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  • Filly di Somma

    In Francia, come del resto anche in Italia, esiste una particolare venerazione per l’abbigliamento di lusso realizzato a mano, ed è proprio in questo ambito che emerge un marchio molto interessante: CHAPAL.

    Non va dimenticato che “la mode” francese è molto amata nel mondo, in particolare quando si parla di quei marchi di moda e sartoria che sicuramente hanno un qualcosa in più in termini di bellezza e originalità. La famiglia fondatrice del marchio CHAPAL rientra proprio in questa ristretta cerchia di pochi eletti.

    Quando si parla di moda e di grandi marchi non bisogna mai dimenticare un aspetto molto importante, che risulta essere come un comune denominatore, la maestria. Eh sì perché se manca quella, il capo di abbigliamento o l’accessorio anche se risultano essere belli, non hanno alcuna “anima”.

    IG@chapal1832

    Quando si parla di CHAPAL tale maestria riguarda proprio la pelle. La catena di montaggio è attenta: si parte dal processo di concia, fino ad arrivare alla progettazione di giacche e cappotti in pelle raffinati, e poi alla realizzazione artigianale di ogni capo, esclusivamente in Francia, dato che ogni fase del percorso è gestita internamente.

    Questa è sempre stata la visione dell’attuale direttore creativo (e ottava generazione della famiglia fondatrice) Jean-François Bardinon, ossia quella di confermare la posizione di CHAPAL tra le dinastie della moda francese non solo di alto livello, ma anche con una attenta e meticolosa supervisione di ogni aspetto della creazione dei propri capi.

    IG@chapal1832

    Una lunga storia dal 1832 e l’iconico “gilet 1914

    Fu nel lontano 1832 che l’antenato di Jean-François aprì la prima conceria CHAPAL, a cui si susseguì anche l’apertura di una conceria più grande alla periferia di Parigi, prima che la quarta generazione di CHAPAL si avventurasse oltre oceano e arrivasse fino in America per fondare un’altra proprietà a Brooklyn.

    L’ attività di CHAPAL ha poi continuato a prosperare fino al 1914, quando la guerra cambiò completamente il mondo e la percezione della vita.

    Oggi, il gilet 1914 è il capo più iconico di CHAPAL. L’originale fu disegnato dal marchio per vestire gli aviatori francesi che combatterono nella Prima Guerra Mondiale. La versione moderna è stata creata dal suo discendente Jean-François per rendere omaggio al patrimonio del marchio di famiglia. Sia la pelle lucida che il suo collo in montone rendono questa giacca 1914 riconoscibile come un iconico capo CHAPAL, mentre la qualità dei materiali utilizzati la rendono sia funzionale che elegante.

    IG@chapal1832

    Ogni aspetto della realizzazione del singolo capo è curato direttamente da CHAPAL e avviene esclusivamente in Francia. Questo è un grande punto di forza per il marchio. Vengono utilizzate in totale dodici pelli di pecora, provenienti da pecore allevate liberamente sulle montagne del Massiccio Centrale – le cui pelli sviluppano una resistenza naturale – che vengono conciate, tinte e rifinite dagli artigiani della casa di moda nei loro stabilimenti di Crocq. Una volta completate tutte queste fasi, come se fosse una meticolosa catena di montaggio, il Maestro Tagliatore (che ha un ruolo importantissimo per CHAPAL) seleziona ogni pelle in base alla dimensione e al colore prima che venga poi inviata per essere assemblata nella giacca di pelle più raffinata al mondo.

    IG@chapal1832

    La fase finale del processo prevede che le pelli, le parti metalliche e le fodere vengano suddivise in singoli pacchetti per ogni capo e consegnate a un unico artigiano che a sua volta le assemblerà in quella che risulterà essere la spettacolare giacca. Ogni capo contiene circa 30 diverse forme di pelle, fodera in gabardine di cotone (tinta e tagliata internamente, in linea con la filosofia Chapal) e 40 metri di cordoncino.

    La qualità viene monitorata in ogni fase della produzione, con ulteriori controlli effettuati durante l’applicazione dei ritocchi finali, come i bottoni in corno naturale, prima che la giacca completata venga riconsegnata al Maestro Tagliatore per ricevere la patina e la lucidatura finali. Solo quando il Maestro è soddisfatto, il capo viene ufficialmente consacrato come Giacca in Pelle Chapal e, con la sua benedizione, viene poi spedito al suo nuovo proprietario.

    Il successo della Maison

    Il prestigio che la giacca originale portò a CHAPAL fu rapidamente consolidato negli anni successivi alla prima guerra mondiale, e due nuovi stabilimenti in America ampliarono le creazioni del marchio includendo anche degli accessori come i cappelli di feltro realizzati con pelliccia di coniglio.

    L’azienda continuò a crescere, sviluppando il processo brevettato utilizzato per creare la pelle di montone nappa, ancora oggi utilizzata per realizzare la giacca bomber B3, fino a quando, nel 1940, la guerra costrinse nuovamente al cambiamento e il marchio francese si adattava ai tempi, stando al passo con gli stessi.

