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Filly di Somma
Parigi non è solo la città dell’arte e della moda, ma anche una delle grandi capitali mondiali della letteratura. Ad aprile 2026, la città celebra il libro con uno degli appuntamenti culturali più importanti dell’anno: il Festival du Livre de Paris, un evento che richiama lettori, autori ed editori da tutta Europa.
Partecipare al Festival du Livre è anche un ottimo motivo per visitare Parigi in primavera, quando la città offre il meglio di sé tra cultura, passeggiate lungo la Senna e atmosfere letterarie uniche.
Cos’è il Festival du Livre de Paris
Il Festival du Livre de Paris è una manifestazione dedicata al mondo dell’editoria e della lettura, aperta al grande pubblico. Nato come evento professionale, nel tempo è diventato una vera festa del libro, accessibile a lettori di ogni età.
Durante il festival è possibile assistere a:
- presentazioni di libri e novità editoriali
- incontri e dialoghi con autori francesi e internazionali
- dibattiti culturali e letterari
- attività dedicate a bambini e ragazzi
Un’occasione unica per entrare in contatto diretto con chi scrive e scoprire nuove voci della letteratura contemporanea.
Quando si svolge il Festival du Livre di Parigi 2026
Il Festival du Livre de Paris 2026 si svolge nel mese di aprile, uno dei periodi migliori per visitare la capitale francese. Le temperature miti e le giornate più lunghe rendono l’esperienza ancora più piacevole, soprattutto per chi desidera unire eventi culturali e turismo.
Aprile è anche il mese ideale per esplorare:
- i quartieri storici come Saint-Germain-des-Prés
- le librerie indipendenti e le bouquinistes lungo la Senna
- musei e caffè letterari simbolo della città
Perché visitare Parigi durante il Festival du Livre
Visitare Parigi durante il Festival du Livre significa vivere la città in una dimensione autentica e culturale. L’evento si inserisce perfettamente nella tradizione letteraria parigina, fatta di scrittori, intellettuali e luoghi iconici legati ai libri.
Il festival rappresenta anche:
- un punto di incontro tra culture diverse
- una vetrina internazionale per l’editoria
- un’esperienza ideale per viaggiatori curiosi e amanti della lettura
È un appuntamento che arricchisce il soggiorno e permette di scoprire Parigi oltre i classici itinerari turistici.
Parigi, città dei libri e degli scrittori
Non è un caso che il Festival du Livre si svolga proprio a Parigi. La città è stata casa di alcuni dei più grandi scrittori della storia e continua a essere un punto di riferimento per la cultura europea.
Dai caffè letterari ai lungosenna pieni di libri, Parigi offre un contesto perfetto per un evento che celebra la parola scritta e il dialogo culturale.
Festival du Livre de Paris 2026: un evento da non perdere
Il Festival du Livre de Paris 2026 è uno degli eventi culturali più interessanti della primavera parigina. Che tu sia un lettore appassionato, un viaggiatore in cerca di esperienze autentiche o un amante della cultura francese, questa festa del libro è un’ottima occasione per scoprire Parigi da una prospettiva diversa.
Un viaggio a Parigi ad aprile, arricchito dal Festival du Livre, diventa così un’esperienza completa, tra cultura, storia e passione per i libri.
La bande dessinée ospite d’onore del Festival du Livre 2026
La bande dessinée – il fumetto – è l’ospite d’onore dell’edizione 2026 del Festival du Livre de Paris, con un’attenzione speciale dedicata al 9° arte, grande protagonista di questa manifestazione.
Il festival propone mostre, incontri, uno spazio libreria dedicato e sessioni di firme con gli autori, valorizzando il fumetto come forma d’espressione culturale capace di unire narrazione, immagine e creatività.
Nei giorni 17, 18 e 19 aprile, il Festival si svolge all’interno del Grand Palais, sotto il segno del viaggio: viaggi letterari e interiori, geografici e sensoriali, ma anche racconti di migrazioni, esili ed esperienze umane che attraversano il mondo.
La grande novità del 2026: la serata inaugurale del venerdì
Tra le novità più attese dell’edizione 2026 spicca la nocturne del venerdì sera, aperta al grande pubblico. Un appuntamento inedito in cui letteratura, arti culinarie e arte della tavola dialogano tra loro per offrire un’esperienza originale, capace di unire sapori e racconti dal mondo.
