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Filly di Somma
Esplorare il Vietnam insolito è un’esperienza che permette di scoprire quegli angoli nascosti e affascinanti di un Paese che da sempre attira i viaggiatori a caccia di emozioni. Esiste un Vietnam lontano dalle rotte turistiche più battute, con quelle destinazioni e attività che offriranno agli occhi di chiunque un Paese più autentico e sorprendente.

Le Montagne di Sapa rientrano sicuramente in questo tour. Sapa, nella regione settentrionale del Vietnam, è famosa per le sue affascinanti risaie terrazzate e i villaggi montani. Se si vuole evitare la folla di turisti, non c’è nulla di meglio che esplorare i villaggi più remoti come Ta Van o Lao Chai, dove la vita tradizionale delle minoranze etniche – come gli H’mong e gli Tay – è ancora molto viva.

Phong Nha-Kẻ Bàng è famosa per le sue spettacolari grotte, tra cui la Son Doong, la più grande grotta del mondo. Ma c’è molto di più da scoprire in questa parte del Vietnam, come la grotta di Phong Nha e la grotta di Paradise, anch’esse impressionanti. Il parco nazionale è ideale per chi ama l’avventura e la natura incontaminata.

Una visita all’ Isola di Phu Quoc non deve mancare, se ci si sposta lontano dalle località più turistiche come Duong Dong, qui si possono trovare spiagge più tranquille e villaggi di pescatori autentici. Visitare le piantagioni di pepe o fare una gita in barca verso isole più piccole e meno sviluppate sono sicuramente delle bellissime esperienze da fare a caccia di quel Vietnam sconosciuto che diventa sempre più affascinante.

Hạ Long Bay, è una delle principali attrazioni turistiche del Vietnam, ma esistono delle zone meno battute, come la Baia di Lan Ha che offre paesaggi mozzafiato ma con meno turisti. Si possono esplorare le isole in kayak o in barca privata.
Il tour nel Vietnam insolito continua con Ninh Binh e la Valle di Tam Coc, questa è una regione, spesso chiamata la “Halong Bay di terra”, famosa per i suoi paesaggi mozzafiato fatti di montagne calcaree che emergono da un mare di risaie. Cosa ci sarebbe di meglio che fare un giro in barca lungo i fiumi, visitare il tempio di Bich Dong o scalare le montagne per una vista panoramica? Ebbene questo è il posto giusto per vivere queste esperienze.

Il Delta del Mekong è un labirinto di fiumi e canali che scorre attraverso una delle regioni più fertili e vitali del Vietnam. Si può navigare lungo i canali, fermarsi nei villaggi galleggianti o visitare i mercati galleggianti locali, dove si vendono frutta, verdura e pesce appena pescato. I mercati galleggianti sul Delta del Mekong sono una delle esperienze più autentiche e pittoresche che si possono vivere. Questi mercati rappresentano un aspetto unico della vita quotidiana nelle aree fluviali del Sud del Vietnam, dove i fiumi e i canali sono le principali vie di comunicazione e commercio. Visitarli è un tuffo nella cultura delle comunità locali e sono un ottimo punto di partenza per assaggiare la cucina locale del Delta del Mekong. Barche-cucina galleggianti servono infatti piatti tipici come noodle di riso fresco, bánh mì – un tipico panino vietnamita – e varie delizie.

I Villaggi del Sud – Ben Tre e Vinh Long – più lontani dai circuiti turistici permettono di immergersi nella vita quotidiana del Delta del Mekong. Si possono scoprire le tradizioni della produzione di cocco, fare un giro in bicicletta tra i canali e gustare il cibo locale in case private.
La piantagione di cocco lungo il canale di Cai Son, nel cuore del Delta del Mekong, è una delle tappe più suggestive per chi visita questa regione del Vietnam. L’area è famosa per le sue distese di palme da cocco che invadono i canali e i corsi d’acqua, contribuendo a creare un paesaggio unico oltre ad essere un’importante fonte di reddito per le comunità locali. Il canale di Cai Son si trova vicino a Ben Tre, spesso descritta come la “capitale del cocco” del Vietnam proprio per l’abbondante produzione di questo frutto. La visita a una piantagione di cocco permette di vedere da vicino come vengono coltivati e raccolti i cocchi, e scoprire i numerosi usi di questa risorsa.

La città di Hue è una destinazione turistica abbastanza conosciuta, ma ci sono molti angoli più nascosti della città imperiale da esplorare. I giardini e i templi meno visitati offrono un’esperienza tranquilla e storica lontano dalla folla. Inoltre, si può fare una gita nei dintorni, dove antichi villaggi e templi stanno sparendo lentamente.
A meno di 300 km da Ho Chi Minh City c’è la penisola di Phan Rang la quale offre spiagge deserte, villaggi di pescatori e la possibilità di scoprire la cultura dei Cham, una minoranza etnica che ha influenzato la storia del Vietnam. Le rovine dei templi Cham nella zona sono spettacolari e poco visitate.

Un’esperienza davvero fuori dal comune è un viaggio nella provincia di Ha Giang al confine con la Cina. Qui si trovano alcuni dei paesaggi più spettacolari del Vietnam, con montagne meravigliose e villaggi che ospitano diverse etnie, come i Tay, gli H’mong e i Zao. La zona è meno turistica e offre un’immersione profonda nelle tradizioni locali.

Lo spettacolo di marionette sull’acqua, noto in Vietnam come “Múa rối nước”, è una forma d’arte tradizionale che affonda le sue radici nel XI secolo. Questa espressione culturale nasce nelle zone rurali del delta del Fiume Rosso e si è conservata fino ad oggi, diventando uno degli spettacoli più amati sia dai vietnamiti che dai turisti. È possibile assistere a uno spettacolo di marionette sull’acqua in vari luoghi in Vietnam, ma le vicinanze del lago Hoan Kiem, nel cuore di Hanoi, offrono un’esperienza particolarmente magica.

Le terrazze di riso sono una delle meraviglie naturali e architettoniche più spettacolari del Vietnam, una testimonianza della profonda armonia tra l’uomo e la natura. Questi paesaggi, modellati dalla mano dell’uomo nel corso di secoli, si trovano principalmente nelle regioni montuose del nord del paese, come Sa Pa, Mu Cang Chai e la provincia di Ha Giang.

La coltivazione del riso nelle terrazze richiede una conoscenza approfondita dell’ambiente, una gestione sostenibile dell’acqua e una collaborazione comunitaria, poiché l’acqua deve essere condivisa e distribuita equamente tra le varie terrazze.
La tessitura della seta è una delle tradizioni artigianali più antiche del Vietnam e il villaggio di Van Phuc è conosciuto proprio per la produzione di seta di alta qualità, tanto da essere soprannominato il “villaggio della seta”. Da oltre mille anni, quando il villaggio di Van Phuc iniziò a svilupparsi come un centro per la produzione e il commercio della seta, gli abitanti di Van Phuc hanno perfezionato le loro tecniche di tessitura e colorazione, creando tessuti che sono apprezzati in tutto il Vietnam e all’estero per la loro bellezza. Visitando il villaggio si possono osservare da vicino il processo di produzione della seta, che inizia con l’allevamento dei bachi e prosegue con la raccolta dei bozzoli, la filatura, la tintura e infine la tessitura. Le tecniche tradizionali di tessitura a mano sono ancora ampiamente praticate nel villaggio.