    Tutte le fabbriche francesi furono costrette a cessare l’attività. Quelle con sede in America continuarono la tradizione CHAPAL di abbigliamento per aviatori fornendo pelli di pecora verniciate per l’uso da parte dell’aeronautica militare statunitense. A quelle giacche rende omaggio oggi la giacca da volo USAAF, considerata il fiore all’occhiello del marchio, una reinterpretazione moderna del modello sviluppato per la prima volta più di 80 anni fa.

    Quando la pace tornò in Europa, CHAPAL tornò a creare abbigliamento di lusso, con una linea di cappotti in pelliccia di coniglio che debuttò a Londra.

    Jean – François Bardinon e l’elegante showroom di Parigi

    Nei decenni successivi CHAPAL ha continuato a consolidare la propria reputazione di produttore leader a livello mondiale, realizzando cappotti in pelliccia di coniglio per la Maison Christian Dior e vestendo i piloti francesi di Formula 1 con le sue iconiche giacche.

    Jean-François Bardinon – IG@jfbardinon

    Jean-François Bardinon è entrato nell’azienda di famiglia nel 1982 con il desiderio di creare una vera e propria casa di moda di lusso con il nome CHAPAL, utilizzando l’esperienza affinata dai suoi antenati e rendendo omaggio alle associazioni automobilistiche e aeronautiche di cui il marchio aveva goduto nel corso degli anni.

    La sua prima collezione ha fatto proprio questo.

    Jean-François Bardinon Showroom (photographer: Emmanuel Fradin) – legacy https://www.thesartorialclub.com/

    Negli anni successivi all’arrivo di Jean-François alla guida dell’azienda, il nome CHAPAL è diventato sempre più conosciuto nel mondo, varcando i confini e facendosi conoscere dal mondo intero. Con lui ci furono dei passi importanti, come le collaborazioni con i principali marchi automobilistici francesi, la creazione di un profumo esclusivo della Maison e anche la creazione di centri d’arte in ex fabbriche – dopo che tutta la produzione era stata centralizzata nella sede spirituale di Crocq.

    Ma il suo risultato più importante come capo dell’azienda è senza dubbio la creazione dello straordinario showroom parigino in rue de Rivoli 244 – chiamato Showroom Jean-François Bardinon – dove i clienti fedeli possono visitare l’intera collezione CHAPAL o commissionare una giacca di pelle su misura.

    IG@chapal1832

    Collocato all’interno di un elegantissimo palazzo, dove appena si varca la soglia sembra che il tempo si sia fermato e la frenesia di Parigi all’esterno si sia spenta. Si respira tanta eleganza, in nome di un lusso tutto francese ma che continua a far sognare il mondo, varcando limiti e confini.

    Oggi la collezione CHAPAL comprende non solo le iconiche giacche in pelle di lusso, ma anche jeans, t-shirt, maglieria e una vasta gamma di abbigliamento da corsa. L’affinità con la velocità risale a più di 100 anni fa, a Simone Bardinon, e oggi vede clienti da tutto il mondo recarsi in rue de Rivoli per commissionare e ritirare le loro tute da corsa, i guanti e gli occhiali.

    Nonostante tutta questa esperienza e questa vasta scelta, è la giacca in pelle su misura a rappresentare ancora e sempre l’apice delle capacità di CHAPAL.

    Questo marchio è sicuramente l’espressione di un lusso rigorosamente francese, che non conosce barriere culturali e linguistiche, ma molto esclusivo e per pochi eletti e intenditori.

  • Filly di Somma

    Finalmente quel passaggio sotterraneo, un tempo riservato alla Roma Imperiale, riemerge e si svela al pubblico di tutto il mondo, dopo un attentissimo restauro.

    IG@museitaliani

    Il percorso sotterraneo coperto a volte, parzialmente illuminato e areato da bocche di lupo è stato inaugurato mercoledì 8 ottobre 2025, alla presenza di Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e di Massimo Osanna, Direttore generale Musei.

    Il Corridoio collegava il pulvinar (il palco riservato alle alte gerarchie dell’Impero), posto all’estremità meridionale dell’asse minore del Colosseo, con l’esterno del monumento. Non previsto in fase di costruzione, fu ricavato successivamente a cavallo del I (primo) e II (secondo) secolo d.C. scavando le fondazioni dell’Anfiteatro Flavio.

    L’apertura del Passaggio ha una portata straordinaria, non solo perché viene reso fruibile e accessibile un luogo ricco di fascino per la sua storia, la sua architettura e non ultimo il suo apparato decorativo – al tempo degli imperatori di esclusivo utilizzo e nascosto alla folla – ma anche perché, finalmente, per la prima volta il restauro ha restituito piena leggibilità alle superfici antiche.

    Un dono prezioso per i visitatori del Parco Archeologico

    IG@museitaliani

    Dal 27 ottobre 2025, tutti i visitatori del Colosseo potranno attraversare il Passaggio di Commodo, questo lungo corridoio sotto al Parco Archeologico. La storia narra che l’Imperatore Commodo camminava verso il pulvinar, ossia il suo trono affacciato sull’arena, senza sapere che qualcuno stesse tramando un attentato contro di lui. Ebbene quei 40 mq saranno percorribili da tutti i visitatori del sito archeologico più famoso al mondo, regalando grandi emozioni.

