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Filly di Somma
ART CAPITAL torna al Grand Palais e la Ville Lumière si colora di arte in tutte le sue forme.
Tornando al Grand Palais, dove si sono svolte le esposizioni universali, ART CAPITAL vi invita a partecipare alla grande mostra d’arte annuale nel cuore di Parigi.Gli artisti che organizzano questo evento su base volontaria sono desiderosi di incontrare i dilettanti e tutto il pubblico interessato all’arte contemporanea e vivente.
ART CAPITAL esporrà 2.000 artisti di tutte le discipline.
UN VIAGGIO UNICO NELL’ARTE CONTEMPORANEA

Edizione 2025 di ART CAPITAL a Parigi: Dal 19 al 22 febbraio 2025, più di 2.000 artisti presentano le loro opere al Grand Palais di Parigi.ART CAPITAL è nata nel 2006 dall’iniziativa dei cosiddetti Saloni “Storici del Grand Palais” e di artisti di diversa provenienza, con l’intento di giocare sulle loro differenze, di unire le forze per creare un nuovo evento. Nella tradizione storica delle fiere artistiche, 4 saloni riuniti da 15 anni in ART CAPITAL permettono di esporre artisti emergenti o affermati.
Sotto l’impulso di Bruno Madelaine, presidente del Salon des Artistes Français, sta nascendo un nuovo spazio ad ART CAPITAL: IN SITU.

Questa nuova sezione nasce dal desiderio e dalla richiesta di artisti che desiderano presentare “Mostre personali” a questo prestigioso evento, che si tiene al Grand Palais dal 2006, e di unirsi ai saloni storici del Grand Palais: Salon des Artistes Français, Comparaisons, Salon des Indépendants e Salon du Dessin et de la Peinture à l’Eau. Tradizionalmente, le opere degli artisti vengono presentate nei diversi saloni con uno o due pezzi e non sono specificamente in loco.

A IN SITU! Scoprite 30 artisti tra cui pittori, scultori, fotografi, artisti visivi, … in “mostre personali”. Tre associazioni di artisti e gallerie sono presenti nel loro spazio dedicato all’interno del salone ART CAPITAL, per entrare in contatto diretto con il pubblico e sperimentare questo nuovo impegno artistico in questa prestigiosa sede.
Accogliendo ogni anno 40.000 visitatori, ART CAPITAL si è affermata sulla scena artistica francese come un evento di rilievo e rimane il più grande raduno di artisti in Francia.

Libera, tollerante, unita, didattica, dinamica, aperta, questa manifestazione offre una vetrina eccezionale e completa della produzione artistica odierna. Questi 4 Saloni emblematici offrono ai visitatori, siano essi attori del mondo dell’arte, galleristi, collezionisti, professionisti o il grande pubblico, un viaggio nell’arte di oggi, un incontro con gli artisti e le loro creazioni.
Pittori, scultori, incisori, artisti visivi, fotografi, architetti, di tutti i Paesi, di tutte le tendenze, talenti affermati e talenti emergenti, si incontrano ogni anno al Grand Palais e nel 2025 ancora al Grand Palais.
Grand Palais
75008 Parigidal 19 al 22 febbraio 2025
METRO: linee 1, 9, 13 / Stazioni: Franklin D. Roosevelt, Champs-Elysées – Clemenceau
AUTOBUS: linee 28, 42, 52, 63, 72, 73, 80, 83, 93
VELIB’: stazioni n° 8029, 8001
PARCHI AUTO: Rond-point des Champs-Elysées, Place de la Concorde, Parc François-1er, Alma Georges-V, Champs-Elysées Lincoln, Matignon
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Filly di Somma
Ebbene sì, la notizia è oramai confermata. Dal settembre 2025 al 2030, il Centre Pompidou sarà chiuso al pubblico, con il fine di ristrutturare e reinventare i suoi spazi. Il progetto mira a rendere il Centre Pompidou uno spazio in continuo movimento, che si adatta ai tempi.
L’incredibile polo museale che da sempre attira turisti da tutto il mondo nella capitale francese, amanti dell’arte in tutte le sue espressioni, fu inaugurato nel 1977. L ‘edificio, Centro nazionale d’arte e di cultura Georges Pompidou, è un centro culturale multifunzionale che si trova a Parigi, in Rue Beaubourg 19.
Fu progettato da Gianfranco Franchini, Renzo Piano e Richard Roger. In effetti questo incredibile e colorato spazio di arte moderna e contemporanea è nato come uno polo in trasformazione, le cui collezioni e attività continueranno a vivere – una volta uscite dal Centre Pompidou – in un’intera costellazione di istituzioni francesi.

