Filly di Somma
Nel cuore di Parigi, affacciato sulla Senna e a pochi passi dal Louvre, Cheval Blanc Paris è molto più di un hotel di lusso. È un luogo in cui arte, architettura e artigianato dialogano continuamente, trasformando l’esperienza dell’ospitalità in un vero viaggio estetico.
Ci sono luoghi di Parigi che si visitano.
E poi ce ne sono altri che, semplicemente, si abitano.
Cheval Blanc Paris appartiene a questa seconda categoria.
Affacciato sulla Senna, di fronte al Pont-Neuf, tra il Louvre e il Marais, l’hotel occupa uno degli edifici più affascinanti della storica Samaritaine. La Maison si trova all’8 quai du Louvre e conta 72 camere e suite. Ma i numeri, in questo caso, raccontano soltanto una piccola parte della storia.

screenshot copyright IG@chevalblancparis
Perché entrare a Cheval Blanc Paris significa soprattutto entrare in un universo nel quale l’arte non è un elemento decorativo, ma una parte integrante dell’architettura e dell’esperienza.
Un pezzo di storia parigina

Per comprendere il carattere di Cheval Blanc Paris bisogna partire dall’edificio.
La struttura storica della Samaritaine fu progettata dall’architetto Henri Sauvage nel 1928, in piena stagione Art Déco. La sua rinascita contemporanea ha coinvolto l’architetto Edouard François, insieme a un grande lavoro di maestri artigiani, tra marmisti, doratori, fabbri e specialisti di antiche tecniche decorative.
L’obiettivo non è stato quello di ricreare semplicemente l’atmosfera degli anni Venti.
Al contrario, il progetto cerca un equilibrio fra la memoria dell’edificio e la creatività contemporanea.

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È proprio questo dialogo a rendere così particolare Cheval Blanc Paris: l’Art Déco non è un tema decorativo applicato dall’esterno, ma una sorta di linguaggio originario con il quale artisti, designer e artigiani contemporanei continuano a confrontarsi.
Peter Marino e l’idea di una casa privata
Gli interni sono stati affidati all’architetto americano Peter Marino, che ha scelto un approccio decisamente lontano da quello del classico hotel internazionale.
Marino ha immaginato Cheval Blanc Paris come una grande residenza privata, quasi la casa di un raffinato collezionista. Ogni mobile, ogni oggetto e ogni dettaglio sono stati scelti o progettati per costruire un ambiente personale e stratificato.
Il risultato è sorprendente.
Non ci si trova davanti a una successione di ambienti nei quali le opere d’arte sono semplicemente appese alle pareti. Qui arte, design, architettura e artigianato si fondono.
Una scultura può diventare il punto focale di una stanza; una scala può trasformarsi in un’opera monumentale; un mobile può trovarsi a metà strada fra design e scultura.
È questa libertà di confini a dare personalità alla Maison.
Frank Gehry e il cavallo che sembra vivo

