“La Vita segreta di un ragazzo inurbato”:Le Finestre di Parigi intervista l’autore Aldo Zambuto

Filly di Somma

1) Ciao Aldo, parlami di te e del percorso che ti ha portato a diventare scrittore, quando hai cominciato ?

Ciao a Te! Mi fa davvero piacere fare questa intervista: la modalità scritta è rara oggi come oggi. Avere il tempo di riflettere un momento in più su cosa rispondere, è importante, sia per trovare le parole giuste da dire che per cercare di comporre un concetto chiaro ai lettori, senza inutili giri di parole. Scrivere mi piace, non ricordo quando ho iniziato di preciso, non ho un evento determinante che fa capo all’idea di scrittura. Più che altro potrei dirti quando ho iniziato a voler condividere ciò che penso: be’ questo credo che risalga a circa 4-5 anni fa. 

2) Quando e perchè hai deciso di scrivere questo libro ” La Vita segreta di un ragazzo inurbato” ?

Il libro è nato naturalmente. Inizialmente erano solo concetti e pensieri scritti qui e là, senza un ordine ben preciso. Probabilmente richiama vagamente l’idea di uno “Zibaldone”, ma direi sia anche troppo definirlo tale. Lo Zibaldone è unico e solo e io mi ci inchino.

3) Cosa racconti in questo libro? 

Racconto di quello che può accadere nel momento in cui si presenta davanti a noi un cambiamento. L’inurbamento l’ho considerato metafora di ciò che succederebbe intorno a noi, ma soprattutto dentro di noi: lo sconvolgimento della nostra esistenza che arriva per scelta o per costrizione. Quando il cambiamento ci è imposto facciamo più fatica ad adattarci, mentre quando siamo noi a sceglierlo, gli avvenimenti ce li prospettiamo in modo diverso e li affrontiamo in modalità Brave heart.

4) Che cosa vuoi comunicare a chi legge questo libro? 

Non devo inviare alcun messaggio ai lettori. Credo che il cambiarsi, l’inurbarsi sia dentro di noi. Questo libro potrebbe essere un vademecum per coloro che davanti ad un cambiamento, non sapendo cosa fare, magari, potrebbero riuscire a trovare delle risposte a quegli interrogativi che logorano il cervello e che annebbiano una realtà difficile da affrontare, davanti la quale, l’unica soluzione è scappare.

5) Tu fai l’insegnante: che cosa insegni?  Le tue attività d’insegnante e di scrittore sono collegate ? 

Sono un prof di lettere alle superiori. Quando ho iniziato a insegnare, credevo di non superare le prime 24 h lavoro. Poi un giorno è diventato un mese, quel mese si è moltiplicato in anni, e a oggi non potrei fare a meno d’insegnare ai ragazzi. Ho imparato ad amare questo lavoro. Quando mi sono inurbato, ormai tantissimi anni fa, credevo che la grande città aspettasse solo me; solo in un secondo momento ho capito che non era così. Perciò ho dovuto farmi spazio e cambiare le priorità. Mi piace insegnare perché vorrei preparare le basi di realtà, da condire con la giusta quantità di sogni per quei giovanissimi, che guardo e osservo persi in loro stessi, senza punti di riferimento e con dei genitori presi da tutto tranne che da loro.

6) Hai fatto mai scrivere un libro ai tuoi alunni o comunque li hai mai invogliati a farlo?

Non ho mai invogliato a scrivere libri perché non ero consapevole che un giorno avrei avuto l’esigenza di dover comunicare qualcosa per iscritto. Non posso invitare qualcuno a fare un salto nel buio senza spianargli la strada. Che poi faccia scrivere i miei allievi, è il minimo. Temi, riflessioni e lavori di copiatura di brani per me sono alla base per imparare a scrivere, scriversi ed ascoltarsi. 

7) Secondo te, come si fa a diventare un bravo scrittore oggi?

