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  • Filly di Somma

    Parigi e Roma tornano a incontrarsi attraverso uno degli eventi culturali più affascinanti del panorama europeo: Dolcevita-sur-Seine, la manifestazione internazionale che celebra il legame storico tra le due capitali con cinema, spettacoli, musica e arte.

    Creato nel 2022 come iniziativa condivisa tra Francia e Italia, il festival si sviluppa parallelamente nelle due città con una formula originale e simbolica: a Parigi viene celebrato il cinema italiano sulle rive della Senna, mentre Roma ospita la cultura francese grazie alla rassegna gemella “Nouvelle Vague sul Tevere”.

    Alla base del progetto c’è il celebre gemellaggio tra Roma e Parigi, ufficializzato nel 1956 e oggi reinterpretato in chiave contemporanea attraverso una programmazione culturale diffusa. Lo spirito dell’evento è racchiuso nel suo slogan: “2 città, 1 festa, 2 festival”.

    Nella capitale francese il cuore della manifestazione sono le storiche Arènes de Lutèce, antico anfiteatro romano situato nel Quartiere Latino, che per l’occasione si trasforma in una grande arena cinematografica all’aperto dedicata all’Italia. A Roma, invece, gli appuntamenti si svolgono tra la Casa del Cinema, Villa Borghese e altre location simboliche della città.

    Il calendario propone proiezioni cinematografiche, concerti, incontri culturali, mostre e anteprime con protagonisti del cinema e dello spettacolo europeo. Nel corso delle varie edizioni hanno preso parte alla manifestazione nomi importanti come Juliette Binoche, Nanni Moretti, Carlo Verdone, Alice Rohrwacher e Michel Hazanavicius.

    L’ultima edizione ha confermato la crescita internazionale del festival, capace di coinvolgere un pubblico sempre più vasto e trasversale. Tra gli appuntamenti più significativi figurano gli omaggi ai grandi classici del cinema europeo e le celebrazioni dedicate alla storia condivisa tra le due capitali, come il tributo a Fernando Jacopozzi, autore della prima illuminazione della Tour Eiffel.

    Oggi Dolcevita-sur-Seine rappresenta molto più di una semplice rassegna cinematografica: è un vero ponte culturale tra Italia e Francia, un progetto che valorizza il dialogo artistico tra due città simbolo della cultura europea. Un evento che unisce idealmente Senna e Tevere attraverso il linguaggio universale dell’arte e dello spettacolo.

  • Filly di Somma

    Pantelleria è un’isola sospesa tra Europa e Africa, un luogo dal fascino selvaggio dove la natura domina ogni paesaggio. Conosciuta come la “Perla Nera del Mediterraneo” per le sue origini vulcaniche, l’isola regala scenari unici fatti di scogliere a picco sul mare, colate laviche, acque cristalline e tramonti spettacolari.

    Qui il vento, il sole e la terra hanno modellato nei secoli non solo il territorio, ma anche le tradizioni e la cultura locale. I celebri dammusi in pietra lavica, i muretti a secco e i terrazzamenti raccontano il profondo legame tra l’uomo e la natura.

    Pantelleria è anche la terra del cappero, dell’origano selvatico e del celebre Passito, prodotti che custodiscono i profumi intensi e autentici dell’isola. 

    Tra sentieri immersi nella macchia mediterranea, sorgenti termali naturali e calette nascoste, Pantelleria è una destinazione che conquista lentamente, lasciando a chi la visita il ricordo di un luogo autentico, intenso e profondamente diverso da qualsiasi altra isola del Mediterraneo.

    Tenuta Mingalat è un luogo dove la tradizione agricola di Pantelleria incontra la passione per i sapori autentici dell’isola. Circondata da un paesaggio unico fatto di terra lavica, muretti a secco e profumi mediterranei, la Tenuta custodisce e valorizza proprio quei prodotti simbolo del territorio come l’olio extravergine d’oliva, l’origano selvatico e i capperi.

    Il Dammuso si trova in Contrada Benimingallo, in passato abitata dalla tribù berbera dei Mingalat da cui il Dammuso prende il nome.

    Immerso nel silenzio della campagna pantesca, nella suggestiva contrada, tra Scauri e Rekhale, il Dammuso Mingalat è molto più di una casa: è un rifugio autentico che racconta l’anima dell’isola. Circondato da un bosco di lecci e dalla natura incontaminata, questo luogo custodisce il fascino senza tempo dell’architettura rurale pantesca, dove tutto invita a rallentare, respirare e ritrovare equilibrio.

    Ogni esperienza alla Tenuta nasce dal desiderio di raccontare l’anima più vera di Pantelleria attraverso degustazioni, momenti conviviali e percorsi sensoriali che uniscono natura, cultura e gastronomia.

    Un luogo autentico, dove il tempo rallenta e ogni sapore diventa un ricordo da portare con sé. Tenuta Mingalat accoglie per un’esperienza esclusiva all’insegna dei sapori autentici e dei profumi più intensi dell’isola. Un viaggio sensoriale alla scoperta della vera essenza di Pantelleria, tra la delicatezza del loro olio, l’aroma deciso dell’origano selvatico e il carattere unico dei capperi, circondati dall’incanto del paesaggio pantesco.