La programmazione completa del Festival sarà disponibile a partire dal 25 febbraio, mentre la biglietteria aprirà il 10 marzo: un appuntamento da segnare in agenda per chi desidera vivere Parigi attraverso la cultura, i libri e il racconto del viaggio.
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Filly di Somma
Parigi ama nascondere le sue storie migliori, per poi restituirle all’improvviso, come un riflesso sul vetro al calare della sera.
Dal 1° all’8 febbraio 2026, una di queste storie riemerge dopo 350 anni: i 92 tappeti commissionati da Luigi XIV, il Re Sole, tornano finalmente visibili al pubblico al Grand Palais.Nel Seicento, il Louvre non era ancora il museo che conosciamo oggi, ma un palazzo reale destinato a celebrare il potere e la visione del sovrano. Luigi XIV aveva immaginato per i suoi saloni una decorazione all’altezza della monarchia francese: tappeti monumentali, ricchi, simbolici. Ogni trama, ogni colore, era pensato per parlare di grandezza, ordine e luce.
Poi qualcosa cambiò.
Il Re Sole voltò lo sguardo verso Versailles, e con lui si spostò il centro del potere. I tappeti, come molte ambizioni legate al Louvre, rimasero sospesi in una parentesi della storia, custoditi ma invisibili, lontani dagli occhi della città.
Oggi Parigi apre di nuovo quella finestra sul passato.
Al Grand Palais, sotto la sua volta di vetro e luce, questi tappeti tornano a respirare lo spazio per cui erano stati pensati: non più simboli di potere, ma testimoni silenziosi di un’epoca. Guardandoli da vicino si colgono i dettagli, la pazienza del gesto artigiano, la volontà di trasformare la materia in linguaggio politico e artistico.Non è solo una mostra, ma un incontro. Tra il Louvre che non è mai stato, Versailles che è diventata leggenda e la Parigi di oggi, capace di ricucire i fili della propria memoria. I tappeti del Re Sole ci ricordano che la storia della città non scorre in linea retta: riaffiora, si sovrappone, chiede di essere riletta.
E così, per una settimana soltanto, Parigi si lascia osservare da una finestra rara e preziosa. Basta fermarsi, guardare, e lasciarsi attraversare dal tempo.
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Filly di Somma
Dal 28 febbraio al 1 marzo, Parigi si preparerà ad accogliere uno di quei momenti in cui la città sembra respirare all’unisono con le parole. Il Salone del Libro di Parigi aprirà le sue porte a lettori, ma soprattutto a scrittori e giornalisti, diventando un luogo in cui raccontare e raccontarsi.
📚🌍 Autori della Guyana e di altri territori si incontreranno a Parigi
Giornalisti, scrittori e reporter provenienti dalla Guyana e dall’Esagono incroceranno i loro sguardi sul mondo, sull’attualità e sulla letteratura, dando vita a un dialogo ricco e aperto.🌿 La Guyana sarà l’ospite d’onore, al centro di incontri e riflessioni che metteranno in luce la sua identità culturale e narrativa.
📅 28 febbraio e 1° marzo 2026
📍 Salle Olympe de Gouges – 15 RUE MERLIN, Parigi, 11° arrondissement
🎟️ Ingresso liberoPiù di 70 autori ed editori in firmacopie.
Varcare l’ingresso del Salone significherà entrare in uno spazio fatto di voci, idee e storie. Tra gli stand colmi di libri, si intrecceranno conversazioni, riflessioni sull’attualità, confronti sul mestiere di scrivere. Qui la letteratura dialogherà con il giornalismo, e la finzione con la realtà, in un continuo scambio di prospettive. Tra conferenze e firmacopie degli autori, sarà una due giorni all’insegna dell’editoria, del giornalismo e della scrittura.

Gli incontri con gli autori, le presentazioni e i dibattiti offriranno l’occasione per ascoltare chi lavora ogni giorno con le parole, che siano romanzi, saggi o inchieste. Scrittori e giornalisti condivideranno esperienze, dubbi, responsabilità e passioni, interrogandosi sul modo migliore di raccontare il mondo che cambia.