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Fra le opere più iconiche di Cheval Blanc Paris c’è il cavallo realizzato da Frank Gehry.
L’opera è stata commissionata appositamente per la Maison e rappresenta perfettamente il modo in cui l’hotel interpreta il rapporto fra arte e spazio. La stessa Cheval Blanc invita a osservare il cavallo da diverse angolazioni: la scultura sembra quasi cambiare atteggiamento e prendere vita.
È una presenza che sorprende.
E forse non è un caso che sia proprio un cavallo a dare il benvenuto all’immaginario della Maison.
Il nome Cheval Blanc, del resto, porta con sé l’idea del cavallo, ma Gehry riesce a trasformarla in qualcosa di completamente contemporaneo: una scultura dinamica, quasi astratta, nella quale la materia sembra essere in movimento.
Jean-Michel Othoniel e il dialogo con Parigi
Uno degli aspetti più interessanti del progetto artistico di Cheval Blanc è che l’arte non rimane confinata all’interno dell’edificio.
La Maison dialoga costantemente con la città e con il paesaggio della Senna, in un rapporto particolarmente evidente negli interventi artistici legati all’architettura.
Tra gli artisti associati al progetto c’è Jean-Michel Othoniel, uno dei protagonisti dell’arte contemporanea francese, la cui ricerca sulla materia e sulle forme preziose si inserisce perfettamente nell’universo estetico della Maison.
È un rapporto che racconta bene una caratteristica fondamentale di Cheval Blanc Paris: l’hotel non vuole isolarsi da Parigi, ma portare Parigi dentro la propria esperienza.
Dalle finestre delle suite alla luce che entra negli ambienti, dalla vista sulla Senna alle opere d’arte, la città rimane sempre presente.
Sophie Mallebranche: quando una scala diventa arte
Una delle opere più affascinanti si incontra proprio lungo un percorso che normalmente considereremmo puramente funzionale.
È la grande scala realizzata da Sophie Mallebranche, artista che lavora con il metallo tessuto.
Il materiale acquista una leggerezza sorprendente e la scala diventa una presenza quasi scultorea. L’opera collega la galleria d’ingresso al Dior Spa Cheval Blanc e trae ispirazione dall’estetica industriale dell’Art Déco.
È difficile trovare un esempio migliore per capire la filosofia di Cheval Blanc.
Qui non esiste una separazione netta fra ciò che è utile e ciò che è bello.
Una scala può essere contemporaneamente una scala e un’opera d’arte.
Ingrid Donat e la forza del bronzo
Un’altra presenza importante è quella dell’artista francese Ingrid Donat.
I suoi elementi in bronzo dorato, caratterizzati da una lavorazione traforata e da motivi geometrici, riprendono in maniera evidente il vocabolario dell’Art Déco. Le opere si trovano nella galleria che accoglie gli ospiti all’uscita degli ascensori e dialogano con il marmo dell’ambiente.
Ancora una volta, la materia diventa protagonista.
Il bronzo cattura la luce, crea ombre e cambia percezione mentre ci si muove nello spazio.
È un’arte che non chiede necessariamente di essere contemplata.
Chiede di essere attraversata.
Sonia Delaunay, Vik Muniz e i Lalanne
La collezione di Cheval Blanc Paris diventa ancora più interessante quando si osservano le opere nel loro insieme.
Peter Marino ha riunito artisti appartenenti a epoche e linguaggi molto diversi.
Ci sono le opere di Sonia Delaunay, figura fondamentale delle avanguardie europee e della ricerca sul colore; quelle di Vik Muniz, artista contemporaneo noto per il suo rapporto originale con immagini e materiali; e le creazioni di Philippe Anthonioz.
E poi ci sono Claude e François-Xavier Lalanne, la celebre coppia di artisti francesi che ha trasformato animali, natura e oggetti quotidiani in sculture e arredi dal carattere inconfondibile.
È proprio la presenza dei Lalanne a rendere particolarmente interessante il confine fra arte e design.
Quando un mobile diventa una scultura?
E quando una scultura può diventare un mobile?
A Cheval Blanc Paris la risposta non è mai così semplice.
La Quintessence Suite: vivere dentro l’arte
Questa idea raggiunge una delle sue espressioni più spettacolari nella Quintessence Suite.
La suite, progettata da Peter Marino, si sviluppa su due piani e rende omaggio all’universo artistico di Claude e François-Xavier Lalanne. La Maison la descrive come una sorta di “galleria d’arte vivente”, dove opere e creazioni artigianali su misura convivono con l’architettura residenziale.
Con i suoi 650 metri quadrati, quattro camere da letto, terrazze panoramiche e una vista sui tetti di Parigi e sulla Tour Eiffel, è molto più di una suite d’hotel.
È quasi una casa privata sospesa sopra Parigi.
E proprio qui emerge con maggiore chiarezza la visione di Peter Marino: non costruire un semplice décor, ma un universo nel quale vivere.
L’artigianato: l’altra anima dell’hotel
Parlare di Cheval Blanc Paris soltanto come di un luogo ricco di opere d’arte sarebbe però riduttivo.
Una parte fondamentale della sua identità nasce dal savoir-faire degli artigiani.
Il progetto utilizza numerosi materiali preziosi e lavorazioni realizzate appositamente per gli ambienti: marmi, cuoio, pergamena, pitture patinate a mano, metalli e marqueterie. Il dossier ufficiale parla di circa venti varietà di marmo e di una vera e propria “galleria di savoir-faire”.
Fra gli esempi più curiosi c’è il grande muro di marqueterie di paglia realizzato da Lison de Caunes, nel quale i fili vengono assemblati uno a uno.
Sono dettagli che forse non si notano immediatamente.
Ma è proprio questo il punto.
Il lusso di Cheval Blanc Paris non è soltanto ciò che si vede. È anche ciò che si scopre guardando più attentamente.
Un hotel da guardare con occhi diversi
È facile parlare di Cheval Blanc Paris come di un hotel di lusso.
Ma sarebbe una definizione incompleta.
La sua vera particolarità sta nella capacità di mettere insieme mondi apparentemente differenti: l’Art Déco e l’arte contemporanea, il design e la scultura, il lusso e l’artigianato, la storia della Samaritaine e la Parigi di oggi.
Non è una galleria d’arte nel senso tradizionale del termine.
Non è neppure un museo.
E non è semplicemente una residenza privata.
È qualcosa di più difficile da definire.
È un luogo nel quale l’arte entra nella vita quotidiana.
Si incontra attraversando una scala, sedendosi su una poltrona, osservando un bronzo, passando davanti a una scultura o semplicemente guardando Parigi attraverso una finestra.
Cheval Blanc Paris: una nuova idea di lusso
Forse è proprio questa la ragione per cui Cheval Blanc Paris riesce a essere così interessante anche per chi non è particolarmente appassionato di hotel.
Perché racconta una certa idea di Parigi.
Una Parigi nella quale il lusso non coincide necessariamente con l’ostentazione, ma con la cultura del dettaglio, la qualità della materia, il lavoro degli artigiani e la presenza dell’arte.
In questo senso, Cheval Blanc Paris non si limita a ospitare opere d’arte.
Costruisce intorno all’arte un modo di vivere.
E mentre fuori scorre la Senna, tra il Louvre, il Pont-Neuf e i tetti della città, dentro la Maison di Peter Marino prende forma una Parigi diversa: più intima, più sofisticata, quasi segreta.
Una Parigi da abitare.
E forse è proprio questo il modo più affascinante per scoprire un hotel: non chiedersi soltanto quanto sia lussuoso, ma cosa abbia da raccontare.
Cheval Blanc Paris
Indirizzo: 8 quai du Louvre, 75001 Paris
Dove si trova: sulla Senna, di fronte al Pont-Neuf, tra il Louvre e il Marais.
Per conoscere la Maison e le sue esperienze artistiche, è possibile consultare il sito ufficiale di Cheval Blanc Paris.