Imperdibile la visita alla maestosa Baia di Ha long, dove le rocce a forma di dragone emergono dall’acqua. Questa baia è una delle principali attrazioni in Vietnam, una meraviglia naturale caratterizzata da quasi 2000 isole e isolotti calcareiche emergono dalleacque turchesidel Golfo del Tonchino, molti dei quali sono coperti da giungle e grotte nascoste. La leggenda narra che le isole furono create da un drago che, scendendo dalle montagne, incise valli e creste nella terra prima di tuffarsi nel mare, lasciando dietro di sé questo paesaggio incantato.

Ninh Binh – la “Baia di Ha Long sulla terra”- è una di quelle tappe imperdibili in Vietnam. Pittoresca e affascinante, questa provincia offre un’eccezionale varietà di bellezze naturali e siti storici, tra cui spettacolari formazioni calcaree, fiumi, vaste risaie e antichi templi, tutti incastonati in un paesaggio dettato dalla bellezza.
La spiaggia di Ninh Chu – con le sue lunghe distese di sabbia bianca, il cielo azzurro e una serie di attività ricreative estremamente attraenti – è una sosta doverosa. Sulla via del ritorno a Nha Trang si visita il campo eolico Dam Nai, a circa 20 km dal centro della città di Phan Rang – Thap Cham. Ci sono fino a 16 turbine, costruite in mezzo a freschi campi verdi, in lontananza si vedono le colline della terra di Ninh Thuan, come se fosse un quadro.

Il Colle delle Nuvole – Hải Vân Pass – è uno dei passaggi montani più spettacolari e famosi del Vietnam, noto per le sue viste mozzafiato. Situato lungo la costa centrale del Vietnam, questo passo segna il confine tra il nord e il sud del paese.
Il nome “Hải Vân” significa “passo delle nuvole marine” e richiama il fatto che la vetta del colle è spesso avvolta nelle nuvole e questo crea un paesaggio surreale. La strada che attraversa il passo regala panorami spettacolari della baia sottostante, delle spiagge incontaminate, delle foreste lussureggianti e del Mar Cinese Meridionale. Il Colle delle Nuvole fungeva da barriera naturale tra i diversi regni e le diverse influenze culturali del Vietnam del Nord e del Sud. Durante la guerra del Vietnam, il passo aveva anche un’importanza militare, come testimoniato dai resti di fortificazioni e postazioni di guardia.

Ma quali sono le esperienze da vivere in questo Vietnam insolito?
Assaggiare il cibo di strada e provare le specialità locali – come Bánh Xèo (una sorta di pancake salato), Bánh Cuốn (involtini di riso) e Cà phê trứng (caffè all’uovo) – servite da piccoli venditori ambulanti è una tappa doverosa.
Ma anche esplorare templi e pagode meno conosciuti deve rientrare nella lista. Oltre ai grandi templi, il Vietnam è pieno di luoghi di culto più piccoli e tranquilli che offrono un’atmosfera serena.
E poi cosa ci sarebbe di più caratteristico del vivere con una famiglia locale in un villaggio remoto, per addentrarsi in una delle tante anime del Vietnam.

Visitare il Villaggio degli incensi di Quang Phu Cau nella periferia di Hanoi è una esperienza imperdibile per assistere alla tradizionale produzione dell’incenso e non mancano quei paesaggi mozzafiato dei fiori di incenso, alla scoperta di quell’anima appartenente ad un oggetto dal significato culturale e spirituale.
Il campo di sale di Sa Huynh, dove vengono prodotti i grani di sale puro, è una destinazione nel Vietnam centrale. La terra soleggiata e ventosa nella provincia di Quang Ngai regala la bellezza dei campi di sale. Tra le esperienze non deve mancare Mui Ne – uno dei paradisi marini del Vietnam del sud, famoso per le sue dolci spiagge e le grandi dune di sabbia – conosciuto come “il piccolo Sahara del Vietnam”.

Lo avete compreso oramai, ogni angolo di questo Paese meraviglioso ha qualcosa di speciale da offrire, come un viaggio alla scoperta delle sue gemme nascoste ogni viaggiatore potrà conoscere un lato più autentico e sorprendente.
Eccolo svelato questo Vietnam insolito con la sua stupenda varietà paesaggistica. Chiunque sarà rapito da montagne maestose, fiumi sinuosi, delta rigogliosi e lunghe spiagge sabbiose. Visitare il Vietnam è sicuramente un viaggio dei sensi, tra colori, sapori e profumi. Chiunque si troverà in continua sospensione tra mercati galleggianti, pagode buddhiste e lanterne colorate, proprio come ad Hoi An, quella suggestiva città illuminata da lanterne colorate e intrisa di storia.

Agli incredibili paesaggi, si aggiungono le antiche tradizioni a testimoniare quanto il Vietnam sia un Paese dalle diverse anime, con i contadini nei campi di riso e nei verdi terrazzamenti, oppure gli anziani che con occhi saggi custodiscono segreti antichi. Per vivere appieno i paesaggi mozzafiato che il Vietnam ha da offrire, si può scoprire lo spirito autentico delle sue campagne con delle escursioni in bicicletta, tra verdi vallate e colline ricoperte di risaie, mentre a bordo di imbarcazioni tipiche si possono ammirare le forme uniche delle sue coste.

La gentilezza dei locali sarà la colonna sonora del vostro viaggio, qui ogni volto sorridente è un ponte tra le culture. Il Vietnam regalerà sorrisi, ricordi ed emozioni in un bagaglio che sarà per sempre indimenticabile.
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Filly di Somma
Resta sicuramente una delle destinazioni più amate dai cultori del viaggio storico, naturale e culturale. In questo suggestivo angolo dell’Estremo Oriente si spazia da metropoli, caotiche e sovrappopolate, a quei luoghi dove il tempo sembra si sia fermato, lì in quei villaggi rurali dove la grande e vibrante città è solo un lontano ricordo e dove non sempre tutti i viaggiatori arrivano.

Intraprendere un itinerario alla scoperta della Cina significa anche addentrarsi nella sua incredibile e antichissima cultura ricca di tradizioni. Ma, al di là di quei luoghi battuti costantemente dai turisti e che le innumerevoli guide ci raccontano, esiste anche una Cina sconosciuta e insolita, che vale la pena svelare a quel viaggiatore attento e sempre a caccia di meraviglie.

