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Filly di Somma
Nella sede di ” Espace des Femmes” , al 35 rue Jacob 75006 di Parigi, dal 5 febbraio al 1 marzo 2025 si potrà visitare la bellissima mostra collettiva con le artiste Alexandra Oza, Inna Pedan, Inna Shevchenko e Elsa Okazaki. L’ inaugurazione è stata fatta martedì 4 febbraio dalle 19.00

Le donne artiste ucraine che espongono riescono a trasmettere nelle loro opere grandi emozioni, soprattutto legate ad un Paese, l’Ucraina che ha sofferto molto e continua a soffrire.
Alexandra Oza – La serie dei gatti neri
Il suo lavoro visivo è parte di un dialogo intimo tra passato e presente, guidato dalle sue passioni ed esperienze personali. Lo scoppio della guerra in Ucraina ha stravolto la sua vita quotidiana. Ha accolto un gatto nero appartenente a un rifugiato che, girando intorno a lei, è diventato la personificazione del suo presente. Il movimento costante di questo felino incarna il flusso ininterrotto del tempo, mentre la danza classica evoca i suoi ricordi passati.
La serie con le supposizioni d’argentoCome ex scienziato sociale diventato artista, Alexandra Oza si sforza di mettere in contatto le persone con le principali questioni sociali attraverso la sua fotografia.
Il suo processo prevede l’acquisizione di 36 foto in un paese, poi viaggia fisicamente in un altro angolo del mondo per ricaricare la pellicola e documentare un’altra serie di 36 foto. Questo approccio meticoloso simboleggia l’interconnessione delle sfide globali e la continua narrazione dell’impatto umano.
Utilizzando la doppia mostra come metafora visiva, l’artista Alexandra Oza propone di provocare una riflessione su temi quali il cambiamento climatico, il riscaldamento globale, l’urbanizzazione e il ruolo dell’umanità nella trasformazione del mondo.Inna Shevchenko/Elsa Okazaki

Il titolo KRIE(K)G è una fusione di parole che cattura l’essenza della mostra: Krieg significa “guerra” in tedesco e Крик significa “urlo” in ucraino.
Qui le immagini gridano ciò che il mondo si rifiuta di sentire.
Questo progetto è nato dal silenzio. Un silenzio pesante, imposto, sentito dalle donne di fronte alla brutale realtà della guerra e dei sistemi oppressivi. Un silenzio che le parole non riescono più a rompere. Con KRIE(K)G, Shevchenko e Okazaki hanno scelto di parlare in un modo diverso: attraverso immagini che chiedono semplicemente di essere viste, sentite e comprese.
Insieme, Shevchenko e Okazaki hanno creato una narrazione cruda che affronta temi universali di dolore e sfiducia.
KRIE(K)G è nato dal silenzio paralizzante che ha seguito anni di rumoroso attivismo. Questo silenzio, imposto dalla brutalità della guerra contro le donne e nel suo Paese, è arrivato quando le parole, gli slogan e le richieste hanno fallito. Ha dichiarato I. Shevchenko.Fonte e Foto copertina e interne: https://www.espace-des-femmes.fr/
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Filly di Somma
Un indirizzo che fa già sognare anche solo ammirando le foto. Si chiama So/Paris ed è un albergo da capogiro nel cuore pulsante di una delle città più belle al mondo, Parigi, che da sempre sorprende, soprattutto in termini di aperture alberghiere.
Con ben 162 camere molto eleganti e distribuite dal basso verso l’alto, tra il 7mo e il 14mo piano, il SO/Paris regala una vista meravigliosa sui tetti di Parigi, con la Senna che scorre in basso e che incornicia i meravigliosi e iconici monumenti della città. Queste 140 camere e 22 suites sono davvero un sogno a occhi aperti declinato nei colori vivaci e nelle forme eleganti.

Un belvedere mozzafiato permette al cliente di “assaporare” e “gustare” la città sorseggiando un cocktail e catturando le varie sfumature del cielo parigino, soprattutto quando il tramonto avvolge Parigi in un mantello romantico. Non mancano altri momenti da vivere al SO/Paris come un trattamento alla SPA, oppure una cena, o ancora, pourquoi pas, concedersi una notte folle con la Ville Lumière ai propri piedi che sorride e arrossisce.

Sono in particolare il Ristorante e il Bar di questo albergo meraviglioso ad attirare i viaggiatori in transito ma anche gli stessi parigini che oramai hanno scelto questo luogo come appuntamento, in diversi momenti della giornata.

