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Filly di Somma
Tra i vicoli acciottolati e il fascino senza tempo del XVIII arrondissement, Place Charles Dullin custodisce uno dei santuari più intimi ed eleganti della scena teatrale parigina.
C’è una Parigi che non ha bisogno di strillare per farsi notare. Appena distante dai flussi turistici che si affollano ai piedi del Sacré-Cœur, nascosta nell’angolo protetto di una tra le piazze più suggestive di Montmartre, si schiude una Gemma d’altri tempi: Place Charles Dullin. È qui che sorge il Théâtre de l’Atelier, uno dei luoghi più iconici e storicamente densi dell’intera capitale francese.
Varcare la soglia del Teatro de l’Atelier significa compiere un vero e proprio salto indietro nel tempo. Inaugurato nel 1822 con il nome di Théâtre Montmartre, questo spazio da 560 posti conserva ancora intatta l’atmosfera dell’Ottocento, con la sua facciata discreta, i dettagli in legno e un’acustica avvolgente che stabilisce un rapporto quasi simbiotico tra attori e pubblico.

Ma è nel XX secolo che questo luogo ha legato indissolubilmente il suo destino alla storia del teatro moderno. Nel 1922, il regista e attore Charles Dullin ne prese le redini, ribattezzandolo Théâtre de l’Atelier. Dullin ne fece la sede del suo collettivo d’avanguardia, portando avanti un’idea di teatro rigoroso, poetico e accessibile, lontano dai meri cliché commerciali dell’epoca. Sulle tavole di questo palcoscenico sono passati i testi di Jean Anouilh, Pirandello, Cocteau e Sartre, e qui si sono formati talenti straordinari del calibro di Jean-Louis Barrault e Marcel Marceau.
In segno di omaggio all’eredità culturale del grande maestro, la piccola piazza alberata su cui affaccia la struttura – originariamente Place Dancourt – è stata reintitolata nel 1957 proprio a Charles Dullin.
Oggi, sotto le chiome degli alberi che ombreggiano i bistrot di Place Charles Dullin, l’Atelier continua a essere una fucina creativa vibrante. Nonostante il passare delle epoche, mantiene fedelmente la sua vocazione: un cartellone raffinato che alterna la drammaturgia contemporanea ai grandi classici rivisitati, attraendo i più grandi nomi del cinema e del teatro francese.
Per chi cerca l’anima autentica della Ville Lumière, lontana dai grandi boulevard e dalle produzioni di massa, la fermata d’obbligo resta questa: sedersi a un tavolino della piazza al tramonto, guardare le luci del teatro che si accendono e attendere che il sipario si alzi ancora una volta.
I lavori di restauro e manutenzione al Théâtre de l’Atelier mirano a preservare la bellezza e la sicurezza dell’edificio storico.
La struttura ha superato i 200 anni di storia (è stata inaugurata nel 1822) ed è tutelata come monumento storico dal 1965. Gli interventi principali riguardano due aspetti:
- Restauro della facciata storica: Un intervento di ravalement (pulizia, messa in sicurezza e ripristino delle finiture esterne) per proteggere gli elementi architettonici d’epoca — come il caratteristico portico sostenuto dalle colonnine in ghisa — dal deterioramento causato da smog e agenti atmosferici.
- Messa a norma e sicurezza: Piccoli adeguamenti tecnici interni ed esterni volti a garantire la sicurezza del pubblico e la conservazione dell’edificio.
Il teatro è regolarmente attivo e mantiene inalterata la sua ricca programmazione.
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Filly di Somma
Se ami la moda, la storia e i luoghi più eleganti di Parigi, c’è un indirizzo che merita assolutamente una visita: La Galerie Dior, il museo dedicato alla storia della Maison Dior.
Situata nel cuore dell’ottavo arrondissement, a pochi passi dagli Champs-Élysées, La Galerie Dior racconta la storia di una delle più celebri maison di alta moda francesi attraverso abiti, fotografie, disegni, documenti d’archivio, accessori e scenografie spettacolari.
Ma non è un semplice museo della moda. La Galerie Dior permette infatti di entrare nel mondo di Christian Dior e di scoprire il luogo in cui, a partire dal 1946, è nato uno dei capitoli più importanti della storia della haute couture.
Dove si trova La Galerie Dior
La Galerie Dior si trova in:
11 rue François Ier, 75008 Paris
L’ingresso della galleria si trova nelle immediate vicinanze del celebre 30 Avenue Montaigne, l’indirizzo storico della Maison Dior. Il 30 Montaigne è infatti il luogo nel quale Christian Dior aprì la sua maison nel 1946 e presentò la sua prima collezione l’anno successivo.
Per raggiungere La Galerie Dior con i mezzi pubblici si possono utilizzare diverse fermate della metropolitana:
- Franklin D. Roosevelt, linee 1 e 9
- Alma-Marceau, linea 9
- Champs-Élysées – Clemenceau, linea 13
È inoltre possibile arrivare con la RER C, scendendo alla stazione Pont de l’Alma.
La storia di La Galerie Dior
La storia della galleria è indissolubilmente legata a quella di Christian Dior.
Nel 1946 Christian Dior scelse il prestigioso hôtel particulier al numero 30 di Avenue Montaigne per fondare la propria maison. Era un edificio che lo aveva colpito immediatamente e che sarebbe diventato il cuore della sua attività creativa.
All’inizio la Maison era molto più piccola di quanto si possa immaginare oggi: Christian Dior raccontò di tre atelier, un piccolo studio, un salone dove presentare le creazioni, una cabina per le modelle, un ufficio e alcune sale prova.
Da quelle stanze nacque, il 12 febbraio 1947, la prima collezione Dior.
La sfilata avrebbe cambiato per sempre la storia della moda. Le silhouette della collezione, caratterizzate da vita stretta, spalle arrotondate e gonne ampie, furono definite “New Look” da Carmel Snow, direttrice di Harper’s Bazaar.
Il 30 Avenue Montaigne divenne così la culla della rivoluzione Dior.
Nel corso dei decenni la Maison è stata guidata da alcuni dei più importanti stilisti della storia della moda: dopo Christian Dior arrivarono Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons e Maria Grazia Chiuri. Dal 2025 la direzione artistica delle collezioni è affidata a Jonathan Anderson.
Nel 2022, a 75 anni dalla prima sfilata Dior, è stata inaugurata La Galerie Dior. Il museo è stato concepito come un grande racconto scenografico della storia della Maison e del luogo in cui è nata.
Cosa vedere a La Galerie Dior

La visita è soprattutto un viaggio nell’universo creativo di Dior.
L’esposizione presenta abiti haute couture, schizzi originali, fotografie, documenti d’archivio, accessori, profumi e oggetti appartenuti alla storia della Maison. Molte delle creazioni esposte sono state presentate al pubblico proprio attraverso questo progetto museale.
Gli abiti e le silhouette Dior
Naturalmente, uno dei motivi principali per visitare la galleria sono gli abiti.
Il percorso permette di seguire l’evoluzione dello stile Dior attraverso le diverse epoche e i suoi direttori creativi. Dalle prime silhouette di Christian Dior alle interpretazioni dei suoi successori, la moda viene raccontata non soltanto attraverso i vestiti finiti, ma anche attraverso disegni e materiali che permettono di comprendere il processo creativo.
Il New Look e il Tailleur Bar
Tra le tappe più importanti c’è il racconto della nascita del New Look.
Il celebre Tailleur Bar, una delle creazioni più rappresentative di Christian Dior, è diventato uno dei simboli della Maison e della moda del dopoguerra.
La sua silhouette — giacca aderente, vita sottolineata e gonna ampia — rappresentava una nuova idea di eleganza femminile e contribuì a trasformare Dior in un nome internazionale.
La passione di Christian Dior per i giardini