La provincia di Sichuan, con la città di Chengdu, è una fetta della Cina dove il verde incornicia i paesaggi e rende la vita molto meno stressante rispetto alle altre città cinesi. La caratteristica qui è la presenza dei Panda dalle grandi dimensioni. Osservare da vicino questi animali caratteristici del luogo è una esperienza che qualsiasi viaggiatore ama vivere. Il Panda è un animale dolcissimo e goffo, trascorre le sue giornate facendo lunghi pisolini e soprattutto giocando con gli altri simili, spostandosi tra un albero e l’altro. L’animale purtroppo è in via di estinzione e per questo è molto tutelato e protetto. Oltre ai Panda Giganti si possono trovare anche i Panda Rossi, le cui dimensioni sono più ridotte.

Le piscine naturali di Huanglong permettono la scoperta di quella Cina insolita dove ammirare anche qui quel Panda Gigante che ha appena fatto capolino, ma insieme ad un altro animale questa volta, la Scimmia Dorata. Le stupende conche naturali sono state create dai depositi di calcite dal colore giallastro all’interno delle quali si accumulano acque meravigliose. Se si osserva da lontano la forma delle piscine naturali ricorda molto il dragone gigante, il nome Huanglong significa “Dragone Giallo”.
Suzhou, è una cittadina dove davvero chi vi arriva percepisce che il tempo si sia letteralmente congelato. Qui, tutto è lento, questa è la “Città della Seta” ma è anche nota come la “Venezia d’Oriente” per la presenza dei suoi suggestivi canali che attraversano in lungo e in largo la deliziosa cittadina cinese. Il viaggiatore si ritroverà catapultato nel passato, con la presenza di quella architettura tipica della Cina, dettata da quei vicoli stretti e i canali. Per chiunque cerchi un angolo romantico e di pace, questo è il luogo giusto. Poco distante da Suzhou si trova il borgo di Tongli, un villaggio molto antico, ma decisamente ben preservato nel corso degli anni, con i suoi ponti di pietra. Arrivare qui significa immergersi in un paesaggio davvero surreale, dove il tempo si è letteralmente fermato.

Yangshuo, con il fiume Li e l’Impression Sanjie Liu fanno parte di quella Cina insolita dove non c’è il turismo di massa, ma solo scenari rurali, autentici e inaspettati. Qui si assiste ad uno spettacolo meraviglioso quando la natura diventa un palcoscenico e le persone comuni sono gli attori, proprio da questo connubio nasce l’Impression Sanjie Liu.
Si tratta del più grande teatro naturale utilizzando le acque del Fiume Li come palcoscenico. Uno spettacolo notturno unico al mondo, che si svolge all’aperto. Uno show naturale, i cui 600 attori – contadini e pescatori – sono i veri abitanti del luogo. Non fanno altro che interpretare la loro vita, con le loro tradizioni, il tutto dettato dalla lentezza, grazia e pacatezza dei loro gesti e movimenti. Uno spettacolo incantevole della durata di un’ora incorniciato tra luci, suoni, musiche e giochi di acqua. Avviene dopo il tramonto e racconta la storia di una ragazza mitologica, Sanjie Liu, una cantante dalla voce portentosa. Lo spettacolo mette in scena agli occhi del pubblico la storia e la cultura degli abitanti di Yangshuo, le persone si muovono sull’acqua e creano uno scenario meraviglioso. Lo spettacolo Impression Sanjie Liu racconta al viaggiatore la storia di questi abitanti appartenenti a quella Cina rurale, meno conosciuta dai turisti e per questo decisamente affascinante.

Le Montagne Gialle Huangshan, anche esse inserite nei Patrimoni dell’umanità UNESCO, sono sicuramente un itinerario al di là dei classici tour turistici. Siamo nella provincia dell’Anhui, nella parte orientale della Cina, una zona considerata forse la più bella del Paese. Il paesaggio regala delle emozioni infinite tra picchi granitici, i famosi pini dello Huangshan – alberi modellati grazie ai fenomeni atmosferici – e non mancano quelle formazioni nuvolose tanto suggestive allo sguardo del viaggiatore alla ricerca di emozioni. Per chi ama immortalare il panorama ci sono diversi scorci da ammirare come l’Area termale, detta il “Mare del Nord”, l’Area “Paravento di Giada”, la “Valle dei Pini”, l’Area della Valle delle Nuvole e poi l’Area delle Nuvole Bianche.

Il Tempio sospeso di Hengshan, incastonato nella montagna, con il fine di proteggerlo dal sole e dalle intemperie, si trova ad un paio di ore dalla città di Datong ed è un meraviglioso monastero sospeso a 75 metri di altezza. Si colloca sulle pendici del Monte Heng, ossia una delle cinque montagne sacre della Cina. Il Tempio possiede 40 stanze, collegate tra corridoi all’aperto a picco sulla montagna e gli elementi al loro interno richiamano le tre religioni: taoismo, confucianesimo e buddhismo.
Xi’an e l’esercito di terracotta sono una tappa imperdibile alla scoperta della regione centrale più grande della Cina. Nel 1974 un contadino scoprì, per caso, un tesoro antico, il mausoleo dell’Imperatore Quin Shi Huang e il suo esercito di terracotta. Attualmente ci sono ben 8000 statue tra carri, soldati a cavallo, guerrieri, arcieri, tutti facenti parte del corredo funebre dell’Imperatore, per proteggere la sua casa anche in un’altra vita, quella dell’aldilà.

La Città sommersa di Shicheng “dorme” tranquilla sul fondo del Lago Qindao. Quando il governo cinese decise di creare una centrale idroelettrica sul fiume Xin’An fu necessaria la creazione di un bacino di acqua nella valle in cui sorgeva la città di Shi Cheng. Fu così che la popolazione fu trasferita altrove, la valle si allagò e la città fu sommersa. Per visitare questa meraviglia si organizzano immersioni esplorative guidate per addentrarsi nella profondità del lago e ammirare la bellezza sommersa.
Il Lago di Lugu, nello Yunnan, raggiungibile in circa 7 ore di autobus da Lijiang, viene considerato un luogo che custodisce un segreto, in una Cina insolita dove il ruolo del capofamiglia è quello della donna. Questo infatti è il regno delle donne Mosuo, ossia un’etnia cinese composta da circa 50.000 mila persone, dove la vita familiare e lavorativa viene gestita dalle donne. La visita attira chiunque voglia scoprire, oltre alle bellezze del paesaggio e della natura, anche questo aspetto matriarcale del luogo.

Scoprire una Cina insolita significa anche visitare Zhangjajie, con il Parco degli Avatar dislocato su una superficie di 48 km quadrati, talmente grande che la visita richiede almeno tre giorni. Questo è un luogo spettacolare tanto da essere considerato Patrimonio dell’Unesco. La sua celebrità è arrivata soprattutto grazie al film Avatar nel 2009 girato proprio in questi luoghi, le cui montagne meravigliose e mozzafiato – dette Pilastri Celesti e ora conosciute come Montagne Avatar Hallelujah – hanno ispirato la realizzazione del film. Nel Parco si è rapiti dalla spettacolarità della natura, dettata da ruscelli, pilastri di sabbia e una vegetazione rigogliosa. Fiore all’occhiello della visita è la suggestiva passeggiata sul famoso Ponte di Vetro, una esperienza decisamente impressionante ma molto nota a chiunque si trovi da queste parti e non resiste alla tentazione. Il ponte è sospeso a 260 metri ed è lungo mezzo chilometro unendo le due cime del parco. Per chi ama l’adrenalina, la visita è decisamente da fare.

