Filly di Somma
Classe 1970, nata a Tokyo, è una traduttrice e poetessa. Ha studiato giornalismo all’ Università di Waseda in Giappone. Dopo la laurea ha studiato alla Sorbona di Parigi. Pubblica i suoi libri sia in francese che giapponese.
La cucina è un contenitore molto importante per Ryoko Sekiguchi.
All’ interno di essa si possono inserire tante cose ed emozioni come l’amore, la felicità, la famiglia, la separazione, la malattia, e anche la morte. Per Ryoko non c’è affatto una separazione tra il mondo della cucina e quello della letteratura. Lei stessa punta l’attenzione su dei temi importanti: la vita, l’amore e la morte.
In particolare Ryoko Sekiguchi riflette su un aspetto molto importante.
Quando muore qualcuno, è come se finisse una stagione, è come se finisse anche un viaggio e c’è una separazione. Ma c’è il nagori, un termine giapponese molto caro a Ryoko, tanto da averne dedicato una pubblicazione.
Nagori si potrebbe tradurre con quel sentimento di nostalgia e tristezza quando qualcosa finisce, come una stagione che va via. Ma in realtà proprio questo nagori ci porta verso una nuova dimensione, una nuova tappa della vita, una rinascita.
“Nagori” è il titolo del libro scritto da Ryoko Sekiguchi pubblicato da Einaudi.
Nella vita della scrittrice e giornalista ci sono dei posti che le trasmettono quel sentimento di nagori, legato alla nostalgia di un qualcosa che passa. Ci sono in particolare due città a lei molto care – Roma e Beirut – le quali incarnano in pieno il nagori.
Ryoko Sekiguchi punta l’attenzione sulle stagioni che trasmettono emozioni, dato che la natura ci emoziona da sempre. La cucina viene vista come un riflesso della natura, ecco spiegato il motivo per cui anche essa è intrisa di emozioni. Se si riflette bene, ogni ingrediente che si usa quando cuciniamo è l’espressione di una stagione. Ma in fondo non c’è un momento in cui si vive solo una stagione, a volte nella stessa ce ne sono almeno due o tre.
Ryoko Sekiguchi punta l’attenzione anche sulla “opacità della temporalità” che in fondo è legata alle stagioni che cambiano ciclicamente.
Il mondo della cucina è caro a questa bravissima scrittrice giornalista. Adora le verdure invernali che spesso ritrova nella città di Roma e che invece in Francia dove vive (Parigi) non riesce a trovare. In estate ama l’anguria, in autunno le castagne, e poi la primavera con i fiori di ciliegio, sakura, che utilizza anche in cucina.
“Nagori. La nostalgia della stagione che ci ha appena lasciato” – il suo libro

Scritto da Ryoko Sekiguchi, è un viaggio meraviglioso nel mondo della cucina e delle emozioni.
Dal Giappone alla Francia – con un’importante tappa emotiva e culinaria a Roma – Nagori è una piccola guida alla scoperta di una visione tutta giapponese dell’arte e della gastronomia.
Quanti significati racchiude questa parola giapponese.
Nagori indica la fine della stagionalità di un frutto, di un ortaggio, di un dono della natura.
Nagori è anche nostalgia per una stagione giunta al termine e che ci lasciamo a malincuore alle spalle.
Nagori annuncia una assenza futura. Per ritrovare quell’odore, quel sapore, quell’emozione bisognerà aspettare un intero anno. Non resta che conservarne il ricordo nella memoria dei sensi.
Partendo da un’affascinante riflessione sul nostro legame con le stagioni e la natura, Ryoko Sekiguchi traccia un percorso incantevole attraverso l’arte, la letteratura, la gastronomia, e lo splendore millenario di saggezza e poesia del Giappone.
Nagori è un’idea che corrisponde a quella che si potrebbe definire una «retro-stagione».
Un frutto di nagori si consuma al termine del suo periodo di maturazione, e si può quindi considerare di fine stagione.
Per ritrovarne il sapore, bisognerà rassegnarsi al ciclo delle stagioni e attendere l’anno successivo: nagori allora è la nostalgia della stagione giunta al termine che ci lascia, e che siamo costretti a lasciare.
È l’atmosfera di qualcosa che non esiste più, come quella di una casa che evoca il ricordo di coloro che l’hanno abitata.
È ciò che rimane dopo il passaggio di una persona, di un oggetto, di un avvenimento.
È il momento del saluto prima di una partenza, o di una separazione definitiva.
Dal concetto di nagori e dalle stagioni, natura e tempo prende vita la riflessione di Ryoko Sekiguchi: Le stagioni le suddividiamo, delimitiamo, classifichiamo, desideriamo o trascuriamo continuamente.
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Foto copertina: https://www.facebook.com/ryoko.sekiguchi.7