    Addentrandosi nel passaggio, c’è tanto da osservare. Le meravigliose volte decorate narrano le avventure di Dionisio e Arianna, gli amanti eterni. Le nicchie raccontano delle scene molto vive. Questo passaggio è considerato come l’anima nascosta del Colosseo. Il corridoio rappresentava un collegamento tra la tribuna imperiale e la parte esterna dell’ anfiteatro, in questo modo l’Imperatore poteva muoversi senza essere notato. Marmi di diversi colori, riflessi del dorato dettati dagli intonaci, volte impreziosite dagli stucchi, che bellezza da ammirare in uno spazio sotterraneo, lontano dalla luce del sole. Solo il sovrano poteva godere di questo splendore e della sua eleganza e sfarzo. Dopo un attento restauro durato un anno, finalmente questo passaggio è accessibile e non più nascosto agli occhi del mondo. Oltre alla bellezza delle decorazioni del passaggio, ogni visitatore potrà anche essere informato tramite delle mappe tattili e video, in aggiunta a delle vere e proprie ricostruzioni digitali di come erano le decorazioni originali. Ancora una volta la tecnologia svela il passato.

    IG@museitaliani

    L’invito è quello di non fermarsi alla superficie del Colosseo, ma di addentrarsi nei sotterranei, per rivelare la storia e le emozioni. Una volta entrati all’interno del Passaggio, l’immaginazione di ciascun visitatore farà in modo che si possa intravedere, Commodo, l’imperatore – gladiatore, camminare mentre al di fuori, nell’arena, si grida e si applaude.

    Il nome Passaggio di Commodo è dovuto al fatto che l‘Imperatore Commodo, grande appassionato di giochi gladiatori, subì un attentato proprio in un luogo buio e nascosto.

    Finalmente anche ciò che è segreto, torna alla luce. Un racconto scolpito nella pietra che si rivela al mondo.

    IG@museitaliani

  • Filly di Somma

    Lo dicono i giapponesi quando devono brindare: Kanpai (乾杯 – かんぱい , letteralmente “bicchiere asciutto”) è la parola da usare se vogliamo fare un brindisi in giapponese, un po’ come il nostro cin-cin.

    Tutto parte da una bevanda tipica del Giappone: Il sakè. Si tratta di una bevanda alcolica che si ottiene dalla fermentazione del riso. Elemento centrale della cultura nipponica, accompagna cerimonie, rituali e momenti conviviali e, negli ultimi anni, il suo fascino ha conquistato un pubblico sempre più ampio, anche fuori dal Paese del Sol Levante. Il suo sapore unico e la sua versatilità in tavola, infatti, suscitano da sempre grande curiosità tra gli appassionati della cucina giapponese, ma non solo: se anche voi volete conoscere tutto quello che c’è da sapere su come si prepara il sakè, le diverse tipologie, il modo di berlo secondo la tradizione e tanto altro, non resta che addentrarsi in questo settore così affascinante del Giappone.

    Parigi è una città dove il Giappone con la sua cultura, tradizione e gastronomica é molto presente e una testimonianza è proprio un appuntamento annuale a cui i parigini e non solo non rinunciano mai. Parliamo del Salone del sake e delle bevande giapponesi, il quale anche quest’anno vi dà appuntamento nella capitale francese per la sua undicesima edizione.

    In pochi anni, il Salone del sake è diventato l’evento di riferimento internazionale per il sake e le bevande giapponesi. Consente agli appassionati e ai professionisti di incontrare più di un centinaio di produttori provenienti appositamente dal Giappone e tutti gli attori europei del mercato (importatori, distributori, ecc.)!

    Nell’edizione 2025 saranno disponibili in esclusiva più di 600 sakè e bevande giapponesi da degustare.

    Quella del 2025 sarà un’edizione dal tema: “Sakè, un nuovo riconoscimento?”.

    Questo appuntamento è un’occasione unica per gli appassionati di sakè di scoprire una grande varietà di sapori e stili provenienti da diverse regioni del Giappone. Produttori, venditori e importatori presenteranno i loro migliori sakè e condivideranno il loro know-how con il pubblico francese. Se siete a Parigi non perdete l’occasione di degustare dei sakè eccezionali ed esplorare la ricchezza della cultura del vero e autentico sakè giapponese! Con la prefettura di Fukushima come ospite d’onore!

