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Filly di Somma
Paris est une ville qui se révèle à ceux qui savent ralentir le pas. Derrière les grandes avenues et les monuments mondialement connus subsiste un Paris plus discret, plus intime, fait de passages oubliés, de cours cachées et d’adresses confidentielles. Parmi les meilleurs ambassadeurs de cette capitale secrète figure Marin Montagut, artiste, illustrateur, écrivain et amoureux passionné de la Ville Lumière.
Son univers est une invitation permanente à redécouvrir Paris avec des yeux d’enfant, à retrouver le goût de la flânerie et à célébrer la beauté des détails que l’on ne remarque plus. Au cœur de la Rive Gauche, sa boutique est devenue une destination incontournable pour les voyageurs en quête d’authenticité.

Un amoureux inconditionnel de Paris
Illustrateur de talent, collectionneur d’objets rares et auteur de plusieurs ouvrages consacrés à la capitale française, Marin Montagut a construit une œuvre entière autour de son amour pour Paris. Ses dessins délicats, inspirés par l’histoire de la ville, ses jardins, ses cafés et ses trésors cachés, évoquent une capitale intemporelle, loin du tumulte contemporain.
À travers ses livres et ses créations, il invite les visiteurs à explorer un Paris méconnu : des impasses fleuries aux passages secrets, des ateliers d’artisans aux adresses historiques qui ont conservé leur âme d’antan.
Son regard poétique séduit aussi bien les Parisiens que les voyageurs venus du monde entier à la recherche d’une expérience plus authentique de la ville.
Une boutique comme un cabinet de curiosités

Située au 48 rue Madame, dans le très élégant 6ᵉ arrondissement, la boutique Marin Montagut ressemble à un décor sorti d’un conte parisien.
Dès l’entrée, le visiteur est plongé dans un univers raffiné où chaque objet raconte une histoire. Les vitrines regorgent de trésors soigneusement sélectionnés : porcelaines peintes à la main, papeterie de luxe, carnets illustrés, bijoux délicats, cartes anciennes, bougies parfumées et objets décoratifs inspirés du patrimoine français.
Loin des concept stores standardisés, cette adresse cultive une atmosphère chaleureuse et personnelle. Chaque pièce semble avoir été choisie avec passion, comme dans la collection privée d’un esthète amoureux de l’art de vivre à la française.
L’esprit de la Rive Gauche
La boutique s’intègre parfaitement à l’âme de la Rive Gauche, ce quartier mythique qui a longtemps attiré artistes, écrivains et intellectuels. À quelques pas du Jardin du Luxembourg, elle perpétue l’esprit d’un Paris élégant et créatif.
Le visiteur peut facilement prolonger sa découverte en parcourant les rues voisines, où subsistent de nombreuses librairies indépendantes, galeries d’art et cafés historiques. C’est un quartier qui se découvre lentement, au fil des promenades, exactement comme Marin Montagut aime raconter la ville.
Des livres pour explorer le Paris caché

Au-delà de ses créations artistiques, Marin Montagut est également devenu une référence pour les amoureux du Paris secret grâce à ses ouvrages illustrés.
Ses guides invitent à sortir des itinéraires touristiques classiques pour partir à la découverte de lieux insolites : jardins confidentiels, cours pavées, ateliers oubliés, escaliers pittoresques et passages chargés d’histoire. Chaque adresse est accompagnée d’anecdotes, de dessins et de récits qui donnent envie d’explorer la capitale autrement.
Pour de nombreux visiteurs, ses livres constituent aujourd’hui l’une des plus belles portes d’entrée vers un Paris authentique et poétique.
Une adresse incontournable pour les amoureux de Paris
Visiter la boutique Marin Montagut, ce n’est pas seulement faire du shopping. C’est entrer dans un univers où l’élégance, la créativité et la mémoire de Paris se rencontrent.
Que l’on soit passionné de décoration, amateur de beaux objets ou simple voyageur curieux, cette adresse offre une expérience rare : celle de découvrir la capitale à travers le regard sensible d’un artiste qui en célèbre chaque jour les trésors cachés.
Dans une époque où de nombreuses villes tendent à se ressembler, Marin Montagut rappelle que Paris conserve encore ses secrets. Il suffit parfois de pousser la porte d’une petite boutique de la Rive Gauche pour les voir apparaître.
Ph couverture : IG@marinmontagut
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Filly di Somma
Parigi è una città che non smette mai di sorprendere. Dietro i grandi monumenti, i boulevard eleganti e i luoghi più celebri si nasconde una città più intima, fatta di dettagli, cortili nascosti, giardini segreti e indirizzi che raccontano storie. Pochi conoscono questa anima autentica della capitale francese quanto Marin Montagut.