Per chi ama il rischio e non certo la tranquillità cosa c’è di meglio di una passeggiata sul Monte Hua Shan, uno dei percorsi più pericolosi e terrificanti del mondo. E allora tutti pronti per ben 4 ore di camminata lungo piccoli scalini incastonati nella roccia, a questi si aggiunge il sentiero Changkong Zhandao, una stretta passerella in legno traballante. All’inizio del percorso si consiglia sempre di acquistare o noleggiare un’imbracatura con la quale legarsi alla catena di ferro che scorre lungo il percorso. Dopo la passeggiata “pericolosa” ci si rilassa nel piccolo santuario sul dirupo che offre una stupefacente vista panoramica.

Ma non si può lasciare la Cina senza aver visitato e passeggiato su una delle sette meraviglie del mondo, la Grande Muraglia. Questo lo sanno bene i turisti e anche i viaggiatori. Il percorso è decisamente lunghissimo, ben 9000 chilometri, e scegliere la sezione da percorrere è sempre una sfida. Quella di Mutianyu, un tratto di 70 km da Pechino, è una passeggiata non solo meno impegnativa ma anche meno turistica e caotica rispetto alle altre sezioni della Grande Muraglia e regala una vista mozzafiato sui paesaggi. Il tratto delle mura è conservato benissimo e si raggiunge anche con una funivia.
Eccola ai vostri occhi la Cina delle meraviglie, non troppo turistica, ma per un viaggiatore lento, attento e a caccia di emozioni, sempre in bilico tra il passato, le tradizioni, la natura e quel pizzico di adrenalina che non guasta mai!
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Filly di Somma
Che Venezia sia una città affascinante dove a volte il tempo sembra fermarsi, questo lo sappiamo bene e non è un caso che la città sia visitata da viaggiatori di tutto il mondo. Tra i suoi ponti, vicoli, calle, canali e gondole, l’atmosfera rapisce chiunque. Ma a Venezia c’è una libreria dove i libri vengono conservati in gondole e vecchie barche proprio per proteggerli dalle inondazioni, che sono frequenti in questa città. L’ambiente è un microcosmo di suggestioni veneziane, con libri di ogni genere, arredi insoliti, la presenza amichevole di gatti e, naturalmente, l’acqua alta che occasionalmente invade il negozio.

Questa libreria veneziana è visitata da turisti provenienti da tutto il mondo e la sua storia è un racconto affascinante che inizia nel 2002, quando Luigi Frizzo, originario di Vicenza ma innamorato di Venezia, decide di avviare il progetto. La libreria Acqua Alta – questo il nome di un luogo veneziano dove il tempo è scandito da pagine ingiallite – utilizza delle vasche da bagno, ma anche delle gondole e delle barche come scaffali proprio per salvare i libri quando l’acqua si alza e risulta essere pericolosa per il deterioramento della carta.

Il nome della libreria significa letteralmente “Libreria delle Acque Alte”, il luogo è considerato un vero e proprio labirinto letterario, dove i visitatori una volta entrati si ritrovano davanti dei libri, passeggiando tra barche piene di pagine ingiallite dal tempo che conferiscono un fascino incredibile a questo luogo. Questo è sicuramente un angolo magico per tutti gli amanti dei libri e poi la libreria colpisce anche per la sua atmosfera bohémien, quel lato “zingaresco” che la rende speciale, infatti i volumi sono disposti in modo caotico e forse proprio questo è il fascino del luogo.

I gatti pigri riposano tra gli scaffali. La loro presenza crea un senso di calma e familiarità, quasi come se fossero dei guardiani tranquilli di tutte quelle storie che si celano tra gli scaffali della libreria. Qui si trovano i tesori letterari di epoche e lingue diverse. Chi entra in questo luogo viene subito attratto dalla famosa scalinata fatta di libri antichi, dove i visitatori salgono per ammirare una vista spettacolare su quei canali veneziani dove lo sguardo si perde fino all’infinito.

“Follow the books”, e lo sguardo si perde sui canali veneziani.

La libreria ospita una vasta selezione di libri nuovi di recente pubblicazione, libri usati, volumi rari, edizioni antiche e moderne e una selezione a tema Venezia. Tra gli scaffali, potrete esplorare libri che trattano d’Arte veneziana, immergervi nella storia della Repubblica di Venezia, celebrare le imbarcazioni che solcano i canali, scoprire la cucina locale attraverso ricette tradizionali, viaggiare attraverso romanzi ambientati nella città lagunare e catturare l’essenza del teatro veneziano. I volumi di saggistica approfondiscono aspetti culturali specifici locali, mentre libri sul e in dialetto offrono una finestra linguistica sulla vita quotidiana unica di Venezia.

La collezione offre un viaggio attraverso l’arte, l’architettura, il cinema, la musica, la fotografia e il teatro. Nei reparti dedicati, si possono trovare opere che esplorano capolavori e artisti di diverse epoche. Assortimento ricco e variegato di libri che spaziano attraverso diversi generi e epoche letterarie. All’interno di questo spazio, potrete esplorare una vasta selezione di opere, con particolare attenzione alla letteratura italiana e straniera, alla narrativa moderna e contemporanea. Nelle scaffalature troverete sezioni dedicate alla fantascienza e al fantasy. Se siete alla ricerca di storie coinvolgenti per i più giovani, non mancano libri per bambini e ragazzi. Per coloro che amano viaggiare nel tempo attraverso le pagine di un libro, è presente la sezione dei romanzi storici. Per i più romantici invece c’è un’ampia selezione di libri di poesia. La sezione dedicata alla saggistica offre una varietà di opere che abbraccia i classici greci e latini. Sono presenti libri di storia e filosofia dei maggiori esponenti passati, moderni e contemporanei. La sezione di psicologia offre opere che esplorano i meccanismi della psiche. Numerosi i volumi dedicati alla sociopedagogia. Infine, non manca la sezione dedicata alle biografie.
La libreria Acqua Alta non è solo uno spazio fisico, ma un racconto vivo di storie, un intreccio di parole che si svela attraverso corridoi stretti e spazi inaspettati, dove le sorprese sono sempre dietro l’angolo.
Se siete a Venezia, lasciatevi catturare da questo luogo magico, una immersione tra libri ed emozioni.
Foto copertina e interne copyright @https://www.libreriacqualta.it/
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Filly di Somma
Il nuovo boutique hotel di Pacini Group riporta splendore ad uno storico palazzo romano grazie ad un laborioso intervento di ristrutturazione.
Il “The Goethe Hotel”, ultima iniziativa, in ordine temporale, di Pacini Group e che nasce grazie alla totale ristrutturazione di un antico palazzo posto a Passeggiata di Ripetta, tra piazza del Popolo e l’Ara Pacis, la cui proprietà è la compagnia assicuratrice S2C spa.
Ispirato all’eredità intellettuale e artistica di Johann Wolfgang von Goethe, tra eleganza e scoperta, The Goethe Hotel riporta in vita il fascino dei Grand Tour ottocenteschi, quando giovani intellettuali compivano un viaggio unico che li avrebbe trasformati in uomini, attraverso la contemplazione dell’arte e delle meraviglie dell’Italia. Un racconto che prende vita attraverso un design ricercato: il project management team di Pacini Group, con lo studio Chiara Caberlon di Milano e l’architetto Claudia Benzi, ha dedicato ampia cura al recupero di questo palazzo, per renderlo pronto ad accogliere ospiti da tutto il mondo e chi a Roma desidera regalarsi una pausa e il sogno di un viaggio.