    Gli espositori della fiera

    Organismi prefettizi o associazioni di produttori:

    Okayama – Terra del sakè

    Saga’n Sake

    Fukushima

    Tochigi Sakagura group Yottemikke

    Produttori e marchi di sakè:

    Akebono

    Chevalier

    Chie Imai

    Dassai

    Hakushika

    Hanyea

    Kinsuisho

    Kirin

    Kizakura

    Kokken

    Ninki

    Rinji Beer

    Sasamasamune

    Sato Shochu

    Shimazaki

    Takara

    Tohnoike

    Importatori, distributori, agenti o negozi specializzati:

    Craft Sake by Mottox

    Diony

    Foodex – Atelier du Saké

    Galerie K

    LX France

    Midorinoshima

    Mrs Saké

    MUGI SAKÉ

    Pure Saké is Good

    Sakaya by Punctual

    Soleil Le Vin

    WeWantSake.com

    Intorno al sakè: accessori, formazione, turismo, gastronomia, ristorazione:

    Académie du Saké – Formazioni

    Collectif Shiatsu

    France Sushi

    Gault&Millau

    Hillebrand GORI

    Kintaro

    Maku Furikake

    Miso profumato

    Ovni, Pari Pari & Zoom Japon

    Sakura Usuzumi Yokan

    Seisho-an (Zensho Int.)

    Shôbi

    Taka & Vermo

    Eventi al Salone del Sake 2025: La Francia e il Giappone

    Previa iscrizione, potrete partecipare a conferenze, master class e tavole rotonde sul sake e prendere parte a laboratori di degustazione per sperimentare abbinamenti tra cucina francese (o di altro tipo) e sake giapponese! I laboratori di degustazione sono a pagamento. Si tratta di sfide raccolte da chef francesi, giapponesi o europei che vengono a presentare le loro creazioni originali ispirate alla bevanda giapponese. Le conferenze e le master class sono gratuite.

    Come ogni anno, la cerimonia di apertura (kagami biraki) si terrà sabato 4 ottobre 2025 verso mezzogiorno. Il programma 2025 è finalmente noto! Tuttavia, sarà definitivo solo pochi giorni prima dell’inizio del salone, poiché potrebbero ancora esserci alcune modifiche. Sito web: http://salon-du-sake.fr/

    Il salone è aperto anche il lunedì 6 ottobre, ma è riservato ai professionisti.

    Da sabato 4 a Domenica 5 ottobre aperto al pubblico.

    Indirizzo: 3-11 quai de Grenelle, 75015 Parigi (New Cap Event Center)

    Prezzo: 25 euro

    Dalle 10:00 alle 19:00

    È possibile prenotare

    Anche l’Italia ama il sake

    La bevanda giapponese sta diventando molto conosciuta anche nel nostro Paese e non solo quando ci si reca al ristorante giapponese mentre si mangia dell’ottimo sushi, adesso gli appassionati e intenditori della bevanda si cimentano anche in corsi di degustazione per scoprire tutto il mondo affascinante che si nasconde dietro questa iconica bevanda del Giappone.

    La Sake Sommelier Association è l’associazione internazionale di riferimento per degustatori, professionisti e appassionati di sake al di fuori del Giappone. L’obiettivo dell’associazione è la promozione e la diffusione della cultura del sake e delle sue caratteristiche.

    È l’unica associazione che può emettere un certificato di Sake Sommelier riconosciuto a livello internazionale.

    https://www.sakesommelierassociation.it/

     Il 1° ottobre di ogni anno in Giappone e nel mondo intero si celebra il Sake Day: la giornata internazionale dedicata all’omonima bevanda nipponica.

    Segnate in agenda e che dire, bicchieri in alto e KANPAI per tutti!

    Foto copyright : IG@salondusake

  • Filly di Somma

    Tra pochi giorni la capitale francese sarà la protagonista della Settimana della Moda, dal 29 settembre al 7 ottobre 2025. Saranno giorni frenetici per Parigi che accoglierà non solo i professionisti del settore, ma anche tutti coloro che ne sono da sempre affascinati. Eventi e sfilate incorniceranno la Ville Lumière!

    I vari marchi di moda presentano le loro collezioni di prêt-à-porter 6 mesi prima della messa in vendita, e quindi c’è un calendario ben preciso da rispettare. Per gli uomini: autunno/inverno a gennaio e primavera/estate a giugno. Per le donne: autunno/inverno a febbraio, inizio marzo e primavera/estate a settembre, ottobre. Per l’Alta Moda : Primavera/Estate a gennaio e Autunno/Inverno a luglio.

    Ma al di là del fitto calendario che ogni anno, in diversi momenti, rende la capitale francese la indiscussa protagonista dell’eleganza, dello stile e delle novità, dietro questo evento così atteso c’è una storia da raccontare, che parte da lontano.

    https://www.fhcm.paris/fr

    Riavvolgiamo il nastro.
    Tracciare quelli che sono stati gli inizi della moda parigina ha già in sé il suo fascino. Si parte con i primi anni del XX secolo con dei nomi illustri come Charles Worth e Paul Poiret, questi organizzò dei balli molto sontuosi ed eleganti dove gli abiti erano i veri protagonisti della scena, basti pensare a “Mille et Deuxième Nuit” nel lontano 1911, dove si potevano ammirare degli abiti molto particolari, che ricordavano i paralumi per intenderci, ebbene si può dire che questo evento segnò l’inizio della Moda a Parigi.

