In viaggio tra Kenya, Tanzania e il Sud del continente africano
Filly di Somma
Eccola quella sensazione di nostalgia di chi ha visitato l’Africa e desidera tornarci. Se ne sente tanto parlare, ma chi sa davvero cosa sia il Mal d’Africa? La risposta non è affatto facile, ognuno vive questo “malessere” in modo diverso e soggettivo, ma certamente lo possiamo tradurre in uno stato dell’anima prima ancora che mentale, una nostalgia talmente intensa da togliere il respiro. Una malinconia che coglie qualsiasi viaggiatore, arriva all’improvviso e verrebbe voglia di fare una follia, prendere il primo aereo disponibile, destinazione Africa. Una volta arrivati non si vorrà più ripartire.

Non si guarisce dal Mal di Africa, mai, anzi si può solo peggiorare.
Eccolo quel continente talmente grande e diverso da offrire ad ogni viaggiatore, attento e a caccia di emozioni, un’avventura memorabile e talmente forte da voler ritornare. Ci si sente immediatamente rapiti dai quei paesaggi, declinati in svariate sfaccettature, e che spaziano da deserti a giungle, senza dimenticare quelle incredibili fauna e flora le quali sembrano dipingere di mille colori questo continente in cui ogni paese ha qualcosa di unico da raccontare e infine quel racconto resta per sempre nell’animo di ognuno. Raccontare tutta l’Africa non sarebbe possibile, ma vi guidiamo alla scoperta di alcuni angoli del continente, in cui questo inguaribile Mal d’ Africa contagia tutti.

Il Sud Africa regala una bellezza unica, arricchita da quei contrasti che ne conferiscono un fascino unico. Ci si perde tra le due metropoli come Città del Capo e Johannesburg, ma il vero fascino risiede nelle sue riserve naturali. Il Parco Nazionale Kruger è ideale per gli amanti dei safari mentre le coste del Sud Africa sono un vero paradiso per tutti coloro che amano il surf, senza dimenticare la famosa Garden Route la quale offre un viaggio mozzafiato attraverso foreste, lagune e spiagge.
Non esiste Mal d’Africa senza il Kenya, considerata la culla dell’umanità, la destinazione ideale per immergersi nella vera natura selvaggia e affascinante dell’Africa, lì sì che quella “febbre” sale. Oltre al famoso Parco Nazionale Masai Mara, il quale ospita una varietà di parchi e riserve ricchi di fauna, va toccata anche la Rift Valley, con i suoi vulcani inattivi e laghi salati, una pura immersione nella sua bellezza naturale e incontaminata da restarne contagiati. Le spiagge di Mombasa offrono un perfetto mix di relax e avventura, luogo ideale per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni. Imperdibili sono anche il Monte Kenya e il Parco Nazionale di Amboseli, un’area naturale protetta, a circa 240 km a sud di Nairobi.

Non esiste Mal d’Africa nemmeno senza la Tanzania, un paese che cattura chiunque attraverso l’immaginazione e l’anima, qui si è immediatamente rapiti da un paesaggio variegato e da togliere il fiato. Di luoghi in cui perdersi ce ne sono, basti pensare al maestoso Kilimangiaro, la montagna più alta d’Africa, ai vasti spazi del Serengeti e poi l’isola di Zanzibar, con le sue spiagge di sabbia bianca e acque cristalline.Ma andiamo per tappe ed esploriamo, passo dopo passo, cosa vedere in Tanzania per “ammalarsi” davvero di Africa.

Il Monte Kilimangiaro con i suoi tre coni vulcanici Kibo, Mawenzi e Shira, si trova nella parte nord orientale del Paese. Con i suoi 5.895 metri sul livello del mare, è il monte più alto del continente africano, ma anche la montagna singola più alta del mondo, oltre ad essere anche uno dei vulcani più alti del pianeta e una delle Sette Cime del pianeta. Insomma ha un curriculum con i fiocchi!

Per chi volesse esplorare il Kilimangiaro ci sono 7 itinerari principali.
Marangu Route è l’unica strada con rifugi in muratura lungo il percorso. È la più antica e una delle più semplici. Machame Route è più impegnativa della Marangu ma offre paesaggi molto variegati.
Lemosho Route è considerata una delle vie più scenografiche. Rongai Route è l’unico itinerario che sale vicino al confine con il Kenya, meno affollato. Umbwe Route è la via più ripida e diretta, raccomandata solo agli scalatori molto esperti. Northern Circuit Route è il percorso più lungo, che compie un ampio anello attorno al Kilimangiaro, offrendo viste spettacolari. Shira Route è simile alla Lemosho ma con una partenza più alta.

Il tour in Tanzania continua con il Parco Nazionale del Serengeti, dichiarato Riserva Internazionale della Biosfera, un luogo immerso tra leggenda e realtà in cui vengono girati numerosi documentari naturalistici, ed è considerato il parco più antico e vasto della Tanzania, tanto che il nome Siringet, significa “Pianura senza confini”.
La sua peculiarità è di essere teatro della più impressionante migrazione sulla Terra e che vede lo spostamento annuale di diversi milioni di erbivori, in particolare gnu e zebre. La parte meridionale del parco è occupata da ampie pianure, dove si concentrano gli animali che partecipano alla migrazione tra i mesi di dicembre e marzo, quando partoriscono circa mezzo milione di nuovi nati.

Il tour continua a Ngorongoro, considerata un’area naturale protetta della Tanzania situata nella pianura di Serengeti. L’area attorno al cratere costituisce la riserva naturale. Il cratere di Ngorongoro, è considerato la più grande caldera intatta del mondo.
Imperdibile la visita del parco nazionale del Tarangire, un’area naturale protetta della Tanzania settentrionale. E poi come non perdersi nella suggestiva isola di Zanzibar composta da due isole principali, Unguja e Pemba, e numerose isole minori.

Eccolo qui il Mal d’Africa, tra un safari in Sud Africa, la natura selvaggia del Kenya e quella ricca cultura tribale della Tanzania incorniciata in paesaggi da sogno.
La cordialità della sua gente rendono ogni viaggio in questi angoli del continente africano un’esperienza indimenticabile e “inguaribile” per molti.

Liana, vive da 17 anni in Africa e quando le ho chiesto, cosa fosse il Mal d’Africa per lei, mi ha risposto così:
“La nostalgia di un mondo perduto, arcaico dentro di noi. Lo ritroviamo solo quando siamo qui in Africa, a livello di relazioni personali non solo di colori. La nostalgia di una mamma che non c’è più, per chi non ci può più ritornare. Anche se andiamo avanti c’è sempre una parte di noi che rimane indietro e che riscopriamo solo mettendola a confronto con quella di adesso. Esiste una “africanità” perché esiste l’Europa. Esiste un confronto altrimenti in sé per sé non avrebbe senso.
Il Mal d’Africa esiste per chi lascia l’Africa e poi torna in Europa, ossia un luogo differente che non potrà mai essere l’Africa.
L’Africa è la madre dei popoli”.