Partendo dalla Lobby e arrivando fino alla sommità del suggestivo Rooftop, con il Bar, il Ristorante e il Club del SO/Paris , gli spazi regalano pure emozioni all’insegna delle esperienze culinarie e della vita notturna parigina. All’ingresso, nel Lobby Café, ci sono delle immense colonne contemporanee con mosaici sul pavimento, qui si alternano vetro e marmo, regalando pura magia agli occhi di tutti.
Il Bonnie e l’Arte

Ma il vero fiore all’occhiello del SO/Paris è il Bonnie, con i suoi spazi(Ristorante, Bar e Club). Nel Ristorante, la Brasserie Bonnie, aperta dalla mattina alla sera, si ammira una delle viste più belle della città. All’ultimo piano della struttura invece emerge il Bar da cui si ammira tutta la bellezza di Parigi. Il Club è il luogo ideale per ” faire la fête”, divertirsi e rilassarsi. La SPA accoglie sia gli ospiti dell’albergo che i clienti esterni. Per le riunioni ci sono a disposizione ben 160 mq di spazio al settimo piano della struttura, con 4 sale modulari, dove organizzare sia eventi privati che di lavoro.

In effetti l’Arte sta molto a cuore al progetto di questo meraviglioso SO/Paris tanto che lo spazio è concepito come una galleria dove moda, architettura e arte contemporanea si mescolano. L’installazione “Reflections of Love” è un vero percorso immersivo ad opera dell’artista Judith Darmont che comincia nella Hall dell’albergo e vi guida fino all’ascensore e poi fino alla vostra stanza. L’agenzia di architettura RDAI firma un vero e proprio universo interiore dove Parigi si reinventa. Guillaume Henry, Direttore Artistico della Maison Patou, si è occupato delle divise del personale del SO/Paris. Con uno stile molto fresco e dinamico e scarpe da ginnastica ai piedi. Inoltre l’installazione ” The Seeing City” trasforma le vetrate della facciata del Ristorante e del Bar – situati al 15mo e 16mo piano – in una “macchina” che amplifica la percezione. Neil Beloufa con la sua opera di installazione attira maggiormente chiunque varchi la porta del SO/Paris, con ben 3 metri di diametro, conferisce una atmosfera POP all’ambiente. Thomas Fougeriol, è l’artista che si è occupato della decorazione delle camere con 113 fotogrammi unici e 5 fotomontaggi. Notoire invece ha firmato la decorazione al Bonnie Ristorante, Bar e Club. Con forme tonde, una moquette dai motivi floreali, dei colori caldi e vibranti, come un vero e proprio omaggio agli anni 60 e 70.

Il SO/Paris è la nuova marca del gruppo alberghiero Ennismore. SO associa l’arte e la moda all’esperienza alberghiera di lusso invitando le firme dell’architettura, del design e dei creatori di stile a dare il loro tocco con un tipico universo creativo e visuale. Il SO/Paris si unisce alle altre destinazioni già presenti nel mondo.

Entrare in questo albergo di lusso di Parigi, con tutti i suoi meravigliosi spazi, dalla Lobby fino alla sommità, con viste mozzafiato sulla città, è un vero e proprio viaggio lungo la Senna che scorre, in nome dell’arte e della moda. Un sogno a occhi aperti tra le 162 camere e suites, Bonnie – Ristorante, Bar e Club – senza dimenticare la SPA Maison Codage, una sala fitness con piscina e delle vedute su Parigi da lasciare senza fiato!

SO/Paris
10 Rue Agrippa d’Aubigné,
75004 Pariscopyright foto copertina e tutte le foto interne: https://so-hotels.com/fr/paris/
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Filly di Somma
Sono i famosi treni proiettile, quelli super veloci che collegano il Giappone in lungo e in largo. Viaggiare su di essi è davvero una esperienza unica alla scoperta di un Paese del Sol Levante dalle mille bellezze, sempre pronte a sorprendere. Chiunque sia arrivato in Giappone ha vissuto questa incredibile esperienza assaporando la velocità e la tecnologia, tipiche giapponesi, a bordo di questi treni ipertecnologici dove la parola d’ordine è la velocità.
Matsuri, è una catena di ristoranti giapponesi dotati di un nastro trasportatore e recentemente ha aperto un punto di ristoro molto originale che sta già facendo sognare i tanti amanti del Giappone a Parigi, siamo a rue du Bac, nel settimo arrondissement di Parigi, quello della Rive Gauche, da sempre considerata molto chic, letteraria, aristocratica e originale. Proprio in questo nuovo punto di ristoro della catena si rispetta lo stile dello Shinkansen, quel treno super veloce !!