    Dalla vivacità parigina ai silenzi del Mediterraneo

    Silvana e Francesco sono l’anima di Tenuta Mingalat, un progetto nato dall’incontro tra esperienze lontane e un profondo amore per Pantelleria. Per anni hanno vissuto e lavorato nel cuore di Parigi, gestendo una struttura turistica nella celebre Rue Lepic, a Montmartre, uno dei quartieri più affascinanti e artistici della città. 

    Dalla vivacità parigina ai silenzi del Mediterraneo, il loro percorso li ha portati a scegliere Pantelleria come luogo del cuore e di nuova vita, ma quel filo rosso che li lega a Parigi non si è mai spezzato. Nonostante questo forte legame con l’isola, Parigi continua a occupare un posto speciale nelle loro vite. Silvana e Francesco vi ritornano spesso, mantenendo vivo quel filo invisibile che unisce l’eleganza e l’energia di Montmartre alla bellezza intensa e senza tempo di Pantelleria.

    Proprio qui, immersi nella natura selvaggia dell’isola, è nata Tenuta Mingalat: uno spazio autentico dove accoglienza, tradizione e passione per il territorio si fondono in una esperienza unica. Due mondi diversi, ma profondamente intrecciati nella loro storia.

    Una serata esclusiva dedicata ai sapori più autentici e ai profumi intensi di Pantelleria

    La suggestiva e romantica Tenuta Mingalat invita a vivere una serata esclusiva dedicata ai sapori più autentici e ai profumi intensi di Pantelleria. Un’esperienza sensoriale unica per conoscere da vicino l’essenza dell’isola attraverso la delicatezza del loro olio, le note aromatiche dell’origano selvatico e il gusto inconfondibile dei capperi, immersi nel suggestivo paesaggio pantesco.

    Il programma della serata prevede una degustazione guidata e analisi sensoriale dei prodotti in purezza, per scoprirne aromi, caratteristiche e qualità più autentiche. 

    Sapori e Creatività in Cucina: Un aperitivo gourmet con proposte gastronomiche pensate per valorizzare l’incontro tra il nostro olio, l’origano e i capperi. 

    Un ricordo speciale: Al termine della serata l’ospite riceverà un esclusivo omaggio firmato BARONE composto da una bottiglia di olio da 100 ml, una selezione di origano e una di capperi, per portare a casa i profumi e i sapori della Tenuta.

    Mercoledì 17 giugno 2026, dalle ore 18:30

    Via Benimingallo, 4 – Pantelleria

    Quota di partecipazione: €35

    I posti disponibili sono limitati.

    Prenotazione tavolo:
    Tenuta Mingalat: +39 331 4016072

  • Filly di Somma

    Paris accueille une multitude de centres culturels étrangers qui, année après année, mettent en lumière les richesses artistiques et intellectuelles de leurs pays respectifs. Véritables lieux de dialogue et de création, ces institutions jouent un rôle essentiel dans la vie culturelle parisienne. Mais quelles sont leurs origines, leurs missions et les défis auxquels elles font face aujourd’hui ?

    Le Centre culturel irlandais, entre patrimoine et création contemporaine

    C’est dans une rue discrète du Quartier latin, au cœur du 5e arrondissement, que se trouve le Centre culturel irlandais. Sa directrice, Nora Hickey M’Sichili, nous y reçoit pour présenter la nouvelle saison artistique du lieu. Avant d’évoquer la programmation, elle fait découvrir cet espace unique où histoire et modernité cohabitent.

    Installé dans un ancien séminaire datant du XVIIIe siècle, le centre possède une chapelle encore consacrée où sont organisés des concerts, ainsi qu’une salle d’exposition et une vaste cour intérieure de 2 000 m², un luxe rare à deux pas du Panthéon. Le site dispose également de plusieurs espaces de résidence comprenant 45 chambres destinées aux artistes et chercheurs.

    Le centre se donne pour mission de faire connaître la scène culturelle irlandaise sous toutes ses formes. Concerts de musique traditionnelle ou contemporaine, expositions abordant les réalités sociales du pays, comme la crise du logement, ou encore résidences d’artistes : l’établissement agit comme une véritable vitrine de la création irlandaise actuelle.

    Le compositeur Francis Heery, accueilli en résidence, insiste sur l’importance de tels lieux : selon lui, les artistes et créateurs apportent une énergie indispensable à la société. Il rappelle aussi combien il est essentiel de soutenir la création en offrant aux artistes le temps et les conditions nécessaires pour développer leur travail.

    Des institutions parfois centenaires

    Si le Centre culturel irlandais existe sous sa forme actuelle depuis un peu plus de vingt ans, d’autres institutions parisiennes possèdent une histoire beaucoup plus ancienne. C’est le cas de l’Institut Liszt, centre culturel hongrois situé dans le 6e arrondissement.

    Reconnaissable à sa statue représentant une jeune femme coiffée d’un chapeau, l’établissement célébrera bientôt son centenaire. Sa directrice, Adrienne Éva Burányi, revient sur sa création en 1928. À l’époque, la Hongrie souhaitait renforcer ses liens avec l’Europe occidentale et favoriser les échanges intellectuels et culturels. Cette ambition a conduit à la mise en place d’un réseau d’instituts hongrois à l’étranger, appelés Collegium Hungaricum, destinés à promouvoir la culture nationale et à soutenir les étudiants et chercheurs hongrois.