Crediti: IG@centrepompidou
Ci vogliono ben 5 anni per dare una nuova luce e veste al Centre Pompidou, il quale chiuderà le porte del museo, della libreria e del negozio, del caffè, del cinema e della biblioteca. Una pausa doverosa, visto che dalla sua inaugurazione non sono mai stati fatti lavori di ristrutturazione. Bisogna riadattare lo spazio alla società, alla cultura e all’ambiente, quasi come se si volesse renderlo anche più moderno e attuale.
Il passo più importante è soprattutto tecnico e strutturale, bisogna rimuovere l’amianto da tutte le facciate, controllare gli impianti idraulici ed elettrici, migliorare l’accessibilità per le persone a mobilità ridotta e migliorare il consumo energetico e i sistemi di sicurezza dell’edificio.
Il progetto di rinnovo si ispira ad un concetto molto importante, ossia quello del “moviment”, un termine, tutto nuovo, coniato da Francis Ponge nel 1977 proprio in occasione dell’inaugurazione del Centre Pompidou. La ragione? Evocare un monumento in perenne movimento, dove confluiscono molte cose, come le collezioni di arte visiva, incontri, proiezioni, laboratori, spettacoli, performance e letture.Il centro è concepito come un laboratorio che gli organizzatori vorrebbero aprire maggiormente al pubblico. Non manca uno spazio dedicato ai giovani, per una interazione più diretta con le nuove generazioni, quelle del futuro.
Ma allora ci si chiede dove si potranno ammirare le opere una volta uscite temporaneamente del Centre Pompidou durante questi cinque anni in cui il centro rimarrà chiuso.
Il progetto prenderà il nome di Centre Pompidou | Constellation, con varie collaborazioni stabilite con istituzioni francesi. Tra queste, il Grand Palais, il quale ospiterà ogni anno quattro mostre di arte moderna e contemporanea nelle gallerie degli Champs Élysées e della Senna. Al Musée du Louvre si stabilirà un legame tra le sue collezioni e quelle del Centre Pompidou . Altri progetti sono previsti per il Musée du Quai Branly, la Monnaie de Paris e il Jeu de Paume, oltre che per altri siti in Francia e all’estero.

Crediti: IG@centrepompidou
Nell’estate del 2026, i visitatori potranno anche scoprire il Centre Pompidou Francilien – fabrique de l’art, un edificio di 30.000 m2 situato a Massy, che ospiterà quasi 140.000 opere delle collezioni del museo. Vi si terranno mostre, conferenze e spettacoli durante tutto l’anno. Allo stesso tempo, la Bibliothèque publique d’information (Bpi), gli archivi del Centre Pompidou e la biblioteca Kandinsky del Musée national d’art moderne saranno trasferiti nell’edificio Lumière, collocato nel 12° arrondissement. Dal 25 agosto 2025, questa struttura sarà aperta al pubblico gratuitamente.Nuova vita al Centre Pompidou e noi non vediamo l’ora di ammirarlo tra 5 anni, quando l’intero progetto sarà terminato e il suo nuovo “vestito” sarà svelato ai parigini e al mondo.
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Filly di Somma
Patty Pravo, è stata “la ragazza del Piper” e poi come dimenticare che proprio qui si sono diffuse le minigonne, un capo di abbigliamento femminile che ha dettato la storia e la moda in quegli anni sessanta dove il divertimento e anche la trasgressione erano indispensabili.
Ma altri nomi hanno solcato quel palco del Piper,come i Pooh, Lucio Battisti, i Dik Dik, i Primitives con Mal, Gianna Nannini, Antonello Venditti, Fred Buongusto, Rita Pavone, Caterina Caselli, Gabriella Ferri, Formula 3, Ricchi e Poveri, New Trolls, Le Orme, I Corvi. Al Piper ha debuttato anche Madonna, quando è venuta in Italia per la prima volta. Renato Zero ha realizzato un 33 giri ispirato proprio a quegli anni in cui il locale ebbe il suo boom. Lo frequentavano spesso anche Mia Martini e Loredana Bertè. Al Piper hanno suonato i Pink Floyd e Byrds, Jimi Hendrix, Rolling Stones, Genesis, Sly and the Family Stone. E i Beatles? Beh loro ci provarono solo pochi brani.
Al Piper è passata la storia della musica e anche dei generi come il beat e lo ye ye, ma anche di quei gruppi musicali di cui è difficile dimenticarne il successo, come l’Equipe 84 e i Rokes. Al Piper si andava per ascoltare la musica rockabilly e rock e per sentirsi vicini a culture come quella inglese oppure americana, che all’epoca erano miti da raggiungere in ogni modo anche a suon di musica e balli sfrenati. Il Piper è stato un posto iconico per tutto quello che è accaduto negli anni ’60 e ’70 e ancora oggi tra quelle mura se ne percepisce il “rumore”.
Il Piper era un luogo molto frequentato anche dal mondo dello spettacolo, qui hanno transitato personaggi come Vittorio Gassman, Franco Zeffirelli, Anna Magnani, Alberto Bevilacqua, Monica Vitti, Nanni Loy.
Questo luogo così iconico e affascinante non è solo uno dei club più famosi della Capitale ma è stato, nel corso del tempo, un vero crocevia di artisti e personaggi che negli anni provenivano da tutta Italia e approdavano al Piper perché era una tappa obbligatoria e imperdibile. In passato al suo posto c’era un garage, poi il club ha aperto le sue porte il 17 febbraio 1965 e a fondarlo furono l’avvocato Alberigo Crocetta con il commerciante di automobili Giancarlo Bornigia e l’importatore di carni Alessandro Diotallevi. Ancora oggi resiste alle mode e alle tendenze, alle generazioni che nel tempo si sono alternate, qui in via Tagliamento a Roma, a due passi dall’elegante quartiere Coppedé. Questo luogo è da sempre il simbolo di quel grande boom economico di un’epoca d’oro, quella degli anni sessanta.
Per festeggiare questo compleanno così importante dei 60 anni, celebrati alla grande il 17 febbraio 2025, si è tenuta una festa con i dj più famosi che hanno varcato questo locale, l’orchestra di Alberto Laurent, brani degli anni ’60 e poi ragazze vestite con il look d’epoca. Un vero tuffo nel passato e in quegli anni dove il divertimento e il ballo erano assicurati.
Il fascino del Piper è senza tempo e resiste!
Buon Compleanno a questo tempio della musica e a quei favolosi e spensierati anni sessanta di cui si ha tanta, troppa, nostalgia.
Foto copertina. IG@piperclubroma
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Filly di Somma
Vuoi scoprire la Francia con un’esperienza autentica?
Inizia con In Filigrana!
Ogni lungo viaggio comincia sempre con un primo passo, lo diceva Lao Tzu.
In Filigrana è considerato un innovativo modo di vivere il viaggio, diverso dai classici pacchetti turistici e dalle guide a cui siamo abituati. Ogni esperienza offerta è progettata per chi vuole scoprire la Francia con degli ingredienti importanti: autenticità, lentezza e curiosità. Lontano dai soliti cliché turistici.
Cosa c’è di meglio nell’offrire delle esperienze di Slow travel e viaggi su misura. Perché se è vero che viaggiare è importante è anche giusto farlo con consapevolezza. Perché viaggiare significa non essere un turista di massa, ma addentarsi davvero nello spirito e nell’animo di un luogo e In Filigrana lo sa bene, perché quello che offre è una proposta di viaggio unica, pensata per chi desidera vivere la Francia oltre le apparenze.