Christian Dior amava profondamente i fiori e i giardini, elementi che hanno avuto un ruolo fondamentale nel suo immaginario creativo.
Questa passione viene raccontata all’interno della Galerie attraverso scenografie e creazioni che mostrano quanto la natura fosse importante per lo stilista.
Il giardino, i fiori e le forme naturali sono infatti diventati alcuni dei codici ricorrenti della Maison.
Gli atelier e le petites mains
Un’altra parte affascinante della visita è dedicata al lavoro degli atelier.
Dietro ogni abito haute couture non c’è soltanto lo stilista, ma anche il lavoro meticoloso delle petites mains, le sarte e gli artigiani che trasformano un disegno in una creazione reale.
La Galerie Dior rende omaggio proprio a questo savoir-faire, mostrando l’importanza della manualità, della precisione e delle tecniche artigianali nella costruzione dell’abito haute couture.
Profumi e accessori

Il percorso non si limita alla moda.
Dior è infatti anche profumi, borse, gioielli e accessori. Nella galleria sono raccontati alcuni dei prodotti e dei simboli più importanti della Maison, comprese le fragranze che hanno contribuito a costruire il mito Dior.
La visita permette così di comprendere come Dior abbia sviluppato nel tempo un vero e proprio universo estetico, nel quale moda, profumeria, arte e design convivono.
Una scenografia spettacolare
Uno degli aspetti che distingue La Galerie Dior dagli altri musei della moda è la scenografia.
L’esposizione non è organizzata semplicemente come una successione di teche. Gli ambienti sono stati progettati per creare un’esperienza immersiva e per raccontare la Maison attraverso diverse atmosfere.
La Galerie comprende numerosi temi dedicati alle diverse passioni e agli aspetti della storia Dior: dai giardini alle grandi feste, dal lavoro degli atelier alle relazioni con gli artisti, fino alle silhouette e alla profumeria.
Un elemento particolarmente spettacolare è il grande Diorama, che riunisce migliaia di oggetti legati alla Maison e crea una sorta di archivio visivo tridimensionale della storia Dior.
Quanto tempo serve per visitare La Galerie Dior?
Per visitarla con calma è consigliabile mettere in conto almeno un’ora e mezza, soprattutto se si desidera leggere i pannelli, osservare gli abiti e soffermarsi sulle installazioni.
Gli appassionati di moda e fotografia possono tranquillamente trascorrere più tempo all’interno.
Un’idea interessante è abbinare la visita alla zona di Avenue Montaigne: dopo il museo si può passeggiare davanti al 30 Montaigne, vedere l’indirizzo storico della Maison e proseguire verso gli Champs-Élysées.
Come visitare La Galerie Dior
La Galerie Dior è aperta tutti i giorni dalle 11:00 alle 19:00, tranne il martedì.
L’ultimo ingresso è alle 17:30. Il museo è inoltre normalmente chiuso il 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre.
Il biglietto intero costa attualmente 16 euro, mentre la tariffa ridotta è di 12 euro; sono previste anche condizioni per l’ingresso gratuito.
La prenotazione online è consigliata e, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, è il modo migliore per organizzare la visita. Il museo specifica che i biglietti acquistati sul sito ufficiale garantiscono l’accesso agli spazi.
Dove comprare i biglietti
Per prenotare è consigliabile utilizzare direttamente il sito ufficiale di La Galerie Dior:
Prenotazioni ufficiali La Galerie Dior
È possibile selezionare la data e la fascia oraria della visita. I biglietti acquistati online possono essere mostrati sul cellulare all’ingresso.
Il Café Dior e la boutique
La visita può essere completata con una pausa al Café Dior, situato all’interno della Galerie.
Il Café è accessibile esclusivamente ai visitatori del museo ed è aperto, secondo le informazioni ufficiali, dalle 11:30 alle 18:30, escluso il martedì.
All’interno si trova inoltre una boutique accessibile ai visitatori, aperta dalle 11:00 alle 18:30, escluso il martedì.
Consigli per organizzare la visita
Se stai programmando un viaggio a Parigi, ecco alcuni consigli utili:
Prenota in anticipo. La Galerie Dior è una delle esperienze più interessanti per chi ama la moda e può essere molto richiesta.
Scegli una fascia oraria al mattino o nel primo pomeriggio se vuoi visitare gli ambienti con maggiore tranquillità.
Dedica almeno un’ora e mezza alla visita. Fermarsi soltanto per una visita veloce significherebbe perdere molte delle storie raccontate dall’esposizione.
Abbina la Galerie al 30 Montaigne. Il museo e l’indirizzo storico della Maison sono a pochissima distanza e permettono di comprendere meglio la storia di Dior.
Evita borse e valigie ingombranti. Per ragioni di sicurezza, all’interno della Galerie non sono ammesse valigie o borse di grandi dimensioni.
La Galerie Dior: un museo da non perdere a Parigi
La Galerie Dior è molto più di un museo dedicato all’alta moda.
È il luogo in cui la storia di una delle più importanti maison francesi viene raccontata attraverso abiti, arte, artigianato, profumi e scenografie. Soprattutto, è un modo per entrare nell’universo di Christian Dior e capire perché il numero 30 di Avenue Montaigne sia diventato uno degli indirizzi più celebri della moda mondiale.
Per chi visita Parigi e ama la moda, il design e la cultura francese, La Galerie Dior è quindi una tappa da mettere assolutamente nell’itinerario.
Informazioni utili
- Nome: La Galerie Dior
- Indirizzo: 11 rue François Ier, 75008 Paris
- Orari: 11:00–19:00
- Giorno di chiusura: martedì
- Ultimo ingresso: 17:30
- Biglietto intero: 16 €
- Metro: Franklin D. Roosevelt, Alma-Marceau, Champs-Élysées–Clemenceau
- Sito ufficiale: La Galerie Dior
Foto interne e copertina copyright IG@galeriediorparis
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Filly di Somma
Nel cuore di Parigi, affacciato sulla Senna e a pochi passi dal Louvre, Cheval Blanc Paris è molto più di un hotel di lusso. È un luogo in cui arte, architettura e artigianato dialogano continuamente, trasformando l’esperienza dell’ospitalità in un vero viaggio estetico.
Ci sono luoghi di Parigi che si visitano.
E poi ce ne sono altri che, semplicemente, si abitano.
Cheval Blanc Paris appartiene a questa seconda categoria.
Affacciato sulla Senna, di fronte al Pont-Neuf, tra il Louvre e il Marais, l’hotel occupa uno degli edifici più affascinanti della storica Samaritaine. La Maison si trova all’8 quai du Louvre e conta 72 camere e suite. Ma i numeri, in questo caso, raccontano soltanto una piccola parte della storia.

screenshot copyright IG@chevalblancparis
Perché entrare a Cheval Blanc Paris significa soprattutto entrare in un universo nel quale l’arte non è un elemento decorativo, ma una parte integrante dell’architettura e dell’esperienza.
Un pezzo di storia parigina

screenshot copyright IG@chevalblancparis Per comprendere il carattere di Cheval Blanc Paris bisogna partire dall’edificio.
La struttura storica della Samaritaine fu progettata dall’architetto Henri Sauvage nel 1928, in piena stagione Art Déco. La sua rinascita contemporanea ha coinvolto l’architetto Edouard François, insieme a un grande lavoro di maestri artigiani, tra marmisti, doratori, fabbri e specialisti di antiche tecniche decorative.
L’obiettivo non è stato quello di ricreare semplicemente l’atmosfera degli anni Venti.
Al contrario, il progetto cerca un equilibrio fra la memoria dell’edificio e la creatività contemporanea.

