Ricordando Lady D

Filly di Somma

Ogni volta che passo davanti al Pont de l’Alma a Parigi, ammiro la Tour che – silenziosamente – fa capolino da lontano insieme alla bellezza di una città che per me è “casa”. Mi soffermo su quel ponte e come se fosse una “preghiera” resto in silenzio.

Una delle ultime volte, ho immortalato una scritta su di un muro, la chiave di lettura di quel momento, “sacro” per me.

“J’entends ta voix dans tous les bruits du monde” (Sento la tua voce in tutti i rumori del mondo)

Era il 31 agosto del 1997 quando la principessa Diana morì a 36 anni in un incidente stradale a Parigi – all’interno del tunnel del Pont de l’Alma – con il suo compagno Dodi Al-Fayed.

Una notizia che scioccò il mondo.

Da allora sono passati 27 anni ma Lady D resta sempre nel cuore di tutti.

Mi chiedo come sia possibile che questa donna continui a “vivere”. La risposta la trovo ogni volta che guardo il ponte. È stata una principessa che ha sempre scelto di non diventare regina, ha scelto di brillare di luce propria e ci è riuscita, anche dopo la sua tragica morte. Nonostante gli anni!

La Principessa del Popolo, ci ha lasciato una grande eredità ed è questo che la rende “eterna”.

Non si dava arie, era sempre pronta a mostrarsi vicina ai sudditi e alla servitù. Riuscì a promuovere importanti cause sociali e umanitarie – la battaglia contro le mine anti-uomo, il sostegno ai malati di Aids – quando anche una semplice stretta di mano faceva davvero paura. Per vincere quel pregiudizio Diana apparve spesso abbracciata a malati di lebbra e di Aids. Il suo sostegno ai senzatetto, ai bambini orfani e ammalati. Fu la prima di una famiglia reale a parlare in pubblico di depressione, bulimia, ansia.

E poi quell’incontro con Madre Teresa di Calcutta. Da allora si ritrovarono più volte, fino alla morte di entrambe a pochi giorni di distanza nel 1997. Sarà un caso che abbiano “deciso” di lasciare questo mondo insieme?

Con la sua morte 27 anni fa il mito di Lady D continua a crescere. Chissà come sarebbe stata la sua vita oggi, dopo tutti questi lunghissimi anni. Una domanda che mi pongo ogni volta che penso alle persone care della mia vita e che non ci sono più.

La sua è stata una “favola al contrario” e per quanto triste e tragica, credo che sia proprio questo a legarci indissolubilmente a lei.

“J’entends ta voix dans tous les bruits du monde”

Un pensiero su “Ricordando Lady D

  1. La sua semplicità e umanità l’hanno resa diversa da capi di stato regnanti e nobili che non si sono mai preoccupati del prossimo e dei problemi della collettività .È stata ed è ancora un esempio ( sinora non duplicato) di come posa essere impiegato un ruolo oltre che un’esistenza in modo costruttivo senza stagnare nell’assurdi vanto della propria origine e posizione sociale.Quando è morta ho pianto come se mi fosse mancato un famigliare e ancora ora mi rattristo al pensiero della sua sfortuna personale che aveva riscattato proprio con gli impegni sociali.

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