    Bien que le bâtiment soit actuellement fermé pour rénovation, l’Institut poursuit ses activités grâce à une programmation organisée hors les murs. Sa mission reste inchangée : faire rayonner la culture hongroise et préserver son héritage artistique. Le public peut ainsi assister à des projections de films de grands réalisateurs hongrois comme Béla Tarr ou découvrir des événements consacrés à des figures majeures telles que György Kurtág et Béla Bartók.

    La culture comme outil diplomatique

    La gouvernance de ces centres varie selon les pays. Certains sont administrés par des fondations indépendantes, tandis que d’autres dépendent directement des ambassades ou des ministères de la Culture et des Affaires étrangères. L’Institut hongrois fait partie de cette seconde catégorie.

    Dans ce contexte, les évolutions politiques peuvent susciter des interrogations. Après le récent changement de gouvernement en Hongrie, marqué par l’arrivée de Péter Magyar et le départ de Viktor Orbán après seize années de pouvoir, la direction de l’Institut reste prudente quant aux conséquences possibles sur ses activités. Adrienne Éva Burányi souligne qu’il est encore trop tôt pour anticiper les orientations futures, alors que la nouvelle équipe gouvernementale est en train de mettre en place ses priorités.

    Au-delà de leur vocation artistique, ces centres représentent aussi des instruments de diplomatie culturelle et de rayonnement international. Cette dimension est particulièrement importante pour le Centre culturel de Taïwan, installé dans un hôtel particulier du XVIIIe siècle à proximité du musée d’Orsay.

    Son directeur, Chen Hung Hsing, explique que la situation diplomatique complexe entre Taïwan et la Chine rend la culture d’autant plus précieuse. Sans chercher à instrumentaliser les arts, le centre considère la création culturelle comme un moyen de faire connaître Taïwan en Europe et de renforcer sa visibilité sur la scène internationale.

    Favoriser les échanges et la compréhension mutuelle

    Le Centre culturel taïwanais multiplie les collaborations avec des institutions françaises prestigieuses telles que le Festival d’Avignon, Chaillot ou encore l’Ircam. Depuis la signature d’un partenariat avec ce dernier en 2018, un laboratoire sonore taïwanais travaille en étroite relation avec les chercheurs et acousticiens français dans le cadre du festival ManiFeste. Cette coopération s’inscrit dans une démarche durable et constitue un échange majeur pour les deux pays.

    Les centres culturels étrangers de Paris entretiennent également des liens étroits entre eux. Une soixantaine d’institutions sont regroupées au sein du Ficeps, le Forum des instituts culturels étrangers à Paris, actuellement présidé par Nora Hickey M’Sichili.

    Cependant, plusieurs établissements traversent aujourd’hui une période économique délicate. Les conflits internationaux et les restrictions budgétaires entraînent une diminution des financements pour certains centres. La situation semble toutefois différente du côté irlandais, où la culture bénéficie au contraire d’un soutien accru et d’investissements importants.

    À l’occasion de la Fête de la musique, le Centre culturel irlandais prévoit notamment une rencontre artistique originale entre musiciens grecs et irlandais autour du bouzouki. Pour sa directrice, si la culture ne peut pas résoudre tous les conflits, elle a néanmoins le pouvoir fondamental de rapprocher les peuples et de favoriser une meilleure compréhension entre les individus.

    Photos: https://www.centreculturelirlandais.com

  • Filly di Somma

    A soli tre anni dal grande restauro effettuato in vista delle Olimpiadi di Parigi 2024, il celebre Pont des Arts presenta già diversi problemi strutturali. La storica passerella pedonale sulla Senna, tra i luoghi più fotografati della capitale francese, sarà infatti interessata da nuovi lavori urgenti a partire da maggio 2026.

    Il ponte simbolo del romanticismo parigino

    Situato tra il Louvre e l’Institut de France, il Pont des Arts è uno dei ponti più iconici di Parigi. Realizzato all’inizio dell’Ottocento, è diventato nel tempo un punto di riferimento per turisti, artisti e coppie provenienti da tutto il mondo.

    Per anni il ponte è stato associato ai famosi “lucchetti dell’amore”, rimossi nel 2015 dopo che il peso eccessivo aveva creato seri rischi per la sicurezza della struttura.

    Nel 2023 il Comune di Parigi aveva avviato un importante progetto di riqualificazione costato circa 1,8 milioni di euro. L’intervento aveva riguardato soprattutto il rifacimento della pavimentazione in legno, sostituita con materiali ritenuti più resistenti e adatti alle condizioni climatiche della città.

    Le criticità emerse negli ultimi mesi

    Nonostante il recente intervento, oggi il ponte mostra già numerosi segni di usura. Alcune tavole della passerella risultano instabili, mentre in altri punti sono state installate coperture temporanee per evitare problemi ai pedoni.

    Secondo quanto riportato dai media francesi, in certe aree del ponte sarebbero comparsi persino piccoli vuoti tra le assi, rendendo necessario un intervento rapido per garantire la sicurezza dei visitatori.

    La situazione ha sollevato diverse polemiche anche a livello politico locale, con critiche rivolte alla qualità dei lavori eseguiti pochi anni fa.

    Perché il Pont des Arts si è deteriorato così velocemente?