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È proprio questo dialogo a rendere così particolare Cheval Blanc Paris: l’Art Déco non è un tema decorativo applicato dall’esterno, ma una sorta di linguaggio originario con il quale artisti, designer e artigiani contemporanei continuano a confrontarsi.
Peter Marino e l’idea di una casa privata
Gli interni sono stati affidati all’architetto americano Peter Marino, che ha scelto un approccio decisamente lontano da quello del classico hotel internazionale.
Marino ha immaginato Cheval Blanc Paris come una grande residenza privata, quasi la casa di un raffinato collezionista. Ogni mobile, ogni oggetto e ogni dettaglio sono stati scelti o progettati per costruire un ambiente personale e stratificato.
Il risultato è sorprendente.
Non ci si trova davanti a una successione di ambienti nei quali le opere d’arte sono semplicemente appese alle pareti. Qui arte, design, architettura e artigianato si fondono.
Una scultura può diventare il punto focale di una stanza; una scala può trasformarsi in un’opera monumentale; un mobile può trovarsi a metà strada fra design e scultura.
È questa libertà di confini a dare personalità alla Maison.
Frank Gehry e il cavallo che sembra vivo

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Fra le opere più iconiche di Cheval Blanc Paris c’è il cavallo realizzato da Frank Gehry.
L’opera è stata commissionata appositamente per la Maison e rappresenta perfettamente il modo in cui l’hotel interpreta il rapporto fra arte e spazio. La stessa Cheval Blanc invita a osservare il cavallo da diverse angolazioni: la scultura sembra quasi cambiare atteggiamento e prendere vita.
È una presenza che sorprende.
E forse non è un caso che sia proprio un cavallo a dare il benvenuto all’immaginario della Maison.
Il nome Cheval Blanc, del resto, porta con sé l’idea del cavallo, ma Gehry riesce a trasformarla in qualcosa di completamente contemporaneo: una scultura dinamica, quasi astratta, nella quale la materia sembra essere in movimento.
Jean-Michel Othoniel e il dialogo con Parigi
Uno degli aspetti più interessanti del progetto artistico di Cheval Blanc è che l’arte non rimane confinata all’interno dell’edificio.
La Maison dialoga costantemente con la città e con il paesaggio della Senna, in un rapporto particolarmente evidente negli interventi artistici legati all’architettura.
Tra gli artisti associati al progetto c’è Jean-Michel Othoniel, uno dei protagonisti dell’arte contemporanea francese, la cui ricerca sulla materia e sulle forme preziose si inserisce perfettamente nell’universo estetico della Maison.
È un rapporto che racconta bene una caratteristica fondamentale di Cheval Blanc Paris: l’hotel non vuole isolarsi da Parigi, ma portare Parigi dentro la propria esperienza.
Dalle finestre delle suite alla luce che entra negli ambienti, dalla vista sulla Senna alle opere d’arte, la città rimane sempre presente.
Sophie Mallebranche: quando una scala diventa arte
Una delle opere più affascinanti si incontra proprio lungo un percorso che normalmente considereremmo puramente funzionale.
È la grande scala realizzata da Sophie Mallebranche, artista che lavora con il metallo tessuto.
Il materiale acquista una leggerezza sorprendente e la scala diventa una presenza quasi scultorea. L’opera collega la galleria d’ingresso al Dior Spa Cheval Blanc e trae ispirazione dall’estetica industriale dell’Art Déco.
È difficile trovare un esempio migliore per capire la filosofia di Cheval Blanc.
Qui non esiste una separazione netta fra ciò che è utile e ciò che è bello.
Una scala può essere contemporaneamente una scala e un’opera d’arte.
Ingrid Donat e la forza del bronzo
Un’altra presenza importante è quella dell’artista francese Ingrid Donat.
I suoi elementi in bronzo dorato, caratterizzati da una lavorazione traforata e da motivi geometrici, riprendono in maniera evidente il vocabolario dell’Art Déco. Le opere si trovano nella galleria che accoglie gli ospiti all’uscita degli ascensori e dialogano con il marmo dell’ambiente.
Ancora una volta, la materia diventa protagonista.
Il bronzo cattura la luce, crea ombre e cambia percezione mentre ci si muove nello spazio.
È un’arte che non chiede necessariamente di essere contemplata.
Chiede di essere attraversata.
Sonia Delaunay, Vik Muniz e i Lalanne
La collezione di Cheval Blanc Paris diventa ancora più interessante quando si osservano le opere nel loro insieme.
Peter Marino ha riunito artisti appartenenti a epoche e linguaggi molto diversi.
Ci sono le opere di Sonia Delaunay, figura fondamentale delle avanguardie europee e della ricerca sul colore; quelle di Vik Muniz, artista contemporaneo noto per il suo rapporto originale con immagini e materiali; e le creazioni di Philippe Anthonioz.
E poi ci sono Claude e François-Xavier Lalanne, la celebre coppia di artisti francesi che ha trasformato animali, natura e oggetti quotidiani in sculture e arredi dal carattere inconfondibile.
È proprio la presenza dei Lalanne a rendere particolarmente interessante il confine fra arte e design.
Quando un mobile diventa una scultura?
E quando una scultura può diventare un mobile?
A Cheval Blanc Paris la risposta non è mai così semplice.
La Quintessence Suite: vivere dentro l’arte
Questa idea raggiunge una delle sue espressioni più spettacolari nella Quintessence Suite.
La suite, progettata da Peter Marino, si sviluppa su due piani e rende omaggio all’universo artistico di Claude e François-Xavier Lalanne. La Maison la descrive come una sorta di “galleria d’arte vivente”, dove opere e creazioni artigianali su misura convivono con l’architettura residenziale.
Con i suoi 650 metri quadrati, quattro camere da letto, terrazze panoramiche e una vista sui tetti di Parigi e sulla Tour Eiffel, è molto più di una suite d’hotel.
È quasi una casa privata sospesa sopra Parigi.
E proprio qui emerge con maggiore chiarezza la visione di Peter Marino: non costruire un semplice décor, ma un universo nel quale vivere.
L’artigianato: l’altra anima dell’hotel
Parlare di Cheval Blanc Paris soltanto come di un luogo ricco di opere d’arte sarebbe però riduttivo.
Una parte fondamentale della sua identità nasce dal savoir-faire degli artigiani.
Il progetto utilizza numerosi materiali preziosi e lavorazioni realizzate appositamente per gli ambienti: marmi, cuoio, pergamena, pitture patinate a mano, metalli e marqueterie. Il dossier ufficiale parla di circa venti varietà di marmo e di una vera e propria “galleria di savoir-faire”.
Fra gli esempi più curiosi c’è il grande muro di marqueterie di paglia realizzato da Lison de Caunes, nel quale i fili vengono assemblati uno a uno.
Sono dettagli che forse non si notano immediatamente.
Ma è proprio questo il punto.
Il lusso di Cheval Blanc Paris non è soltanto ciò che si vede. È anche ciò che si scopre guardando più attentamente.
Un hotel da guardare con occhi diversi