Cosa ci sarebbe di meglio nel salire a bordo e gustare un ottimo sushi, restando comodamente a Parigi?
La Ville Lumière pullula di ristoranti giapponesi di ogni sorta, in ogni angolo della città, per gustare le tante e innumerevoli specialità della cucina che da sempre piace ai parigini. A Parigi il sushi si gusta anche nei “kaïtenzushi”, ristoranti progettati attorno a un nastro trasportatore dove sushi e altri piatti sfilano in tutta la loro bellezza ed eleganza, pronti per essere scelti e gustati.
Con ben otto sedi a Parigi la catena Matsuri fa in modo di combinare le ricette tradizionali della cucina nipponica con la modernità, proprio come lo è il Giappone, un Paese sempre in bilico tra passato, presente e futuro. Questo punto di ristoro a Rue du Bac a Parigi è stato riaperto a dicembre dopo una attenta ristrutturazione, ma con un design decisamente nuovo e già attira i tanti amanti del Giappone a Parigi.

Per vivere questa meravigliosa esperienza bisogna solo salire a bordo dello Shinkansen Matsuri e avere la sensazione di fare un vero e proprio “tour ” in Giappone restando comodamente seduti. Per il progetto ha collaborato l’architetto Jessica Mille, la quale ha conferito uno stile elegante ma anche pop all’ambiente, che sta facendo già impazzire i parigini e i tanti viaggiatori.
Una volta entrati in questo locale così originale sarete accolti dalle banquette rosa pastello e blu, il soffitto arrotondato e la lunga sala. Masturi fa in modo che ci si sieda a bordo di questo famoso treno giapponese come se iniziasse quel “viaggio” tra i sapori del Giappone.
L’indirizzo di rue du Bac si trasforma in una carrozza ristorante divisa in più sezioni! Con un cocktail bar per l’aperitivo, un nastro trasportatore per i pasti e il Matsu café per il dessert.
Entrare qui sarà sicuramente una bellissima esperienza, difficile da dimenticare e da cui uscirne sarà dura, quasi come se non si volesse mai interrompere quel “viaggio” in Giappone, che resta nel cuore di tutti!!
Salpate a bordo al 74 Rue du Bac, di Parigi e non ve ne pentirete….
Che il viaggio abbia inizio!!!!
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Foto COPERTINA e INTERNE by IG @ludovicbalay e IG@matsuriofficiel
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Filly di Somma
Il Louvre è uno dei musei più visitati al mondo, complice la presenza di una delle opere del grande genio di Leonardo Da Vinci da sempre molto contesa, tra Italia e Francia.
La Gioconda – tanto ammirata e fotografata dagli innumerevoli turisti che ogni anno “affollano” letteralmente il museo e in particolare la stanza dove è esposta l’opera – non sta vivendo un buon momento e nemmeno il museo che la ospita.
La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, è databile al 1503-1506. Una donna sfuggente, ironica e sensuale.

IG@museelouvre
L’opera viene ammirata ogni giorno da circa trentamila visitatori, ovvero l’80% di coloro che entrano al Museo del Louvre in cui è esposta, tanto che nella grande sala in cui si trova, un cordone deve tenere a debita distanza le persone. Eppure non basta!
Il grido d’allarme circa le attuali condizioni del Museo del Louvre non va affatto sottovalutato.
Laurence des Cars, presidente e direttrice del celebre museo, ha inviato a metà gennaio una lettera alla ministra della Cultura Rachida Dati nella quale denunciava lo stato di degrado del Louvre e chiedeva di intervenire il prima possibile.
Nella lettera si puntava proprio l’attenzione sulla sala che ospita la Gioconda di Leonardo da Vinci.
Al di là dell’affollamento sempre più stressante, ci sono anche delle attrezzature vetuste e delle “variazioni di temperatura” nelle sale che mettono a repentaglio la conservazione delle opere.