    Le indagini preliminari sembrano indicare che il problema non riguardi direttamente il legno utilizzato nel restauro, ma piuttosto alcuni elementi di fissaggio che non avrebbero retto all’utilizzo intenso del ponte.

    Ogni giorno il Pont des Arts viene attraversato da migliaia di persone e sottoposto continuamente a vibrazioni, umidità e variazioni di temperatura. Anche il passaggio frequente delle biciclette avrebbe contribuito ad accelerare il deterioramento della struttura.

    La combinazione di questi fattori avrebbe compromesso più rapidamente del previsto la stabilità di alcune parti della passerella.

    I lavori partiranno a maggio 2026

    Per mettere in sicurezza il ponte, la città di Parigi ha programmato un nuovo cantiere a partire dall’11 maggio 2026. Gli interventi dovrebbero durare circa due mesi e interesseranno principalmente il consolidamento delle parti danneggiate e la sostituzione dei sistemi di fissaggio difettosi.

    Durante il periodo dei lavori il Pont des Arts dovrebbe restare in parte accessibile, anche se potrebbero esserci limitazioni temporanee al passaggio.

    Un tema più ampio per la capitale francese

    La vicenda del Pont des Arts riporta l’attenzione sul tema della manutenzione dei monumenti storici parigini. Molte infrastrutture della città, soprattutto quelle più frequentate dai turisti, devono infatti affrontare un’usura sempre più rapida dovuta all’enorme afflusso quotidiano di visitatori.

    Il caso del celebre ponte sulla Senna dimostra quanto sia complesso preservare il patrimonio storico di Parigi senza compromettere sicurezza e fruibilità.

    Nonostante tutto, il Pont des Arts continua però a rappresentare uno dei luoghi più affascinanti della capitale francese, capace ancora oggi di attirare migliaia di persone ogni giorno grazie alla sua vista spettacolare sulla Senna e al suo intramontabile fascino romantico.

    Parigi, estate tra cantieri e arte urbana: il Pont des Arts sarà restaurato mentre JR rivoluzionerà il Pont Neuf

    Le prossime settimane saranno particolarmente movimentate per i ponti storici di Parigi. Se il Pont des Arts dovrà affrontare nuovi lavori di manutenzione dopo il recente restauro, il Pont Neuf si trasformerà invece in una gigantesca opera d’arte contemporanea grazie a un progetto spettacolare dello street artist JR.

    Due luoghi iconici della capitale francese finiranno così al centro dell’attenzione internazionale, ma per motivi molto diversi: da una parte problemi strutturali e interventi urgenti, dall’altra una delle installazioni artistiche più attese dell’anno.

    Nuovi problemi per il Pont des Arts

    La celebre passerella pedonale che attraversa la Senna tra il Louvre e l’Institut de France mostra già importanti segni di deterioramento, nonostante il grande intervento di riqualificazione completato soltanto nel 2023.

    Negli ultimi mesi diverse parti della pavimentazione hanno iniziato a dare problemi: alcune assi risultano instabili, mentre in altri punti sono state installate protezioni temporanee per garantire la sicurezza dei passanti.

    Per questo motivo il Comune di Parigi ha deciso di avviare un nuovo cantiere dall’11 maggio 2026. I lavori, previsti per circa due mesi, serviranno soprattutto a rinforzare la struttura e sostituire alcuni elementi tecnici che si sarebbero deteriorati molto più velocemente del previsto.

    Secondo quanto emerso, le criticità non riguarderebbero tanto il legno utilizzato durante il restauro quanto i sistemi di fissaggio, messi sotto pressione dal continuo passaggio quotidiano di turisti, pedoni e biciclette.

    JR trasformerà il Pont Neuf in un’opera immersiva

    Contemporaneamente, un altro ponte storico della città si preparerà a vivere una metamorfosi completamente diversa.

    Dal 6 al 28 giugno 2026, il Pont Neuf ospiterà infatti “La Caverne du Pont Neuf”, il nuovo progetto monumentale dell’artista francese JR, conosciuto in tutto il mondo per le sue installazioni urbane di grande impatto visivo.

    L’intervento cambierà radicalmente l’aspetto del ponte più antico di Parigi, che verrà trasformato in una gigantesca struttura ispirata a una caverna minerale.

    Una gigantesca “grotta” nel cuore di Parigi

    L’installazione immaginata da JR avvolgerà il Pont Neuf con una scenografia monumentale lunga oltre cento metri e alta circa diciassette. L’effetto finale sarà quello di una grande formazione rocciosa comparsa improvvisamente nel centro della capitale.

    Il pubblico potrà attraversare l’opera entrando all’interno della struttura, vivendo un’esperienza immersiva arricchita da suoni, luci ed elementi digitali interattivi.

    La componente musicale sarà curata da Thomas Bangalter, ex membro dei Daft Punk, che contribuirà a creare un’atmosfera ancora più suggestiva lungo la Senna.

    L’installazione sarà visitabile gratuitamente per tutta la durata dell’evento.

    Un tributo alla storica opera di Christo

    Il progetto di JR nasce anche come omaggio a Christo e Jeanne-Claude, gli artisti che nel 1985 resero celebre il Pont Neuf rivestendolo completamente con enormi teli color sabbia in una delle opere di arte pubblica più iconiche del secolo scorso.