Artista, illustratore, designer, autore e collezionista appassionato, Marin Montagut è diventato negli anni una delle figure più affascinanti della scena creativa parigina. Il suo lavoro è un vero e proprio omaggio alla città e al suo patrimonio culturale, raccontato attraverso uno sguardo poetico e senza tempo.

Chi è Marin Montagut
Nato in Francia e profondamente legato a Parigi, Marin Montagut ha costruito un universo creativo unico che unisce arte, design, storia e artigianato. Le sue celebri illustrazioni ad acquerello raccontano la città con delicatezza e precisione, immortalando monumenti, giardini, insegne storiche e scorci che spesso passano inosservati ai visitatori più frettolosi.
La sua filosofia è semplice: imparare a guardare la città con occhi curiosi, lasciandosi guidare dalla meraviglia. Per lui Parigi non è soltanto una destinazione turistica, ma un luogo da esplorare lentamente, alla ricerca di dettagli capaci di raccontare secoli di storia e di eleganza.
L’uomo che racconta la Parigi nascosta

Marin Montagut è conosciuto soprattutto per il suo straordinario lavoro di ricerca e valorizzazione della Parigi più autentica. Attraverso libri, mappe illustrate e guide dedicate agli indirizzi segreti della capitale, invita parigini e viaggiatori a scoprire luoghi poco conosciuti ma ricchi di fascino.
Nei suoi percorsi si incontrano passaggi nascosti, atelier storici, cortili privati, antiche librerie, giardini romantici e piccoli negozi sopravvissuti al passare del tempo. È una Parigi lontana dai circuiti più turistici, fatta di atmosfera, memoria e dettagli.
Le sue opere sono profondamente influenzate dai quartieri storici della Rive Gauche, da Saint-Germain-des-Prés e dai giardini del Lussemburgo, luoghi che rappresentano l’essenza stessa dell’arte di vivere parigina.
La boutique di Rue Madame: un cabinet de curiosités da non perdere

Per comprendere davvero il mondo di Marin Montagut bisogna visitare la sua boutique nel VI arrondissement, a pochi passi dal Jardin du Luxembourg.
Situata al numero 48 di Rue Madame, questa straordinaria boutique è molto più di un semplice negozio: è un autentico cabinet de curiosités, uno scrigno di meraviglie che sembra uscito da un’altra epoca.
Appena si varca la soglia si viene accolti da un’atmosfera unica. Mobili antichi, oggetti rari, libri illustrati, porcellane decorate a mano, candele profumate, quaderni raffinati, carte artistiche e creazioni esclusive convivono in un ambiente che ricorda l’appartamento di un collezionista appassionato.
Ogni oggetto racconta una storia. Nulla è scelto a caso. Le collezioni create da Montagut si ispirano ai simboli di Parigi, alla storia francese, ai giardini della città e ai tesori custoditi nei musei. Le sue illustrazioni decorano piatti, tazze, foulard e oggetti d’arredo che diventano veri e propri souvenir d’autore.
Un’esperienza immersiva nel cuore di Parigi
Ciò che rende speciale questa boutique è l’esperienza che offre ai visitatori. Non si entra semplicemente per acquistare un oggetto, ma per immergersi in un universo fatto di bellezza, curiosità e poesia.
Ogni scaffale invita alla scoperta. Ogni vetrina sembra raccontare una favola parigina. L’atmosfera è quella di una Parigi elegante e raffinata, dove il tempo rallenta e la creatività trova spazio per esprimersi.
Per gli amanti della capitale francese, la boutique di Marin Montagut rappresenta una tappa imprescindibile, un luogo capace di restituire l’immagine più autentica della città.
Perché visitarla
In una Parigi sempre più veloce e internazionale, Marin Montagut continua a difendere il valore dell’artigianato, della memoria e della bellezza dei dettagli.
La sua boutique è il luogo ideale per chi desidera scoprire una Parigi diversa, più intima e sofisticata. È un indirizzo che parla di storia, arte e passione, lontano dalle mode passeggere e vicino all’essenza più profonda della capitale francese.
Visitare Marin Montagut significa portare con sé non soltanto un oggetto speciale, ma un modo diverso di guardare Parigi: con curiosità, lentezza e meraviglia.
Perché la vera magia di Parigi, come ci insegna Marin Montagut, si nasconde spesso nei dettagli che gli altri non vedono.
FOTO COPERTINA @IGmarinmontagut
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Filly di Somma
Parigi è una città che non smette mai di stupire. Dai grandi boulevard ai quartieri storici, dalle eleganti piazze ai monumenti iconici, ogni angolo racconta una storia. Ma esiste un modo speciale per scoprire la Ville Lumière: navigando lentamente lungo la Senna, il cuore pulsante della capitale francese.