Il viaggio che propone The Goethe Hotel inizia dalla maestosa hall, dove gli ospiti vengono accolti dalla Libreria Infinita, una libreria circolare, una installazione permanente pensata per rendere omaggio alla cultura e alla curiosità, un inno alla conoscenza come motore di evoluzione. La circolarità ricorda il viaggio perpetuo che abbraccia passato, presente e futuro. Questa sorge su un meraviglioso pavimento di marmo i cui decori ricordano la rosa dei venti, ad indicare le diverse vie che un viaggiatore può intraprendere.

La hall, come tutte le aree comuni, omaggia Goethe e il Grand Tour attraverso opere d’arte e oggetti che rimandano all’opera dell’autore. Un binocolo dell’800, una fiaschetta da viaggiatore o quadri che lo ritraggono sono solo alcuni esempi, così come le bottiglie alchemiche che ricordano la passione di Goethe per la botanica o i bauli che richiamano l’idea di un lungo viaggio.
Da qui si aprono le aree comuni con salotti conviviali caratterizzati da arredi preziosi e sedute confortevoli dalle forme diverse, che ne fanno un luogo di incontro dalle atmosfere avvolgenti.

Nei quattro piani dell’hotel e nelle camere, i designer hanno scelto una palette cromatica ispirata alla teoria dei colori di Goethe, secondo la quale i colori consistono in un offuscamento della luce o nell’interazione di questa con l’oscurità. Le pareti scure dalle tonalità fredde come blu, viola e verde, contrastano con i colori caldi e intensi, rosso, giallo e arancione, scelti per i tessuti, gli arredi e gli oggetti d’arte.
I corridoi sono invece un omaggio al romanticismo. Le pareti sono decorate con una carta da parati che rappresenta scenari bucolici che evocano un senso di sublime nostalgia del passato.
Tanti sono i dettagli da scoprire come bauli vintage che diventano minibar o armadi che aprendoli regalano all’ospite scorci di opere d’arte e oggetti che ricordano la wunderkammer.
Ed è proprio la “camera delle meraviglie” a ispirare il concept delle 27 camere.
Durante il Grand Tour, giovani aristocratici viaggiano per mesi, a volte anni, e nelle loro camere, nei loro studi, si raccoglievano a scrivere, dipingere, studiare e amare. Ogni camera è un racconto da vivere. In ognuna l’ospite troverà uno scrittoio e l’atmosfera giusta per poter vivere il proprio personalissimo grand tour.
Se nelle aree comuni ci sono opere ed oggetti d’arte che rappresentano il viaggio e la passione per il sapere, nelle stanze questi sono più intimi: dettagli di volti, sguardi rubati, gesti delicati. Questa scelta, minuziosa e precisa vuole rappresentare quella che era l’ispirazione della poetica romantica: l’amore. E, quindi, dettagli come sguardi, volti e gesti.
Le 27 camere e suite omaggiano i viaggiatori romantici, con atmosfere avvolgenti e arredi eleganti: qui il velluto è predominante, quale simbolo proprio di ricchezza ed eleganza, con cromie differenti che si adattano all’ambiente. All’interno del The Goethe Hotel si distinguono tre suite, ognuna delle quali è un omaggio a una tappa fondamentale del viaggio in Italia dell’autore e a quello che rappresenta.
La camera Doge è ispirata a Venezia e rende omaggio all’arte manifatturiera simboleggiata da un grande arazzo Fortuny; la camera Medici, invece, è ispirata alla famiglia fiorentina e al suo mecenatismo nei confronti delle arti e delle scienze; la camera Borboni, infine, omaggia Napoli e la sua sensualità mistica rococò. I set di cortesia delle camere sono firmati Retrò e racchiudono le ispirazioni primarie della Maison, reinterpretate attraverso le numerose sfumature di una fragranza che evoca sia l’estate trascorsa nel Mediterraneo sia i giardini del Maharaja. Gli ospiti delle Suite, invece, trovano nelle stanze il set di cortesia firmato Terme di Saturnia dove tutti i prodotti oltre alla qualità rispettano i dettami della Green Economy, le cui formulazioni hanno alla base l’attivo puro SATURNIA BIOPLANCTON®.
Gli affacci offrono scorci della Roma antica, tra vie e viuzze, tetti e cortili e il fiume Tevere tra i platani, così come caratteristico il portone d’ingresso che forma un angolo tra via del Fiume e Passeggiata di Ripetta.
Parte del viaggio riguarda anche quello attraverso i sapori del ristorante all’interno del The Goethe Hotel: Affinity Kitchen & Alchemy.
Il ristorante e lounge bar Affinity – Kitchen & Alchemy parla di connessioni tra ingredienti, sapori e persone, luogo dove dominano i colori scuri per rilassarsi e lasciarsi guidare in un viaggio di gusto dedicato alla tradizione italiana, fatta di materie prime di qualità e prodotti locali.
All’interno del The Goethe Hotel c’è anche una SPA, un’oasi di puro benessere.
L’ispirazione della SPA attinge il suo design dall’altra parte del Mediterraneo con atmosfere più esotiche e lontane. Colori intensi e suggestioni etniche per una SPA che offre l’opportunità di percorsi benessere con sauna e bagno turco.
The Goethe Hotel è parte del circuito Small Luxury Hotels of the World ed è il nuovo boutique hotel di lusso a Roma che incarna eleganza e scoperta.
www.thegoethehotel.com via del Fiume 14, 00186 Roma
PACINI GROUP
Pacini Group da oltre 20 anni si dedica all’arte dell’ospitalità in qualità di Hospitality Developer, sviluppando progetti vincenti e di rilievo e creando esperienze memorabili con un approccio multidisciplinare e una visione non convenzionale. Pacini Group è sinonimo di lusso, di calda accoglienza e di servizio personalizzato.
Il portfolio include la divisione Hospitality, con tre linee: Prestige, con due strutture cinque stelle lusso, The Pantheon Iconic Rome Hotel e The Goethe Hotel a Roma nonché, come prossima apertura, Palazzo Rota a Venezia; Concept Hotels, con The Venice Times e The Smooth Rome; Unica Suites & Apartments, appartamenti e suite di lusso al centro di Roma; e, infine, la divisione ristorativa con i due Food Hub, lo stellato Idylio by Apreda e Divinity Restaurant e Lounge Bar al The Pantheon Iconic Rome Hotel. Ricerca, passione, creatività, esperienza, sviluppo costante e dinamico: sono quattro i pillar dell’azienda capitanata da Emidio Pacini. www.pacinigroup.it Instagram: Pacini Group Official LinkedIn: Pacini Group.
Copyright foto: https://thegoethehotel.com/
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Filly di Somma
In questi giorni in cui il mese di febbraio dolcemente ci porta alla primavera e le giornate lentamente si allungano, lasciando intravedere qualche fiore che sboccia, la riviera francese si colora a festa. Una vera celebrazione in maschera che si svolge proprio nel cuore di una delle perle della Costa Azzurra, l’affascinante e colorata città di Mentone.