    A quarant’anni di distanza, JR riprende idealmente quello spirito trasformando ancora una volta il ponte in uno spazio artistico fuori dal comune, reinterpretandolo con un linguaggio contemporaneo.

    Due ponti simbolo di una città in continua trasformazione

    La coincidenza tra questi due eventi racconta bene le due anime di Parigi: da un lato la necessità di preservare un patrimonio storico fragile e sottoposto a una pressione turistica sempre più intensa; dall’altro la capacità della città di reinventarsi continuamente attraverso l’arte e la creatività.Mentre il Pont des Arts verrà messo in sicurezza dopo i problemi emersi negli ultimi mesi, il Pont Neuf diventerà invece uno dei luoghi culturali più spettacolari dell’estate parigina.

  • Filly di Somma

    Quando si parla di Francia, è naturale pensare subito a Parigi, simbolo di arte e romanticismo. Ma per chi desidera scoprire un volto diverso del Paese, fatto di natura, oceano e architetture affascinanti, la destinazione ideale è Arcachon.

    Ed è proprio qui, nel suggestivo quartiere della Ville d’Hiver, che si trova la raffinata Villa Gardenia.

    Una villa storica nel cuore della Ville d’Hiver

    Villa Gardenia è una delle dimore più caratteristiche della Ville d’Hiver, il celebre quartiere storico di Arcachon sviluppatosi tra Ottocento e primo Novecento come luogo di villeggiatura d’élite.

    Costruita nel 1892, la villa rappresenta un perfetto esempio dell’architettura locale, nota come “villa arcachonnaise”, uno stile eclettico che mescola influenze neogotiche, coloniali e alpine.

    Tra i suoi elementi più distintivi spicca una torre circolare in mattoni, che le conferisce un aspetto quasi fiabesco, tipico delle residenze più scenografiche della zona.

    Un simbolo dell’architettura elegante di Arcachon

    Le ville della Ville d’Hiver non sono semplici abitazioni, ma vere opere d’arte immerse nel verde. Villa Gardenia si inserisce perfettamente in questo contesto: una dimora immersa nella natura, circondata da pini e caratterizzata da dettagli decorativi ricercati.

    Questo tipo di architettura nasce per stupire e offrire comfort ai viaggiatori dell’epoca, e ancora oggi conserva un fascino senza tempo. Le forme asimmetriche, le decorazioni elaborate e i volumi scenografici rendono ogni villa unica.

    Tra storia e rinascita

    Nel corso degli anni, Villa Gardenia ha cambiato nome più volte, segno della sua lunga storia e delle trasformazioni che ha attraversato. Solo recentemente ha recuperato la sua identità originaria, tornando a chiamarsi “Gardenia”.

    Questo percorso riflette perfettamente lo spirito di Arcachon: una località che sa rinnovarsi senza perdere il legame con il proprio passato.

    Un soggiorno tra oceano e natura

    Soggiornare in una villa come Gardenia significa vivere un’esperienza autentica nel Bacino di Arcachon. La zona offre:

    • Spiagge sabbiose affacciate sull’Atlantico
    • Foreste di pini ideali per passeggiate e relax
    • La spettacolare Duna di Pilat, la più alta d’Europa
    • Gastronomia locale, con le celebri ostriche del bacino

    Il tutto in un’atmosfera rilassata e raffinata, lontana dal turismo di massa.

    Da Parigi all’Atlantico: un itinerario perfetto

    Integrare una visita a Arcachon in un viaggio a Parigi è una scelta sempre più apprezzata. In poche ore si passa dal ritmo frenetico della capitale alla quiete dell’oceano, scoprendo una Francia meno conosciuta ma altrettanto affascinante.

    Villa Gardenia rappresenta una tappa ideale di questo itinerario: un luogo dove storia, architettura e natura si incontrano.

    Villa Gardenia non è solo una villa storica, ma un simbolo dell’eleganza senza tempo di Arcachon. Perfetta per chi cerca autenticità, bellezza e tranquillità, rappresenta una delle gemme nascoste della costa atlantica francese.

    Se vuoi arricchire il tuo viaggio oltre Parigi, questo angolo di Francia saprà sorprenderti.

    Foto copertina e interne @villagardenia.arcachon e https://www.villagardenia.fr/ Photographies par : Cécile Perrinet-Lhermitte

    8 camere spaziose ( 15 posti letto)

  • Filly di Somma

    Dall’Apocalisse di San Giovanni – olio su tavola

    Nel cuore di Roma, una nuova mostra celebra il ritorno di un artista ancora tutto da scoprire. Dopo il grande successo dell’esposizione del 2024 a Bergamo, organizzata presso la galleria Ceribelli in occasione del 25° anniversario del Festival di Cultura La Milanesiana — ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi — le opere di Cosmo Sallustio arrivano nella capitale.

    olio su legno

    Dal 6 al 28 giugno 2026, la suggestiva location de LA VACCHERIA ospita “Magia della Realtà”, un’esposizione che invita cittadini e viaggiatori a immergersi nell’universo creativo di un artista profondo e fuori dagli schemi.

    Il percorso e il polo d’arte contemporanea

    La mostra nasce con l’obiettivo di riportare all’attenzione del pubblico il lavoro di Sallustio, interprete silenzioso ma incisivo delle contraddizioni del suo tempo.