Per chi desidera vivere un soggiorno all’insegna dell’eleganza e dell’autenticità, l’Hotel Alfred Sommier rappresenta una delle strutture più affascinanti della città. Situato nel prestigioso quartiere della Madeleine, a pochi passi dall’Opéra Garnier e dalle celebri Galeries Lafayette, questo raffinato hotel a cinque stelle nasce all’interno dell’antica dimora della famiglia Sommier, storici imprenditori francesi del settore dello zucchero. L’edificio, trasformato in hotel di lusso nel 2018, conserva ancora oggi il fascino di una residenza privata del XIX secolo, con saloni storici, giardini riservati e ambienti ricchi di dettagli d’epoca.
Tra le esperienze più apprezzate dagli ospiti figura una suggestiva crociera sulla Senna proposta ogni giovedì pomeriggio, dalle ore 14:00 alle 16:00. Un’occasione unica per osservare Parigi da una prospettiva diversa, lasciandosi trasportare dalle acque del suo fiume più celebre.

Durante la navigazione si possono ammirare alcuni dei luoghi simbolo della città: la Torre Eiffel, il Museo del Louvre, il Grand Palais, il Pont Alexandre III e la maestosa Cattedrale di Notre-Dame. Il tutto accompagnato dall’atmosfera romantica che ha reso Parigi una delle destinazioni più amate al mondo.
Questa iniziativa si inserisce perfettamente nella filosofia dell’Hotel Alfred Sommier, che punta a offrire ai propri ospiti esperienze autentiche e personalizzate, capaci di andare oltre il semplice soggiorno. Non si tratta soltanto di visitare Parigi, ma di viverla con lentezza, eleganza e attenzione ai dettagli.
Dopo la crociera, gli ospiti possono continuare la loro esperienza rilassandosi nel giardino privato dell’hotel o gustando una cena nel raffinato ristorante della struttura, immersi nell’atmosfera esclusiva di una dimora storica parigina.
Per chi sta programmando un viaggio nella capitale francese e desidera unire comfort, storia e attività esclusive, l’Hotel Alfred Sommier rappresenta senza dubbio una scelta di grande fascino. Una struttura che custodisce l’anima più autentica di Parigi e che permette di scoprire la città anche attraverso il suo elemento più iconico: la Senna.
L’esperienza è riservata solo ai clienti che alloggiano in hotel
Per prenotare accedere a questo link:
La crociera sulla Senna Alfred Sommier
Foto interna e copertina: IG@hotelalfredsommier
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Filly di Somma
Dal 22 al 28 giugno, uno degli angoli più eleganti di Parigi si trasforma in un vero e proprio villaggio festivo a cielo aperto. La celebre maison di moda Kenzo ha scelto la suggestiva Place des Victoires per organizzare un’esperienza immersiva e gratuita aperta a residenti e turisti, unendo creatività, cultura giapponese, gastronomia e design in un unico evento.
Un’estate all’insegna dello stile nel cuore di Parigi
Situata nel 1° arrondissement, Place des Victoires è una delle piazze più affascinanti della capitale francese. Per una settimana diventerà il palcoscenico di un’iniziativa speciale pensata da Kenzo, che punta a creare un’atmosfera conviviale e accessibile, lontana dalle tradizionali sfilate di moda.
L’evento rappresenta un invito a vivere Parigi in modo diverso, tra installazioni temporanee, shopping esclusivo e spazi dedicati alla socialità.
Un fiorista d’eccezione firmato Debeaulieu
Tra le attrazioni principali spicca il pop-up floreale curato da Debeaulieu, noto per le sue composizioni eleganti e contemporanee. I visitatori potranno acquistare bouquet esclusivi e scoprire creazioni ispirate all’estetica giapponese e all’universo creativo di Kenzo.
I fiori diventano così parte integrante dell’esperienza, contribuendo a trasformare la piazza in un ambiente colorato e profumato che celebra l’arrivo dell’estate.
Il caffè temporaneo di We Are Ona
Per gli amanti della gastronomia, l’evento ospiterà anche un caffè temporaneo realizzato in collaborazione con We Are Ona, collettivo francese conosciuto per i suoi progetti culinari innovativi e per le collaborazioni con chef di fama internazionale.
Il concept punta a offrire un’esperienza rilassata e raffinata, dove gustare caffè di qualità, bevande fresche e piccole specialità in un contesto dal forte impatto estetico.
Un market ispirato ai konbini giapponesi
Uno degli aspetti più originali dell’iniziativa è il market temporaneo ispirato ai celebri konbini, i minimarket giapponesi aperti a tutte le ore e diventati un simbolo della vita quotidiana in Giappone.
I visitatori potranno curiosare tra prodotti esclusivi, articoli lifestyle, gadget, oggetti da collezione e creazioni legate all’universo Kenzo. L’obiettivo è ricreare l’atmosfera autentica dei negozi giapponesi, offrendo al pubblico un’esperienza culturale oltre che commerciale.