In questa occasione la regione della Liguria e la Riviera Francese si uniscono per celebrare danze, maschere, colori, allegria, ma anche costumi e agrumi, come il famoso limone di Mentone. Eh sì perchè questo agrume è il vero simbolo del luogo e soprattutto del Carnevale di Mentone. Tanto che la città è invasa da carri i quali sono decorati con tantissimi limoni e arance, ed ecco la magia: ai colori del carnevale si uniscono anche il giallo e l’arancione degli agrumi.

Chi arriva a Mentone in questi giorni del Carnevale potrà partecipare a sfilate notturne, balli, musica e infine le Sfilate dei Frutti d’Oro le quali si svolgono ogni Domenica sulla Promenade du Soleil. Ma non è tutto, c’è anche il Carnevale dei Bambini e il Salone dell’Artigianato, le strade sono invase da giocolieri e artigiani. Arrivare a Mentone in questi giorni “colorati”, sotto ogni punto di vista, significa immergersi in una festa meravigliosa che celebra la vita ma anche la cultura della città, dove gli agrumi sono i protagonisti indiscussi.

Il Carnevale di Mentone ha una lunga storia, risale al 1896 quando ci fu la prima sfilata, tanto che anche la regina Vittoria vi partecipò. Poi nel 1934 Mentone decise di trasformare questa festa anche in una celebrazione dei limoni, il prodotto locale. I bellissimi carri sono decorati con questi agrumi profumatissimi. I carri rappresentano delle scene di vita quotidiana, con personaggi storici e famosi. Ma non è tutto ci sono anche mercatini, spettacoli con fuochi di artificio e concerti.

Mentone viene davvero considerata come un “gioiello” della Francia e il suo limone, questo agrume che qui ha la sua massima esplosione, viene sempre associato al Carnevale. Chi arriva a Mentone in questi giorni assapora anche la limonata locale, ammira l’artigianato locale e non smette mai di fotografate le varie sculture di agrumi, un vero connubio di tradizione e modernità. Balli in maschera, trucchi coloratissimi e tanto divertimento. Per preparare questi carri allegorici ci vuole molto tempo, addirittura mesi di preparazione. Una grande collaborazione tra artigiani, artisti ma anche volontari, tutti si adoperano per costruire queste strutture meravigliose, le quali poi verranno ricoperte con arance e limoni.

Queste Sfilate dei Frutti d’ Oro sono piene di energia. Il pubblico non è solo locale ma proviene da ogni parte del mondo. La musica rende l’atmosfera festosa ancora più bella. Danzatori con costumi brillantissimi e anche i giocolieri accompagnano questi carri per emozionare chiunque si trovi a Mentone in questi giorni del Carnevale.
Il Carnevale di Mentone
- Date: 15 Febbraio 2025 – 02 Marzo 2025
- Luogo: Mentone (Francia)
- Programma: clicca qui per maggiori informazioni
- Biglietti: sono a pagamento solo le “sfilate dei frutti d’oro” e le “sfilate notturne”
Foto copertina e interne IG@villedementon
Filly di Somma
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Filly di Somma
Situato al 59 di avenue Foch, l’Hôtel d’Ennery è una testimonianza unica di un’epoca passata. Rimasto immutato per volontà dei suoi proprietari, fu lasciato in eredità allo Stato e inaugurato nel 1908, diventando l’ultima mecca del giapponismo in Francia.
Per molto tempo, si è erroneamente pensato che la collezione di arte asiatica del Musée d’Ennery fosse opera del giornalista e drammaturgo Adolphe Philippe d’Ennery. In realtà, fu la sua compagna, Clémence Desgranges, a riunire questi 7.000 oggetti d’arte asiatica, provenienti prima dalla Cina e poi dal Giappone. Inizialmente attrice, Clémence mostrò fin da giovane un forte interesse per le arti della Cina e del Giappone e divenne una delle poche donne nel mondo del collezionismo, molto dominato dagli uomini.
In linea con i desideri di Clémence d’Ennery, la mostra è presentata in modo sontuoso, con un’eccezionale varietà di oggetti grandi e piccoli: okimono (piccole sculture giapponesi in legno, avorio o osso), oggetti in lacca, ceramiche di Kyoto e maschere Noh. Ci sono anche effigi di varie divinità, Buddha e una ricca collezione di netsuke, statuette scolpite utilizzate per contenere piccoli oggetti appesi alle cinture dei kimono. Oggetti, numerose ceramiche, porcellane e statuette completano questo luogo senza tempo, dove una volta entrati sembra che il tempo sia sospeso e in bilico tra Francia e Giappone.

Copyright: https://www.guimet.fr/fr/musee-d-ennery
Entrare al Musée d’Ennery, significa varcare un luogo unico che vi farà immergere nel mondo del giapponismo. Questo palazzo privato, costruito nel 1875 dal commediografo Adolphe Philippe d’Ennery, fu progettato per ospitare la favolosa collezione di arte asiatica della moglie Clémence d’Ennery.
Ossessionata dall’arte dell’Estremo Oriente, riunì quasi 6.300 pezzi di origine cinese e soprattutto giapponese. Questa collezione fu lasciata in eredità allo Stato a una condizione: che non venisse rimossa. Gli oggetti furono acquistati da importanti mercanti d’arte parigini e da negozi come Le Bon Marché.Questo gigantesco scrigno di curiosità contiene un’eccezionale collezione di 2.500 netsuke, piccole statuette scolpite utilizzate per fissare le cinture dei kimono.
Questo luogo sorprendente è rimasto intatto nel corso degli anni, con le sue vetrine incrostate di madreperla e i mobili disegnati da Gabriel Viardot.
Un vero e proprio palazzo che può essere visitato solo da piccoli gruppi accompagnati da una guida turistica.
Musée d’Ennery
59 avenue Foch, 75016, Parigihttps://www.guimet.fr/fr/musee-d-ennery
Le visite guidate al Musée d’Ennery si svolgono il sabato alle 10.00, 11.30, 14.30 e 16.00 (durata 1 ora).
Prenotazioni solo online su billetterie.guimet.fr/it-FR/accueil
Prezzo del biglietto: 9 euro
Attenzione: per motivi di sicurezza, prima dell’inizio della visita vi verrà chiesto di lasciare al guardaroba tutte le vostre borse (zaini, borsette, ecc.).Foto copertina: copyright https://www.guimet.fr/fr/musee-d-ennery
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Filly di Somma
Dal 1828, Guerlain esplora, innova, sublima.
Profumi, trattamenti per la pelle, make-up. Designer audaci, creazioni leggendarie, expertise senza tempo. Natura e arte come fonti di ispirazione. La cultura della bellezza come firma.
Giorno dopo giorno, Guerlain lavora per sublimare le donne, tutte le donne. Visionaria nella sua concezione olistica della Bellezza, la Maison Guerlain è rinomata fin dalla sua fondazione per l’audacia creativa e l’innovazione.
Rendere visibile l’invisibile è la imperdibile mostra fotografica gratuita di Charles Pétillon alla Maison Guerlain di Parigi.
Guerlain invita Charles Pétillon, questo fotografo visivo immerso in un universo etereo e onirico, a occupare la storica boutique del viale parigino più famoso del mondo, con una serie di immagini che catturano qualsiasi visitatore. Palloncini bianchi, i quali fluttuano in dei paesaggi speciali e unici, per rivelare l’invisibile e soprattutto con un ruolo ben preciso: scuotere la nostra visione della vita quotidiana.