Chi è Cristina Camodeca
Dietro In Filigrana c’è una professionista del turismo con più di 20 anni di vita a Parigi, originaria di Roma e con doppia cittadinanza italiana e francese. Due culture, quella italiana e quella francese, si uniscono e si fondono nel sorriso contagioso e negli occhi scuri e penetranti di Cristina Camodeca, che con entusiasmo e professionalità “accompagna” il viaggiatore a vivere delle esperienze uniche e insolite.
Laureata in studi letterari e scienze umane alla Sapienza di Roma, con un master in Ingegneria del Turismo alla Sorbona di Parigi, Cristina ha sempre avuto una passione per il viaggio, inteso come esperienza culturale e personale. Specialista del viaggio su misura, ha lavorato nel settore come travel designer, affinando l’arte di creare itinerari unici e curati nei mini dettagli.
Grazie alla sua doppia competenza in comunicazione e marketing digitale, sa come raccontare e valorizzare il viaggio in modo autentico e avvincente. Appassionata di grafica e fotografia, porta in ogni proposta un’estetica raffinata e un’attenzione particolare ai dettagli visivi.
Dietro In Filigrana c’è tanta passione, cultura e soprattutto emozione. Se è vero che quel viaggio di 1000 passi comincia sempre con 1 passo, ebbene con Cristina Camodeca si inizia il viaggio davvero con il piede giusto!
Chi è il Travel Planner

Un travel planner è un consulente di viaggio indipendente, che non vende pacchetti preconfezionati, ma crea esperienze su misura per ogni viaggiatore. Ascolta le esigenze del viaggiatore, per capire esattamente cosa sta cercando e che esperienza vuole vivere. Effettua ricerche approfondite per trovare le migliori soluzioni in base ai gusti, al budget e alle aspettative del cliente.Suggerisce le migliori esperienze, creando itinerari unici e dettagliati, con consigli esclusivi su dove dormire, mangiare e cosa visitare. Accompagna il cliente nella preparazione del viaggio, offrendo supporto per le prenotazioni – ma senza effettuarle direttamente – e consigli pratici per godersi l’esperienza senza stress.
E allora ci si chiede il motivo per cui bisogna affidarsi a un travel planner come In Filigrana!
Beh i motivi sono molteplici.