Il Salone non sarà solo una fiera, ma un luogo di passaggio e di incontro. Per i professionisti della scrittura rappresenterà un momento di confronto e di dialogo, per i lettori un’occasione per avvicinarsi a chi trasforma le idee in storie e le notizie in memoria collettiva.
Camminando tra gli spazi del Salone, si avrà la sensazione che il tempo rallenti. In mezzo al rumore costante dell’informazione, qui ci sarà spazio per l’ascolto, per la riflessione e per la curiosità. Ogni libro aperto diventerà una possibilità, ogni incontro un punto di vista nuovo.
E una volta usciti, Parigi continuerà il racconto. Le librerie, i caffè, le strade della città sembreranno la naturale prosecuzione di ciò che il Salone avrà iniziato: un dialogo continuo tra la città e chi la attraversa.
Dal 28 febbraio al 1 marzo, il Salone del Libro di Parigi non sarà soltanto un evento culturale, ma un luogo in cui le parole — scritte, lette e raccontate — troveranno il loro spazio.
Programma completo qui:

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Filly di Somma
In questi giorni Parigi vive uno dei momenti più intensi e affascinanti del suo calendario culturale. Tra fine gennaio e l’inizio dell’anno, la capitale francese diventa il cuore pulsante della moda mondiale, attirando designer, buyer, celebrità e appassionati da ogni angolo del pianeta. La Paris Fashion Week non è solo una serie di sfilate: è un’esperienza che trasforma il volto della città.
La settimana della moda uomo: creatività e nuove visioni
Dal 20 al 25 gennaio 2026, Parigi ha ospitato la Fashion Week maschile Autunno/Inverno 2026-27, con un calendario fitto di show, presentazioni e appuntamenti esclusivi. Le grandi maison hanno raccontato la loro idea di eleganza contemporanea attraverso collezioni che mescolano sartorialità classica e sperimentazione.
Marchi iconici come Dior, Louis Vuitton, Hermès, Saint Laurent e Jacquemus hanno portato in passerella silhouette decise, materiali ricercati e un approccio sempre più fluido allo stile maschile. Questa edizione ha messo in evidenza il dialogo tra tradizione e innovazione, dimostrando come la moda uomo stia vivendo una fase di profonda evoluzione.

Haute Couture: quando la moda diventa spettacolo
Conclusa la settimana dedicata all’uomo, l’attenzione si è spostata sulla Paris Haute Couture Week, in programma dal 26 al 29 gennaio 2026. Qui la moda raggiunge il suo massimo livello espressivo: capi unici, lavorazioni artigianali straordinarie e sfilate che sembrano vere e proprie opere teatrali.
Le maison storiche hanno presentato collezioni pensate per la primavera-estate 2026, ambientate in location iconiche e spesso inaccessibili al pubblico. Chanel ha incantato con un allestimento scenografico dal sapore fiabesco, attirando numerose star internazionali in prima fila. Elie Saab, fedele alla sua cifra stilistica, ha puntato su eleganza luminosa e dettagli preziosi, mentre altri atelier hanno confermato il ruolo centrale della couture come simbolo dell’eccellenza parigina.
Parigi durante la Fashion Week: cosa vive chi viaggia
Anche senza inviti ufficiali, visitare Parigi durante la Fashion Week significa respirare un’energia particolare. Quartieri come Le Marais, Saint-Honoré e il Triangle d’Or diventano veri e propri palcoscenici a cielo aperto, animati da fotografi, look audaci e un continuo via vai di addetti ai lavori.
Lo street style è uno degli spettacoli più interessanti: outfit ricercati, mix di stili e tendenze che anticipano ciò che vedremo nei prossimi mesi. Non mancano pop-up temporanei, installazioni artistiche e vetrine speciali pensate proprio per questo periodo. Inoltre, molte sfilate vengono trasmesse in streaming online, permettendo a chiunque di seguire gli eventi più importanti anche a distanza.
Un motivo in più per scegliere Parigi a gennaio
La Paris Fashion Week dimostra come moda, viaggio e cultura possano fondersi perfettamente. In un periodo dell’anno solitamente più tranquillo per il turismo, la città offre un volto dinamico e cosmopolita, ideale per chi ama scoprire Parigi in una veste diversa dal solito.