    Una volta arrivati ai favolosi Anni 20 e 30 la protagonista indiscussa fu una icona della moda parigina, la grande e inimitabile Coco Chanel ma non mancarono altri nomi, come  Madeleine Vionnet. Ecco che la moda si trasforma e se prima gli abiti venivano presentati durante feste affollate e sontuose, adesso si usano momenti più intimi e riservati per far conoscere le creazioni di moda in tutta discrezione e intimità, per godersi il momento speciale senza troppo rumore, senza troppa enfasi e nemmeno senza fotografi. Un qualcosa di nicchia insomma, riservato ai pochi eletti e buon intenditori.

    Ma il tutto cambiò nel 1945, quando la  Chambre Syndicale de la Haute Couture, detta delle regole a cui le case di moda dovevano adeguarsi, come il fatto di presentare almeno 35 abiti a ogni stagione. Fu adesso che il grande Christian Dior apparve al pubblico. La sua fu una vera e propria rivoluzione, la donna e le linee degli abiti furono ridefiniti, ma non fu l’unico ad apportare delle novità, ce ne furono altri, basti pensare anche a Hubert de Givenchy.

    Negli anni Sessanta, fu proprio Yves Saint Laurent a portare un cambiamento importante, con il prêt-à-porter. E poi il 1973 fu un anno decisivo, con la prima settimana della moda ufficiale di Parigi, inaugurata dalla memorabile sfilata“Battle of Versailles“.

    La moda negli anni si trasformò e da tradizionale divenne più audace, basti pensare a nomi come  Jean Paul Gaultier oppure Karl Lagerfeld il quale divenne il direttore artistico della Maison Chanel. Gli anni Novanta hanno visto anche l’arrivo di stilisti britannici.

    Non potrebbe esistere Parigi senza la Moda e le sue iconiche sfilate che incantano il mondo, oggi non più circoscritte negli affascinanti atelier di Moda e riservati a pochi, in quei luoghi e momenti che hanno dettato la storia della moda parigina. Con il tempo la moda si è sempre di più aperta al grande pubblico, e spesso si può ammirare una sfilata di Chanel o Dior anche al Grand Palais di Parigi, per intenderci.

    La Moda parigina è sempre di più mescolata all’architettura e all’arte, e non smette di far sognare, allora come oggi!

    Consultare il programma della prossima Settima della Moda di Parigi:

    Foto copertina: https://www.fhcm.paris/fr

  • Communiqué de Presse

    Sortie du livre

    Paris, par hasard !

    Filly Di Somma

    Un café à Montmartre, un hôtel emblématique, un événement fortuit… « Paris, par hasard ! » invite à un parcours singulier dans la capitale française.
    Dans ce récit, l’autrice mêle le tangible et le merveilleux à travers deux histoires complémentaires. La première, intime, où quatre protagonistes dévoilent leurs aspirations au cœur d’un café célèbre ; la seconde, onirique, où l’autrice voyage dans le temps pour croiser des figures historiques (Hugo, Chanel ou Hemingway) dans des lieux empreints de légende. La providence, fil conducteur subtil, conduit à une révélation bouleversante. Un hommage vibrant à la Ville Lumière, à ses mystères, à ses âmes croisées, et à cette étincelle qui transforme l’ordinaire en extraordinaire.

    Filly Di Somma est une journaliste spécialisée dans l’hôtellerie, le tourisme et la culture japonaise. Elle est la créatrice du site Le Finestre di Parigi (Les fenêtres de Paris), une plateforme où elle ouvre symboliquement ses fenêtres sur Paris et sur le monde.

    Editeur: Les Éditions du Panthéon

  • Filly di Somma

    «Les Chevaux dans la Ville», un appuntamento equestre in Place de la Concorde. Da venerdì 5 a sabato 6 settembre 2025

    Il 5 e 6 settembre prossimi, i cavalli da corsa invaderanno una delle piazze più belle del mondo, La Concorde, a Parigi, per un evento inedito, gratuito e imperdibile per tutti gli amanti di uno degli animali più belli e molto vicino all’uomo, il cavallo. Quale occasione se non quella di ritrovarlo in una delle città più belle al mondo, Parigi.

    Animazioni per bambini, dimostrazioni equestri, iniziative di avvicinamento all’equitazione, dimostrazioni di ex cavalli da corsa riconvertiti ad altri sport messe in scena dall’associazione Au-Delà des Pistes, incontri con professionisti delle corse per scoprire la diversità dei mestieri del settore ippico e la ricchezza dei corsi di formazione offerti dalle scuole dell’AFASEC, dedicate al mondo dell’allevamento e delle corse. Sarà anche possibile prenotare i biglietti per i prossimi grandi eventi in programma negli ippodromi francesi.

    IG@hotelducontinent

    Un preludio alla più grande corsa del mondo: il Qatar Prix de l’Arc de Triomphe

    Questo evento è in programma un mese prima del Qatar Prix de l’Arc de Triomphe, la più grande corsa di galoppo al mondo. Questa vera e propria coppa del mondo dei galoppatori è stata classificata per 5 volte al primo posto nelle competizioni mondiali. Ogni anno, durante il primo fine settimana di ottobre, attira a Paris Longchamp i migliori cavalli e fantini del mondo. All’indomani di “Chevaux dans la Ville”, una grande giornata di corse durante la quale i campioni confermeranno la loro qualificazione per l’Arc, si disputerà domenica 7 settembre a ParisLongchamp.