    XI Settembre 2001- 2002 – Olio su tela

    La sua riscoperta è stata resa possibile anche grazie al contributo di figure di rilievo del panorama culturale italiano come Elisabetta Sgarbi, Vittorio Sgarbi e Mario Andreose, che ne hanno riconosciuto il valore storico e artistico.

    Io pulcinella – olio su legno

    Visitare questa esposizione significa entrare in contatto con uno sguardo critico e intenso sulla realtà. Cosmo Sallustio ha esplorato l’animo umano con rigore e sensibilità, trasformando le sue conoscenze — che spaziano dalla filosofia alla scienza, dalla letteratura alla matematica — in opere capaci di raccontare emozioni, tensioni e ingiustizie. Ogni lavoro diventa così un racconto visivo, sospeso tra realtà e interpretazione.

    Il vecchio giardiniere – olio su legno

    A rendere l’esperienza ancora più speciale è la sede espositiva: LA VACCHERIA, oggi uno dei poli culturali più interessanti della Roma contemporanea. Un luogo che ha saputo reinventarsi nel tempo, passando da spazio produttivo a centro dedicato all’arte, proprio come nelle opere di Sallustio gli oggetti quotidiani si trasformano in espressioni artistiche senza tempo.

    Autoritratto in polittico – Olio su masonite (12 pz)

    Il percorso espositivo si sviluppa attraverso diverse sezioni tematiche. All’ingresso, il visitatore viene accolto da una selezione di dipinti che spaziano dagli oli dai colori vivaci agli acquerelli più delicati, fino ai disegni a china dal tratto deciso.

    Roma primavera in casa mia – olio su tela

    Al centro dello spazio spicca una scultura particolarmente suggestiva, “Il Cristo risorto”, recuperata nella cripta di una chiesa romana. Lungo il percorso, teche espositive presentano opere di dimensioni ridotte e modelli architettonici, testimonianza della formazione dell’artista. Completa la visita una sala video che racconta la sua vita e il suo percorso creativo.

    Il mercatino rionale ristrutturato – Olio su legno (in due supporti)

    Non solo arte

    Durante il periodo della mostra, LA VACCHERIA ospiterà anche eventi culturali e musicali. L’inaugurazione del 6 giugno e la giornata conclusiva del 28 giugno saranno arricchite da incontri con esperti e brevi performance musicali, pensate per offrire un’esperienza ancora più coinvolgente.

    Davanti al futuro – soltanto consapevolezza e serietà? (l’eventuale osservatore risponda alla propria coscienza) – olio su tela

    Particolarmente interessante per famiglie e scuole è il laboratorio creativo dedicato ai più giovani. Ispirandosi al metodo didattico dell’artista, gli studenti potranno partecipare a workshop pratici e sperimentare tecniche artistiche utilizzate da Sallustio, come la realizzazione di sculture in cartone dipinto.

    Fabiola – lamiera di zingo saldata a stagno

    Se state programmando un viaggio a Roma nel mese di giugno, questa mostra rappresenta un’occasione perfetta per scoprire un lato meno noto ma estremamente affascinante della scena artistica italiana.

    COSMO SALLUSTIO – Magia della Realtà
    📍 LA VACCHERIA, Roma
    📅 Dal 6 al 28 giugno 2026

    Nudo – matita china acquerello su cartoncino

    Monica – china su cartoncino

    Elsa – matite colorate su carta

  • Filly di Somma

    La 35ª edizione del Tour Auto, in programma dal 3 al 9 maggio, promette ancora una volta un evento fuori dal comune: un museo itinerante che fonde passione per l’automobile, eredità storica e scenari di straordinaria bellezza.

    Il punto di partenza è Parigi, nello straordinario contesto del Grand Palais, che torna ad accogliere la manifestazione dopo cinque anni. Sotto la sua imponente struttura in vetro, oltre 240 auto d’epoca vengono presentate al pubblico durante le verifiche tecniche, trasformando il cuore della capitale in una celebrazione vivente della storia automobilistica.

    Martedì 5 maggio la gara entra nel vivo: i motori si accendono e la carovana parte in direzione Clermont-Ferrand. Il percorso si snoda tra castelli, vigneti e strade panoramiche, con le prime sfide che includono il circuito di Nevers-Magny-Cours e un passaggio esclusivo sulla pista di prova Michelin di Ladoux. La giornata si conclude alla Grande Halle d’Auvergne, dove il paddock resta accessibile al pubblico.

    La seconda tappa attraversa alcuni degli scenari più suggestivi della Francia: dal massiccio del Puy de Sancy al Parco Naturale dell’Aubrac, fino alla scenografica Cattedrale di Mende. Il viaggio continua tra luoghi iconici come il Cirque de Navacelles e il Parco delle Grandes Causses, con una giornata intensa che prevede anche una prova sul circuito di Circuito di Albi.

    Il percorso conduce poi verso Tolosa, con arrivo presso il Musée Aeroscopia, prima di affrontare una delle fasi più spettacolari dell’intero itinerario.

    L’8 maggio gli equipaggi entrano nel cuore dei Pirenei: una giornata fatta di tornanti, salite e panorami mozzafiato, con tappe leggendarie come il Col de Peyresourde e il Col d’Aspin. Dopo il passaggio da Lourdes e una prova sul circuito di Pau-Arnos, la giornata si chiude al Palais Beaumont di Pau.