In sintesi, la Fashion Week di gennaio 2026 conferma Parigi come capitale globale dello stile e della creatività. Per i viaggiatori curiosi, è l’occasione perfetta per vivere la città immersi in un’atmosfera unica, dove ogni strada racconta una storia di moda, arte e ispirazione.
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Filly di Somma
Se ami i profumi e il lusso, Cannes a maggio 2026 diventa la meta perfetta! Durante il Festival Internazionale del Profumo, la città sulla Costa Azzurra si trasforma in un vero e proprio paradiso olfattivo, dove arte, creatività e fragranze di alta gamma si incontrano.
📅 Date: 15-17 maggio 2026
📍 Location: varie sale ed esposizioni nel centro di Cannes, con eventi anche all’Hotel Hilton Canopy e in altri spazi iconici della città
✨ Cosa ti aspetta al festival
- Esperienze sensoriali uniche: incontri con maestri profumieri e esperti del settore, che svelano i segreti delle fragranze più sofisticate.
- Laboratori creativi: crea il tuo profumo personalizzato sotto la guida di professionisti.
- Esposizioni di lusso: scopri le ultime novità dei marchi più prestigiosi del mondo della profumeria.
- Networking esclusivo: connettiti con esperti, brand e appassionati di profumi provenienti da tutto il mondo.
- Ospiti speciali e celebrità: momenti imperdibili con volti noti del mondo beauty e lifestyle.
🌞 Perché visitare Cannes a maggio
Il festival si svolge nello stesso periodo del celebre Festival del Cinema di Cannes (12-23 maggio 2026), rendendo la città ancora più glamour e vivace. Passeggiare sul Boulevard de la Croisette, partecipare a eventi esclusivi e respirare l’atmosfera internazionale è un’esperienza che unisce cultura, lusso e piaceri dei sensi.
Consiglio pratico: prenota in anticipo hotel e biglietti, perché maggio a Cannes è uno dei periodi più richiesti dell’anno, tra cinema, profumi e lifestyle di alto livello!
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Filly di Somma
Da duecento anni Le Figaro accompagna la storia di Parigi, osservandola, raccontandola e spesso anticipandone i mutamenti. Nato nel 1826 come giornale satirico, ispirato allo spirito irriverente del personaggio di Beaumarchais, Figaroha attraversato rivoluzioni, imperi, repubbliche, guerre e rinascite, restando sempre una presenza centrale nel panorama culturale e politico francese.
Dalle cronache letterarie dell’Ottocento alle grandi firme del Novecento, dalle polemiche politiche ai dibattiti di idee, Le Figaro è stato lo specchio di una città in continuo movimento. Parigi vi si riflette con le sue contraddizioni: elegante e ribelle, classica e moderna, mondana e intellettuale. Tra le sue pagine hanno trovato spazio scrittori, filosofi, artisti e giornalisti che hanno contribuito a definire non solo l’identità del giornale, ma anche quella della capitale.
Nel corso dei secoli, Figaro ha saputo reinventarsi senza rinnegare le proprie radici, mantenendo uno stile riconoscibile fatto di rigore, spirito critico e attenzione alla cultura. È un testimone privilegiato della vita parigina: dei boulevard e dei salotti, delle crisi politiche e delle stagioni creative, dei cambiamenti sociali che hanno trasformato la città.
Celebrarne i due secoli significa rendere omaggio a una voce che continua a dialogare con Parigi e con il mondo, ricordandoci che la storia di un giornale può essere anche la storia di una città.

Le celebrazioni a Parigi
Per celebrare questo traguardo straordinario, Parigi è diventata la cornice di un evento culturale di grande rilievo. Dal 14 al 16 gennaio 2026, sotto la maestosa volta del Grand Palais si è svolta l’esposizione speciale “1826-2026 Le Figaro : 200 ans de liberté”. Questa mostra gratuita, aperta al pubblico su prenotazione, ha offerto un percorso immersivoattraverso oltre 300 documenti d’archivio, tra cui fotografie storiche, prime pagine d’epoca, manoscritti rari, edizioni originali di testi legati alla storia della stampa e del giornale stesso.