Innanzitutto un risparmio di tempo, dato che il cliente riceve un itinerario già curato, con un budget previsionale, evitando ore di ricerche. A questo si aggiunge anche una esperienza personalizzata, ogni viaggio è unico, costruito sui desideri del viaggiatore. E poi non bisogna mai rinunciare a delle scelte di qualità, con una selezione accurata di luoghi autentici e fuori dai circuiti turistici. Non manca la flessibilità, quella massima libertà nel decidere cosa prenotare e quando, senza vincoli di agenzia. E ovviamente c’è un grande vantaggio, perché alla fine sarà un viaggio che riflette i gusti personali e le esigenze del cliente, senza lo stress dell’organizzazione.
Cosa offre In Filigrana
Grazie alla sua doppia cultura, Cristina offre uno sguardo italiano sulla Francia, aiutando chi non conosce bene il paese e la lingua a sentirsi subito a proprio agio. La libertà di un viaggio fatto su misura, con la sicurezza di un supporto esperto.
In Filigrana nello specifico, vi accompagna verso:- Itinerari personalizzati, pensati per esplorare Parigi e la Francia con un approccio autentico e lontano dal turismo di massa.
- Mini-guide digitali interattive, con percorsi dettagliati e suggerimenti esclusivi.
- Consulenze individuali, per aiutare ogni viaggiatore a pianificare il soggiorno con consigli esperti.
- Visite private a piedi, per scoprire Parigi in maniera informale, attraverso itinerari autentici – accompagnati da un locale che conosce benissimo i luoghi – arricchiti da aneddoti e curiosità.
- Esperienza, conoscenza e cura del dettaglio.
Insomma di motivi per scegliere In Filigrana ce ne sono e come!

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● Visita il sito infiligrana.com per scoprire tutti i servizi disponibili.
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E allora tutti pronti a partire?

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Filly di Somma
Un indirizzo imperdibile a Parigi, progettato dal grande Philippe Starck, il fiore all’occhiello dell’albergo è sicuramente la bellissima vista sulla Torre Eiffel. Un modo unico per rilassarsi e ammirare Parigi dalla terrazza, stando comodamente seduti sul suggestivo roof dell’albergo e contornati da alberi da frutto, come se ci si trovasse su un giardino sospeso.

Le camere sono state create per donare armonia e calore, in particolare grazie alla scelta dei colori. I materiali sono grezzi, si dà importanza alle piante. La luce e gli specchi giocano un ruolo importante, alloggiare alla Villa M è sicuramente una fonte di benessere assoluto. Tutte le camere progettate da Philippe Starck, invitano alla meditazione, al riposo e alla disconnessione.

Una pausa in ogni momento della giornata
I ristoranti di Villa M accolgono il cliente in diversi momenti della giornata: colazione, pranzo, cena e brunch. Il tutto incorniciato nei colori. Con la cucina a vista e la terrazza interna alberata, o sul roof, i ristoranti sono dei veri e propri paradisi, dove ritagliarsi tanta pace!

Dal lunedì alla domenica, il ristorante di Villa M al piano terra, con la sua terrazza soleggiata, serve una cucina gourmet. Il ristorante vi accoglie per il pranzo dalle 12.00 alle 14.30 e per la cena tutti i giorni della settimana dalle 19.00 alle 22.30. Il bar offre anche una selezione di cocktail classici o più elaborati da gustare durante le serate con musica dal vivo, il giovedì, venerdì e sabato sera.

Brunch
Ogni domenica dalle 12.00 alle 16.00, nel ristorante o sulla terrazza al piano terra, Villa M propone il brunch, una occasione ideale per riunire famiglie e amici. Il menu del brunch è molto vario: dolci, uova di tutti i tipi, hamburger o avocado toast e un menu per i più piccoli. E poi c’è un piano dedicato ai bambini, con animatore e giochi! Ogni stagione regala emozioni, che sia all’interno in inverno o sulla grande terrazza esterna all’ombra degli alberi di fico in estate. Il ristorante Villa M offre un menu per pranzo e cena dal lunedì al venerdì.

Il Bar
Dalle 12.00 alle 24.00 nei giorni feriali e fino all’1.00 nei fine settimana, il bar di Villa M è un invito al viaggio e alla condivisione, dai tavoli alti e conviviali che si affacciano sul bar o seduti nell’area lounge della hall. Il “bar rovesciato” progettato da Philippe Starck posiziona le bariste e i baristi di Villa M proprio in mezzo agli ospiti. È un luogo d’incontro dove rilassarsi, un luogo caldo dove prendersi il tempo per chiacchierare. Con la sua terrazza interna caratterizzata da una parete verde e da alberi di fico come fonte di ispirazione, il menu del Villa M Bar offre succhi di frutta e verdura unici, cocktail originali e audaci e originali esperienze di caffè.