IG@museelouvre
Eppure la Gioconda continua a soffrire e bisogna agire subito, onde evitare il peggio. Una regione italiana si è candidata a riportare “a casa” la meravigliosa opera di Leonardo Da Vinci. L’Italia è pronta ad asciugare le “lacrime” della Gioconda e a ospitare l’opera, seppur in modo temporaneo, in Lombardia. Sarebbe ottimale farlo in previsione di uno degli eventi che porterà molta affluenza di visitatori in questa regione, ossia le Olimpiadi invernali di Milano Cortina del 2026.
La situazione del Louvre è allarmante, con la “moltiplicazione di avarie” – come è stato denunciato nella lettera della presidente e direttrice del museo – e soprattutto con la impellente necessità di lavori strutturali urgenti. E poi questa famosa Gioconda merita una collocazione diversa che la farebbe soffrire di meno. Il Louvre è a rischio a causa dei milioni di visitatori che affollano continuamente i suoi edifici e sale, a caccia di selfie, like e scatti da postare. La situazione del Louvre è allarmante, con la “moltiplicazione di avarie” – come denuncia nella lettera la presidente e direttrice del museo – e soprattutto con la impellente necessità di lavori strutturali urgenti. E poi questa famosa Gioconda merita una collocazione diversa che la farebbe soffrire di meno. Il Louvre è a rischio a causa dei milioni di visitatori che affollano continuamente i suoi edifici e sale, a caccia di selfie, like e scatti da postare. La Gioconda sta diventando sempre più “instagrammabile” per compiacere quel mondo digitale sempre in crescita.
Ma fino a che punto?
C’è addirittura chi si porta una piccola sedia pieghevole e si accomoda ad ammirare la Gioconda per ore, come se stesse in un parco, senza rendersi conto che si è all’interno di un museo di tutto rispetto.
Per fortuna il martedì è il giorno di chiusura del Louvre e la Gioconda ritrova la sua pace e serenità per 24 ore.
L’Italia ci tiene a precisare che la proposta di “ospitare” temporaneamente la Gioconda non è sicuramente un atto di rivendicazione di un dipinto che è sempre stato conteso tra Francia e Italia, ma solo una “consolazione e protezione” temporanee di un’opera d’arte che merita certamente molto rispetto.
Non va dimenticato che Milano ospita già diverse rappresentazioni di Leonardo. Basti pensare al Cenacolo Vinciano che raffigura l’ultima cena di Gesù. Il ritratto di musico, il Codice atlantico, le decorazioni nella Sala delle Asse del Castello Sforzesco. La Gioconda andrebbe ad arricchire la collezione e sarebbe sicuramente un vanto per la regione Lombardia e per l’Italia intera.
Non tutti sanno che la Gioconda fu rubata per essere riportata in Italia e nel 1913 fu esposta per un giorno e mezzo alla Pinacoteca di Brera. La sua “sosta” in Italia fu brevissima. Eppure sarebbe proprio questo luogo quello adatto a ospitare il dipinto.
Ovviamente si attende che il governo francese prenda delle decisioni in merito allo spostamento del dipinto e a eventuali, ma necessarie, ristrutturazioni del Louvre.
Chissà se la Francia dirà “sì” al trasferimento temporaneo di Monna Lisa in Italia.
Il commento del deputato milanese Maurizio Lupi fa sorridere tutti:
“Se i francesi ogni tanto ci ridanno qualcosa…Noi gli ridiamo la pietà di Michelangelo e loro ci danno La Gioconda”
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Foto copertina : PIXABAY
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Filly di Somma
Si chiama Paris Legendre ed è un delizioso e accogliente albergo di sole 33 camere a due passi dalla collina di Montmartre, quella “butte” degli artisti che da sempre fa sognare parigini e viaggiatori di tutto il mondo.

La sua posizione è davvero strategica, tra il quartiere di Batignolles e Montmartre. Siamo in una strada molto tranquilla, ma a due passi ci sono tanti negozi e ristoranti, lì dove la vita parigina pullula in tutto il suo charme. L’Hôtel Paris Legendre è davvero il luogo ideale dove alloggiare quando si arriva a Parigi.

Ci sono 33 camere, e si può scegliere tra le singole e le doppie, tutte sono spaziose e ben attrezzate, non mancano le superior. Tutte le camere sono perfettamente insonorizzate per un relax totale dalla frenesia di una città sempre in movimento. Una gustosa colazione a buffet viene servita per un dolce risveglio e per prepararsi alla vita parigina. Ogni mattina, la sala colazioni dell’Hotel Paris Legendre accoglie i viaggiatori per un gustoso ed energizzante primo pasto della giornata. Dalle 06:30 alle 09:30, si trova un assortimento a buffet di pane e dolci, salumi e formaggi, macedonia, yogurt e cereali. Vengono inoltre fornite bevande calde e fredde. Il tutto al costo di 13€. Il modo migliore per iniziare la giornata a Parigi!

Tutti i comfort sono garantiti all’Hotel Paris Legendre il quale oltre a essere dotato di un ascensore ha anche un deposito bagagli, per tutti coloro che dopo il check-out, pronti alla partenza, vogliono godere di Parigi ancora per qualche ora, prima di lasciare la città, senza dover portare le valigie con sé.