L’evento non si è limitato a esporre materiali: la manifestazione ha previsto dibattiti, conferenze, emissioni speciali e tavole rotonde con giornalisti, ricercatori e professionisti dei media, affrontando temi come l’evoluzione del giornalismo, la libertà di stampa e il ruolo della cronaca nel mondo contemporaneo. In alcune giornate, inoltre, spazi della mostra sono stati aperti anche ai più giovani, con momenti di approfondimento pensati per studenti e aspiranti giornalisti.
Questa celebrazione parigina è dunque molto più di una mostra: è un’occasione di riflessione collettiva sulla libertà, sulla storia e sul futuro dell’informazione, radicata nel cuore stesso della capitale francese.
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Filly di Somma
Nel 2026 Parigi celebra Pierre-Auguste Renoir con una grande esposizione al Musée d’Orsay, interamente dedicata al tema dell’amore nella sua opera. La mostra, intitolata Renoir et l’amour. La modernité heureuse (1865-1885), sarà uno degli appuntamenti culturali più importanti dell’anno per gli amanti dell’Impressionismo.
La mostra si terrà dal 17 marzo al 19 luglio 2026 presso il Musée d’Orsay, uno dei musei più iconici della capitale francese, situato sulla riva sinistra della Senna, di fronte al Louvre.
L’esposizione esplora i primi vent’anni della carriera di Renoir, dal 1865 al 1885, concentrandosi su un tema centrale e ricorrente nella sua pittura: l’amore, declinato in tutte le sue forme.
Amore romantico, seduzione, amicizia, complicità, vita sociale e gioia di vivere diventano elementi chiave per comprendere la visione moderna e luminosa dell’artista.Renoir rappresenta una società in trasformazione, fatta di balli, incontri all’aria aperta, momenti di intimità e convivialità, con uno sguardo sempre positivo e sensuale sulla vita moderna parigina.
La retrospettiva riunisce circa 50 opere, provenienti da importanti collezioni internazionali e dal Musée d’Orsay stesso. Tra i capolavori esposti figurano dipinti celebri come:
- Le Bal du Moulin de la Galette
- Le Déjeuner des canotiers
- ritratti, scene di coppia e di vita quotidiana che mostrano il lato più intimo e felice dell’Impressionismo
La mostra è realizzata in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali, tra cui la National Gallery di Londra e il Museum of Fine Arts di Boston.
Il Musée d’Orsay è generalmente chiuso il lunedì e offre un’apertura serale fino alle 21:45 il giovedì, ideale per visitare la mostra in un’atmosfera più tranquilla.
I biglietti avranno un costo indicativo compreso tra 12 e 16 euro, con riduzioni previste.Questa esposizione rappresenta la più importante mostra su Renoir a Parigi dagli anni Ottanta e conferma il ruolo del Musée d’Orsay come punto di riferimento per l’arte del XIX secolo.
Un’occasione imperdibile per scoprire – o riscoprire – Renoir come pittore dell’amore, della felicità e della modernità parigina. -
Filly di Somma
Il 2026 segna il 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, uno dei più celebri e longevi rapporti di amicizia tra città europee. Un legame simbolico che unisce due capitali straordinarie, protagoniste della storia, della cultura e dell’identità del continente.
Il gemellaggio nasce da una frase diventata emblematica:
“Solo Parigi è degna di Roma, solo Roma è degna di Parigi.”
Un messaggio che rappresenta il riconoscimento reciproco del valore universale delle due città.Settanta anni di gemellaggio Roma–Parigi
Dal 1956 al 2026, Roma e Parigi hanno costruito un rapporto basato su scambi culturali, cooperazione istituzionale e dialogo tra i cittadini. In questi settant’anni, il gemellaggio ha favorito: eventi culturali e artistici; collaborazioni tra scuole e università; iniziative dedicate alla lingua e alla storia italiana e francese; progetti comuni tra istituzioni e associazioni.
Il gemellaggio Roma–Parigi è diventato nel tempo un modello di collaborazione internazionale tra città.