Un evento gratuito da non perdere
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, rendendo questa iniziativa una delle esperienze più interessanti da vivere a Parigi durante l’ultima settimana di giugno.
Per i viaggiatori che si trovano nella capitale francese, si tratta di un’occasione perfetta per scoprire una delle piazze più belle della città sotto una nuova luce, tra moda, cultura giapponese, design e gastronomia.
Informazioni utili
- Date: dal 22 al 28 giugno
- Luogo: Place des Victoires, Parigi
- Ingresso: gratuito
- Organizzatore: Kenzo
- Attività: caffè temporaneo, fiorista, market giapponese, boutique pop-up e installazioni immersive
Se state programmando un viaggio a Parigi a fine giugno, inserite questa esperienza nel vostro itinerario: un evento originale che unisce l’eleganza parigina all’energia creativa del Giappone contemporaneo.
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Filly di Somma
Nel corso delle stagioni più recenti di Emily in Paris, la serie di Netflix ha spostato parte delle sue riprese dalla romantica Parigi alla Città Eterna, regalando agli spettatori scorci di Roma tra storia, eleganza e vita moderna.
Emily Cooper, interpretata da Lily Collins, si trova a muoversi tra piazze storiche, stradine caratteristiche e atmosfere tipicamente italiane, con la città che diventa quasi un personaggio a sé stante nella storia.
Tra le location romane, spicca senza dubbio il Sofitel Rome Villa Borghese, un elegante hotel situato nel cuore della città. È qui che si svolge una scena memorabile su una delle terrazze panoramiche dell’albergo, il ristorante/rooftop “Settimo”, dove i personaggi vivono un piccolo momento di tensione e divertimento legato alle loro vicende sentimentali. La scelta di girare direttamente sul posto, anziché in studio, ha permesso di catturare la vista spettacolare della città e l’eleganza dell’hotel, rendendo la scena visivamente riconoscibile.
Ma Roma nella serie non si limita a questa location interna. Numerosi esterni mostrano luoghi iconici: dal Colosseo alla Fontana di Trevi, da Piazza Mattei con la sua Fontana delle Tartarughe, fino a passeggiate tra Villa Borghese, Via Veneto e il Gianicolo.
Oltre al celebre Sofitel Rome Villa Borghese, che ha ospitato una scena memorabile sulla sua terrazza panoramica Settimo, Emily in Paris ha scelto altri hotel di lusso di Roma come sfondo per alcune sequenze della serie. Queste location non solo mostrano l’eleganza degli interni, ma permettono anche di catturare l’atmosfera raffinata della capitale italiana.
Tra gli altri alberghi protagonisti delle riprese troviamo il Hotel de Russie, dove Emily e Sylvie si incontrano con colleghi e clienti per discutere di progetti importanti, regalando agli spettatori scorci eleganti e ricercati della struttura. Poi c’è l’Orient Express La Minerva Hotel, che diventa il punto di soggiorno di Mindy durante la sua esperienza romana, con scene legate a momenti di socialità, lavoro e piccole feste tra amici.
Tra altri hotel di lusso romani compare anche l’Hotel Eden, utilizzato come ambientazione per alcuni momenti della protagonista.
Alcune fonti parlano anche del Posta Vecchia Hotel, dove è stato visto il personale di produzione e le telecamere durante le riprese, anche se non ci sono conferme ufficiali su scene precise ambientate lì.
Ogni scena girata in queste splendide location trasmette il fascino della città eterna, mescolando la realtà dei luoghi con la narrazione romanzata della serie.
Tutte queste location si trovano nel cuore di Roma, vicino a piazze, monumenti e vie storiche, e la loro scelta da parte della produzione serve a dare alla stagione ambientata nella Capitale un senso di autenticità e glamour, rispecchiando lo stile e l’eleganza della città così come viene raccontata nella serie.
In questo modo, Emily in Paris non solo racconta le avventure di una giovane americana a Parigi, ma regala anche un piccolo viaggio attraverso la bellezza e il fascino di Roma, mostrando scorci perfetti per chi ama scoprire la città attraverso lo sguardo del cinema.
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Pip: Le Finestre di Parigi questa settimana ci porta fuori dalla città, dentro un castello, e poi in un giardino giapponese che non è affatto giapponese — tutto senza mai prendere la metropolitana sbagliata.
Mara: Esatto. Parliamo di eventi estivi alle porte di Parigi e di una boulangerie che ha appena riaperto i battenti con un'identità tutta nuova. Cominciamo con quello che succede fuori e dentro la capitale questo giugno.