È facile parlare di Cheval Blanc Paris come di un hotel di lusso.
Ma sarebbe una definizione incompleta.
La sua vera particolarità sta nella capacità di mettere insieme mondi apparentemente differenti: l’Art Déco e l’arte contemporanea, il design e la scultura, il lusso e l’artigianato, la storia della Samaritaine e la Parigi di oggi.
Non è una galleria d’arte nel senso tradizionale del termine.
Non è neppure un museo.
E non è semplicemente una residenza privata.
È qualcosa di più difficile da definire.
È un luogo nel quale l’arte entra nella vita quotidiana.
Si incontra attraversando una scala, sedendosi su una poltrona, osservando un bronzo, passando davanti a una scultura o semplicemente guardando Parigi attraverso una finestra.
Cheval Blanc Paris: una nuova idea di lusso
Forse è proprio questa la ragione per cui Cheval Blanc Paris riesce a essere così interessante anche per chi non è particolarmente appassionato di hotel.
Perché racconta una certa idea di Parigi.
Una Parigi nella quale il lusso non coincide necessariamente con l’ostentazione, ma con la cultura del dettaglio, la qualità della materia, il lavoro degli artigiani e la presenza dell’arte.
In questo senso, Cheval Blanc Paris non si limita a ospitare opere d’arte.
Costruisce intorno all’arte un modo di vivere.
E mentre fuori scorre la Senna, tra il Louvre, il Pont-Neuf e i tetti della città, dentro la Maison di Peter Marino prende forma una Parigi diversa: più intima, più sofisticata, quasi segreta.
Una Parigi da abitare.
E forse è proprio questo il modo più affascinante per scoprire un hotel: non chiedersi soltanto quanto sia lussuoso, ma cosa abbia da raccontare.
Cheval Blanc Paris
Indirizzo: 8 quai du Louvre, 75001 Paris
Dove si trova: sulla Senna, di fronte al Pont-Neuf, tra il Louvre e il Marais.Per conoscere la Maison e le sue esperienze artistiche, è possibile consultare il sito ufficiale di Cheval Blanc Paris.
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Filly di Somma
Parigi torna a respirare aria olimpica con i Campionati Europei di nuoto 2026. Fino al 16 agosto il meglio del nuoto europeo si dà appuntamento al Centre Aquatique Olympique di Saint-Denis, mentre la Senna è stata protagonista delle gare in acque libere e del suggestivo high diving. Un’occasione in più per chi si trova nella capitale francese in questi giorni d’agosto.
C’è un modo diverso di vivere Parigi in questa estate 2026: seguire le traiettorie dell’acqua e tornare, almeno per qualche giorno, alle emozioni dei Giochi Olimpici del 2024.
Sono infatti in corso nella capitale francese i Campionati Europei di nuoto, una grande manifestazione internazionale che riunisce le migliori stelle del continente e che si concluderà domenica 16 agosto. La rassegna, iniziata il 31 luglio, coinvolge diverse discipline acquatiche e ha riportato sotto i riflettori alcune delle architetture sportive nate per i Giochi di Parigi 2024.
Per chi è a Parigi in questi giorni, dunque, gli Europei rappresentano un appuntamento da aggiungere all’itinerario: un’esperienza capace di unire sport, architettura contemporanea e quella particolare atmosfera internazionale che in estate rende la città ancora più cosmopolita.
Il cuore degli Europei è a Saint-Denis
Dal 10 al 16 agosto è la grande piscina del Centre Aquatique Olympique Métropole du Grand Paris, a Saint-Denis, a ospitare le gare di nuoto in vasca.
È uno dei luoghi simbolo dell’eredità olimpica di Parigi 2024: una struttura progettata per rimanere al servizio della città anche dopo i Giochi e che oggi torna ad accogliere i grandi campioni europei.
Ed è proprio qui che si concentra la parte finale della manifestazione, con batterie, semifinali e finali che accompagneranno il pubblico fino alla giornata conclusiva del 16 agosto.
Per chi desidera assistere dal vivo alle competizioni, è consigliabile verificare in anticipo disponibilità e modalità di accesso attraverso i canali ufficiali dell’evento.
Tutti gli occhi su Léon Marchand
Tra i motivi che rendono particolarmente attesa questa edizione c’è naturalmente Léon Marchand, il grande protagonista del nuoto francese.
Il quattro volte campione olimpico di Parigi 2024 è iscritto alla rassegna continentale e il suo ritorno a gareggiare davanti al pubblico di casa è uno degli eventi più attesi di questi Europei. Dopo un’estate complicata da un problema all’adduttore, Marchand ha ridimensionato il proprio programma rispetto alle sue gare abituali, ma resta uno dei nomi capaci di catalizzare l’attenzione del pubblico.
Accanto a lui ci sono altri protagonisti di primo piano del nuoto europeo, tra cui il francese Maxime Grousset, la svedese Sarah Sjöström, tornata alle competizioni dopo la maternità, la campionessa olandese Marrit Steenbergen e il rumeno David Popovici, tra i grandi nomi della velocità europea.
Il calendario da segnare in agenda
Per chi arriva a Parigi proprio in questi giorni, il momento è particolarmente interessante perché è iniziata la settimana dedicata alla natation course, la spettacolare fase delle gare in vasca.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano le finali dei 100 metri stile libero, dei 200 metri stile libero, delle distanze veloci e delle staffette, fino alla grande serata conclusiva del 16 agosto.
La giornata finale promette un vero crescendo: il programma prevede nove finali consecutive, una sorta di grande finale collettivo che chiuderà l’edizione 2026 degli Europei al Centre Aquatique Olympique.
Particolarmente atteso è anche il percorso di David Popovici, protagonista delle gare dei 100 e 200 metri stile libero, mentre Marrit Steenbergen punta a essere una delle grandi protagoniste della rassegna.
E la Senna è stata protagonista
Gli Europei non sono stati però soltanto piscina.
Nei giorni scorsi Parigi ha vissuto uno degli spettacoli più suggestivi dell’intera manifestazione con le gare di nuoto in acque libere nella Senna, disputate nella zona dell’Île aux Cygnes, tra il 4 e l’8 agosto.
E ancora più spettacolare è stato il high diving, il tuffo dalle grandi altezze, con gli atleti impegnati dalla piattaforma di 20 metri nell’area del ponte Bir-Hakeim.
Un’immagine quasi cinematografica: gli atleti sospesi sopra la Senna, con la Tour Eiffel sullo sfondo e il paesaggio parigino a fare da quinta naturale. Le gare di high diving del 7 e 8 agosto erano inoltre visibili gratuitamente dai quais della Senna.
È uno degli aspetti più affascinanti di questi Europei: lo sport non è rimasto confinato all’interno di un impianto, ma ha incontrato direttamente la città.
Una Parigi diversa da scoprire ad agosto
Per chi visita Parigi in agosto, gli Europei sono quindi anche un pretesto per uscire dai percorsi più tradizionali.
Saint-Denis, facilmente raggiungibile dalla capitale, permette di combinare la giornata sportiva con la scoperta di una zona della metropoli spesso meno frequentata dai visitatori rispetto al centro storico.