Nei giorni feriali dalle 7.00 alle 10.00 e nei fine settimana dalle 7.00 alle 10.30, il ristorante serve una colazione a buffet varia e deliziosa. Tutte le mattine viene offerta una scelta di piatti à la carte, un ricco buffet e dolciumi.
Il rooftop
Il Rooftop Restaurant vi accoglie da aprile a settembre, dal martedì al sabato per il pranzo, dalle 12.00 alle 14.30 o per la cena, dalle 19.00 alle 23.00.
Il Rooftop Bar vi accoglie dalle 14.30 alle 17.00 dal martedì al sabato. Sulla terrazza, sul tetto dell’hotel, con alberi da frutto, si possono ammirare i panorami di Parigi, la Torre Eiffel, la Torre Montparnasse.
La piantumazione della terrazza sul roof fa parte del progetto di sviluppo sostenibile di Villa M e si estende alla facciata dell’edificio. Davanti a ogni finestra, a ogni piano, come un giardino, c’è un angolo naturale dal design meraviglioso che ossigena mente e corpo.

Che si tratti di conferenze, congressi, seminari, corsi di formazione, riunioni, workshop ed eventi serali, gli spazi messi a disposizione della Villa M sono sempre molto efficienti e rispondono a ogni esigenza.
Villa M
24-30 Boulevard Pasteur
75015 Paris
Foto copertina e interne IG@villamhotel
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Filly di Somma
Un appuntamento imperdibile per chiunque si trovi nella capitale francese.
Organizzata dalla École des Arts Joailliers di Parigi e visitabile fino al 1 giugno 2025, la imperdibile mostra “Paris, City of Pearls”- Parigi, la città delle perle – sarà una sosta doverosa durante il vostro soggiorno parigino, per svelare ai vostri occhi una Parigi ancora più glamour ed elegante, che vi riporta a un passato intriso di fascino. Le perle erano le protagoniste indiscusse degli anni Venti e questo le rende ancora più uniche.

La perla è un gioiello sempre molto amato, ricercato, elegante e di grande fascino. Ma non è tutto, questi preziosi gioielli, che in fondo sono il frutto della natura – e questo li rende ancora più unici e rari – sono stati al centro di una relazione commerciale tra il Golfo Persico e la Francia, nel periodo che oscilla tra la fine del XIX e la metà del XX secolo, eppure non tutti lo sanno, ma la mostra svelerà qualche dettaglio a proposito. Sicuramente, per un lungo periodo le perle sono state le protagoniste del lusso parigino e di una eleganza senza tempo.


La bellissima mostra che vi attende a Parigi, celebra quasi un secolo di storia e racconta un viaggio meraviglioso, quello che negli anni Venti ha portato queste perle, così fini e coltivate, in Francia, fin quando poi hanno conquistato il cuore di tutti, soprattutto dei gioiellieri, i quali ambivano ad averle nei propri laboratori per poi destinarle a un pubblico ricercato.

Ogni forma artistica e le sue innumerevoli espressioni furono influenzate dalle perle, un gioiello della natura da sempre intriso di fascino e splendore che aveva un suo ruolo ben definito.

Quando si percorre la mostra ci si addentra nei segreti e nei misteri delle perle, pronti a scoprire delle informazioni che fino a questo momento non erano conosciute. Il fine della splendida esposizione – e anche della École des Arts Joailliers di Parigi che l’ha organizzata – è proprio di promuovere non solo la cultura della gioielleria, ma anche la conoscenza. Le perle sono meravigliose, ma cosa c’è dietro di così curioso e affascinante da scoprire?
La risposta l’avrete visitando la mostra.

“Paris, City of Pearls”, con il sostegno di Van Cleef & Arpels, raccoglie un centinaio di creazioni. Dopo un’introduzione teorica sull’origine delle perle, l’esposizione conduce verso un percorso in cui ci si addentra nella storia e nella passione dei gioiellieri per queste perle preziose in un periodo che parte dalla fine del XIX secolo fino ad arrivare ai giorni nostri.

Una mostra da non perdere. Vi immergerete nella Belle Époque, grazie a delle “opere d’arte” firmate da Van Cleef & Arpels, Lalique, Cartier.
Quanti segreti e misteri si nascondono dietro le perle!
Parigi è pronta a svelare tutto!
“Paris, City of Pearls”: una mostra de L’ÉCOLE, School of Jewelry Arts
Date: dal 21 novembre 2024 al 1 giugno 2025
Orari di apertura:
dal martedì alla domenica, dalle 11:00 alle 19:00
Il giovedì fino alle 21:00
Indirizzo: L’ÉCOLE, School of Jewelry Arts, Hôtel de Mercy-Argenteau,
16 bis, boulevard Montmartre, 75009 Parigi
Ingresso libero previa prenotazione



Foto copertina e interne ADRIANA VALENTI SABOURET –
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Filly di Somma
Il Suono della Terra si riferisce alla registrazione effettuata dalla sonda spaziale Voyager nel 1977, una registrazione dei suoni del mondo e della musica per ipotetici extraterrestri.
Ma siamo a Parigi, una città che sorprende chiunque. Questa è una barca contemporanea progettata da Seine Design con una terrazza di 200 m2, lungo la banchina, non appena arriva il bel tempo!