La storica Maison Guerlain , ubicata in uno dei viali più grandi e imponenti della capitale francese, gli Champs-Élysées, apre le porte per una mostra fotografica molto originale e gratuita all’insegna di due mondi molto particolari che dovremmo sempre imparare ad amare: la leggerezza e la poesia.

Questa arte minimalista ma intrisa di grande significato, gioca con la leggerezza per catturare quei momenti sospesi che ci sfuggono. Si tratta di installazioni site-specific, poetiche e anche molto intriganti, illustrate in questa serie di fotografie che ci fanno riflettere su tutto ciò che accade ogni giorno nella nostra vita, senza nemmeno rendercene conto, ma a cui dovremmo sempre puntare la nostra attenzione.

La mostra – inaugurata lo scorso 13 febbraio 2025 – è visitabile fino al 21 aprile 2025.Il fotografo e artista plastico Charles Pétillon presenta “Rendre visible l’invisible” (rendere visibile l’invisibile) con una serie di fotografie da ammirare in cui le installazioni create, decisamente oniriche, sono realizzate con palloncini bianchi e incantano la realtà, ma soprattutto portano con sé un messaggio molto importante: ripensare alla nostra vita quotidiana e a quello che ci accade, che spesso ci sfugge.

La collaborazione con l’artista è nata in occasione del lancio di Pêche Mirage, ossia l’ultima fragranza di Guerlain, per la quale Pétillon ha dato sfogo alla sua creatività. Un vero incontro tra arte e profumo esposto gratuitamente nel cuore di Parigi, al numero 68 degli Champs-Élysées.

Visitare questa mostra è sicuramente uno stimolo a esplorare il mondo che ci circonda in modo diverso.
Copyright foto interne e copertina gentilmente concesse da Philippe Tavaud – IG@tavaud_philippe
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Filly di Somma
ART CAPITAL torna al Grand Palais e la Ville Lumière si colora di arte in tutte le sue forme.
Tornando al Grand Palais, dove si sono svolte le esposizioni universali, ART CAPITAL vi invita a partecipare alla grande mostra d’arte annuale nel cuore di Parigi.Gli artisti che organizzano questo evento su base volontaria sono desiderosi di incontrare i dilettanti e tutto il pubblico interessato all’arte contemporanea e vivente.
ART CAPITAL esporrà 2.000 artisti di tutte le discipline.
UN VIAGGIO UNICO NELL’ARTE CONTEMPORANEA

Edizione 2025 di ART CAPITAL a Parigi: Dal 19 al 22 febbraio 2025, più di 2.000 artisti presentano le loro opere al Grand Palais di Parigi.ART CAPITAL è nata nel 2006 dall’iniziativa dei cosiddetti Saloni “Storici del Grand Palais” e di artisti di diversa provenienza, con l’intento di giocare sulle loro differenze, di unire le forze per creare un nuovo evento. Nella tradizione storica delle fiere artistiche, 4 saloni riuniti da 15 anni in ART CAPITAL permettono di esporre artisti emergenti o affermati.
Sotto l’impulso di Bruno Madelaine, presidente del Salon des Artistes Français, sta nascendo un nuovo spazio ad ART CAPITAL: IN SITU.

Questa nuova sezione nasce dal desiderio e dalla richiesta di artisti che desiderano presentare “Mostre personali” a questo prestigioso evento, che si tiene al Grand Palais dal 2006, e di unirsi ai saloni storici del Grand Palais: Salon des Artistes Français, Comparaisons, Salon des Indépendants e Salon du Dessin et de la Peinture à l’Eau. Tradizionalmente, le opere degli artisti vengono presentate nei diversi saloni con uno o due pezzi e non sono specificamente in loco.

A IN SITU! Scoprite 30 artisti tra cui pittori, scultori, fotografi, artisti visivi, … in “mostre personali”. Tre associazioni di artisti e gallerie sono presenti nel loro spazio dedicato all’interno del salone ART CAPITAL, per entrare in contatto diretto con il pubblico e sperimentare questo nuovo impegno artistico in questa prestigiosa sede.
Accogliendo ogni anno 40.000 visitatori, ART CAPITAL si è affermata sulla scena artistica francese come un evento di rilievo e rimane il più grande raduno di artisti in Francia.

Libera, tollerante, unita, didattica, dinamica, aperta, questa manifestazione offre una vetrina eccezionale e completa della produzione artistica odierna. Questi 4 Saloni emblematici offrono ai visitatori, siano essi attori del mondo dell’arte, galleristi, collezionisti, professionisti o il grande pubblico, un viaggio nell’arte di oggi, un incontro con gli artisti e le loro creazioni.
Pittori, scultori, incisori, artisti visivi, fotografi, architetti, di tutti i Paesi, di tutte le tendenze, talenti affermati e talenti emergenti, si incontrano ogni anno al Grand Palais e nel 2025 ancora al Grand Palais.
Grand Palais
75008 Parigidal 19 al 22 febbraio 2025
METRO: linee 1, 9, 13 / Stazioni: Franklin D. Roosevelt, Champs-Elysées – Clemenceau
AUTOBUS: linee 28, 42, 52, 63, 72, 73, 80, 83, 93
VELIB’: stazioni n° 8029, 8001
PARCHI AUTO: Rond-point des Champs-Elysées, Place de la Concorde, Parc François-1er, Alma Georges-V, Champs-Elysées Lincoln, Matignon
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Filly di Somma
Ebbene sì, la notizia è oramai confermata. Dal settembre 2025 al 2030, il Centre Pompidou sarà chiuso al pubblico, con il fine di ristrutturare e reinventare i suoi spazi. Il progetto mira a rendere il Centre Pompidou uno spazio in continuo movimento, che si adatta ai tempi.
L’incredibile polo museale che da sempre attira turisti da tutto il mondo nella capitale francese, amanti dell’arte in tutte le sue espressioni, fu inaugurato nel 1977. L ‘edificio, Centro nazionale d’arte e di cultura Georges Pompidou, è un centro culturale multifunzionale che si trova a Parigi, in Rue Beaubourg 19.
Fu progettato da Gianfranco Franchini, Renzo Piano e Richard Roger. In effetti questo incredibile e colorato spazio di arte moderna e contemporanea è nato come uno polo in trasformazione, le cui collezioni e attività continueranno a vivere – una volta uscite dal Centre Pompidou – in un’intera costellazione di istituzioni francesi.