La connessione Wi-Fi è accessibile gratuitamente in tutto l’hotel. In camera sono disponibili anche una cassaforte e un televisore HD con 18 canali.
Un fiore all’occhiello di questa struttura è che i nostri amici a quattro zampe sono i benvenuti e questo renderà felici tutti coloro che hanno cani e gatti a seguito. Solo un animale per camera è permesso, al costo di €15 al giorno.

L’Hotel Paris Legendre è situato in una strada tranquilla nel cuore di un quartiere vivace, dove la vita pullula. La vicinanza di Montmartre è a soli 15 minuti a piedi.
Un’oasi di pace per ciascun viaggiatore!!
Hotel Paris Legendre
149 rue Legendre – 75017 – Paris+33146275173
reservations@hotelparislegendre.com____________
Foto copertina – copyright IG@hotelparislegendre17
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Filly di Somma
La coquille Saint-Jacques – ossia la capesanta – viene da sempre considerata un’istituzione a Parigi ma in particolar modo nel pittoresco quartiere di Montmartre. Qui sulla “butte” di Parigi, una delle tante, ma forse quella più amata per svariati motivi, la magia è sempre viva. Nessun parigino rinuncia a questo prodotto di mare così gustoso e nemmeno chi è di passaggio a Parigi.I luoghi dove viene pescata La coquille Saint-Jacques sono La Baia di Saint-Brieuc, Erquy, Saint-Quay-Portrieux e Loguivy-de-la-Mer. Questi pescherecci specializzati nella pesca delle coquilles Saint-Jacques sono chiamati “coquilliers”, i prodotti si trovano nei fondali sabbiosi tra i 5 e i 40 metri di profondità.
Quest’anno, proprio nei giorni del 25 e il 26 gennaio 2025, è sicuramente imperdibile partecipare al Festival delle Capesante in questa deliziosa collina di Montmartre che da sempre affascina in molti. In questo fine settimana di gennaio la festa è dedicata alle capesante della baia di Saint-Brieuc. Un tuffo nella gastronomia locale, la tradizione, i prodotti bretoni e l’atmosfera festosa, è proprio quello che ci vuole.

crediti: http://www.bretagne.cci.fr
Diverse le attività in programma durante il festival, come degustazioni gratuite di capesante e numerose altre attività sulla Place des Abbesses, considerata il punto di partenza per scoprire la magia di Montmartre. Da qui si diramano le tante stradine che incorniciano il quartiere.
Il 25 gennaio, dalle 9 alle 20, e il 26 gennaio, dalle 10 alle 19, si respirerà una vera e propria brezza marina nel pittoresco quartiere. La Festa della Capasanta a Montmartre è in collaborazione con l’associazione Réginéenne de la Coquille Saint-Jacques e la Commanderie du Clos Montmartre.
Durante le due giornate, i produttori della regione di Costarmoric offriranno capesante, pesce, crostacei e ostriche, oltre a specialità locali direttamente dalla Bretagna. Il festival non è solo un evento gastronomico, ma anche un’occasione per parlare con i professionisti dell’industria ittica, comprendere meglio il loro mestiere e assistere a dimostrazioni. Insomma un vero e proprio “tuffo” nel mare della Bretagna, restando a Parigi.
Non mancheranno gli eventi folcloristici, la musica e la scoperta delle tante tradizioni di una delle regioni molto amate della Francia. La Place des Abbesses diventa un luogo dove si può respirare l’aria di mare, assaporare le specialità e vivere dei momenti davvero memorabili.
Tutti a caccia di capesante fresche e di un cestino pieno di sapori di mare.
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INFORMAZIONI PRATICHE
DATE E ORARI
Dal 25 gennaio 2025 al 26 gennaio 2025
Place des Abbesses.
75018 ParigiSITO UFFICIALE
http://www.bretagne.cci.fr___________________
Foto copertina – crediti – http://www.bretagne.cci.fr
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Filly di Somma
Elle s’appelle La Libreria et elle est née en 2006 grâce à deux personnes incroyables qui ont fait de ce lieu un véritable point de rencontre pour les amateurs de lecture italiens et français.
Florence Raut et Andrea De Ritis ont créé un petit, mais charmant espace dédié à l’Italie au cœur de Paris, une ville qui a toujours regorgé de librairies en tout genre. La librairie est située au cœur du 9e arrondissement de Paris, dans le quartier du Faubourg Poissonnière.