Questo è un vero e proprio palcoscenico musicale sulla Senna. Son de la Terre vi accompagna in un viaggio di creazione musicale. Questo spirito di fusione e contaminazione si ritrova non solo nel jazz, ma anche nel soul, nel funk e nella world music.
La péniche è ormeggiata sul Quai de Montebello, ai piedi di Notre-Dame. “Le Son de la Terre” è un nuovo indirizzo a Parigi, una città che non smette mai di sorprendere soprattutto in termini di nuove aperture.
Se state cercando un ristorante bistrot festoso e un luogo di concerti dedicato a serate di jazz, world music ed electro-world, questo è il posto giusto. Un luogo dove condividere l’emozione della musica dal vivo e il piacere di una cucina creativa, pensata per riflettere il ritmo delle stagioni, accompagnata da una selezione di vini eco-responsabili. Il brunch è servito ogni domenica dalle 12.00 alle 15.00. Si consiglia la prenotazione!Tanti gli scenari sono possibili all’interno di questa affascinante péniche attraccata sulla Senna. Una sala concerti dedicata al jazz e alla world music, con artisti rinomati e talenti emergenti.
Un ristorante festoso, che celebra la cucina d’autore, con musica dal vivo e DJ set.
Un generoso brunch, fatto di prodotti di stagione, servito ogni domenica dalle 12.00 alle 15.00.
Una botola mobile che permette di offrire due diverse atmosfere musicali contemporaneamente… o di godersi un concerto dal ristorante o dal bar!Uno spazio creativo che ospita artisti.
Un palco per DJ emergenti (World Music), in scena dal giovedì al sabato, dalle 22 alle 2, durante il festival “Son de la Nuit”.Lasciatevi cullare dalla Senna, a bordo del ” Son de la Terre” a ritmo di musica jazz.
Le Son de la Terre Port Montebello, 75005 PARIS
Fonte e Foto copertina e interna: https://www.sondelaterre.fr/
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Filly di Somma
Ci troviamo nella Ville Lumière, dove ogni cosa che ci circonda trasmette emozioni uniche, che sia un monumento, una piazza, una fontana, le sue strade, piccole o grandi che siano, ogni angolo di questa città da sempre emoziona il mondo.
Basta andare nel Passage Jouffroy di Parigi e lì si apre una magia intrisa di storia e di ospitalità. Il passage, che ospita questo incantevole e affascinante Hôtel Chopin, è stato costruito su un’antica strada medievale. Pochi metri al di sotto del passage si trova una rete sotterranea, la quale ha il ruolo di servire le cantine dei negozi del passaggio. Questi sotterranei contengono i resti di un sistema di riscaldamento a pavimento, il quale risultava essere già unico e all’avanguardia all’epoca. L’età della strada su cui è stato costruito il Passage Jouffroy è davvero antica e lo testimoniano i ciottoli. Passeggiare qui è davvero un affascinante tuffo nel passato!

L’Hôtel Chopin, è considerato uno degli alberghi più antichi di Parigi, aperto nel lontano 1846. Questo luogo non è solo fatto per alloggiare in una Parigi affascinante, come accade normalmente per gli alberghi, ma è anche il posto giusto dove respirare un passato lontano che racconta tanto della città, anche solo varcandone la porta e facendo una visita, come se fosse un tour.
Siamo subito attratti dalla facciata in legno dell’albergo classificata come monumento storico e già questo racconta tanto di questo albergo. Il luogo dove si colloca – il Passage Jouffroy, uno dei tanti che pullulano a Parigi – è stato inaugurato proprio nel 1846 e viene da sempre considerato un punto di riferimento per tutti i parigini e anche per coloro che sono di passaggio nella città più romantica del mondo. A rendere unico e speciale questo passage è soprattutto il suo design in ferro e vetro e quel sistema di riscaldamento a pavimento.

L’Hôtel Chopin, aperto al pubblico nel 1847, era conosciuto come Hôtel des Familles. Poi nel 1970 ha assunto il nome attuale, in omaggio proprio a quel famoso compositore – Frédéric Chopin – la cui presenza si fa ancora sentire nel quartiere. Chopin frequentava il Passage Jouffroy per visitare i saloni dei pianoforti Pleyel. Sembra che il grande compositore sia passato proprio in questo passaggio mentre si dirigeva nel centro di Parigi e sembra anche – ma questa resta ancora una leggenda non confermata come notizia vera – che abbia persino trascorso dei momenti intimi e segreti con George Sand in questo albergo.