Per diventare un bravo scrittore oggi, bisogna attingere sempre alla tradizione. Il classico è alla base, se lo conosci puoi rinnovarti e rinnovare il pensiero. La letteratura e la storia dal Medio Evo, ma anche da prima, a oggi, hanno avuto periodi di buio e luce in alternanza che col tempo si sono sempre più assottigliati per arrivare all’età contemporanea in cui c’è tanto buio (con libri scritti anche dai lupi), ma anche luce grazie ad autori nuovi e vecchi autori che si rinnovano, che rimangono sempre attuali perché sanno aggiornarsi. È un po’ quello che succede a noi insegnanti, bisogna essere “sempre sul pezzo”, conoscere i social, il nuovo linguaggio multimediale giovanile, in modo da far capire ai ragazzi che la “loro lingua” la comprendiamo e anche bene. Il segreto sta nel fargli capire che fuori dalla finestra esiste tanto altro.

8) Se dovessi invogliare un lettore ad acquistare il tuo libro quali tre aggettivi utilizzeresti per meglio descriverlo?

Più che aggettivi, preferisco scrivere la somma di quelle considerazioni che mi hanno comunicato molti di loro: 

– ho riso tanto, ho pianto tanto e ho riflettuto troppo, a quando il prossimo?

9) Essendo un insegnante incontri molti ragazzi, ma chi e cosa incontri realmente secondo te ? 

Incontro mondi. Piccoli incontaminati mondi che stanno tranquillamente vivendo la loro età in modo spensierato. Ma incontro anche chi il proprio mondo lo ha visto sgretolarsi senza alcun avviso. Vedo alcuni pronti ad affrontare le difficoltà del proprio mondo, altri che invece non ce la fanno e si fermano. La mancanza di punti di riferimento mi fa terrore. 

10) Mi descrivi il protagonista del tuo libro?

Il protagonista del libro è chi lo sta leggendo in quel momento. Se sei predisposto alla lettura, ti immergi in questa realtà descritta dal giovane ragazzo inurbato alle prese con tutte le esperienze della prima giovinezza consapevole e con tutta la crisi dell’incertezza che caratterizza la sua realtà.

11) Secondo te come è il mestiere di scrittore oggi ( pregi e difetti) ?

Il mestiere di scrittore non credo sia affatto semplice. Una libreria la definirei come un supermercato. Potrei andare a comprare un libro specifico che desidero da tempo, ma potrei anche andare lì e pensare di avere voglia di dolce, ma poi mi troverei davanti un’ampia scelta di prodotti, tutti più o meno validi, e dopo una serie di considerazioni, potrei scegliere il dolce giusto: la delusione è quando scopro che la copertina del libro è più bella della farcitura!

12) Quale musica di sottofondo sceglieresti per leggere il tuo libro?

Nessuna musica. Quando leggo devo essere in devoto silenzio nella mia camera, luce giustamente soffusa e una bella tisana calda da sorseggiare sul comodino. Questa è la situazione perfetta per me.

13) Mi descrivi Aldo lettore ? cosa leggi ?

Aldo lettore esiste ancora, anche se a volte credo di averlo perso. Questa estate ho letto un libro che non mi ha entusiasmato e che ho dovuto finire a fatica (perché i libri vanno terminati e non lasciati a metà!)

Sono abbastanza eclettico nei generi. Mi piacciono i classici della letteratura inglese, Pride and Prejudice della Austen in primis e subito dopo Jane Eyre di Charlotte Bronte. Ho avuto un ossessione per Ammaniti, credo di aver letto quasi tutti i suoi libri. Il mio preferito è “Ti prendo e ti porto via” che consiglio assolutamente a chiunque. Dico sempre che quel libro mi ha sconvolto l’esistenza; ancora non mi è chiaro da quale punto vista, ma un giorno lo scoprirò.

Grazieeee!

Aldo Zambuto
Docente/Formatore Lingua e Letteratura Italiana
Ciofs fp Lazio – via Marino Fasan 58 – 00121 Ostia, Roma
telefono +393896835071
Call: 06/5673502

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