    Gran finale il 9 maggio a Biarritz, presso la Cité de l’Océan, dove termina questo straordinario viaggio.

    Con circa 240 vetture leggendarie in gara, il Tour Auto 2026 si conferma molto più di una competizione: è un’esperienza immersiva che attraversa la Francia, unendo eleganza, storia e passione in un racconto in movimento che parte da Parigi e arriva fino all’oceano.

  • Filly di Somma

    Quando si evoca Chanel, l’immaginario corre subito a Parigi e alla sua eleganza iconica. Eppure, una parte essenziale della storia della maison prende forma altrove, affacciata sull’oceano: a Biarritz, una città che ha avuto un ruolo decisivo nella costruzione della sua identità. Un capitolo fondamentale nella storia di Chanel

    È proprio a Biarritz che Gabrielle Chanel compie un passo determinante nella sua carriera, inaugurando nel 1915 una casa di moda destinata a segnare un’epoca. In un contesto vivace e internazionale, la città accoglieva una clientela cosmopolita fatta di aristocratici, imprenditori e viaggiatori, diventando terreno fertile per una nuova idea di eleganza.Qui prende forma uno stile rivoluzionario: abiti più pratici, silhouette essenziali, tessuti confortevoli. Chanel libera il corpo femminile da costrizioni inutili e introduce un’estetica moderna, dinamica e profondamente legata al movimento e alla vita reale. Biarritz diventa così molto più di una semplice cornice: è il laboratorio creativo in cui nasce la visione contemporanea della maison.

    Il ritorno simbolico: la sfilata del 28 aprile

    Martedì 28 aprile, Chanel torna idealmente in questo luogo simbolico con la presentazione della collezione Cruise 2026/27. La scelta non è casuale: è un richiamo diretto alle origini, ma anche un modo per reinterpretarle in chiave attuale. La collezione Cruise, per sua natura legata al viaggio e alla libertà, trova qui la sua dimensione perfetta. L’oceano, la luce atlantica e l’energia della costa diventano elementi narrativi che si intrecciano con il linguaggio stilistico della maison. Questo appuntamento segna anche una nuova fase creativa, sottolineando il dialogo costante tra passato e futuro che definisce l’identità Chanel.

    Un pop-up store tra memoria e contemporaneità

    A rafforzare questo legame con la città, Chanel inaugura uno spazio temporaneo pensato come esperienza immersiva. Non si tratta di una semplice boutique, ma di un luogo capace di raccontare l’universo del brand attraverso un dialogo tra heritage e innovazione. Questo pop-up store effimero rappresenta un ponte tra epoche diverse: da un lato la memoria storica della maison, dall’altro una visione contemporanea del lusso, sempre più esperienziale e dinamica.Biarritz, palcoscenico perfetto. Con questo progetto, Biarritz torna al centro della scena internazionale. La città conserva intatto il suo fascino, sospesa tra eleganza e spirito libero, qualità che rispecchiano perfettamente i codici Chanel. Ancora oggi, questo luogo continua a incarnare un’idea di raffinatezza spontanea, lontana dagli eccessi, ma profondamente sofisticata.

    Un filo invisibile tra passato e futuro

    Il ritorno di Chanel a Biarritz non è soltanto un omaggio alla propria storia, ma una dichiarazione di continuità. La maison riannoda i fili delle sue origini per proiettarli nel presente, mantenendo intatta la propria identità mentre la reinterpreta. In questo luogo, dove tutto ha preso forma grazie all’intuizione di Gabrielle Chanel, la visione della moda come libertà e modernità continua a vivere. Un’eredità che non si limita a essere ricordata, ma che evolve, stagione dopo stagione, senza perdere la sua essenza.

  • Filly di Somma

    Se stai cercando un hotel esclusivo a Parigi nei pressi della Torre Eiffel, l’Hôtel SAX rappresenta una delle novità più interessanti della città.

    Situato nel raffinato 7° arrondissement, questo hotel combina perfettamente comfort moderno, stile sofisticato e una posizione strategica.

    L’hotel si trova in una delle zone più eleganti della capitale francese, a pochi minuti a piedi dalla Torre Eiffel e dal verde del Champ de Mars.

    Questa posizione permette di vivere un’esperienza autentica, in un quartiere tranquillo ma centrale, ideale per esplorare Parigi senza rinunciare alla comodità. Nelle vicinanze si trovano anche importanti attrazioni culturali, perfette per arricchire il soggiorno.

    Design moderno e camere eleganti

    L’Hôtel SAX Paris è una struttura recente che punta su un design contemporaneo e materiali di alta qualità. Le camere e le suite sono arredate con gusto, offrendo ambienti luminosi e raffinati pensati per il massimo relax.

    Alcune stanze vantano una vista suggestiva sulla Torre Eiffel, mentre altre si affacciano su uno degli elementi più esclusivi dell’hotel: il giardino interno.

    Il giardino nascosto: un angolo verde nel cuore di Parigi

    Uno dei punti di forza dell’Hôtel SAX è il suo splendido giardino privato.

    Questo spazio verde rappresenta una vera oasi di tranquillità, ideale per concedersi momenti di relax lontano dal ritmo cittadino. Tra piante curate, atmosfera elegante e servizio di qualità, il giardino è perfetto per una pausa durante la giornata o per una serata intima.