Copyright – https://www.libreria.fr/ – Florence e Andrea
Andrea est italien, mais il a souvent voyagé entre les deux villes, Rome et Paris, et travaille comme traducteur littéraire. Florence est française, mais l’Italie fait partie de sa vie, puisqu’elle a vécu à Rome pendant un certain temps.
Paris, Rome et une passion pour l’écriture et la littérature sont les ingrédients qui ont poussé les deux partenaires à se lancer dans cette incroyable aventure.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
Il suffit de passer devant les vitrines pour être immédiatement attirés par le choix de livres que l’on y trouve, qu’il s’agisse d’essais sur Pasolini en français, ou de grands classiques italiens, mais aussi de nouveautés d’auteurs français. La littérature italienne traduite en français occupe une place très importante dans la librairie, tout comme la littérature étrangère traduite en italien. Les livres scolaires pour l’apprentissage de la langue italienne ne manquent pas non plus.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
L’idée initiale était de ne proposer que des livres en italien, mais Florence et Andrea se sont ensuite rendu compte qu’il manquait un véritable point de rencontre littéraire dans ce quartier très dynamique du 9ᵉ arrondissement. C’est ainsi qu’en plus des auteurs italiens aux textes en langue originale – issus de grandes et petites maisons d’édition – Florence et Andrea ont décidé de proposer également une sélection de livres de littérature française. Qu’il s’agisse de littérature classique ou contemporaine, mais aussi d’autres nationalités, Florence et Andrea s’inscrivent ainsi clairement dans le paysage éditorial français.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
Les clients de la librairie sont à la fois français et italiens, et donc d’âges différents. Ceux qui ont un lien avec l’Italie redécouvrent ce pays incroyable à travers les livres et aussi à travers la langue. Mais les Français aiment aussi l’Italie et entrent ainsi dans la librairie pour redécouvrir la culture d’un pays riche en traditions et dont la langue a toujours fasciné.
Le pont entre la France et l’Italie est au cœur de ce lieu incroyable où se mêlent les deux cultures, française et italienne. Le monde de l’écriture y occupe aussi une place prépondérante, au point d’organiser régulièrement des rencontres avec des auteurs italiens et français.
La Librairie a reçu le Label LIR, acronyme de Librairie Indépendante de Référence.
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La Librairie
89, rue du Fbg Poissonnière
75009 Parisphoto de couverture Copyright – https://www.libreria.fr/ – Florence e Andrea
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Filly di Somma
Si chiama La Libreria ed è nata nel 2006 grazie a due persone incredibili che hanno reso questo luogo un vero punto di incontro per gli amanti della lettura italiana e francese.
Florence Raut e il suo socio Andrea De Ritis, hanno creato un piccolo ma delizioso spazio dedicato proprio all’Italia nel cuore di Parigi, una città che da sempre pullula di librerie di ogni sorta. La Libreria è situata nel cuore del IX arrondissement di Parigi, siamo infatti nel quartiere di Faubourg Poissonnière.
Andrea è italiano, ma ha viaggiato spesso tra le due città di Roma e Parigi, e svolge l’attività di traduttore letterario. Florence è francese, ma l’Italia ha fatto parte della sua vita, avendo vissuto per un periodo a Roma.
Parigi, Roma, la passione per la scrittura e la letteratura, sono stati gli ingredienti che hanno fatto sì che i due soci si cimentassero in questa incredibile avventura.

Copyright – https://www.libreria.fr/ – Florence e Andrea
Basta passare davanti alle vetrine e si è immediatamente attratti dalla selezione di libri che si possono trovare, tra cui saggi su Pasolini in lingua francese, oppure i grandi classici italiani, ma anche le nuove uscite di autori francesi. La letteratura italiana tradotta in francese possiede uno spazio molto importante in libreria, come anche la letteratura straniera tradotta in italiano. Non mancano poi i libri scolastici per imparare la lingua italiana.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
L’idea iniziale era di avere solo libri in lingua italiana, ma Florence e Andrea si sono poi resi conto che mancava un vero punto di incontro letterario in questo quartiere così dinamico del IX arrondissement. Fu così che oltre agli autori italiani con testi in lingua originale – appartenenti a grandi e piccole case editrici – Florence e Andrea hanno deciso di offrire anche una selezione di libri di letteratura francese. Che sia classica o contemporanea, ma anche di altre nazionalità, Florence e Andrea in questo modo si sono chiaramente affacciati a quello che è il panorama dell’editoria francese.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
I clienti che entrano in Libreria, sono sia francesi che italiani, e poi di diverse fasce di età. Chi ha un legame con l’Italia riscopre questo incredibile paese attraverso i libri e anche la lingua. Eppure anche i francesi amano l’Italia e quindi entrano in libreria per riscoprire la cultura di un paese ricco di tradizioni e la cui lingua affascina da sempre.