    “Chevaux dans la Ville” è un appuntamento imperdibile che promette due giorni di scoperte, emozioni e condivisione, in un ambiente prestigioso e conviviale. Tutti a Place de la Concorde, Da venerdì 5 a sabato 6 settembre 2025. Gratuito

    Fonte: paris.fr

    Foto copertina: IG@hotelducontinent

  • Filly di Somma

    Deux rendez-vous incontournables à Paris pour tous les amateurs d’art japonais et bien plus encore. Le 14 septembre, un concert dans la charmante Île Saint-Louis de la capitale française pour relier le Japon à la France. Du 26 septembre (avec un vernissage d’ouverture) au 2 octobre, à l’Espace Sorbonne, une exposition pour découvrir l’art japonais associé à de merveilleux parfums.

    Les protagonistes sont une mère et une fille japonaises : Yayoi Takahashi et Mami Takahashi. Nous joignons les affiches des deux événements à noter dans votre agenda et à ne pas manquer si vous êtes dans la merveilleuse ville de Paris.

    TSUMAMIE est une forme d’art traditionnel japonais qui consiste à assembler de petits morceaux de soie pour créer des œuvres en trois dimensions représentant délicatement des fleurs, des oiseaux, des paysages et d’autres motifs naturels. Dans cette exposition, l’univers artistique TSUMAMIE de Yayoi Takahashi est enrichi par les créations olfactives de Mami Takahashi, parfumeuse et créatrice de parfums, qui a créé des mélanges de parfums originaux inspirés des œuvres d’art, en utilisant des ingrédients 100 % naturels.

    Profitez d’une exposition spéciale où la vue et l’odorat se confondent, vous permettant d’expérimenter plus profondément la délicatesse et la beauté des œuvres d’art : plongez dans le monde de l’art japonais et dans l’univers des parfums.

    Yayoi Takahashi est maître artisan dans l’art du Tsumamie, style Wakaba. Née à Matsuyama, Ehime, Japon, elle dirige un atelier de Tsumamie style Wakaba à Matsuyama et crée des œuvres en utilisant des techniques traditionnelles. À travers des expositions au Japon et en France, elle partage la beauté délicate de cet art japonais avec un large public.

    Mami Takahashi est parfumeuse et créatrice de parfums. Elle est née à Matsuyama, dans la préfecture d’Ehime, au Japon. Elle crée des parfums personnalisés en utilisant uniquement des ingrédients 100 % naturels.

    Elle dévoile les messages cachés dans les parfums que les plantes produisent pour prospérer et, grâce à des consultations personnalisées, guide chaque individu vers le parfum dont il a vraiment besoin, en utilisant les mécanismes de l’odorat et du cerveau.

    Les histoires tissées dans ses parfums ont toujours été très appréciées. De plus, sa série populaire « Travel through Fragrance » (Voyager à travers les parfums) s’inspire des villes qu’il a personnellement visitées à travers le monde. Il propose également la création de parfums d’ambiance, afin d’exprimer la vision unique du monde de chaque client, et crée des parfums luxueux et personnalisés sur mesure, les parfums individuels de la peau. Il anime des ateliers sur les parfums et propose des cours de certification pour les aspirants parfumeurs à Ehime.

    Si vous vous trouvez à Paris au mois de septembre, ne manquez pas ces rendez-vous qui vous feront découvrir un univers japonais fait d’art et de parfums, dédié à une mère et à sa fille.

    En 2019, j’ai eu le plaisir et l’honneur de rencontrer cette mère et cette fille japonaises lors d’une exposition dans une galerie d’art à Paris. Depuis, une grande amitié est née et, après l’exposition, j’ai acheté l’une des œuvres photographiées qui est maintenant accrochée dans mon appartement et qui me ramène au Japon chaque fois que je l’admire.

    Sur la photo, moi et la maîtresse Yayoi Takahashi

    Pour contacter Mami et Yayoi:

  • Filly di Somma

    Due appuntamenti imperdibili a Parigi per tutti gli amanti dell’arte giapponese e non solo. Il 14 settembre un concerto nell’ affascinante Île St. Louis della capitale francese per connettere il Giappone alla Francia. Dal 26 settembre (con un vernissage di apertura)al 2 ottobre, a Éspace Sorbonne, una esposizione per conoscere l’arte giapponese abbinata alle meravigliose fragranze.

    Le protagoniste sono una madre e una figlia giapponesi : Yayoi Takahashi e Mami Takahashi. Alleghiamo le locandine dei due appuntamenti da mettere in agenda e da non perdere se siete nella meravigliosa Parigi.

    TSUMAMIE è una forma d’arte tradizionale giapponese che combina piccoli pezzi di seta per creare opere tridimensionali, raffigurando delicatamente fiori, uccelli, paesaggi e altri motivi naturali. In questa mostra, il mondo dell’arte TSUMAMIE di Yayoi Takahashi è arricchito dal design olfattivo di Mami Takahashi, profumiera e designer di fragranze, che ha creato miscele di fragranze originali ispirate alle opere d’arte, utilizzando ingredienti naturali al 100%.