La caratteristica dell’Hôtel Chopin è la sua porta, la quale resta sempre aperta. Il motivo? Non ha serratura! Ecco spiegata la ragione per cui l’albergo resta costantemente accessibile al mondo, 24 ore su 24 e per tutto l’anno, ininterrottamente, senza sosta. Un motivo ci sarà!
Prima di varcare la porta di questo incantevole albergo parigino dal fascino senza tempo, ci si addentra in un sentiero lastricato, la vera testimonianza di tutte quelle storie e leggende che hanno sempre reso speciale ogni angolo dell’Hôtel Chopin.
Nulla è cambiato, nonostante siano trascorsi anni. Ecco il fascino di questo luogo dove il tempo sembra si sia congelato e chiunque vi entri, per una visita o vi alloggi, lo respira pienamente.
All’interno, l’hotel offre una vista bellissima sui tetti di Parigi.
Le camere sono molto affascinanti, i letti sono “rivestiti” da lenzuola rosse e bianche, e poi quelle affascinanti applique, le quali suggeriscono quella luce e quelle ombre di un passato lontano, quasi come se la macchina del tempo tornasse indietro e si vedesse il grande compositore Chopin tra quelle mura.
Tanto comfort, pulizia e storia. Sono queste le parole d’ordine.
Le tariffe si aggirano sui 120 euro a notte, la colazione è inclusa. Gli animali domestici sono accettati e alloggiano gratuitamente, questo è sicuramente un punto a favore per tutti i turisti a Parigi che viaggiano con i loro inseparabili amici a quattro zampe.
Entrare o alloggiare in questo albergo, vi racconterà tanto di una Parigi intrisa di storia e leggenda, sulle note del grande Chopin. Lasciatevi rapire!
Hôtel Chopin,
46, Passage Jouffroy – 10 Boulevard Montmartre, Paris
75009 Parigi
Foto copertina e interne : https://hotelchopin-paris-opera.com/
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Filly di Somma
La Ville Lumière regala da sempre degli scorci meravigliosi, en plein air – all’aperto – ma ci sono anche dei luoghi interni – noti con il termine di “passages” o “galeries” – che vale la pena di visitare e dove passeggiare, soprattutto in una giornata di pioggia, regala degli scorci di Parigi unici e insoliti.
La lista dei passage coperti di Parigi è davvero lunga con passage du Prado (nel Xe arr), passage du Havre (nel IXe arr), passage Puteaux (nell’VIIIe arr), passage Sainte-Anne (nel IIe arr), passage du Ponceau (nel IIe arr), passage du Bourg-l’Abbé (nel IIe arr), passage Ben Aïad (nel IIe arr) passage des Deux-Pavillons (nel Ier arr).
Qualche passage merita una parola di più e soprattutto una visita!
Galerie Véro-Dodat (Ie arrondissement)
Dal 1966 al 2004, i parigini hanno affollato il negozio dell’attore e antiquario francese Robert Capia. Nel 2018, i parigini scopriranno un negozio altrettanto spettacolare: quello di Christian Louboutin. Un luogo che attira da sempre.

IG@vivreparis
Passage Choiseul (IIe arrondissement)
Era divenuto molto famoso con la presenza del negozio Kenzo il quale si era installato in questo passage nel 1970. Ma ovviamente nel momento in cui il negozio si è trasferito altrove il passage ha perso la sua abituale clientela. Resta comunque una gradevole passeggiata.
Passage des Panoramas (IIe arrondissement)
Costruito nel 1799 considerato un luogo molto autentico con le sue suggestive decorazioni d’epoca e le varie luci che regalano delle sfumature ottiche a chiunque vi entri.
Galerie Vivienne (IIe arrondissement)Considerata una galleria molto elegante e suggestiva dove il mosaico al pavimento e i suoi negozi di lusso all’interno, sono il vero fiore all’occhiello di questo luogo.
Passage du Grand-Cerf (IIe arrondissement)
Considerato uno dei passage più alti e luminosi di Parigi con ben 12 metri di altezza e con una vetrata suggestiva.
Passage du Caire (IIe arrondissement)
Con i suoi 370 metri di lunghezza, il Passage du Caire è il più lungo di Parigi, ma anche uno dei più stretti e, soprattutto, il più antico, essendo stato costruito nel 1798, con il suo tetto di vetro con una forma molto particolare, a lisca di pesce.
Passage des Princes (IIe arrondissement)
Questo passaggio è l’ultimo costruito a Parigi ai tempi di Haussmann ed ospita una serie di negozi di giocattoli e di videogiochi.