copyright: FB @https://www.facebook.com/lalibreriaparis
Il ponte tra Francia e Italia è alla base di questo luogo incredibile dove le due culture – quella francese e quella italiana – si fondono. Qui anche il mondo della scrittura è protagonista, tanto da organizzare regolarmente incontri con gli autori italiani e francesi.
La Libreria ha ottenuto il Label LIR, acronimo per indicare le Librerie Indipendenti di Riferimento.
LA LIBRERIA
89, rue du Fbg Poissonnière
75009 Paris______________
Foto copertina: Copyright – https://www.libreria.fr/
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Filly di Somma
Claire Tabouret va réaliser quelque chose de très beau et de très attendu à Paris, en France et dans le monde entier, pour tous les amoureux d’une cathédrale emblématique qui n’est pas seulement un lieu de culte mais l’âme véritable de toute une nation.
Le projet de l’artiste portera sur les nouveaux vitraux de Notre-Dame.
La cathédrale parisienne a rouvert ses portes le 8 décembre 2024 après le terrible incendie qui l’a ravagée en 2019. Bien qu’elle soit magnifique, après des travaux de rénovation minutieux qui ont duré plusieurs années, il reste encore des choses à « retoucher » pour « raviver » son incroyable splendeur.
Le projet de l’artiste Claire Tabouret – qui jouera un rôle décisif dans le nouveau visage de Notre-Dame – s’inspirera précisément du thème de la Pentecôte. Il faudra être patient pour voir le résultat final, tant attendu par tous. Le projet devrait être achevé à la fin de l’année 2026.
L’artiste

Copyright: https://www.clairetabouret.com/ – Photo de Guillame Ziccarelli
Claire Tabouret, née en 1981, est une artiste peintre et sculpteur française. Elle vit et travaille actuellement à Los Angeles. En 2006, elle est diplômée en arts plastiques de l’École nationale supérieure de beaux-arts de Paris. Le nom de Claire Tabouret est désormais connu de tous puisque c’est elle qui réalisera les nouveaux vitraux de la plus belle et fascinante cathédrale de Paris, Notre-Dame.
Le prestige est en effet grand, puisque cette artiste a été choisie parmi plusieurs candidats et noms d’un certain calibre, tels que Jean-Michel Alberola, Daniel Buren, Philippe Parreno, Yan Pei-Ming, Christine Safa, Gérard Traquandi et Flavie Vincent-Petit.
Le projet
L’artiste travaillera sur un projet très important et passionnant – six nouvelles verrières pour les chapelles de la nef situées dans la partie sud de la cathédrale – en collaboration avec l’atelier du maître verrier Simon-Marq.
L’artiste a déclaré : « Dans une époque comme la nôtre marquée par les guerres, les divisions et les tensions extrêmes, cette opportunité de mettre mon art au service de l’unité à travers le thème de la Pentecôte est une magnifique main tendue ». Comme l’écrit également le communiqué de presse, la proposition de Claire Tabouret répond aux exigences de la cathédrale, ce qui a certainement joué en sa faveur pour qu’elle soit choisie comme artiste.
Claire Tabouret a également déclaré : « J’ai envisagé le parcours du visiteur comme un voyage profondément personnel et spirituel à travers Notre-Dame. Il me semble essentiel de réaliser des vitraux qui aient la bonne présence, accompagnent ce mouvement dans l’espace et servent de support visuel au voyage intérieur, mais sans s’imposer aux visiteurs ».
Pour le projet de construction des six verrières – soit une surface vitrée de 121 m² – nous avons dit que Claire Tabouret travaillerait avec les ateliers du maître verrier Simon-Marq. Ce choix est un véritable coup de chapeau à l’incroyable projet, car ces ateliers ont une longue histoire à raconter, puisqu’ils ont été fondés il y a près de 400 ans.
L’enjeu est de taille : parvenir à recréer la lumière neutre de Viollet-le-Duc, l’architecte restaurateur français à l’origine de la restauration de la cathédrale Notre-Dame au 19ème siècle. Le défi de Claire Tabouret sera d’équilibrer les couleurs pour ne pas dénaturer un aspect important, celui de la lumière blanche. Pour mener à bien ce projet, la suppression des vitraux historiques n’a pas manqué de susciter des polémiques. Il faudra du temps, entre les six mois d’études et la réalisation de la toiture en au moins 18 mois. Ainsi, selon les calculs, les nouveaux vitraux seront posés fin 2026.
Le compte à rebours a commencé pour tout le monde et nous attendons avec impatience.
Notre-Dame de Paris va renaître une nouvelle fois, aux yeux de la France et du monde.
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photo de couverture : copyright https://www.clairetabouret.com/ – Photo de Guillame Ziccarelli
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Filly di Somma
Claire Tabouret realizzerà un qualcosa di molto bello e atteso a Parigi, in Francia e nel mondo intero, per tutti gli amanti di una cattedrale simbolica che non è solo un luogo di culto ma è la vera anima di una intera nazione.
Il progetto dell’artista riguarderà le nuove vetrate di Notre-Dame.
La cattedrale di Parigi ha riaperto le sue porte l’8 dicembre del 2024 dopo il terribile incendio che la devastò nel 2019. Nonostante sia bellissima, dopo un attento lavoro di ristrutturazione che ha impiegato non pochi anni, c’è ancora qualcosa da “ritoccare” per “riaccendere” il suo incredibile splendore.
Il progetto dell’artista Claire Tabouret – la quale avrà un ruolo decisivo nella nuova veste di Notre-Dame – sarà ispirato proprio al tema della Pentecoste. Ci vorrà pazienza per vedere il risultato finale, tanto atteso da tutti. Il progetto dovrebbe vedere la sua conclusione entro la fine del 2026.
L’artista