E per chi invece ha seguito le gare sulla Senna, l’esperienza si è trasformata naturalmente in una passeggiata attraverso uno dei luoghi più iconici della città: Île aux Cygnes, Pont de Bir-Hakeim, quai della Senna e i panorami verso la Tour Eiffel.
È proprio questa la particolarità di Parigi: anche un grande evento sportivo può diventare un modo per guardare la città da una prospettiva nuova.
Fino al 16 agosto, Parigi è anche acqua
Gli Europei di nuoto 2026 sono dunque un appuntamento da non perdere per chi si trova nella capitale in questa settimana di agosto.
La manifestazione si conclude domenica 16 agosto, con l’ultima giornata delle gare di nuoto al Centre Aquatique Olympique di Saint-Denis.
Dopo l’enorme palcoscenico dei Giochi Olimpici, Parigi torna così a essere teatro dello sport internazionale. E lo fa nel modo più parigino possibile: portando l’acqua dentro e fuori dagli impianti, dalla piscina olimpica alla Senna, trasformando per qualche settimana la città in un grande palcoscenico acquatico.
Per chi è a Parigi in questi giorni, vale la pena dare un’occhiata al programma degli Europei, verificare i biglietti disponibili e regalarsi una parentesi sportiva durante la propria vacanza. Perché anche questo, oggi, è un modo di vivere Parigi.
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Filly di Somma
Le Butter Shop a Parigi: il negozio dove il burro diventa un’esperienza gourmet
Scopri Le Butter Shop a Parigi, la boutique dedicata al burro artigianale francese. Dove si trova, cosa assaggiare e perché è una delle esperienze gastronomiche più originali della capitale.
Parigi è famosa per la sua straordinaria tradizione gastronomica. Croissant, baguette, formaggi e pâtisserie attirano ogni anno milioni di visitatori, ma negli ultimi tempi c’è un luogo che sta incuriosendo sempre più turisti e appassionati di cucina: Le Butter Shop, la boutique interamente dedicata al burro.
Questo piccolo negozio è diventato uno dei luoghi gastronomici più originali della capitale francese, trasformando un ingrediente semplice in una vera esperienza di degustazione.
Se stai programmando un viaggio a Parigi e vuoi scoprire qualcosa di diverso dai classici itinerari turistici, questa è una tappa da segnare.
Cosa rende speciale Le Butter Shop
A differenza di una normale gastronomia, Le Butter Shop propone una selezione di burri artigianali provenienti dalle migliori produzioni francesi, con particolare attenzione alle celebri creazioni di Maison Bordier, considerata una delle eccellenze della produzione casearia francese.
Il negozio offre numerose varietà di burro, dalle versioni tradizionali a quelle aromatizzate con ingredienti ricercati.
Tra i gusti più curiosi troviamo:
- tartufo;
- yuzu;
- vaniglia;
- peperoncino d’Espelette;
- alghe marine;
- aglio ed erbe aromatiche;
- limone;
- curry;
- pepe di Sichuan;
- zafferano.
A seconda della stagione e delle disponibilità, l’assortimento può arrivare a comprendere circa 30 gusti differenti, rendendo ogni visita diversa dalla precedente.
Perché il burro francese è così apprezzato?
Il burro rappresenta uno degli ingredienti simbolo della cucina francese.
La qualità dipende dalla panna utilizzata, dai tempi di maturazione e dalle tecniche di lavorazione artigianale. Maison Bordier, ad esempio, continua ancora oggi a modellare il burro manualmente con tradizionali palette di legno, una tecnica che contribuisce a mantenere una consistenza particolarmente cremosa e un gusto intenso.
Non è un caso che questo burro venga utilizzato da numerosi chef stellati e dalle migliori boulangerie francesi.
Un’esperienza gastronomica diversa dal solito
Visitare Le Butter Shop significa andare oltre il semplice acquisto.
Il personale accompagna spesso i clienti nella scelta dei diversi gusti, spiegando gli abbinamenti ideali con pane, pesce, carne, verdure e perfino dessert.
È un modo originale per conoscere una parte autentica della cultura gastronomica francese, lontano dalle attrazioni più affollate.
Dove si trova Le Butter Shop
Le Butter Shop si trova al 5 Rue Bouchut, 75015 Parigi, nel XV arrondissement, a pochi minuti a piedi dal Campo di Marte e dalla Torre Eiffel. La posizione lo rende una tappa ideale per chi desidera organizzare un picnic gourmet o fare una pausa gastronomica durante la visita ai principali monumenti della capitale francese. La boutique è facilmente raggiungibile con la metropolitana, scendendo alle stazioni Ségur (linea 10) o Sèvres-Lecourbe (linea 6). Attualmente è aperta dal lunedì al sabato, dalle 10:30 alle 18:30, mentre resta chiusa la domenica e il mercoledì. Prima della visita è comunque consigliabile verificare eventuali variazioni degli orari di apertura.
Vale la pena visitarlo?
Se ami il turismo gastronomico, la risposta è sì.
Le Butter Shop è una delle esperienze più particolari che puoi vivere a Parigi: un piccolo negozio capace di raccontare la tradizione culinaria francese attraverso uno dei suoi ingredienti più iconici.
Che tu sia un amante della cucina o semplicemente curioso di scoprire luoghi insoliti, questa boutique saprà sorprenderti con profumi, sapori e abbinamenti davvero inaspettati.
Domande frequenti (FAQ)
Quanti gusti di burro si possono trovare da Le Butter Shop?
L’assortimento varia durante l’anno, ma in alcuni periodi sono disponibili fino a circa 30 varietà di burro aromatizzato.
Qual è il burro più famoso venduto nel negozio?
Tra i prodotti più richiesti ci sono i burri artigianali di Maison Bordier, apprezzati anche da numerosi chef francesi.
Le Butter Shop è adatto ai turisti?
Sì. È una tappa ideale per chi desidera vivere un’esperienza gastronomica diversa dalle classiche attrazioni di Parigi.
Quanto tempo serve per la visita?
La visita è piuttosto breve, generalmente tra i 15 e i 30 minuti, ma rappresenta una piacevole sosta durante una passeggiata nei quartieri centrali della città.
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Filly di Somma
Parigi ha un ritmo tutto suo. È il ritmo dei passi sulla pietra dei suoi boulevard, delle luci che si accendono sulla Senna al tramonto, delle note che arrivano dai piccoli locali di Montmartre. Ma c’è un luogo dove l’anima più spettacolare della capitale francese continua a vivere ogni sera: il Moulin Rouge, il tempio della danza e dello spettacolo che da oltre un secolo incanta visitatori da tutto il mondo.
In occasione del passaggio del Tour de France a Parigi e del suo tradizionale arrivo sugli Champs-Élysées, la città si veste di festa e celebra una delle sue immagini più iconiche: quella di una Parigi elegante, energica e piena di vita. Tra biciclette, applausi e bandiere, torna protagonista anche lo spirito del French Cancan, la danza che più di ogni altra rappresenta il carattere libero e gioioso della capitale francese.
Il Moulin Rouge: dove nasce il mito delle ballerine parigine

