutte le foto sono copyright IG@operadeparis e IG@balletoperadeparis
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Filly di Somma
Era una fredda giornata di inizio anno, il 7 gennaio del 2015, mi trovavo a Parigi, abitavo a pochi metri dalla redazione di Charlie Hebdo. Ho vissuto il terrore di quel terribile giorno, quando tutta Parigi fu paralizzata da una strage che ha segnato non solo la Francia, ma il mondo intero.
Le strade di Parigi, in quella fredda giornata di inizio gennaio, erano invase da sirene impazzite. La città era blindata e le avevano tolto il suo respiro, sembrava in apnea, proprio come noi, chiusi a chiave nelle nostre case parigine, prigionieri impotenti, davanti a quelle orribili immagini, ostaggi di un terrorismo anche psicologico, quando la paura decide tutto.
A Parigi si respirava la polvere da sparo, quella dei kalashnicov.
In televisione, tutti i notiziari francesi ci avevano intimato a non uscire di casa perché gli attentatori erano ancora in fuga. Mi sentivo prigioniera in una città che amo da sempre, ma da cui avrei voluto, in quel preciso istante, scappare. Quel giorno è impresso nella mia mente e nella mia anima, e lo sarà per sempre. Quel giorno ha cambiato tutti noi.

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”Non hanno ucciso Charlie Hebdo”. Questo è il messaggio dell’edizione speciale di 32 pagine che sarà in edicola, per un periodo di due settimane, a partire da martedì 7 gennaio 2025, il giorno in cui cade il decimo anniversario della strage. Le 12 persone nella redazione parigina della rivista satirica francese persero la vita in un brutale massacro che poi fu rivendicato dall’Aqap, al-Qaeda nella Penisola Arabica.
Gli spari dei kalashnikov rimbombarono nell’aria mentre era in corso la riunione di redazione. Quei 12 giornalisti furono uccisi, senza pietà, come se fosse una vera esecuzione, perché avevano preso in giro l’Islam e l’atto serviva a vendicare il Profeta” Maometto. A perdere la vita durante la strage furono il direttore della rivista Stephane Charbonnier e i vignettisti Cabu, Honoré, Tignous e Georges Wolinski, la psichiatra e psicoanalista Elsa Cayat, l’economista e consigliere della Banca di Francia Bernard Maris e il correttore di bozze Mustapha Ourrad.
Uscendo dalla redazione, in quella fredda mattina del 7 gennaio 2015, i due attentatori urlarono ”Abbiamo ucciso Charlie Hebdo!”. Ma poi furono uccisi anche loro, grazie all’intervento delle teste di cuoio francesi durante un blitz in un paesino ad una cinquantina di chilometri a nord est di Parigi. Qui, i due attentatori, fratelli, si erano rifugiati in una tipografia e tennero in ostaggio il titolare.
Sono trascorsi ben 10 anni da allora e la sede di Charlie Hebdo è stata spostata in un luogo segreto e molto protetto. La rivista fu fondata nel 1970 e Charlie Hebdo è stato oggetto di minacce jihadiste dopo la pubblicazione delle caricature del profeta Maometto già nel 2006.
Dopo l’attentato del 7 gennaio 2015 Charlie Hebdo uscì una settimana dopo l’attacco, il 14 gennaio, con una tiratura di 7 milioni di copie e in 16 lingue. Poi sospese le pubblicazioni fino al 25 febbraio successivo.
Dopo questo terribile attentato ci fu una grande solidarietà che “abbracciò” il mondo intero e diede origine al famoso slogan: “Je suis Charlie – Io sono Charlie”. L’11 gennaio ben quattro milioni di persone scesero in piazza in Francia – me compresa – a sostegno della rivista e della libertà di espressione. Al corteo di Parigi parteciparono numerosi capi di Stato e di governo. Fu una giornata memorabile, intrisa di terrore, sofferenza ma certamente senza nessuna rassegnazione al terrorismo.
Sono trascorsi dieci anni da questo attentato e il tragico evento è davvero “una pagina di storia” che nessuno riesce a dimenticare. Sia chi, come me, era a Parigi e chi invece ne osservava l’orrore a distanza, in quel sacro silenzio e una triste impotenza. Il direttore editoriale di Charlie Hebdo, vive ancora sotto scorta della polizia. Ma la rivista va avanti per la sua strada, non cambia linea come dimostra l’edizione speciale che sarà in edicola martedì 7 gennaio 2025.
Dal 2015 gli spazi di satira e libera espressione si sono man mano ridotti, invece di aprirsi. I media satirici sono per la maggior parte molto fragili economicamente e questa è l’altra grande minaccia, insieme a quella terroristica, che pesa come un macigno sulle piccole testate. Qualche mese dopo la strage di Charlie Hebdo, il 13 novembre del 2015, ci furono altri attentati a Parigi, come quello del Bataclan. Un’altra grande ferita profonda per la Francia e non solo, in nome di un terrorismo ancora troppo potente.
E’ triste pensare come questa violenza abbia lasciato il mondo intero paralizzato dalla paura e dal terrore, ma una cosa è certa: “Non hanno ucciso Charlie Hebdo” e il 7 gennaio 2025 lo dimostra.
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