Eventi Culturali A Parigi
Mara: Giugno e luglio portano due eventi molto diversi tra loro, ma con un filo comune: Parigi che si apre a qualcosa di inaspettato. Il primo è il Pique-nique en Blanc di Chantilly, sabato 13 giugno, dove il dress code non è un suggerimento.
Pip: Il post lo dice chiaramente: "sono ammessi soltanto abiti completamente bianchi, senza fantasie, righe o altri colori. Chi non rispetta questa regola rischia di non poter accedere all'evento."
Mara: Il che significa che il guardaroba decide se entri o no. In pratica è un picnic sotto le stelle nei giardini del Castello di Chantilly, raggiungibile dalla Gare du Nord in circa 25 minuti, con DJ set, musica dal vivo e illuminazione scenografica dopo il tramonto.
Pip: E poi c'è un secondo evento, completamente diverso per atmosfera: le Giornate Culturali Marocchine ai Giardini del Lussemburgo, dal 26 giugno al 7 luglio. Artigianato berbero, tajine, tè alla menta e concerti folkloristici — il Marocco si installa nel VI arrondissement per quasi due settimane.
Mara: Organizzato dal Consolato Generale del Marocco in collaborazione con il Comune del VI arrondissement, l'evento punta esplicitamente al dialogo interculturale franco-marocchino. Due eventi, due cornici d'eccezione — e in entrambi i casi bisogna muoversi per tempo, perché i posti si esauriscono. Parlando di indirizzi da non perdere, c'è anche una boulangerie che vale il viaggio.
Niwa: Un Giardino Nascosto Dietro Una Facciata di Boulangerie
Pip: Rue Vaneau, settimo arrondissement. Una vecchia boulangerie della Belle Époque che riapre con un nome giapponese e uno chef che di solito cucina verdure. Come ci si arriva?
Mara: Il post lo spiega bene: "Niwa semble suspendu dans le temps. La lumière y entre doucement, les conversations restent feutrées, et l'atmosphère évoque davantage un salon de thé de Kyoto qu'une adresse parisienne branchée."
Pip: Un salone da tè di Kyoto con marmi e boiseries della Belle Époque — quindi Parigi e il Giappone si sono seduti insieme e hanno deciso di non litigare.
Mara: Esattamente. Sugio Yamaguchi, chef noto per la cucina vegetale e stagionale, ha scelto di non aprire l'ennesimo locale alla moda. Ha invece recuperato un patrimonio architettonico esistente — interni originali del primo Novecento, ornamenti in bronzo conservati — e vi ha innestato la sua filosofia: pani artigianali, pâtisseries poco zuccherate, matcha, sencha, preparazioni ispirate alle stagioni giapponesi.
Mara: Il nome stesso dice tutto: "niwa" in giapponese significa "giardino". L'idea è quella di un luogo dove si cerca l'equilibrio, non la dimostrazione. Niente torte spettacolari pensate per i social, niente effetti speciali.
Pip: Il risultato, stando al post, è che ci si ferma per un caffè e si resta più a lungo del previsto. Per chi esplora la riva sinistra tra gli Invalides e Saint-Germain-des-Prés, è esattamente il tipo di scoperta che si racconta agli amici come se fosse un segreto.
Mara: E la posizione discreta della rue Vaneau ci entra: residenziale, lontana dai circuiti turistici principali. Niwa non cerca le folle — e forse è proprio per questo che funziona.
Pip: Quindi: un castello bianchissimo fuori Parigi, un giardino marocchino in città, e una boulangerie che rallenta il tempo. Non male per un'estate.
Mara: La prossima settimana vedremo cosa porta Le Finestre di Parigi. C'è sempre qualcosa che vale la pena fermarsi a guardare.
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Filly di Somma
Nel cuore di Parigi, uno dei luoghi più iconici della capitale francese si veste dei colori, dei profumi e delle tradizioni del Marocco. I Giardini del Lussemburgo, storico polmone verde della Rive Gauche e simbolo della vita culturale parigina, ospitano infatti le Giornate Culturali Marocchine, un evento che celebra la ricchezza del patrimonio del Regno nordafricano attraverso arte, gastronomia, musica e artigianato.
Per l’occasione, il celebre parco parigino si trasforma in un autentico villaggio marocchino all’aperto. Tra stand decorati con motivi tradizionali, tessuti dai colori vivaci e profumi di spezie che richiamano i souk di Marrakech, i visitatori possono intraprendere un viaggio culturale senza lasciare la capitale francese. L’iniziativa mira a promuovere la conoscenza reciproca tra Francia e Marocco, valorizzando al tempo stesso la diversità culturale che caratterizza entrambe le sponde del Mediterraneo.