IG@moulinrougeofficiel
Inaugurato nel 1889 nel quartiere di Montmartre, il Moulin Rouge nacque durante la Belle Époque, un periodo in cui Parigi era il centro europeo dell’arte, della cultura e del divertimento. Il celebre locale con il mulino rosso sulla facciata divenne rapidamente un simbolo della vita notturna parigina, attirando artisti, scrittori e viaggiatori affascinati dalla sua atmosfera anticonformista.
Sul suo palcoscenico si esibirono alcune delle più celebri artiste dell’epoca, come La Goulue e Jane Avril, figure leggendarie che contribuirono a rendere il French Cancan un fenomeno internazionale.
Le ballerine del Moulin Rouge non erano semplicemente interpreti di uno spettacolo: erano il simbolo di una nuova idea di femminilità, di libertà e di espressione artistica. Con i loro costumi colorati, le gonne ricche di volant e i movimenti acrobatici, trasformarono la danza in un vero spettacolo teatrale.
Il French Cancan: la danza che ha fatto il giro del mondo
Il French Cancan nacque nei quartieri popolari di Parigi nella prima metà dell’Ottocento e divenne famoso proprio grazie ai cabaret della capitale. Il suo elemento più riconoscibile è il celebre sollevamento delle gonne accompagnato da calci ritmati, salti e movimenti coordinati delle ballerine.
La parola “cancan” richiama l’idea di rumore e movimento: una danza vivace, esuberante, fatta per sorprendere il pubblico. Nel corso degli anni è diventata una vera icona francese, al pari della Torre Eiffel, dei café parigini e dei romantici scorci lungo la Senna.
Ancora oggi lo spettacolo del Moulin Rouge mantiene intatta questa energia: piume, luci, musica e coreografie spettacolari raccontano una Parigi immaginaria e allo stesso tempo profondamente legata alla sua storia.
Parigi in festa: il Tour de France incontra la città dello spettacolo
Quando il Tour de France arriva a Parigi, la capitale francese vive uno dei suoi momenti più emozionanti dell’anno. Le strade si riempiono di appassionati, i grandi viali diventano un palcoscenico a cielo aperto e l’arrivo finale celebra non solo lo sport, ma anche il fascino della città.
Il passaggio dei ciclisti lungo gli Champs-Élysées crea un’atmosfera unica: velocità, resistenza e passione sportiva incontrano l’eleganza e la tradizione parigina. È una celebrazione collettiva che unisce generazioni diverse, proprio come il Moulin Rouge continua a fare con il suo pubblico internazionale.
Il legame tra il Tour de France e il French Cancan può sembrare curioso, ma entrambi raccontano una stessa idea: il movimento come forma di spettacolo. Da una parte i ciclisti che attraversano la città con forza e determinazione, dall’altra le ballerine che trasformano ogni passo in energia e leggerezza.
Vivere Parigi tra sport, danza e tradizione
Visitare Parigi durante il periodo del Tour de France significa scoprire una città ancora più vivace, dove la storia incontra gli eventi contemporanei. Dopo aver ammirato il passaggio dei corridori, vale la pena lasciarsi trasportare dall’atmosfera di Montmartre, passeggiare tra le sue stradine artistiche e concludere la giornata con uno spettacolo del Moulin Rouge.
Sedersi davanti al celebre palcoscenico significa entrare in una Parigi fatta di sogni, musica e tradizioni che resistono al tempo. Le ballerine del Moulin Rouge continuano a raccontare la stessa storia iniziata più di cento anni fa: quella di una città che ama celebrare la bellezza, la creatività e la gioia di vivere.
Perché Parigi non è soltanto una destinazione da visitare. È uno spettacolo che continua ad andare in scena, tra una pedalata sugli Champs-Élysées e un ultimo, elegante battito di tacco sulle note del French Cancan.
Appuntamento a domenica 26 luglio: Parigi saluta il Tour de France
L’appuntamento è fissato per domenica 26 luglio, quando Parigi accoglierà il grande finale del Tour de France con una giornata di festa che unirà sport, spettacolo e tradizione. I corridori attraverseranno la capitale francese per l’ultima tappa della Grande Boucle, con il traguardo finale nella cornice degli Champs-Élysées, tra l’Arco di Trionfo e Place de la Concorde.
Il percorso regalerà anche un passaggio speciale nel cuore di Montmartre, il quartiere degli artisti dove nacque il fascino della Parigi bohémienne e dove si trova il celebre Moulin Rouge. Le salite sulla collina e il passaggio in rue Lepic aggiungeranno un tocco ancora più spettacolare all’ultima giornata del Tour, prima della volata conclusiva sul viale più famoso del mondo.
Sarà una giornata perfetta per vivere la doppia anima della capitale: di giorno il coraggio e la velocità dei campioni del ciclismo, la sera la magia delle ballerine del Moulin Rouge, con le loro piume, i loro costumi scintillanti e l’inconfondibile energia del French Cancan.
Parigi, ancora una volta, dimostrerà di essere una città capace di trasformare ogni evento in uno spettacolo indimenticabile.
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Filly di Somma
Nel cuore di Parigi, proprio di fronte alla maestosa cattedrale di Notre-Dame, la Senna ospita un nuovo luogo destinato a diventare un punto di riferimento per gli amanti dei libri. Si chiama NANNA ed è molto più di una semplice péniche: è una biblioteca galleggiante, uno spazio culturale, un luogo d’incontro dove la letteratura dialoga con la città, l’arte e la convivialità.
Attraccata al Port de Montebello, nel V arrondissement, NANNA nasce con l’ambizione di riportare il libro al centro della vita quotidiana, trasformando la lettura in un’esperienza condivisa. Qui non si entra soltanto per sfogliare un romanzo, ma per partecipare a presentazioni editoriali, incontri con autori, laboratori di scrittura, reading, dibattiti, club del libro e persino registrazioni di podcast dedicati al mondo letterario.
Uno degli aspetti più affascinanti della péniche è la sua biblioteca permanente, composta da circa cinquemila volumi accuratamente selezionati. I libri sono liberamente consultabili e invitano i visitatori a fermarsi, leggere e lasciarsi trasportare dalle storie mentre la Senna scorre lentamente accanto alle grandi finestre affacciate su Notre-Dame. La collezione comprende narrativa contemporanea, grandi classici francesi e internazionali, poesia, filosofia, fumetti, libri di viaggio e opere d’arte, offrendo un panorama ricco e variegato della produzione letteraria.