Roma e Parigi: due capitali simbolo d’Europa
Roma, culla della civiltà antica, e Parigi, capitale della modernità e dell’Illuminismo, rappresentano due anime complementari dell’Europa. Il loro gemellaggio è un simbolo di amicizia tra Italia e Francia e di impegno comune per la cultura, la pace e i valori democratici.
Il 2026 e il futuro del gemellaggio
Celebrare nel 2026 i 70 anni del gemellaggio Roma–Parigi significa guardare al futuro senza dimenticare il passato. Le due città continuano a collaborare su temi attuali come la sostenibilità, l’innovazione urbana e l’inclusione sociale, rinnovando un legame che resta vivo e attuale.
Dopo settant’anni, il gemellaggio tra Roma e Parigi è ancora oggi un ponte culturale e umano tra due capitali che continuano a ispirare il mondo.
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Filly di Somma
Parigi, 28 dicembre 2025 — Si è spenta oggi Brigitte Bardot, attrice simbolo del cinema francese e internazionale, all’età di 91 anni. La notizia è stata confermata dalla Fondazione Brigitte Bardot, da lei fondata e guidata, che ne ha annunciato la scomparsa con un comunicato ufficiale.
Bardot, nata a Parigi nel 1934, ha rivoluzionato il cinema e la cultura popolare degli anni Cinquanta e Sessanta. Il successo mondiale arrivò nel 1956 con E Dio… creò la donna, film che la consacrò come icona di libertà e modernità. Nel corso della sua carriera partecipò a circa 50 film, lavorando con registi di fama internazionale.
Negli anni Settanta, Bardot decise di ritirarsi dal grande schermo per dedicarsi completamente alla difesa degli animali. Nel 1986 fondò la Fondazione Brigitte Bardot, impegnata a livello globale nella protezione degli animali e nella lotta contro i maltrattamenti, attività che ha portato avanti con passione fino agli ultimi anni.
Figura ammirata ma spesso controversa, Bardot ha lasciato un segno indelebile nella cultura francese e mondiale. La sua scomparsa ha già suscitato reazioni di cordoglio dal mondo politico e culturale, ricordandola come una leggenda del cinema e simbolo di un’epoca.
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Filly di Somma
Ci sono luoghi a Parigi che non si mostrano subito. Non hanno insegne appariscenti né facciate monumentali. Il Relais Christine è uno di questi: si scopre quasi per caso, varcando un portone discreto nel cuore di Saint-Germain-des-Prés, e da quel momento il tempo sembra rallentare.
Qui Parigi smette di essere frenetica e diventa intima, sussurrata.
Un rifugio nascosto tra storia e poesia
Il Relais Christine nasce sulle antiche mura di un convento del XIII secolo. Lo si percepisce nei corridoi silenziosi, nei muri spessi, nelle luci soffuse che sembrano proteggere chi entra dal rumore della città. È un luogo che invita a fermarsi, a respirare, a lasciarsi avvolgere. Non è un hotel da attraversare di fretta: è una casa parigina segreta, dove ogni dettaglio racconta una storia.
Camere che parlano di intimità
Ogni camera è diversa, come se fosse stata pensata per un ospite preciso. Tessuti morbidi, colori caldi, mobili scelti con cura: nulla è ostentato, tutto è armonioso. Alcune stanze si affacciano sul giardino interno, altre sui tetti di Parigi, regalando quella vista che fa sentire immediatamente dentro un film. Al mattino, la luce filtra delicata dalle finestre e invita a restare ancora qualche minuto sotto le coperte.

Il giardino: il lusso del silenzio
Nel cuore della Rive Gauche, il Relais Christine custodisce un vero miracolo: un giardino privato, verde e silenzioso. Qui si può fare colazione ascoltando solo il rumore delle foglie, o rientrare la sera con un libro in mano, mentre la città continua a scorrere appena oltre il muro. È uno di quei luoghi che non si dimenticano facilmente, perché a Parigi il silenzio è un lusso raro.
Prendersi cura di sé, con discrezione
Dopo una giornata tra musei, librerie e passeggiate lungo la Senna, la spa del Relais Christine diventa un rifugio nel rifugio. Intima, raccolta, pensata per il relax profondo. Anche qui tutto è misurato, elegante, mai eccessivo. Il servizio segue la stessa filosofia: presente, attento, ma sempre rispettoso della privacy. Come se l’hotel sapesse quando farsi sentire e quando sparire.