Copyright : https://www.clairetabouret.com/ – Foto di : Guillame Ziccarelli
Claire Tabouret, classe 1981 è una pittrice e scultrice francese. Attualmente vive e lavora a Los Angeles. Nel 2006 ha conseguito il diploma in arti plastiche presso la Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti di Parigi. Il nome di Claire Tabouret oramai è noto a molti dato che sarà proprio lei a realizzare le nuove vetrate della più bella e affascinante cattedrale di Parigi, Notre-Dame.
Il prestigio è davvero grande, visto che questa artista è stata scelta tra vari candidati e nomi di un certo calibro, come Jean-Michel Alberola, Daniel Buren, Philippe Parreno, Yan Pei-Ming, Christine Safa, Gérard Traquandi e Flavie Vincent-Petit.
Il progetto
L’artista lavorerà a un progetto molto importante ed entusiasmante – il quale si concentrerà su sei nuove coperture in vetro per le cappelle di quella navata collocata nella parte sud della cattedrale – e lo farà insieme al laboratorio del maestro vetraio Simon-Marq.
L’artista ha dichiarato che «In un tempo come il nostro segnato da guerre, divisioni e tensioni estreme, questa opportunità di mettere la mia arte al servizio dell’unità attraverso il tema della Pentecoste è una magnifica mano tesa». Come è stato scritto anche nel comunicato stampa, la proposta di Claire Tabouret soddisfa i requisiti della cattedrale e questo è stato sicuramente un punto a suo favore, per far sì che venisse scelta proprio lei come artista.
Claire Tabouret ha ancora dichiarato che «Ho visto il percorso del visitatore come un viaggio profondamente personale e spirituale attraverso Notre-Dame. Mi sembra fondamentale realizzare vetrate che abbiano la giusta presenza, accompagnino questo movimento nello spazio e fungano da supporto visivo al viaggio interiore, ma senza imporsi ai visitatori».
Per il progetto che prevede la realizzazione delle sei coperture in vetro – e si tratta di una superficie vetrata di 121 m² – abbiamo detto che Claire Tabouret collaborerà con i laboratori del maestro vetraio Simon-Marq. Questa scelta è sicuramente un vero fiore all’occhiello per l’incredibile progetto, infatti questi laboratori hanno una lunga storia da raccontare, essendo stati fondati quasi 400 anni fa.
Ci sarà una importante sfida, ossia quella di riuscire a ricreare la luce neutra di Viollet-le-Duc, l’architetto e restauratore francese il quale si occupò del restauro della Cattedrale di Notre-Dame nel lontano XIX secolo. La sfida di Claire Tabouret sarà quella di bilanciare i colori proprio per non distorcere un aspetto importante, ossia quello della luce bianca. Per portare a termine il progetto, non sono mancate le polemiche vista la rimozione delle vetrate storiche. Ci vorrà del tempo, tra i sei mesi di studi e la realizzazione delle coperture in almeno 18 mesi. Quindi, secondo i calcoli, le nuove vetrate saranno installate alla fine del 2026.
Il countdown è cominciato per tutti e siamo in trepidante attesa.
Notre-Dame de Paris rinascerà ancora una ennesima volta, agli occhi della Francia e del mondo.
Crediti foto copertina e interna: copyright https://www.clairetabouret.com/ – foto di Guillame Ziccarelli