L’atmosfera di NANNA è pensata per superare la tradizionale idea di biblioteca silenziosa. Gli incontri con gli scrittori si trasformano spesso in occasioni di dialogo informale, che proseguono davanti a un bicchiere di vino o a un cocktail preparato nel bar della péniche. La cultura si intreccia così con il piacere della socialità, dando vita a un ambiente rilassato e accogliente dove lettori, autori, editori e semplici curiosi possono incontrarsi senza barriere.

La struttura si sviluppa su due livelli. Il ponte superiore, luminoso e affacciato sulla Senna, offre una vista privilegiata sulla cattedrale di Notre-Dame, regalando uno degli scorci più suggestivi della capitale francese. Nella parte inferiore, invece, trova spazio un ambiente più raccolto e intimo dedicato ai book club, alle conferenze e agli eventi serali, concepito come un vero salotto letterario.

Il progetto è promosso dal gruppo Artflux, già noto a Parigi per aver trasformato alcune péniche della Senna in innovativi spazi culturali. Con NANNA, il gruppo amplia la propria visione dedicando un intero luogo al mondo dei libri e della scrittura, nella convinzione che la cultura possa essere vissuta in maniera aperta, inclusiva e partecipata.

La programmazione è intensa durante tutto l’anno e comprende presentazioni di libri, incontri con autori affermati ed emergenti, laboratori creativi, eventi dedicati ai giovani lettori, appuntamenti con la comunità BookTok e iniziative che avvicinano il pubblico alla lettura attraverso linguaggi contemporanei. L’obiettivo è creare un luogo in cui la letteratura non sia soltanto conservata, ma vissuta quotidianamente.

NANNA rappresenta una delle novità culturali più interessanti della Parigi contemporanea. In una città che ha sempre fatto della letteratura uno dei propri simboli, questa biblioteca galleggiante rinnova la tradizione con uno sguardo moderno, trasformando la Senna in uno spazio dove le storie continuano a navigare insieme alle persone.

Per chi visita Parigi, una sosta a bordo di NANNA significa concedersi un momento di lettura in uno dei panorami più affascinanti della città, scoprendo che i libri possono ancora sorprendere quando trovano un luogo capace di farli vivere oltre le pagine.
Tutte le foto interne e copertina sono di IG@nanna.paris
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Filly di Somma
Parigi non è soltanto la capitale della moda: è una città che sa trasformare ogni stagione in un’esperienza da vivere. Ma durante la Haute Couture Week accade qualcosa di speciale. Le vie del centro si popolano di giornalisti, fotografi, buyer e appassionati provenienti da tutto il mondo, mentre gli hotel di lusso, i caffè storici e le boutique lungo Rue Cambon diventano il cuore pulsante di un evento che celebra il meglio dell’artigianalità francese.
Tra gli appuntamenti più attesi dell’edizione di luglio 2026 c’è stata la sfilata di Chanel, una maison che continua a rappresentare uno dei simboli più autentici dell’eleganza parigina. Più che una semplice collezione, è stato un racconto dedicato alla leggerezza, alla tradizione e alla straordinaria capacità degli atelier di trasformare tessuti, ricami e dettagli in vere opere d’arte.
La couture come esperienza da vivere

Entrare nell’universo Chanel significa immergersi in una dimensione dove il tempo sembra rallentare. Le silhouette della collezione Haute Couture Autunno/Inverno 2026-2027 hanno sfilato leggere come nuvole, costruite con chiffon, organza, tulle e mousseline, materiali che sembravano fluttuare ad ogni passo.
Il celebre tweed della maison viene reinterpretato con linee più morbide e contemporanee, mentre ricami, piume e applicazioni floreali raccontano il lavoro minuzioso delle petites mains, le artigiane che custodiscono uno dei patrimoni sartoriali più preziosi al mondo.
La palette cromatica richiama la delicatezza della Parigi estiva: bianco avorio, beige, cipria e sfumature naturali si alternano a tocchi di nero e oro, in perfetto equilibrio tra tradizione e modernità.
Rue Cambon, il cuore di Chanel
Per chi visita Parigi, la sfilata è anche l’occasione per scoprire i luoghi che hanno costruito il mito della maison. Al numero 31 di Rue Cambon si trova la storica sede di Chanel, dove Gabrielle “Coco” Chanel rivoluzionò il modo di vestire delle donne del Novecento.
Ancora oggi questa via elegante, a pochi passi da Place Vendôme e dal Giardino delle Tuileries, rappresenta una tappa imperdibile per gli appassionati di moda. Le sue vetrine raccontano oltre un secolo di creatività, mentre nei dintorni si respira quell’atmosfera sofisticata che rende Parigi unica al mondo.
La Fashion Week è anche un viaggio
Durante la Haute Couture Week la città assume un volto diverso. Le terrazze dei caffè diventano punti di incontro per creativi e professionisti del settore, gli hotel ospitano eventi esclusivi e le strade si trasformano in una passerella a cielo aperto, dove lo street style dialoga con l’eleganza senza tempo delle grandi maison.
Passeggiare tra Place Vendôme, Rue Saint-Honoré, il Palais Garnier e gli eleganti boulevard significa vivere la moda non soltanto come spettacolo, ma come parte integrante dell’identità culturale della capitale francese.
Un momento di transizione
La collezione presentata a luglio 2026 assume anche un valore simbolico. Chanel si prepara infatti ad aprire un nuovo capitolo della propria storia con l’arrivo del direttore creativo Matthieu Blazy. In attesa del suo debutto, gli atelier hanno scelto di rendere omaggio ai codici storici della maison, riaffermando il valore della couture come espressione di eccellenza artigianale.
Perché visitare Parigi durante la Haute Couture Week
Anche senza un invito alle sfilate, la Haute Couture Week offre un’occasione unica per vivere Parigi in una veste esclusiva. Le boutique presentano allestimenti speciali, le gallerie d’arte inaugurano nuove mostre, i grandi magazzini dedicano spazi alle maison e l’intera città si anima di un’energia creativa difficile da trovare in altri periodi dell’anno.
Per chi ama i viaggi, la moda e l’arte, è il momento ideale per lasciarsi ispirare da una città che continua a essere il punto di riferimento internazionale dello stile.
Perché a Parigi la moda non si osserva soltanto. Si respira passeggiando lungo la Senna, sorseggiando un caffè in Place Vendôme o fermandosi davanti alle vetrine di Rue Cambon. È questa la vera magia della capitale francese: trasformare ogni viaggio in un’esperienza di bellezza senza tempo.
immagini copertina e interna Fall Winter 2026 Haute Couture Matthieu Blazy for CHANEL – IG@chanelofficial
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Filly di Somma
Paris est une ville qui se révèle à ceux qui savent ralentir le pas. Derrière les grandes avenues et les monuments mondialement connus subsiste un Paris plus discret, plus intime, fait de passages oubliés, de cours cachées et d’adresses confidentielles. Parmi les meilleurs ambassadeurs de cette capitale secrète figure Marin Montagut, artiste, illustrateur, écrivain et amoureux passionné de la Ville Lumière.
Son univers est une invitation permanente à redécouvrir Paris avec des yeux d’enfant, à retrouver le goût de la flânerie et à célébrer la beauté des détails que l’on ne remarque plus. Au cœur de la Rive Gauche, sa boutique est devenue une destination incontournable pour les voyageurs en quête d’authenticité.