    Rooftop con vista sulla Torre Eiffel e ristorante raffinato

    L’hotel offre anche una terrazza panoramica con una vista straordinaria sulla Torre Eiffel, uno dei luoghi più suggestivi per vivere Parigi dall’alto.

    Qui è possibile cenare in un ristorante di alto livello che propone una cucina ricercata, unendo tradizione e innovazione. L’offerta gastronomica è completata da bar e lounge ideali per aperitivi e momenti di relax.

    Servizi benessere e comfort esclusivo

    Per chi desidera un soggiorno all’insegna del relax, l’Hôtel SAX Paris mette a disposizione una gamma completa di servizi: spa, piscina, area fitness e spazi dedicati al benessere.

    Ogni dettaglio è pensato per offrire un’esperienza di alto livello, perfetta per chi cerca comfort e tranquillità nel cuore della città.

    Perché scegliere questo hotel a Parigi vicino alla Torre Eiffel

    Soggiornare all’Hôtel SAX significa scegliere:

    • una posizione centrale e prestigiosa
    • un giardino privato unico nel suo genere
    • una vista spettacolare sulla Torre Eiffel
    • ambienti moderni e curati
    • servizi esclusivi per il relax

    Se desideri un hotel elegante a Parigi vicino alla Torre Eiffel, l’Hôtel SAX è una soluzione ideale.

    Grazie al suo giardino nascosto, alla terrazza panoramica e all’atmosfera sofisticata, rappresenta una scelta perfetta per un soggiorno romantico o una vacanza all’insegna del lusso nella capitale francese.

    foto interne e copertina: https://saxparishotel.com/

  • Filly di Somma

    Nel cuore di Campo Marzio, tra affreschi rinascimentali e giardini nascosti, MyCupOfTea PopUp Primavera 2026 torna ad animare gli spazi di Palazzo Firenze con la sua 38ª edizione primaverile. Un appuntamento ormai consolidato nel panorama lifestyle della Capitale, capace di unire artigianato, design indipendente e cultura contemporanea in un format immersivo e raffinato.

    Dal 17 al 19 aprile, il palazzo – storica sede della Società Dante Alighieri – si trasforma in un hub creativo dove artigiani, designer e piccoli brand raccontano il valore del fatto a mano, della ricerca estetica e della produzione sostenibile.

    L’evento non è solo una mostra-mercato: è un’esperienza che intreccia shopping consapevole, workshop, incontri e momenti conviviali, confermandosi come uno dei pop-up più attesi della stagione romana.


    Un viaggio tra mestieri, creatività e nuove visioni

    Il percorso espositivo si snoda tra le sale decorate e il giardino segreto del palazzo, offrendo ai visitatori un viaggio multisensoriale tra moda, gioielli, ceramica, illustrazione, home decor e food art.

    Ogni stand diventa una piccola bottega contemporanea: qui il pubblico può incontrare direttamente i creatori, scoprire tecniche artigianali e acquistare pezzi unici o in tiratura limitata.

    Non mancano momenti di approfondimento culturale, talk e workshop – come quelli dedicati all’intaglio del legno e alle lavorazioni artistiche – che rendono l’evento un vero laboratorio creativo aperto.


    Gli espositori: una mappa dell’artigianato contemporaneo

    Pur variando a ogni edizione, la selezione degli espositori segue una linea curatoriale precisa: valorizzare realtà indipendenti, produzioni sostenibili e ricerca estetica. Di seguito una panoramica dettagliata (per categorie) degli artigiani e brand presenti o tipicamente selezionati per questa edizione:

    Moda e accessori

    • Atelier sartoriali indipendenti (abiti su misura e capsule collection)
    • Brand di slow fashion sostenibile
    • Maglieria artigianale e fibre naturali
    • Accessori handmade: borse, cappelli, foulard

    Gioielli contemporanei

    • Designer di gioielli in argento e ottone
    • Creazioni con pietre naturali e materiali riciclati
    • Micro-brand di bijoux artistici

    Ceramica e home decor

    • Ceramisti con produzioni artistiche e funzionali
    • Oggetti per la casa in vetro, legno e resina
    • Candele artigianali e fragranze d’ambiente

    Arte e illustrazione

    • Illustratori e stampatori indipendenti
    • Stampe d’arte, poster e taccuini illustrati
    • Piccole edizioni editoriali

    Beauty naturale

    • Cosmetica artigianale e biologica
    • Profumi di nicchia
    • Skincare eco-friendly

    Food & wine artigianale

    • Produttori locali selezionati
    • Specialità gourmet e confezioni creative
    • Degustazioni e prodotti in edizione limitata

    Workshop e live experience

    • Laboratori di lavorazione del legno
    • Dimostrazioni di tecniche artigianali
    • Attività interattive per il pubblico

    Un evento che valorizza il “saper fare”

    In un momento storico in cui il consumo veloce lascia spazio a una nuova attenzione per qualità e autenticità, eventi come questo rappresentano un punto di incontro tra tradizione e innovazione.

    Il pop-up diventa così non solo una vetrina commerciale, ma un luogo di relazione: tra artigiani e pubblico, tra passato e presente, tra estetica e sostenibilità.

    E nella cornice senza tempo di Palazzo Firenze, il dialogo tra storia e contemporaneità trova una delle sue espressioni più riuscite nel panorama culturale romano.