Grande protagonista della manifestazione è l’artigianato marocchino. Maestri artigiani espongono ceramiche decorate a mano, tappeti berberi, gioielli tradizionali e raffinati esempi di zellige, il celebre mosaico geometrico che rappresenta una delle espressioni artistiche più riconoscibili del Paese. Le dimostrazioni dal vivo consentono ai visitatori di osservare tecniche tramandate di generazione in generazione, offrendo un’esperienza immersiva e autentica.
La gastronomia occupa un posto centrale nel programma. I visitatori possono degustare couscous, tajine, pasticceria a base di miele e mandorle, tè alla menta e numerose altre specialità che raccontano la storia e le influenze culturali del Marocco. I sapori diventano così uno strumento privilegiato di dialogo e scoperta, capace di avvicinare culture diverse attraverso il linguaggio universale della cucina.
Non mancano gli appuntamenti musicali e le animazioni artistiche. Concerti, spettacoli folkloristici e momenti dedicati alle tradizioni popolari contribuiscono a creare un’atmosfera festosa che coinvolge famiglie, turisti e residenti. Le esibizioni raccontano la pluralità culturale del Marocco, dalle influenze arabe a quelle berbere, africane e mediterranee, offrendo uno spaccato della straordinaria ricchezza identitaria del Paese.
L’evento assume inoltre un importante valore simbolico nel contesto delle relazioni franco-marocchine. Attraverso la cultura, le Giornate Marocchine favoriscono il dialogo interculturale e rafforzano i legami storici tra i due Paesi, promuovendo una maggiore conoscenza reciproca e contribuendo alla costruzione di ponti tra le comunità.
Immersi nella cornice elegante dei Giardini del Lussemburgo, fondati all’inizio del XVII secolo e oggi tra i luoghi più visitati della capitale francese, i visitatori possono così vivere un’esperienza che unisce viaggio, cultura e convivialità. Per alcuni giorni, Parigi guarda verso sud e accoglie il Marocco, trasformando uno dei suoi spazi più prestigiosi in una vetrina di tradizioni, creatività e ospitalità.
Le Giornate Culturali Marocchine si svolgeranno ai Giardini del Lussemburgo di Parigi dal 26 giugno al 7 luglio 2026. Per quasi due settimane, il celebre parco del VI arrondissement ospiterà un villaggio marocchino temporaneo dedicato alla promozione della cultura, dell’artigianato, della gastronomia e delle tradizioni del Regno del Marocco. L’iniziativa è organizzata dal Consolato Generale del Marocco a Parigi in collaborazione con il Comune del VI arrondissement e rappresenta uno degli appuntamenti interculturali più attesi dell’estate parigina
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Filly di Somma
Dans un Paris où les nouvelles adresses se succèdent à un rythme effréné, certaines ouvertures parviennent encore à créer la surprise. Non pas en cherchant l’effet de mode, mais en réveillant l’âme d’un lieu oublié. C’est précisément ce qui se passe chez Niwa, discrètement installé rue Vaneau, dans le très élégant 7ᵉ arrondissement.
Derrière cette renaissance se trouve Sugio Yamaguchi, chef japonais reconnu pour son approche sensible du végétal et son goût pour l’esthétique épurée. Son ambition n’était pas simplement d’ouvrir un café ou une boulangerie de plus dans la capitale. Il souhaitait redonner vie à une adresse chargée d’histoire, en y insufflant une vision japonaise de l’accueil, du temps long et de la gourmandise.
Un décor Belle Époque préservé
La première émotion survient avant même la dégustation. Derrière la façade centenaire se dévoile un intérieur rare, témoin du Paris de la Belle Époque. Marbres, boiseries, ornements en bronze et détails d’époque composent un décor remarquablement conservé. Cette ancienne boulangerie, installée au début du XXᵉ siècle, fait partie du patrimoine architectural parisien et conserve encore aujourd’hui son charme d’origine.
Loin des concepts standardisés, Niwa semble suspendu dans le temps. La lumière y entre doucement, les conversations restent feutrées, et l’atmosphère évoque davantage un salon de thé de Kyoto qu’une adresse parisienne branchée.
La rencontre entre Paris et le Japon
Le nom « Niwa », qui signifie « jardin » en japonais, résume parfaitement l’esprit du lieu. Ici, chaque création cherche l’équilibre plutôt que la démonstration.
Le chef Sugio Yamaguchi s’est fait connaître à Paris grâce à sa cuisine délicate, centrée sur les légumes et les produits de saison. Son univers se retrouve aujourd’hui dans une offre plus accessible mais tout aussi exigeante : pains artisanaux, pâtisseries peu sucrées, boissons au matcha et recettes inspirées des saisons.
Le résultat est singulier. On ne vient pas seulement chez Niwa pour acheter une viennoiserie ; on vient chercher une expérience où chaque détail semble réfléchi, depuis la sélection des ingrédients jusqu’à la présentation des assiettes.