    Godetevi una mostra speciale in cui la vista e l’olfatto si fondono, permettendovi di sperimentare più profondamente la delicatezza e la bellezza delle opere d’arte: immergetevi nel mondo dell’arte giapponese e nel mondo delle fragranze 

    Yayoi Takahashi é una Maestra di Tsumamie, stile Wakaba. Nata a Matsuyama, Ehime, Giappone. Conduce un laboratorio di Tsumamie in stile Wakaba a Matsuyama e crea opere utilizzando tecniche tradizionali. Attraverso mostre in Giappone e Francia, condivide la delicata bellezza di quest’arte giapponese con un vasto pubblico.

    Mami Takahashi è una Profumiera e designer di fragranze. Nata a Matsuyama, Ehime, Giappone. Crea profumi personalizzati utilizzando solo ingredienti naturali al 100%.

    Svela i messaggi nascosti nelle fragranze che le piante producono per prosperare e, attraverso consulenze personalizzate, guida ogni individuo verso il profumo di cui ha veramente bisogno, utilizzando i meccanismi dell’olfatto e del cervello.

    La narrazione intessuta nelle sue fragranze è stata sempre molto apprezzata. Inoltre, la sua popolare serie “Travel through Fragrance”, viaggiare attraverso la fragranza è ispirata alle città che ha visitato personalmente in tutto il mondo. Fornisce anche la creazione di profumi per gli spazi, per esprimere la visione del mondo unica di ogni cliente, e crea profumi lussuosi e personalizzati su misura, i profumi individuali della pelle. Conduce workshop sulla fragranza e offre corsi di certificazione per aspiranti profumieri a Ehime.

    Per chiunque dovesse trovarsi a Parigi nel mese di settembre, non deve assolutamente perdere questi appuntamenti alla scoperta di un mondo giapponese fatto di arte e fragranze in nome di una madre e di una figlia.

    Nel 2019 ho avuto il piacere e l’onore di conoscere questa madre e questa figlia giapponesi in occasione di una mostra in una galleria d’arte di Parigi. Da allora è nata una grandissima amicizia e dopo la mostra acquistai una delle opere in foto che adesso è appesa nel mio appartamento e che mi riporta in Giappone ogni volta che l’ammiro.

    In foto io e la Maestra Yayoi Takahashi

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  • Filly di Somma

    Costruito nel 1860 da Alfred Sommier, un magnate dello zucchero, questo palazzo fu inizialmente la residenza familiare del ricco uomo d’affari. I suoi discendenti hanno dato prova di uno straordinario spirito imprenditoriale trasformando questo antico palazzo in un prestigioso albergo a Parigi. Oggi, gli ospiti privilegiati dell’Hotel Alfred Sommier sono i clienti di Richard de Warren, discendente di Sommier e attuale proprietario della struttura.

    Dal 2018, l’Hotel Alfred Sommier, una sublime casa del XIX secolo, accoglie ospiti privilegiati nel cuore di Parigi, offrendo lusso e tranquillità con il suo giardino privato e gli innumerevoli angoli da sogno.

    Ricco di continui progetti, il luogo si rinnova e propone ora una suite mozzafiato sul tetto, oltre alla apertura di un suggestivo roof, tanto per non smettere mai di regalare emozioni a chiunque varchi la soglia. Il rooftop situato in cima all’edificio è una grande terrazza di 60 m² che domina i tetti Parigi e offre una vista a 360° sulla capitale, ecco cosa significa godersi un panorama mozzafiato.

    Situato nel cuore di Parigi, a due passi da Place de la Madeleine, l’Hotel Alfred Sommier accoglie in un’atmosfera tranquilla e raffinata. Questo gioiello architettonico, aperto al pubblico dal 2018, conserva l’anima di una dimora familiare offrendo al contempo il comfort di un hotel a cinque stelle, ma resta comunque un rifugio privato e intimo in una strada discreta e tranquilla di Parigi.

    Un discendente di questa famiglia, ancora oggi proprietario dell’immobile, ha deciso di conferire all’hotel particulier un’anima più contemporanea. Ma quando si entra all’Hôtel Alfred Sommier, è un po’ come fare un tuffo nella Parigi di un tempo.

     

    All’esterno, un grazioso cortile, tranquillo e rilassante, un giardino privato e, oltre una vetrata degli anni ’50, un bar e un ristorante chiamato Les Caryatides, dove lo chef Edouard Ogier delizia con le sue creazioni. Al piano terra si trovano tre saloni storici e per eventi che possono ospitare fino a 250 persone.

    Ai piani superiori, 80 camere, di cui 20 suite, dove si mescolano materiali di lusso come pavimenti a spina di pesce, marmi, specchiere dipinte, dorature e una monumentale scalinata sostenuta da due cariatidi.

