Filly di Somma
Dal greco Koraillon, ‘scheletro duro’, la leggenda narra che Perseo uccise Medusa, pulì le mani nel mare e le piante acquatiche si colorarono di rosso. Colonie di piccolissimi polipi producono una sostanza calcarea: il corallo. I fondali marini italiani hanno una grande varietà di questo “gioiello del mare”, in primis di colore rosso, nel Mar Mediterraneo. Nell’antichità custodiva un potere magico, curativo e poi religioso, con la nascita dei rosari apparve in grani. Le origini della lavorazione del corallo in Italia furono a Trapani, in Sicilia, tra il Cinquecento e il Seicento. Poi in Campania, a Torre Del Greco, in provincia di Napoli. Il corallo abbondava in Sardegna, ad Alghero, e adesso lo si trova anche in Calabria, nella Secca di Amendolara. La lavorazione del corallo culminò nel Settecento ed entrò nelle gioiellerie nel Novecento. Il corallo rosso del Mediterraneo vive tra 10 e 200 metri di profondità, lavaggio, tagliatura e lucidatura le fasi della lavorazione. Oggi Torre Del Greco, Trapani, Alghero sono i luoghi capisaldi, a cui si aggiungono Sciacca e anche Ischia.
Campania – Torre Del Greco e il Museo del Corallo
Nel 1878 fu istituita la Scuola per la Lavorazione del Corallo. Oggi al primo piano sorge il Museo. Diversi i laboratori a Torre del Greco, alcune storiche famiglie artigiane portano avanti la tradizione della lavorazione da generazioni. Gasco della Famiglia Scognamiglio produce da oltre 150 anni gioielli in corallo, Enzo Liverino lo fa dal 1894. Assocoral è l’Associazione Nazionale dei Produttori di Corallo, ha sede a Torre Del Greco. Tutela, sviluppa e promuove il prodotto anche all’estero.
(liverino1894.com/it/museo-del-corallo)

FOTO: Museo Enzo Liverino – Torre Del Greco – crediti: liverino1894.com
Sicilia – Trapani, il Museo Pepoli e una varietà unica al mondo
Capolavori di corallo nel Museo Regionale Conte Agostino Pepoli a Trapani, dove si ammirano gioielli, scrigni, presepi, calici, reliquari. Ancora oggi la lavorazione del corallo trapanese viene eseguita con tecniche antichissime. Pochi i laboratori esistenti, ma la tradizione persiste. Il corallo di Sciacca, in provincia di Agrigento, è considerata una varietà unica al mondo, per i suoi colori, dall’arancio intenso, al rosa salmone chiaro, con macchie scure, a testimonianza dell’origine vulcanica. Il corallo proviene da un vulcano sommerso, l’Isola Ferdinandea.
(comune.trapani.it/turismo/museo-regionale-conte-agostino-pepoli/)

FOTO: Museo regionale di Trapani ”Agostino Pepoli” – crediti: IG @museo_regionale_a_pepoli
Sardegna – La Riviera del Corallo ad Alghero e cimeli da ammirare
Seconda in Italia, dopo quella di Torre Del Greco, la Scuola del Corallo di Alghero fu creata nel 1950. All’interno di Villa Costantino è stato aperto il Museo del Corallo. Oggetti realizzati da artigiani esperti e studenti della scuola. Riviera del Corallo, così viene definito il litorale di Alghero, la picozza è lo strumento per l’estrazione del corallo con la pesca a immersione, le reti non sono ammesse. Massimo 25 volte all’anno, da maggio a ottobre, in nome della protezione del “gioiello” e dell’ecosistema marino.
(museialghero.it/museo-del-corallo)

FOTO: la Riviera del Corallo – crediti: IG @algheroturismo
Calabria – Amendolara, il Parco Marino e i fondali coralligeni
Un banco di raro corallo nero e rosso individuati nella Secca di Amendolara, borgo turistico nell’Alto Ionio Cosentino in Calabria. Una scoperta sorprendente in quanto quel mare possiede fondali sabbiosi, i cambiamenti climatici hanno contribuito alla sorpresa, ma l’incredibile scoperta testimonia la biodiversità dei nostri mari. La ricerca che ha portato al ritrovamento del corallo in Calabria è stata realizzata dalla motonave oceanografica Astrea, tramite un robot sottomarino guidato da remoto. Suggestive le esperienze di immersione praticate in questi fondali coralligeni nel Parco Marino Regionale della Secca di Amendolara.
(parchimarinicalabria.it/parchi-marini/secca-di-amendolara)

FOTO: Parco Marino Regionale “Secca di Amendolara”- crediti: parchimarinicalabria.it