Une gourmandise tout en subtilité
À contre-courant des pâtisseries spectaculaires qui envahissent les réseaux sociaux, Niwa privilégie la finesse. Les saveurs sont nettes, les textures maîtrisées, les sucres dosés avec retenue.
Les amateurs de thé japonais trouveront également leur bonheur grâce à une sélection de matcha, sencha et autres spécialités servies avec soin. Les boissons végétales maison et les préparations inspirées du savoir-faire japonais renforcent cette identité unique.
Cette philosophie séduit aussi bien les habitants du quartier que les voyageurs en quête d’adresses authentiques, loin des itinéraires touristiques classiques.
Une halte secrète dans le Paris des initiés
La rue Vaneau possède depuis longtemps une réputation discrète. Située entre les Invalides, le Bon Marché et Saint-Germain-des-Prés, elle offre un visage plus calme et résidentiel de la capitale.
Niwa s’intègre parfaitement dans cet environnement. L’établissement ne cherche pas à attirer les foules. Il cultive au contraire une certaine retenue, presque une forme de confidentialité. C’est peut-être ce qui explique son charme.
Pour le voyageur curieux, l’adresse constitue une étape idéale lors d’une promenade dans le Paris de la rive gauche. On s’y arrête pour un café, on y reste plus longtemps que prévu, et l’on repart avec l’impression d’avoir découvert un secret bien gardé.
Pourquoi il faut découvrir Niwa
Parce que cette adresse raconte une histoire rare : celle d’un patrimoine parisien préservé et réinventé par le regard d’un chef japonais. Parce qu’elle prouve qu’il est encore possible de créer de l’émotion dans une ville pourtant saturée de nouveautés. Et surtout parce qu’elle offre ce que les plus belles adresses parisiennes ont toujours su proposer : une parenthèse.
Dans le tumulte de la capitale, Niwa est un lieu où l’on ralentit. Un jardin caché derrière une façade de boulangerie. Une rencontre inattendue entre Paris et le Japon.
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Filly di Somma
Se state programmando un weekend a Parigi nel mese di giugno, segnate questa data sul calendario: sabato 13 giugno 2026 torna il celebre Pique-nique en Blanc di Chantilly, uno degli eventi più suggestivi dell’estate francese.
A meno di un’ora dalla capitale, il magnifico Castello di Chantilly apre le porte dei suoi splendidi giardini inglesi per una serata all’insegna dell’eleganza, della convivialità e della magia. Migliaia di partecipanti, rigorosamente vestiti di bianco, si ritrovano per condividere un picnic sotto le stelle in una delle cornici più affascinanti della Francia.
Un evento unico vicino a Parigi
Il Pique-nique en Blanc è diventato negli anni un appuntamento imperdibile per chi ama vivere esperienze originali durante un viaggio in Francia. Il concetto è semplice ma affascinante: ogni ospite porta il proprio cestino da picnic, una tovaglia bianca e tutto il necessario per cenare all’aperto, rispettando un unico requisito fondamentale: essere vestiti completamente di bianco.
L’effetto visivo è straordinario. Al tramonto, i prati del giardino inglese si trasformano in un mare candido che crea un’atmosfera romantica e quasi surreale.
Il programma della serata

IG@chateauchantilly
L’edizione 2026 si svolgerà dalle 19:00 fino a mezzanotte e mezza. Oltre al picnic, gli organizzatori hanno previsto numerose attività per animare la serata:
- pista da ballo illuminata;
- DJ set e musica dal vivo;
- bar con vinili;
- giochi in legno per adulti e bambini;
- food truck e punti ristoro;
- stand dedicati alle bevande;
- illuminazione scenografica del Giardino della Voliera.
Il momento più atteso arriva dopo il tramonto, quando le luci artistiche trasformano il parco di Chantilly in uno scenario fiabesco.
Come partecipare
L’ingresso è consentito esclusivamente con prenotazione anticipata e l’evento registra spesso il tutto esaurito con largo anticipo. Per questo motivo è consigliabile acquistare i biglietti non appena vengono messi in vendita.
Gli organizzatori applicano inoltre un dress code molto rigoroso: sono ammessi soltanto abiti completamente bianchi, senza fantasie, righe o altri colori. Chi non rispetta questa regola rischia di non poter accedere all’evento.
Come arrivare da Parigi
Raggiungere Chantilly da Parigi è molto semplice. I treni partono regolarmente dalla Gare du Nord e impiegano circa 25 minuti per arrivare alla stazione di Chantilly-Gouvieux. Da qui, il castello si raggiunge con una piacevole passeggiata di circa 15 minuti.
Per chi viaggia in auto, il percorso richiede circa 45 minuti dal centro di Parigi.