    Dalle camere classiche, decorate nei toni del blu petrolio o blu reale, alle suite al 5° piano, con terrazze che offrono una vista eccezionale sulla Torre Eiffel e sulla Butte Montmartre, tutto è pensato per far sentire il cliente come a casa propria, godendo al contempo di un ambiente e di un servizio eccezionali. Proprio come la presenza di una sala fitness, a disposizione dei clienti per il loro divertimento!

    Ci si lascia incantare dalla camera che rende omaggio a Vaux le Vicomte e alla suite dorata. È importante sapere che è stato Alfred Sommier, acquistando il Castello di Vaux le Vicomte, a finanziare il restauro del monumento, che ancora oggi appartiene alla famiglia. È quindi grazie a lui che ancora oggi possiamo godere di questo gioiello.

  • Filly di Somma

    Considerata una vera icona della canzone francese, si è spenta il 7 gennaio 2018, ben 26 anni dopo quella dell’uomo della sua vita professionale e sentimentale, Michel Berger. Proprio lui ha segnato il successo musicale di France Gall, facendola rinascere dopo un periodo buio della sua carriera, dove forse aveva anche pensato di abbandonare il mondo della musica e per fortuna che non l’abbia fatto. Quello tra Michel e France fu un incontro importantissimo, non solo dal punto di vista professionale, ma anche dal punto di vista umano.

    IG@francegallofficiel


    France Gall non ha resistito al richiamo della musica. Durante la sua vita e la sua carriera, ha dato tutto per quel mondo che l’ha accompagnata fin dalla sua infanzia. Le bellissime canzoni che ha cantato e che sono state scritte la maggior parte dal suo Michel Berger, hanno segnato davvero la storia della canzone francese e ancora oggi quando si ascoltano sono così moderne e attuali da continuare ad emozionare chiunque. Alla fine, la magia di quegli anni Sessanta, Settanta e Ottanta continua, e quei motivi ti frullano nella testa e non puoi fare a meno di non cantarle.

    France Gall è nata come Isabelle Gall il 9 ottobre 1947, da un padre cantante e autore (ha scritto in particolare “La Mamma” per Charles Aznavour), ma lo ricordiamo anche per aver scritto qualche canzone per la famosa Édith Piaf.
    Il nonno di “Babou”, come era solita essere chiamata France, Paul Berthier, era il co-fondatore dei Petits Chanteurs à la Croix de Bois e organista della Cattedrale di Auxerre. In diverse interviste, France Gall ha raccontato i suoi ricordi di quando sedeva sulle ginocchia del nonno mentre lui suonava l’organo in chiesa e di come fosse stata travolta da quella musica.

    France Gall ha imparato a suonare il pianoforte e la chitarra, ma ben presto ha preferito il canto. Insomma, nelle vene della cantante ha sempre scorso la musica, un qualcosa di così speciale che l’ha accompagnata anche nella scelta del suo compagno di vita, fino agli ultimi giorni.

    Nel 1963, all’età di 16 anni, France Gall canta “Ne sois pas si bête” (Non essere così stupido), è un successo e l’inizio di una serie di successi grazie ai migliori autori e compositori degli anni ’60. Tra questi, il giovane Serge Gainsbourg – con cui la cantante ebbe una relazione un pò burrascosa, e non fu l’unica a farla soffrire – scriverà “Laisse tomber les filles” (Lascia perdere le ragazze) e “Poupée de cire, poupée de son” (Bambola di cera, bambola di son). È con questa canzone che France Gall difende i colori del Lussemburgo all’Eurovision Song Contest del 1965, concorso che vince.

    IG@michelbergerofficiel


    Ma è proprio un legame speciale che segnerà la carriera di France Gall, quello con il già citato Michel Berger. Diciotto anni di amore e collaborazione artistica fino alla morte improvvisa, a causa di una patologia cardiaca, di Michel Berger nell’agosto 1992. Ma le tragedie non sono finite nella vita della cantante perché cinque anni dopo, France Gall deve affrontare la morte della loro figlia Pauline, stroncata dalla fibrosi cistica.
    Durante un’intervista la cantante dichiara, quasi come se fosse una confessione verso se stessa e anche un modo per esorcizzare questo dolore così forte della perdita di una figlia : “Me l’hanno portata via, ma me l’hanno comunque data per 19 anni, e per Michel ho pensato la stessa cosa, che fortuna ho avuto ad incontrarlo”. Un modo per trovare nella morte improvvisa un qualcosa di positivo, pensando alla vita che c’è stata.

    France Gall ha poi vissuto tra Parigi e Dakar, scrivendo il musical “Résiste” in omaggio a Michel Berger, un successo incredibile che meritava di essere compiuto proprio per suggellare l’unione tra la cantante e suo marito, un modo per ricordarlo davvero sulle note delle sue meravigliose canzoni .

    La vita di France Gall termina il il 7 gennaio 2018, e chissà che adesso, nel meraviglioso paradiso musicale, non stia cantando con il suo Michel, mentre lui suona quel piano e magari non stiano accarezzando entrambi la loro amata Pauline.

    Adesso, a noi piace immaginarli così !

    foto copertina IG@francegallofficiel