Crediti: IG@centrepompidou
Ci vogliono ben 5 anni per dare una nuova luce e veste al Centre Pompidou, il quale chiuderà le porte del museo, della libreria e del negozio, del caffè, del cinema e della biblioteca. Una pausa doverosa, visto che dalla sua inaugurazione non sono mai stati fatti lavori di ristrutturazione. Bisogna riadattare lo spazio alla società, alla cultura e all’ambiente, quasi come se si volesse renderlo anche più moderno e attuale.
Il passo più importante è soprattutto tecnico e strutturale, bisogna rimuovere l’amianto da tutte le facciate, controllare gli impianti idraulici ed elettrici, migliorare l’accessibilità per le persone a mobilità ridotta e migliorare il consumo energetico e i sistemi di sicurezza dell’edificio.
Il progetto di rinnovo si ispira ad un concetto molto importante, ossia quello del “moviment”, un termine, tutto nuovo, coniato da Francis Ponge nel 1977 proprio in occasione dell’inaugurazione del Centre Pompidou. La ragione? Evocare un monumento in perenne movimento, dove confluiscono molte cose, come le collezioni di arte visiva, incontri, proiezioni, laboratori, spettacoli, performance e letture.Il centro è concepito come un laboratorio che gli organizzatori vorrebbero aprire maggiormente al pubblico. Non manca uno spazio dedicato ai giovani, per una interazione più diretta con le nuove generazioni, quelle del futuro.
Ma allora ci si chiede dove si potranno ammirare le opere una volta uscite temporaneamente del Centre Pompidou durante questi cinque anni in cui il centro rimarrà chiuso.
Il progetto prenderà il nome di Centre Pompidou | Constellation, con varie collaborazioni stabilite con istituzioni francesi. Tra queste, il Grand Palais, il quale ospiterà ogni anno quattro mostre di arte moderna e contemporanea nelle gallerie degli Champs Élysées e della Senna. Al Musée du Louvre si stabilirà un legame tra le sue collezioni e quelle del Centre Pompidou . Altri progetti sono previsti per il Musée du Quai Branly, la Monnaie de Paris e il Jeu de Paume, oltre che per altri siti in Francia e all’estero.

Crediti: IG@centrepompidou
Nell’estate del 2026, i visitatori potranno anche scoprire il Centre Pompidou Francilien – fabrique de l’art, un edificio di 30.000 m2 situato a Massy, che ospiterà quasi 140.000 opere delle collezioni del museo. Vi si terranno mostre, conferenze e spettacoli durante tutto l’anno. Allo stesso tempo, la Bibliothèque publique d’information (Bpi), gli archivi del Centre Pompidou e la biblioteca Kandinsky del Musée national d’art moderne saranno trasferiti nell’edificio Lumière, collocato nel 12° arrondissement. Dal 25 agosto 2025, questa struttura sarà aperta al pubblico gratuitamente.Nuova vita al Centre Pompidou e noi non vediamo l’ora di ammirarlo tra 5 anni, quando l’intero progetto sarà terminato e il suo nuovo “vestito” sarà svelato ai parigini e al mondo.
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Filly di Somma
Patty Pravo, è stata “la ragazza del Piper” e poi come dimenticare che proprio qui si sono diffuse le minigonne, un capo di abbigliamento femminile che ha dettato la storia e la moda in quegli anni sessanta dove il divertimento e anche la trasgressione erano indispensabili.
Ma altri nomi hanno solcato quel palco del Piper,come i Pooh, Lucio Battisti, i Dik Dik, i Primitives con Mal, Gianna Nannini, Antonello Venditti, Fred Buongusto, Rita Pavone, Caterina Caselli, Gabriella Ferri, Formula 3, Ricchi e Poveri, New Trolls, Le Orme, I Corvi. Al Piper ha debuttato anche Madonna, quando è venuta in Italia per la prima volta. Renato Zero ha realizzato un 33 giri ispirato proprio a quegli anni in cui il locale ebbe il suo boom. Lo frequentavano spesso anche Mia Martini e Loredana Bertè. Al Piper hanno suonato i Pink Floyd e Byrds, Jimi Hendrix, Rolling Stones, Genesis, Sly and the Family Stone. E i Beatles? Beh loro ci provarono solo pochi brani.
Al Piper è passata la storia della musica e anche dei generi come il beat e lo ye ye, ma anche di quei gruppi musicali di cui è difficile dimenticarne il successo, come l’Equipe 84 e i Rokes. Al Piper si andava per ascoltare la musica rockabilly e rock e per sentirsi vicini a culture come quella inglese oppure americana, che all’epoca erano miti da raggiungere in ogni modo anche a suon di musica e balli sfrenati. Il Piper è stato un posto iconico per tutto quello che è accaduto negli anni ’60 e ’70 e ancora oggi tra quelle mura se ne percepisce il “rumore”.
Il Piper era un luogo molto frequentato anche dal mondo dello spettacolo, qui hanno transitato personaggi come Vittorio Gassman, Franco Zeffirelli, Anna Magnani, Alberto Bevilacqua, Monica Vitti, Nanni Loy.
Questo luogo così iconico e affascinante non è solo uno dei club più famosi della Capitale ma è stato, nel corso del tempo, un vero crocevia di artisti e personaggi che negli anni provenivano da tutta Italia e approdavano al Piper perché era una tappa obbligatoria e imperdibile. In passato al suo posto c’era un garage, poi il club ha aperto le sue porte il 17 febbraio 1965 e a fondarlo furono l’avvocato Alberigo Crocetta con il commerciante di automobili Giancarlo Bornigia e l’importatore di carni Alessandro Diotallevi. Ancora oggi resiste alle mode e alle tendenze, alle generazioni che nel tempo si sono alternate, qui in via Tagliamento a Roma, a due passi dall’elegante quartiere Coppedé. Questo luogo è da sempre il simbolo di quel grande boom economico di un’epoca d’oro, quella degli anni sessanta.
Per festeggiare questo compleanno così importante dei 60 anni, celebrati alla grande il 17 febbraio 2025, si è tenuta una festa con i dj più famosi che hanno varcato questo locale, l’orchestra di Alberto Laurent, brani degli anni ’60 e poi ragazze vestite con il look d’epoca. Un vero tuffo nel passato e in quegli anni dove il divertimento e il ballo erano assicurati.
Il fascino del Piper è senza tempo e resiste!
Buon Compleanno a questo tempio della musica e a quei favolosi e spensierati anni sessanta di cui si ha tanta, troppa, nostalgia.
Foto copertina. IG@piperclubroma