Perché vale la pena partecipare
Tra le tante esperienze che si possono vivere nei dintorni di Parigi, il Pique-nique en Blanc di Chantilly rappresenta qualcosa di davvero speciale. Non è soltanto una cena all’aperto, ma un’occasione per immergersi nell’eleganza francese, scoprire uno dei castelli più belli del Paese e vivere una serata dal fascino senza tempo.
Se sarete a Parigi a metà giugno, questa è senza dubbio una delle escursioni più originali e romantiche da inserire nel vostro itinerario.
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Filly di Somma
Il corpo riconquista la propria voce: nasce un nuovo alfabeto visivo
Prima presentazione a Roma, Porte Rosse, San Lorenzo, 7–12 luglio 2026
Mostra personale a cura di Annelise SternIn un contesto in cui i corpi vengono osservati, controllati, sfruttati o silenziati, un’artista sceglie di rispondere con un gesto di forte riappropriazione. Pauline Faieff presenta the Alphabet, un sistema visivo completo costruito interamente attraverso il corpo umano e concepito come invito universale a riappropriarsi della propria immagine. L’esposizione debutta in forma fisica a Porte Rosse, nel quartiere romano di San Lorenzo, dal 7 al 12 luglio 2026.
the Alphabet è un alfabeto visivo composto da 26 fotografie, ciascuna corrispondente a una lettera, in cui ogni immagine nasce esclusivamente dal corpo e da una poesia associata. Al centro dell’opera c’è però un tema più ampio: la libertà. La libertà di essere osservati senza mediazioni, senza paura e senza necessità di approvazione. Dove algoritmi e norme sociali tendono a comprimere il corpo o a giudicarlo, the Alphabet lo restituisce al linguaggio, rendendo quel linguaggio condiviso e accessibile a tutti.
Il progetto prende forma in Martinica, luogo d’origine di Pauline Faieff, nell’arco di otto mesi e durante tre periodi di isolamento creativo. L’artista ritorna nella terra in cui, in passato, aveva sperimentato un senso di riduzione e limitazione, e vi resta fino a quando il corpo non riesce finalmente a esprimersi pienamente: senza luci artificiali, senza trucco, senza costruzioni sceniche. Da questo processo non emerge il ritratto di una singola donna, ma uno strumento aperto, utilizzabile da chiunque: un modo nuovo di osservare il proprio corpo con cura e delicatezza invece che con giudizio.

Roma è il primo respiro
Roma segna il primo respiro: la prima occasione in cui queste lettere escono dallo spazio digitale per entrare in un ambiente fisico, e la prima volta in cui lo spettatore si trova davanti a una lettera che coincide con un corpo, riconoscendo in esso qualcosa di personale. Ospitato in un’ex storica trattoria le cui volte hanno accolto figure come Pasolini ed Elsa Morante, Porte Rosse è oggi uno spazio dedicato alla libertà espressiva, fondato da tre donne: un luogo particolarmente adatto a un’opera che parla di riconquista del proprio spazio interiore ed esteriore.the Alphabet non si limita a essere una mostra. È un percorso verso l’amore di sé e la liberazione personale, un luogo poetico in cui decostruire le convenzioni e accogliere l’imperfezione diventa un atto di resistenza. Non chiede semplice osservazione: invita alla partecipazione.
Chi è Pauline Faieff
Attiva tra Francia e Italia, Pauline Faieff ha costruito una forte presenza sui social media e le sue opere sono state esposte in contesti internazionali. Per lei la nudità non è solo una scelta estetica, ma una dichiarazione di intenti. La sua pratica artistica va oltre la produzione visiva e si configura come visione del mondo, strumento di cambiamento sociale e spazio di emancipazione.Chi è Annelise Stern
Operante nel campo dell’arte contemporanea, della cultura e delle tecnologie emergenti, Annelise Stern ha dedicato il proprio lavoro alla promozione delle artiste donne, curando esposizioni che hanno coinvolto oltre 100 artiste. Esperta di female gaze e innovazione tecnologica, indaga il modo in cui queste prospettive influenzano la creazione, la diffusione e la fruizione dell’arte.“La mia arte invita a riconnettersi con se stessi e a liberarsi dagli stereotipi sociali, per costruire un futuro di espressione e di liberazione. Non dovremmo mai avere paura di essere liberi.”
Tutte le immagini sono di proprietà dell’artista ©Pauline Faieff.
the Alphabet: First breath
Di Pauline Faieff – A cura di Annelise Stern
Sede: Porte Rosse, Via dei Sabelli 6-8, 00185, Roma, RM (Italia)
Date: 7–12 luglio 2026
Orari di apertura: 13:00 – 19:00
Anteprima privata / inaugurazione: 7 luglio, ore 18:00
Ingresso: Gratuito
RSVP: https://luma.com/h8ob0bxw
Maggiori informazioni: http://www.paulinefaieff.art/first-breath