Un amoureux inconditionnel de Paris
Illustrateur de talent, collectionneur d’objets rares et auteur de plusieurs ouvrages consacrés à la capitale française, Marin Montagut a construit une œuvre entière autour de son amour pour Paris. Ses dessins délicats, inspirés par l’histoire de la ville, ses jardins, ses cafés et ses trésors cachés, évoquent une capitale intemporelle, loin du tumulte contemporain.
À travers ses livres et ses créations, il invite les visiteurs à explorer un Paris méconnu : des impasses fleuries aux passages secrets, des ateliers d’artisans aux adresses historiques qui ont conservé leur âme d’antan.
Son regard poétique séduit aussi bien les Parisiens que les voyageurs venus du monde entier à la recherche d’une expérience plus authentique de la ville.
Une boutique comme un cabinet de curiosités

Située au 48 rue Madame, dans le très élégant 6ᵉ arrondissement, la boutique Marin Montagut ressemble à un décor sorti d’un conte parisien.
Dès l’entrée, le visiteur est plongé dans un univers raffiné où chaque objet raconte une histoire. Les vitrines regorgent de trésors soigneusement sélectionnés : porcelaines peintes à la main, papeterie de luxe, carnets illustrés, bijoux délicats, cartes anciennes, bougies parfumées et objets décoratifs inspirés du patrimoine français.
Loin des concept stores standardisés, cette adresse cultive une atmosphère chaleureuse et personnelle. Chaque pièce semble avoir été choisie avec passion, comme dans la collection privée d’un esthète amoureux de l’art de vivre à la française.
L’esprit de la Rive Gauche
La boutique s’intègre parfaitement à l’âme de la Rive Gauche, ce quartier mythique qui a longtemps attiré artistes, écrivains et intellectuels. À quelques pas du Jardin du Luxembourg, elle perpétue l’esprit d’un Paris élégant et créatif.
Le visiteur peut facilement prolonger sa découverte en parcourant les rues voisines, où subsistent de nombreuses librairies indépendantes, galeries d’art et cafés historiques. C’est un quartier qui se découvre lentement, au fil des promenades, exactement comme Marin Montagut aime raconter la ville.
Des livres pour explorer le Paris caché

Au-delà de ses créations artistiques, Marin Montagut est également devenu une référence pour les amoureux du Paris secret grâce à ses ouvrages illustrés.
Ses guides invitent à sortir des itinéraires touristiques classiques pour partir à la découverte de lieux insolites : jardins confidentiels, cours pavées, ateliers oubliés, escaliers pittoresques et passages chargés d’histoire. Chaque adresse est accompagnée d’anecdotes, de dessins et de récits qui donnent envie d’explorer la capitale autrement.
Pour de nombreux visiteurs, ses livres constituent aujourd’hui l’une des plus belles portes d’entrée vers un Paris authentique et poétique.
Une adresse incontournable pour les amoureux de Paris
Visiter la boutique Marin Montagut, ce n’est pas seulement faire du shopping. C’est entrer dans un univers où l’élégance, la créativité et la mémoire de Paris se rencontrent.
Que l’on soit passionné de décoration, amateur de beaux objets ou simple voyageur curieux, cette adresse offre une expérience rare : celle de découvrir la capitale à travers le regard sensible d’un artiste qui en célèbre chaque jour les trésors cachés.
Dans une époque où de nombreuses villes tendent à se ressembler, Marin Montagut rappelle que Paris conserve encore ses secrets. Il suffit parfois de pousser la porte d’une petite boutique de la Rive Gauche pour les voir apparaître.
Ph couverture : IG@marinmontagut
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Filly di Somma
Parigi è una città che non smette mai di sorprendere. Dietro i grandi monumenti, i boulevard eleganti e i luoghi più celebri si nasconde una città più intima, fatta di dettagli, cortili nascosti, giardini segreti e indirizzi che raccontano storie. Pochi conoscono questa anima autentica della capitale francese quanto Marin Montagut.
Artista, illustratore, designer, autore e collezionista appassionato, Marin Montagut è diventato negli anni una delle figure più affascinanti della scena creativa parigina. Il suo lavoro è un vero e proprio omaggio alla città e al suo patrimonio culturale, raccontato attraverso uno sguardo poetico e senza tempo.

Chi è Marin Montagut
Nato in Francia e profondamente legato a Parigi, Marin Montagut ha costruito un universo creativo unico che unisce arte, design, storia e artigianato. Le sue celebri illustrazioni ad acquerello raccontano la città con delicatezza e precisione, immortalando monumenti, giardini, insegne storiche e scorci che spesso passano inosservati ai visitatori più frettolosi.
La sua filosofia è semplice: imparare a guardare la città con occhi curiosi, lasciandosi guidare dalla meraviglia. Per lui Parigi non è soltanto una destinazione turistica, ma un luogo da esplorare lentamente, alla ricerca di dettagli capaci di raccontare secoli di storia e di eleganza.
L’uomo che racconta la Parigi nascosta

Marin Montagut è conosciuto soprattutto per il suo straordinario lavoro di ricerca e valorizzazione della Parigi più autentica. Attraverso libri, mappe illustrate e guide dedicate agli indirizzi segreti della capitale, invita parigini e viaggiatori a scoprire luoghi poco conosciuti ma ricchi di fascino.
Nei suoi percorsi si incontrano passaggi nascosti, atelier storici, cortili privati, antiche librerie, giardini romantici e piccoli negozi sopravvissuti al passare del tempo. È una Parigi lontana dai circuiti più turistici, fatta di atmosfera, memoria e dettagli.
Le sue opere sono profondamente influenzate dai quartieri storici della Rive Gauche, da Saint-Germain-des-Prés e dai giardini del Lussemburgo, luoghi che rappresentano l’essenza stessa dell’arte di vivere parigina.
La boutique di Rue Madame: un cabinet de curiosités da non perdere

Per comprendere davvero il mondo di Marin Montagut bisogna visitare la sua boutique nel VI arrondissement, a pochi passi dal Jardin du Luxembourg.
Situata al numero 48 di Rue Madame, questa straordinaria boutique è molto più di un semplice negozio: è un autentico cabinet de curiosités, uno scrigno di meraviglie che sembra uscito da un’altra epoca.
Appena si varca la soglia si viene accolti da un’atmosfera unica. Mobili antichi, oggetti rari, libri illustrati, porcellane decorate a mano, candele profumate, quaderni raffinati, carte artistiche e creazioni esclusive convivono in un ambiente che ricorda l’appartamento di un collezionista appassionato.
Ogni oggetto racconta una storia. Nulla è scelto a caso. Le collezioni create da Montagut si ispirano ai simboli di Parigi, alla storia francese, ai giardini della città e ai tesori custoditi nei musei. Le sue illustrazioni decorano piatti, tazze, foulard e oggetti d’arredo che diventano veri e propri souvenir d’autore.
Un’esperienza immersiva nel cuore di Parigi
Ciò che rende speciale questa boutique è l’esperienza che offre ai visitatori. Non si entra semplicemente per acquistare un oggetto, ma per immergersi in un universo fatto di bellezza, curiosità e poesia.
Ogni scaffale invita alla scoperta. Ogni vetrina sembra raccontare una favola parigina. L’atmosfera è quella di una Parigi elegante e raffinata, dove il tempo rallenta e la creatività trova spazio per esprimersi.
Per gli amanti della capitale francese, la boutique di Marin Montagut rappresenta una tappa imprescindibile, un luogo capace di restituire l’immagine più autentica della città.
Perché visitarla
In una Parigi sempre più veloce e internazionale, Marin Montagut continua a difendere il valore dell’artigianato, della memoria e della bellezza dei dettagli.
La sua boutique è il luogo ideale per chi desidera scoprire una Parigi diversa, più intima e sofisticata. È un indirizzo che parla di storia, arte e passione, lontano dalle mode passeggere e vicino all’essenza più profonda della capitale francese.
Visitare Marin Montagut significa portare con sé non soltanto un oggetto speciale, ma un modo diverso di guardare Parigi: con curiosità, lentezza e meraviglia.
Perché la vera magia di Parigi, come ci insegna Marin Montagut, si nasconde spesso nei dettagli che gli altri non vedono.
FOTO COPERTINA @IGmarinmontagut