IG@vivreparis
Galerie Colbert (IIe arrondissement)
Non ospita negozi, ma solo istituti di ricerca e laboratori legati alla storia dell’arte e al patrimonio culturale. Anche questo rende il luogo insolito e suggestivo.
Passage Vendôme (IIIe arrondissement)
Purtroppo quasi tutto abbandonato ma non si può ometterlo nella lista dei passage di Parigi.
Passage Molière (IIIe arrondissement)
Oltre a essere molto carino, la sua particolarità è che i numeri degli edifici girano in senso antiorario. È una cosa davvero insolita!
Galerie de la Madeleine (VIIIe arrondissement)
Un locale piccolo e tranquillo, situato vicino a una zona trafficata, dove è piacevole accomodarsi e sorseggiare un drink.
Passage Verdeau (IXe arrondissement)
Un luogo molto affascinante con i suoi tipici antiquari.
Passage Jouffroy (IXe arrondissement)
Considerata una vera rivoluzione a livello architettonico dato che è stato il primo passage ad avere avuto il riscaldamento al pavimento e una struttura in acciaio.
Passage Brady (Xe arrondissement)
Noto anche con il termine « Piccola India ». Una parte di questo passage è coperta da una vetrata e all’interno vi sono dei ristoranti internazionali buonissimi come indo-pachistani dove assaggiare una cucina etnica deliziosa e poi una parte del passage è all’aperto.
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Filly di Somma
Questa è sicuramente una bellissima notizia per tutti coloro che sono dei veri appassionati di teatro e costumi di scena e soprattutto per chiunque volesse acquistare un abito davvero unico e simbolo della storia della moda e del teatro francese e non solo.
Per tutti voi, non c’è nulla di meglio che recarsi alla Comédie-Française di Parigi, spesso indicata semplicemente come “Teatro francese”, quella istituzione culturale fondata in Francia nel lontano 1680 e con sede dal 1799 nella Salle Richelieu, nel cuore del Palais-Royal, nel 1° arrondissement di Parigi.

La Comédie-Française porta avanti l’eredità dei suoi artigiani e produce i suoi costumi interamente nei suoi laboratori di cucito, stiro, confezione, tintura, parrucche, i quali producono tra i 100 e i 300 costumi all’anno. Una vera istituzione in termini di moda, storia e teatro.
I costumi conservati nelle riserve della Comédie-Française sono spesso utilizzati fino a quando non sono troppo consumati, essendo indossati per molto tempo dopo essere stati creati e poi trasformati per altri spettacoli. Nelle riserve della Comédie-Française sono conservati molti costumi maschili appartenenti al XVIII secolo e anche dei gilet del regno di Luigi XVI. Insomma in questi laboratori c’è davvero profumo di “storia” e proprio questo passato potrebbe essere anche vostro!

La leggenda narra che nel 1815, i nobili emigrati che rientravano in Francia dopo la Rivoluzione non potendo più utilizzare i loro costumi di corte dell’epoca di Luigi XVI, li donarono alla Comédie-Française perché li utilizzasse nel Répertoire, ossia nel repertorio teatrale, almeno questo si legge sul sito dell’istituzione. Nessuna fonte attesta questo aneddoto, se non la memoria a voce tramandata in questi laboratori, le cui mura tanto raccontano circa la storia del teatro francese.
Per tutti gli appassionati di teatro e costumi di epoca, affrettatevi, ogni giovedì fino alla fine di aprile 2025, la Comédie-Française mette in vendita i costumi delle sue riserve. Si tratta di abiti davvero eccezionali e dal profumo “storico”, i quali sono stati indossati sul palcoscenico e adesso sono archiviati con molta cura e pronti per essere venduti a tutti gli appassionati di un mondo davvero leggendario e che affascina in ogni tempo e luogo.
Potreste essere proprio voi quelli che acquisteranno uno di questi capi leggendari che hanno varcato il palco della Comédie-Française? Chissà!
La vendita è cominciata già il 18 gennaio 2025 e andrà avanti fino all’esaurimento delle scorte.
Si tratta di una vendita settimanale di una selezione di costumi realizzati nei laboratori della Comedie Française. Ogni capo di abbigliamento è etichettato con il nome dell’attore/personaggio che lo ha indossato, il titolo dello spettacolo associato e l’anno della rappresentazione. Si parla davvero di cimeli per tutti gli appassionati del teatro francese. Una occasione imperdibile! Un piccolo pezzo di storia tessile e teatrale da acquistare presso la boutique della Comédie-Française, aperta ogni giovedì dalle 12.00.
Vi starete chiedendo quanto possa costare acquistare uno di questi capi!
Ebbene i prezzi si aggirano tra i 50 e i 500 euro. Quindi la scelta è davvero ampia e ve ne è per tutte le tasche e per tutti i gusti. Acquistare capi del genere è sicuramente una esperienza unica e irripetibile visto che i costumi portano con sé secoli di esperienza e di repertorio teatrale e possederli nel proprio armadio sarebbe davvero un prestigio!
C’è poco tempo, amanti del teatro e dei costumi di scena, affrettatevi!
Foto copertina e interne : IG@comedie.francaise.officiel