Vivere Parigi come un parigino
La posizione è semplicemente perfetta. Da qui si raggiungono a piedi Notre-Dame, il Louvre, il Quartiere Latino, i caffè storici di Saint-Germain. Ma la vera bellezza è rientrare al Relais Christine dopo una giornata intensa, chiudere il portone alle spalle e sentire che Parigi, per un momento, è tutta per voi.
Un luogo da sentire, non solo da vedere
Il Relais Christine non è un hotel per tutti. È per chi ama i dettagli, il silenzio, la bellezza discreta. Per chi cerca un’esperienza più che un semplice soggiorno. Per chi vuole portare a casa un ricordo che non si può fotografare, ma solo ricordare.
A volte, il vero lusso è sentirsi altrove. E al Relais Christine, Parigi diventa un luogo dell’anima.
La storia di un luogo che attraversa i secoli
Il fascino del Relais Christine non nasce per caso. È il risultato di una storia lunga oltre sette secoli, stratificata come le pietre che ancora oggi ne custodiscono l’anima.
Nel XIII secolo, qui sorgeva un complesso religioso legato all’abbazia dei Grands-Augustins, uno dei grandi poli spirituali e intellettuali della Parigi medievale. In quest’area, allora ai margini della città, vivevano e studiavano religiosi e studenti, immersi in un’atmosfera di silenzio, studio e raccoglimento. Un’eredità invisibile, ma ancora percepibile, che sembra aver attraversato il tempo.

Con il passare dei secoli, Parigi cambia volto. All’inizio del Seicento nasce la rue Christine, che prende il nome da Cristina di Francia, figlia di Enrico IV e Maria de’ Medici. Il quartiere si trasforma in una zona residenziale elegante, fatta di corti interne, dimore private e giardini nascosti. È in questo periodo che il luogo assume quella dimensione discreta e riservata che ancora oggi lo definisce.
L’edificio che oggi accoglie l’hotel viene ricostruito alla fine dell’Ottocento, nel 1898, assumendo l’aspetto tipico dell’architettura parigina dell’epoca: una facciata sobria, un cortile interno protetto, spazi pensati per la vita privata più che per l’esibizione.
La vera svolta arriva nel 1979, quando l’immobile viene trasformato in albergo. È una scelta controcorrente per l’epoca: nasce così uno dei primi boutique hotel di Parigi, concepito non come una struttura alberghiera tradizionale, ma come una casa parigina aperta agli ospiti, intima, raccolta, personale.
Da allora il Relais Christine ha saputo evolversi senza mai tradire se stesso. Le ristrutturazioni successive, culminate nel restyling curato dall’interior designer Laura Gonzalez, hanno valorizzato gli spazi storici – le volte in pietra, i muri antichi, il giardino segreto – reinterpretandoli con un’eleganza contemporanea, calda e raffinata.
Oggi soggiornare al Relais Christine significa abitare un luogo che ha attraversato i secoli senza perdere la propria anima. Un luogo che non racconta la sua storia a voce alta, ma la lascia affiorare nei dettagli, nei silenzi, nella sensazione rara di essere ospiti di un segreto parigino custodito con cura.

Un sigillo di eccellenza
Non è un caso se il Relais Christine fa parte della prestigiosa collezione Relais & Châteaux. Questo sigillo internazionale non rappresenta solo l’eccellenza dell’ospitalità, ma un’idea precisa di viaggio: luoghi unici, ricchi di storia, dove il lusso è fatto di autenticità, bellezza e attenzione sincera all’ospite.
Al Relais Christine, i valori di Relais & Châteaux prendono forma ogni giorno, tra il rispetto per il patrimonio storico, il servizio su misura e quell’arte dell’accoglienza che privilegia l’emozione alla spettacolarità. È un hotel che non cerca di stupire, ma di lasciare un segno duraturo.
Soggiornare qui significa scegliere un’esperienza che va oltre il semplice pernottamento: è entrare in una storia, vivere Parigi da un punto di vista privilegiato e portare con sé il ricordo di un luogo raro, dove il tempo sembra essersi fermato. Un vero Relais & Châteaux, nel senso più autentico del termine.
