di Filly di Somma
Sabato 28 marzo 2026, alle ore 16.30, presso la Fondazione Venanzo Crocetti, si terrà il finissage della mostra collettiva Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica, curata da Alberto Dambruoso e Mayumi Miyazawa. Tra gli artisti partecipanti figurano Nobushige Akiyama, Yuriko Damiani, Uemon Ikeda, Machiko Kodera, Hidetoshi Nagasawa, Kyoji Nagatani, Yoshin Ogata, Naoya Takahara, Sahoko Takahashi e Kan Yasuda.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Venanzo Crocetti con il contributo del Ministero della Cultura e il patrocinio della Fondazione Italia Giappone e dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. Il progetto espositivo rientra nelle celebrazioni del 160° Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone, dedicandosi agli artisti giapponesi contemporanei che hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato per formazione, ricerca e sperimentazione creativa.

Il finissage inizierà con l’Incontro con la poesia giapponese, patrocinato dalla FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) e organizzato insieme alla Fondazione Italia Giappone, a partire dalle 16.30. Dopo i saluti di Tetsuro Akanegakubo, Vicepresidente della Fondazione Crocetti, interverranno:
- Umberto Vattani, Presidente della Fondazione Italia Giappone
- Guidotto Colleoni, già docente di Letteratura giapponese alla Sapienza Università di Roma, esperto di poesia giapponese classica e kanshi, inclusa la produzione di autori come Natsume Sōseki e Akutagawa Ryūnosuke
- Diego Martina, scrittore e traduttore di letteratura giapponese, allievo della haijin Kuroda Momoko e tra i vincitori della 76ª edizione del concorso in lingua giapponese Bashō-ō ken’ei haiku, dedicato a Matsuo Bashō
Il dialogo sarà condotto da Miho Tokimoto, docente di lingua giapponese alla Sapienza Università di Roma e studiosa di didattica della lingua e cultura giapponese.
A seguire verrà presentato il catalogo bilingue (italiano-giapponese) della mostra, edito da Bordeaux Edizioni, alla presenza dei curatori, degli artisti e dell’editore.
Ingresso libero.
